L’INGIUSTIFICATA PAURA DI RINUNCIARE ALLA CARNE

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Franco Libero Manco

L’INGIUSTIFICATA PAURA DI RINUNCIARE ALLA CARNE

E’ mentalità comune molto diffusa l’idea che la carne sia un alimento necessario, che dà sostanza, che dà forza, che sia ricco di proteine utili alla crescita e che specialmente in uno stato di malattia sia utile inserirla nella dieta. Chi sostiene questo probabilmente è condizionato da abitudini arcaiche, che è poco informato, che non ha mai letto un testo di nutrizione. In sostanza la carne risulta essere tra gli alimenti meno completi sotto l’aspetto nutrizionale e quindi non solo non necessaria ma oltremodo dannosa.

Anche le persone più sensibili alle tematiche vegetariane spesso hanno paura di rinunciare totalmente al consumo di prodotti animali o derivati per un’atavica quanto ingiustificata paura di incorrere a qualche carenza nutrizionale. Una paura difficile da superare, specialmente se sono coinvolti dei bambini.

Per superare questa paura abbastanza consolidata basterebbe considerare che un terzo della popolazione mondiale vive, per vari motivi, da vegetariana; che i vegani godono di una salute migliore rispetto gli umani onnivori; che nella carne, pesce, formaggi, uova e derivati vari non vi è alcun principio nutritivo che non sia presente nel mondo vegetale, senza gli inevitabili effetti dannosi di questi prodotti (perché incompatibili con la nostra natura); che la completezza nutrizionale dell’alimentazione vegetale è stata confermata non solo da una miriade di scienziati e ricercatori indipendenti ma da una delle più autorevoli organizzazioni del mondo in fatto nutrizionale, l’ American Dietitic Association, che fin del 2009 ha dichiarato: “Tutte le diete vegetariane, comprese quelle vegane, correttamente pianificate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale e possono apportare benefici nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie. Sono appropriate in tutte le fasi del ciclo vitale, incluse gravidanza, allattamento, prima e seconda infanzia, adolescenza, nonché per gli atleti”. 

Inoltre, è utile considerare che per le generazioni che ci hanno preceduto negli ultimi 10 mila anni l’alimento carneo era un’eccezione non la regola e la salute del popolo era migliore di quella delle classi abbienti che potevano permettersi alimenti a base di animali.

I grandi uomini di spirito, di genio, santi e filosofi da sempre hanno raccomandato di escludere dalla dieta l’alimento carneo: la loro genialità e la loro eccellente salute dimostra chiaramente la non necessità nell’alimentazione umana. Da ricordare che i due più grandi geni, vanto dell’umanità, Pitagora e Leonardo da Vinci erano vegan.

Infine, se nella carne, nel pesce o nei prodotti caseari vi fosse qualche principio nutritivo non presente nel mondo vegetale coloro che non consumano questi prodotti dovrebbero accusare carenze nutrizionali invece risulta che il popolo dei vegani gode di una salute migliore rispetto a coloro che ne fanno uso. 

Prima di addentare una bistecca visita un mattatoio 

L’età di alcuni grandi vegetariani:

  1. Cornaro 104; San Romualdo 100; B. Russel 98; G. B. Shaw 94; Sofocle 91; Shelton 90; 

Tiziano 86; Ippocrate 83; Pitagora 74 (ucciso)

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FAGLI UNA CAREZZA,

PRIMA DI UCCIDERLO

E quando inerme e intriso di terrore

l’animale sarà nelle tue mani,

prima di togliergli il respiro, la luce, la vita,

guarda i suoi occhi innocenti,

tocca il caldo tepore del suo corpo,

accarezza il suo manto villoso,

le sue morbide piume,

le sue squame lucenti;

fa che almeno una volta

abbia da te una carezza,

poi reprimi ogni compassione,

ogni senso di colpa

e affonda la lama nelle sue viscere.

Non badare alle sue grida,

ignora le sue convulsioni,

non t’infastidisca la vista del suo sangue,

solo dagli il tempo di dire addio

ai verdi prati fecondi,

al cielo sublime,

al mare profondo,

e poi fallo a pezzi, cucinano e mangialo,

se ne hai il coraggio. (flm)

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