Processo Aemilia, minacce alla magistrata Beretti

Stia lontana da finestre ufficio, sanno dove studia suo figlio”

Un anziano prete, don Ercole Artoni, e il commerciante Aldo Ruffini hanno minacciato la magistrata Cristina Beretti, componente del collegio che giudica gli imputati al processo di ‘ndrangheta Aemilia, riferendole frasi a lei indirizzate da detenuti imputati di associazione a delinquere di stampo mafioso arrestati nell’ambito dell’inchiesta sulla malavita organizzata in Emilia.

“Sa che a Reggio c’è un braccio speciale dove sono detenuti gli imputati di Aemilia ? Uno di loro mi ha detto di venire da lei e di dirle di stare molto attenta e soprattutto di stare lontana dalle finestre dell’ufficio (…) un altro di loro ha detto di stare attenta che sanno dove studia suo figlio”.

Queste le frasi intimidatorie che avrebbe pronunciato don Artoni alla magistrata il 18 dicembre dell’anno scorso in accordo con Ruffini, 74 anni, finito nella rete degli inquirenti per una vicenda di evasione fiscale.

Don Artoni lo chiamavano il “prete scomodo”, “comunista”, “sacerdote degli ultimi” e ora, a 88 anni, si trova ai domiciliari. È finito arrestato, assieme a Ruffini, già indagato per una maxi-evasione fiscale, proprio per le minacce al giudice Cristina Beretti, presidente del tribunale di Reggio Emilia e componente del collegio del processo di ‘ndrangheta Aemilia. Rispondono entrambi, in concorso, di minacce aggravate a un corpo giudiziario.

Fonte Link: parma.repubblica.it

‘Ndrangheta Emilia, ‘infiltrazione omeopatica. Scuola ha detto no a iniziative su strage di Capaci’. Commissario: ‘Lasciati soli’

L’analisi è dell’Osservatorio sulla Criminalità Organizzata dell’Università di Milano (Cross). A presentare la sintesi del report frutto di 8 mesi di lavoro e interviste sul campo il direttore Nando Dalla Chiesa. Alla vigilia della sentenza Aemilia, è stato analizzato il processo di insediamento e messo sotto accusa il modo in cui è stato affrontato il tema da parte delle istituzioni locali anche dopo l’inizio del maxi processo. Il dottor Giacomo Di Matteo, uno dei tre commissari prefettizzi ad aver gestito Brescello dopo il commissariamento: “Diffidenza e pregiudizi”. Assenti molti dei politici locali

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Fotografia Europea 2018 a Parma, presso lo Csac: FIGURE CONTRO. FOTOGRAFIA DELLA DIFFERENZA

FIGURE CONTRO. FOTOGRAFIA DELLA DIFFERENZA

Francesca Avanzini

Oggi, 21 aprile, nell’ambito di Fotografia Europea 2018, dedicata quest’anno a “RIVOLUZIONI. Ribellioni, cambiamenti, utopie”, apre allo CSAC di Parma, presso l’Abbazia di Valserena, che rimarrà fino al 30 Settembre, la mostra “Figure contro. Fotografia della differenza”. Non nel senso che ha dato il femminismo alla parola, ma come presa di distanza dal conformismo, da quello che un tempo si chiamava “il sistema”. “Abbiamo scelto autori”, spiega Cristina Casero, che insieme a Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta ha curato la mostra, “che hanno puntato l’obiettivo su situazioni escluse dal racconto trionfalistico del boom economico (iniziato negli ’60, n.d.r.)”.

Perché sempre da lì si parte: quando si tratta di rivoluzioni, è giocoforza tornare al ’68 e dintorni, laboratori di ogni ribellione presente e futura, ancora fertili di suggestioni, come dimostra l’interesse non scolastico che, sempre nelle parole di Casero, hanno mostrato gli studenti in visita in anteprima alla mostra.

“L’esposizione è interamente realizzata con materiali appartenenti allo CSAC, ”continua la curatrice. ”E non si è trattato semplicemente di ‘tirare fuori dagli scaffali’, perché qui da noi il tema è sempre stato prioritario”.

Capitale cultura 2020: Piacenza, Parma e Reggio si alleano

Sono tra le dieci finaliste: “Aiuteremo quella che vince”

Tre città emiliane, Parma, Piacenza e Reggio Emilia, sono tra le dieci finaliste selezionate dal ministero dei Beni e delle attività cultuali e del turismo per aggiudicarsi il titolo della capitale italiana della Cultura 2020. Se una vincerà, potrà contare sull’aiuto delle altre due.

Lo assicura una nota delle tre amministrazioni comunali: “Quale sia delle tre a ricevere eventualmente il titolo, si impegnerà a collaborare strettamente con le altre due per favorire ricadute turistiche sull’Area vasta della Destinazione turistica Emilia ai fini di valorizzarne sempre più l’attrattività dall’Italia e dall’estero, incrementando il numero di visitatori”, si legge.

