FROSINONE – PARMA: 1-2

Ieri è stata la vera partita di serie B di un tempo: posto infame, campo terribile, stretto, con i raccattapalle che nascondevano il pallone quando usciva. E’ sì bisogna dirlo: gran "cul de sac"!… ma per vincere i campionati ci vuole anche quello e il Parma è in debito con la fortuna… Credetemi!
Il problema forse è che non siamo così forti da vincere il campionato per cui o cresciamo noi o cresce il nostro deretano… caso contrario si va ai playoff e li sarà un inferno!
Speriamo bene… Domenica c’è il Brescia… vediamo!
(Parma, 18/02/2009)

Brucio

Addio a Gaetano Valenza

Addio a Valenza
Gaetano Valenza, l’imprenditore
svizzero – campano che voleva
acquistare il Parma prima che
diventasse presidente Tommaso
Ghirardi, è morto.A stroncarlo,
ieri, all’età di 48 anni, è stato un
ictus, anche se già in passato
era stato soggetto a problemi di
salute. L’uomo era molto conosciuto
a Parma perché era stato
uno dei primi (insieme al desaparecido
Lorenzo Sanz) a dichiararsi
disponibile a voler acquisire
la proprietà del club ducale
dopo la messa all’asta. Il
magnate della Ticino hosting
sport promotions si dichiarava
pronto a versare i fatidici 35 milioni
come quota per risolvere
positivamente l’affare.Addirittura
si facevano i nomi di coloro
che l’avrebbero accompagnato
in questa avventura come
membri dello staff tecnico: da
Franco Baldini a Giovanni Galli,
fino a Zdenek Zeman.
In realtà quei soldi non arrivarono
mai, anche se Valenza denunciò
che il Parma, allora in
amministrazione straordinaria,
«cambiò il numero di conto corrente
mentre era in atto il trasferimento
dei 35 milioni di euro,
come documentato dal fax della
Swissfirst Bank del Liechtestein,
rendendo in questo modo
tecnicamente impossibile un
nuovo bonifico nei termini perentori
indicati dal contratto di
cessione». Negli ultimi tempi
aveva spostato il proprio quartier
generale da Parma a Numana
(in provincia di Ancona),da
dove contava di rilanciarsi per
l’acquisizione di un club professionistico.
Ma Valenza a Parma era tristemente
noto anche in tribunale.
Dopo non essere riuscito ad acquistare
il club crociato, l’imprenditore
aveva pensato di diventare
proprietario del Porcaloca,
residence e trattoria alle
porte della città. Ma anche questo
affare andò male: tant’ è

Cos’è il decreto Parmalat

Lorenzo Stanghellini

Con il decreto pre-natalizio è stata introdotta una variante accelerata alla normativa sull’amministrazione straordinaria delle grandi imprese. I pochi cambiamenti sono per lo più concentrati nella fase di avvio della procedura. Non convincono il rafforzamento dei poteri del ministro né la limitazione dell’applicazione alle grandissime aziende, ma il decreto non è di per sé un salvataggio né un aiuto di Stato. È invece il frutto della mancanza di una riforma generale e un’occasione perduta per ampliare la gamma degli strumenti di soluzione delle crisi.

E’ ormai avviata per le principali società del gruppo Parmalat (Parmalat Spa e Parmalat Finanziaria Spa) la procedura accelerata di amministrazione straordinaria (da non confondere con l’amministrazione controllata) (1) disegnata dal Governo con il decreto-legge approvato subito prima di Natale proprio per rispondere alla crisi della società di Collecchio. In cosa consiste questa procedura?

Dalla “legge Prodi” alla “Prodi-bis”

Approvata d’urgenza nel 1979, la cosiddetta legge Prodi sull’amministrazione straordinaria delle grandi imprese in crisi (legge 95) prevedeva la pura continuazione dell’attività delle imprese insolventi in vista di un miracolo da attendere per anni a spese dei creditori. È stata abrogata nel 1999 dopo un lungo contenzioso con le istituzioni europee, che a più riprese avevano condannato l’Italia per la violazione delle regole sugli aiuti di Stato alle imprese, e sostituita con una normativa più flessibile, comunemente definita “Prodi-bis” (decreto legislativo 270).

