PETIZIONE PER PROTEGGERE IL LUPO

Carlo Consiglio

PETIZIONE PER PROTEGGERE IL LUPO

La sezione del Trentino-Alto Adige della LAC (Lega per l’abolizione della caccia) ha lanciato una petizione per proteggere il lupo, a cui si può aderire aprendo il link:

https://www.change.org/p/commissione-europea-proteggere-il-lupo?recruiter=26182154&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition

CONSIGLIONEWS N. 91
18 marzo 2018

PETIZIONE PER LA SOSPENSIONE DELLA STAGIONE VENATORIA 2017-2018

Carlo Consiglio

PETIZIONE PER CHIEDERE LA SOSPENSIONE DELLA STAGIONE VENATORIA 2017-2018 A CAUSA DEGLI INCENDI E DELLA SICCITÀ

Si raccomanda di firmare la petizione popolare per chiedere la sospensione della stagione venatoria 2017-2018 a causa degli incendi e della siccità, al seguente link:

https://www.change.org/p/presidente-del-consiglio-emergenza-incendi-e-siccit%C3%A0-stop-alla-stagione-di-caccia

CONSIGLIONEWS N. 59
25 agosto 2017

LIPU: “Stop all’agricoltura avvelenata”

Margherita d’Amico

Attraverso una petizione la LIPU-Birdlife Italia chiede all’Unione Europea di modificare radicalmente l’attuale politica agricola, che si distingue per favorire il commercio e la diffusione di veleni spaventosi con cui si sta rapidamente distruggendo la biodiversità.

“Il 55% degli uccelli tipici dei paesaggi agricoli è scomparso negli ultimi 30 anni. Il 25% dei bombi (insetti fondamentali per l’impollinazione di molte piante che producono cibo) rischia l’estinzione, e molte altre specie selvatiche stanno subendo lo stesso destino” spiega la LIPU. in un comunicato “Tutto questo si deve principalmente all’agricoltura intensiva che cancella i prati, elimina le siepi, prosciuga gli stagni provocando la distruzione degli habitat che sono la casa di molte specie selvatiche. I prodotti chimici, usati come pesticidi e fertilizzanti stanno uccidendo le api e le farfalle, e inquinando i nostri fiumi. Anche se la campagna può sembrarci ancora verde, in realtà la natura sta scomparendo sotto i nostri occhi. Oggi l’Unione Europea sostiene un’agricoltura malata: favorisce un ristretto numero di grandi aziende agricole – senza pensare al bene di tutti – produce cibo non sano e danneggia la nostra salute, l’ambiente, le piante, gli animali. Il tutto con i soldi dei cittadini europei”.

Giornalismo, lanciata petizione per riconoscere legge Bacchelli a Riccardo Orioles: fondò I Siciliani con Pippo Fava

Il giornalista e scrittore riceve una pensione di anzianità “che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età”. L’autore della petizione: “Lo Stato riconosca in vita il valore e l’importanza di un intellettuale”

E’ partita su Change.org una petizione per chiedere l’applicazione della legge Bacchelli allo scrittore Riccardo Orioles, fondatore de I Siciliani, insieme a Pippo Fava, ucciso il 5 gennaio 1984. Il giornalista è nato a Milazzo 67 anni fa e attualmente riceve una pensione di anzianità “che non gli consente di continuare le cure per le sue patologie cardiache e gli acciacchi dovuti all’età”, si legge nella petizione lanciata dal giornalista Luca Salici.

Orioles nella sua vita professionale ha ottenuto contributi pensionistici solo per pochi anni di lavoro, sebbene abbia dedicato la sua intera esistenza al lavoro di giornalista in diverse testate e alla formazione di nuove generazioni di cronisti: da Nord a Sud dell’Italia centinaia di direttori e redattori di varie testate hanno trovato in lui un maestro della professione, della deontologia, dell’inchiesta, soprattutto antimafia. “In questi anni a poco sono serviti gli appelli all’Ordine dei Giornalisti e alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana. L’unica possibilità rimane quella di chiedere formalmente alle istituzioni di far accedere Orioles al fondo a favore di cittadini illustri che versano in stato di particolare necessità”, continua l’appello sulla piattaforma online.

Greenpeace in azione sulla piattaforma petrolifera

NO A NUOVE TRIVELLE NEI MARI ITALIANI CHIEDI AL GOVERNO DI INVESTIRE SULLE RINNOVABILI!

Dopo il Referendum, il Governo aveva assicurato che in acque italiane non ci sarebbero state nuove trivellazioni entro le 12 miglia dalla costa.

Una promessa smentita dai fatti, dato che al largo delle coste siciliane -nel campo oli Vega- sta per essere installata una nuova piattaforma petrolifera e sono stati autorizzati 12 nuovi pozzi di produzione dentro la fascia costiera protetta.

