ANIMALI E GRILLO

(veruccia.blogspot.com) 30/03/206 Pochi giorni fa, sul blog di Beppe Grillo, appaiono sconcertanti frasi che sembrano metterlo sulla difensiva per quanto riguarda la sua golosa alimentazione onnivora (l’articolo di Grillo). Ma tali frasi non hanno fatto altro che scatenare accese polemiche in tutti i suoi sostenitori e collaboratori vegetariani e vegani che, coerenti nelle proprie idee etiche, sociali e di salvaguardia ambientale, si sono sentiti in dovere di informarlo su cosa si nasconda dietro tali evitabili affermazioni.
Riportiamo alcune illustri lettere di protesta.

Lettera scritta da Marco Alfano (Milano), sostenitore e responsabile del Meetup di Milano:

"Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l’osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa.
Mangiare carne fa parte della mia natura.

Caro Beppe,
sono uno dei tuoi amici del meetup di Milano.
C’ero anch’io a Piacenza, anzi sono anche salito sul palco a raccontare del ricorso contro Albertini e Formigoni.
Ti scrivo perchè l’introduzione al post contro la caccia alle foche mi ha molto deluso.
Sai, quando uno trova una persona con cui condivide così tante idee inizia a credere di conoscerla, di poterne percorrere i ragionamenti che portano a una conclusione.
Sai Beppe, io credo di conoscerti. Io credo che tu sia dotato di una intelligenza spregiudicata che ti permette di bypassare i preconcetti e le false verità dell’opinione comune.
Ti confesso senza falsa modestia, che anche io credo di riuscire spesso a vedere oltre.

Caro Beppe, questa volta hai sbagliato!

Caro Beppe Grillo,

spesso seguo i tuoi interventi, perché li trovo in gran parte giusti e condivisibili, ma stavolta mi dispiace, hai completamente sbagliato.

Leggo nel tuo blog, in data 27/03/2006:

Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l’osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa.
Mangiare carne fa parte della mia natura.

Mi dà però fastidio la crudeltà, l’insensibilità totale, la gratuita uccisione di esseri viventi al solo scopo di lucro, per aumentare il pil. E se sono cuccioli indifesi, di due/tre settimane (il tempo necessario alla formazione di una pelliccia bianca), uccisi a bastonate e scuoiati vivi, la cosa mi fa veramente schifo.
325.000 cuccioli di foca sono uccisi in questi giorni nel civile Canada, il cui primo ministro Stephen Harper ha affermato che il suo Paese è vittima della propaganda e che il massacro è necessario.
La "World Society for Protection of Animals" ha dichiarato che si tratta della "più grande e crudele uccisione di animali marini mai registrata sul pianeta".
I cuccioli sono uccisi a bastonate per non rovinare la pelle.
La pesca del merluzzo è sempre più scarsa a causa della pesca industriale e i cuccioli di foca rappresentano una risorsa per i pescatori che vivono in zone isolate.
Questo schifo rende 8,3 milioni di sterline e le pelli sono vendute all’industria della moda di tre Paesi: Russia, Cina e Norvegia.
Per il bilancio canadese 8,3 milioni di sterline sono poco o nulla di fronte alla perdita di immagine a livello mondiale.

NON SOLO POLLI

Che cos´è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di broiler. Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l´ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo "indice di conversione": un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne "produce" uno di carne. Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo).

LA FABBRICA DEGLI ANIMALI

Enrico Moriconi
-Viaggio nello sviluppo insostenibile
con Enrico Moriconi

Un viaggio informativo ma insieme partecipe tra gli allevamenti industriali e su tutto il carico di squilibrio che comportano.
Un percorso ragionato su quanto costi il nostro cibo non solo in terrmini economici, ma di ambiente, energia, lavoro e sofferenza.
I prodotti di origine animale arrivano per il 90% dai cosiddetti allevamenti intensivi, vere fabbriche dove gli animali perdono la considerazione di esseri viventi e senzienti per trasformarsi in macchine produttrici di carne, latte e uova.

Il documentario vuole far conoscere questa realtà, dietro la quale si nascondono grandi speculazioni economiche, rischi gravi per la salute e le risorse del pianeta, violenza su milioni di animali.
L’obiettivo è operare in funzione di scelte alimentari che tengano conto di metodi più rispettosi verso gli animali e tutta la natura.
(durata: 38,59 min.)

Anno 1999

Regia: Adonella Marena
Fotografia:
Massimo Arvat, Adonella Marena
Montaggio:
Marco Duretti
Postproduzione:
Zenit Arti Audiovisive – Torino
Produzione:
ASVEP (Associazione culturale veterinaria di salute pubblica) col contributo di regione Piemonte assessorato all’Ambiente 

MATTANZA QUOTIDIANA!

Follia pura è pensare agli animali, in allevamenti intensivi, soggetti a continue sperimentazioni genetiche funzionali al profitto, trattati senza dignità di vita, considerati parti di un processo produttivo per il profitto. E’ senza senso! Colpisce d’altra parte l’insensibilità popolare verso questo tipo consumo. Dacia Maraini: "Da cosa ci viene questa arroganza? Questa assoluta cecità di fronte alle sofferenze animali? Purtroppo, non credo nemmeno che si tratti di cattiveria, come si suol dire, ma di assoluta insensibilità, ovvero di assoluta mancanza di immaginazione. La gente non è crudele per istinto (mah…NDR) ma perché non è capace o non è educata a immaginare la sofferenza altrui."