Emilia, se la cultura divide quello che il turismo unisce 

Tra poco le città presenteranno il proprio progetto nelle audizioni al Mibact. Le tre emiliane, insieme ai loro territori di

 riferimento, costituiscono l’Area vasta turistica ‘Emilia’ che, dallo scorso anno, ha nell’ente pubblico ‘Destinazione turistica Emilia’, il soggetto composto da 102 enti locali che promuove l’attrattività. 07 febbraio 2018

Fonte Linik: parma.repubblica.it

week-end di escursioni in Emilia con Four Seasons Natura e Cultura

Il prossimo fine settimana si apre all’insegna della natura e delle attività all’aperto. Chi lo dice che in inverno si debba stare in casa?

Si parte sabato 20 gennaio con escursione in provincia di Reggio Emilia alla scoperta delle terre di Matilde di Canossa e visita guidata alla Torre di Rossenella. Un percorso facile, adatto anche ai non esperti camminatori, un itinerario ad anello con partenza dal borgo storico di Cerezzola alla volta della Rupe di Campotrera e alla Torre di Rossenella. Una vera camminata all’interno della storia in una Riserva Naturale ricca di antichi affiormanenti di roccia vulcanica. Un vero mix di natura e storia che arricchiranno piacevolmente la giornata.

Evento adatto anche ai bambini dagli 8 anni abituati a camminare.

Info e Prenotazioni: entro le 18 di venerdì 19 gennaio 2018 presso la segreteria FSNC Emilia-Romagna: tel. 338 3745332 o e-mail segreteria.emiliaromagna@fsnc.it.

Per tutti i dettagli è possibile consultare la scheda al link
http://www.viagginaturaecultura.it/scheda.php?id=1645

Domenica 21 gennaio sono previste ben due escursioni, ce n’è per tutti i gusti.
Le antiche foci del Torrente Parma, alla scoperta della Riserva Naturale della Parma Morta.

Camera di Commercio dell’Emilia: Michelangelo Dalla Riva guiderà l’avvio della nuova realtà

Con la nomina del commissario ad acta da parte del ministro Calenda (la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale è imminente), parte formalmente il cammino della Camera di Commercio dell’Emilia, frutto dell’accorpamento degli Enti camerali di Reggio Emilia, Parma e Piacenza.

L’integrazione determinerà la nascita di quella che si configura come la Camera di Commercio più grande dell’Emilia-Romagna e tra le prime in Italia: opererà, infatti, su un territorio in cui, alla fine del 2016, erano presenti 158.810 imprese con quasi 500 mila addetti, capaci di generare un valore aggiunto di 37,1 miliardi di euro ed un export che si attesta a 19,5 miliardi di euro.

Forte di 200 dipendenti e di altissimi livelli di informatizzazione, la nascente Camera di Commercio dell’Emilia sarà al servizio di un sistema imprenditoriale che rappresenta il 30% dell’economia regionale, avrà più di 70 milioni di euro di patrimonio netto e quasi 25 milioni di incassi annuali.

Dopo le delibere orientate all’accorpamento assunte nel gennaio scorso individualmente, in contemporanea e all’unanimità, dai Consigli delle tre Camere di Commercio di quell’Emilia occidentale che si estende su una superficie di 8.325 chilometri quadrati, ora il Commissario ad acta è chiamato ad avviare le procedure per la costituzione del Consiglio del nuovo Ente camerale entro 120 giorni.

Autobiografia di una femminista distratta incontro con Laura Lepetit

Autobiografia di una femminista di Laura Lepetit

Dall’incontro con Laura Lepetit, fondatrice della Tartaruga, il 23 aprile 2017 alle Giornate della Laicità di ReggioEmilia [LINK]

Francesca Avanzini

In “Autobiografia di una femminista distratta”, Laura Lepetit, mitica fondatrice della mitica  “Tartaruga”, racconta la sua vita e quella della casa editrice da lei creata, “importantissima nel panorama culturale italiano, senza la quale tanti aspetti della nostra crescita culturale non si sarebbero concretizzati. “

Così la filosofa Annarosa Buttarelli introduce l’autrice nell’incontro svoltosi a Reggio Emilia il 23 aprile nell’ambito delle Giornate della Laicità.

“Un libro necessario” continua, “grazie al quale la casa editrice viene collocata al suo giusto posto, quello che le compete nell’ambito della cultura italiana.”

Senza “La Tartaruga” scrittrici come Karen Blixen, Nadine Gordimer, Doris Lessing, la stessa Virginia Woolf, per non citarne che alcune, non avrebbero avuto il rilievo che meritavano o sarebbero addirittura passate inosservate. Molte di loro sono state tradotte per la prima volta o lanciate, come è il caso di Silvana La Spina e altre eccelse italiane o straniere.

“Non mi accorgevo, mentre scrivevo il libro, di stare facendo il catalogo della “Tartaruga”. Come il contadino della storia di Karen Blixen, che nella notte corre qua e là a caso per i suoi campi, e solo la mattina si accorge di avere creato il disegno perfetto di una cicogna, anche a me il disegno si è rivelato solo in fondo”, spiega Laura Lepetit.