SIAMO ENTRATI IN AZIONE! I nostri attivisti, partiti dalla Rainbow Warrior, sono arrivati alla piattaforma VEGA A, a largo di Pozzallo, in Sicilia, e grazie ad un gommone volantemunito di deltaplano, hanno aperto uno striscione con la scritta “GO SOLAR!”. Intanto, un altro attivista su un paramotore ha aperto un secondo striscione con il messaggio“ACCENDIAMO IL SOLE”.

Stiamo chiedendo al Governo di fermare i nuovi pozzi e investire sulle energie rinnovabili.
UNISCITI ALLA NOSTRA PROTESTA: FIRMA LA PETIZIONE!

La peggiore idea di sempre per gli oceani

una compagnia mineraria ha ottenuto il permesso per un progetto assurdo che può trasformarsi in un disastro planetario: la prima miniera sul fondo di un oceano.

Abbiamo visto miniere devastare interi ecosistemi sulla terraferma — immaginate i danni che potrebbero fare delle grandi multinazionali scavando il fondo del mare, lontano dagli occhi dei cittadini. Sarebbe il colpo di grazia per gli oceani!

La buona notizia è che stanno facendo fatica a trovare i soldi necessari a partire. E con un’ondata internazionale di proteste possiamo spaventare chi sta pensando di finanziare il progetto e fermarlo sul nascere. Clicca per firmare la campagna, la pubblicizzeremo e la invieremo a tutti i potenziali investitori

https://secure.avaaz.org/it/png_nautilus_loc/?bMwQFab&v=79790&cl=10452372425&_checksum=9e4941a94a1ef2aa06026c13ebc80a3912b177d07022f24738ea33b71a5dc8f2

Ovviamente, il sito prescelto per la miniera è di fianco a uno dei fondali più incredibili al mondo: un ecosistema al largo della Papua Nuova Guinea dove vive di tutto, dalla barriera corallina agli enormi capodogli. Un’idea spregiudicata che potrebbe essere solo l’inizio.

NOI PARLAMENTARI PD PER IL NO AL REFERENDUM

I firmatari di questo documento sono parlamentari del PD che voteranno no al prossimo referendum costituzionaleChiedono che il confronto torni ad essere sul “merito della riforma” abbandonando “pregiudiziali posizioni di partito o di schieramento”. Ecco il loro appello. 

Con la consapevolezza che la propria è posizione in dissenso da quella deliberata dal PD, ma nella convinzione che essa possa essere da noi assunta grazie al carattere liberale dello statuto del partito, il quale mette in conto che non si dia un vincolo disciplinare quando sono in gioco principi e impianto costituzionale.

Una posizione, la nostra, che confidiamo possa essere doppiamente utile. Da un lato, contribuendo a centrare il confronto sul merito della riforma, anziché su pregiudiziali posizioni di schieramento, come un po’ tutti, a cominciare dal PD, dichiarano di auspicare. Dall’altro, ritenendo che non siano pochi, tra elettori e militanti democratici, coloro che coltivano una opinione diversa da quella “ufficiale” del partito, pensiamo sia bene che essi abbiano voce. Circostanza che conferisce autorevolezza e forza al PD come grande partito pluralistico, inclusivo e appunto liberale.

Sinteticamente, le motivazioni del nostro no sono le seguenti:

1) le priorità in agenda. È nostra convinzione che le riforme costituzionali, pur necessarie, non rappresentino la priorità in agenda. Di più: che da gran tempo è invalsa l’abitudine – una sorta di alibi per la classe politica – di imputare alla Costituzione la responsabilità di insufficienze che semmai vanno intestate alla politica e all’amministrazione; nonché di spostare tutta l’attenzione dall’esigenza di dare attuazione a principi e diritti scolpiti nella Carta alla ingegneria costituzionale in una sorta di frenesia riformatrice;

Il 98% delle donne è mutilato

Firma la Petizione

A 6 anni le dissero “Sii forte e coraggiosa, e domani diventerai una donna”, poi la portarono da una “tagliatrice” che con un rasoio le mutilò i genitali.

Hibo Wardere è una delle 200 milioni di bambine, ragazze e donne che nel mondo hanno subìto mutilazioni genitali femminili. Vivein Somalia, dove il 98% delle donne viene mutilato, e dove però ora tutto questo può cambiare: la Ministra per le Donne sta provando a vietare completamente questa pratica assurda e secondo gli esperti il supporto della comunità internazionale in questo momento può essere cruciale per l’approvazione finale della legge.