LA GUERRA DEL CALCIO

calcioQuella che è stata generata a Catania non è altro che violenza prodotta dentro e fuori dal campo in questi anni di sport e vita. Jean-Paul Sartre: "Il calcio è una metafora della vita". rete

Giusto una settimana fa mi indignavo in un articolo (Tondino Padano) con il nuovo proprietario del Parma calcio la cui ricetta era “Correre e picchiare, picchiare e correre”. Ero indignato anche per come alcuni giornali l’avessero sostenuta, facendola diventare frase da locandina, esposta in tutta la città, propositiva e necessaria per salvare una stagione calcisticamente per ora disastrosa.
Ero indignato solo al fatto che una persona potesse pensare, ancorché prima di dire, a questo, come rimedio. Ero indignato per come non vi potessero essere altre parole per motivare giocatori: vocabolario ristretto o ristretta visione della vita e dello sport. Ma questa, si vede, è la cultura della triade: Ghirardi, Medeghini, Guareschi. Sì, certo, non era nelle vostre intenzioni sollecitare la violenza, ma queste leggerezze in chi gestisce responsabilità pubbliche o di ampia ricaduta collettiva, non sono più sopportabili.

TONDINO PADANO

Ghirardi TommasoCorrere e picchiare, picchiare e correre”. Con questo slogan da ventennio il nuovo patron taglia il cordone ombelicale del Parma calcio dal muggito dei Bond e di Bondi. Vagisce il neonato scalciante, tra le braccia della levatrice Banca Monte Parma, sensibile alle pratiche creative di Collecchiello, impegnata a nutrirlo con la nuova confezione sport di "padano parmigiano grattugiato".
Ma complimenti Presidente Ghirardi, ci mancava uno come lei a Parma! 
Una bella faccia da tondino! Nuova. Da testimonial OMS! Propositi da Social Forum! Parole sagge le sue, adatte contro la violenza sociale e negli stadi; parole di vera sportività! Un inno alla correttezza, alla pratica sportiva. Parole nuove di concretezza, veramente, ci mancavano! Da messia dello sport! Cosa ne pensa Ministro Melandri?

Perché esiste ancora il calcio sport? Ma va là! Che ce ne facciamo del virtuosismo balistico, dello stile, dello spirito sportivo, del sano agonismo, della tecnica e della tattica, della correttezza e della lealtà di gioco? Nuovo modello Gnutti, Fiorani e C.?
Dal ducato europeo un messaggio parmigiano/bresciano a Platini: “Correre e picchiare”; in campo datevene più che potete! E che vinca chi mena di più! Sangue e arena…stile gladiatori. Sacchi è d’accordo? Dal calcio champagne a quello grattugiato misto! Un incoraggiamento al comportamento corretto per le tifoserie. Cosa dirà ai prossimi subbugli del dopo partita? All’ingresso sarà dato in dotazione il tondino?

PARMA CALCIO: LEZIONI DI STILE ALLA CLASSE DIRIGENTE

L’ottenimento del commissariamento e lo stato di insolvenza del Parma calcio per 309 milioni di euro ha risanato il club gialloblu. L’opera di Bondi porta fatti non parole. Se pochi giorni fa sportivi e amministratori pubblici lanciavano velate polemiche a Enrico Bondi, per la poca loquacità, oggi farebbero bene a rivedere le loro posizioni e a ringraziare per l’opera da lui fin ora svolta, con una comunicazione essenziale, evitando di generare illusioni. Una persona che con il suo modo rigoroso, austero, quasi monacale, con la sua visione molecolare e d’insieme (è un chimico specializzato in finanza di impresa), catapultato in un crac finanziario e industriale internazionale, è stato in grado, in cinque mesi, di prender conoscenza, di mantenere il processo industriale, di presentare un piano di risanamento e sviluppo, di assicurarsi credibilità gestionale, di mettere la squadra di calcio nelle migliori condizioni per affrontare il prossimo campionato e l’eventuale cessione a nuova proprietà.