Nel Puntland, nel nordest del Paese, stanno approvando un bando totale e già in passato le riforme progressiste di questa zona sono poi diventate leggi nazionali. La ministra e questi leader locali stanno cercando di cambiare la vita delle bambine e delle donne somale, e un sostegno globale può dar loro la forza di far passare una nuova legge nazionale già nelle prossime settimane.Firma ora e poi condividi con tutti

https://secure.avaaz.org/it/fgm_somalia_ban_rb_loc/?bMwQFab&v=74104&cl=9669085007

E’ partita la petizione su Firmiamo.it contro la chiusura giudiziaria di luigiboschi.it

opera di Corrado D'Ottavi

Firmiamo CONTRO LA CHIUSURA Giudiziaria DEL giornale online LUIGIBOSCHI.IT

DIFENDIAMO IL DIRITTO PER LA LIBERTA’ DI OPINIONE, DI SATIRA, DELLA PAROLA CONTRARIA.
Rodrigo Meershon Vergara ex Presidente Logos e Arcoiris TV, console cileno a Modena, dopo aver ottenuto il sequestro dell’articolo: “Rodrigo Vergara, alias Arcoiris Tv e Logos, visto da vicino” ha richiesto e ottenuto dal Tribunale di Parma il sequestro di tutto il giornale online www.luigiboschi.it. Il Tribunale di Parma glielo ha concesso, nonostante la pronuncia delle Sezioni Unite della Cassazione – n. 31022 del 29 gennaio 2015 – contro il sequestro preventivo delle testate telematiche (LINK), e ha rigettato la mia istanza presentata al Riesame, per cui ora devo fare ricorso in Cassazione.
Vi chiedo un sostegno con la vostra firma contro la chiusura giudiziaria di questo sito informativo in virtù del diritto di critica e opinione, e di satira garantiti dagli Articoli 21 e 23 della Costituzione italiana.

Racconto dei fatti nell’articolo: I RUTTI DELL’INGIUSTIZIA  http://www.luigiboschi.it/content/i-rutti-dellingiustizia-parma-si-processa-si-condanna-e-si-perseguita-la-libert%C3%A0-di-opinione

LINK ALLA PETIZIONE

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STOP ALL’USO E ABUSO DI Antibiotici NEGLI ALLEVAMENTI

in Italia il 71% degli antibiotici viene usato sugli animali da allevamento, anche quando sono sani. Una pratica crudele per farli sopravvivere in condizioni tremende e produrre di più a costi irrisori. E che sta anche generando super-batteri resistenti alle medicine, che possono ucciderci.

Molti degli altri paesi europei hanno già ridotto drasticamente l’uso di antibiotici negli allevamenti, e ora l’Unione Europea potrebbe finalmente imporre queste leggi a noi e al resto del continente.

Si salverebbero vite umane riducendo al tempo stesso le crudeltà sugli animali: non dovremmo neppure stare a parlarne. Persino McDonald’s ha deciso di non usare più polli cresciuti con determinati antibiotici. Ma le multinazionali  farmaceutiche e della carne stanno facendo di tutto per bloccare queste decisioni.

Domani, lunedì, c’è un incontro tra i ministri europei e molti non hanno ancora preso una decisione. Denunciamo l’abuso crudele e mortale degli antibiotici negli allevamenti intensivi inviando 1 milione di firme a ognuno di loro. Firma ora e condividi la petizione

https://secure.avaaz.org/it/antibiotics_factory_farms_rb_loc_/?bRnqRab&v=65372

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che questi super-batteri rendono gli antibiotici completamente inutili contro malattie infettive come tubercolosi e polmonite. Gran parte della medicina moderna, inclusi i trattamenti contro il cancro e quelli chirurgici, dipende dagli antibiotici. Se non li salviamo, si stima che nel 2050 moriranno 10 milioni di persone in più ogni anno.

Una firma per salvare aquile e lupi

Margherita D’Amico

Ancora pochi giorni per firmare l’importante appello promosso da cento associazioni europee a difesa delle direttive comunitarie Uccelli e Habitat, a rischio di modifica. Da noi, la Lipu-Birdlife Italia ha già raccolto da sola più di 40mila delle 500mila firme prefisse come traguardo, per sottolineare il dissenso popolare rispetto a eventuali rimaneggiamenti normativi.

Grazie alle direttive europee che proteggono habitat e fauna selvatica si è assistito al ritorno di molte specie nel nostro Continente, ma occorre rafforzare le normative perché la biodiversità continua a essere in calo

Alla campagna Allarme Natura hanno aderito anche personaggi popolari quali Fiorello, Geppi Cucciari, Gianni Morandi, Pif, Nek, Neri Marcorè, Fiorella Mannoia, Cattelan, schierati per evitare che, con il pretesto di revisionare le direttive su sollecitazione di confindustrie del centro e nord Europa e delle varie consorterie venatorie, la Commissione europea indebolisca queste leggi a protezione della biodiversità assumendo provvedimenti indesiderabili. Sparare a orsi e lupi, perseguitare i grandi rapaci, distruggere alberi, foreste e ambienti naturali in favore delle più diverse speculazioni, sarebbero concessioni tanto gravi quanto prevedibili, laddove non si scoraggi per tempo una simile tentazione.

Diffamazione, fermiamo una legge sbagliata

L’appello. Una legge in cui le violazioni del diritto costituzionale di informare e di essere informati sono palesi. Norme che sembrano elaborate solo in base al principio del “mettetevi in riga“, intimato dalla politica al giornalisti. Disposizioni cieche nei confronti della specificità rappresentata dal legame tra giornalismo e web. Il ddl sulla diffamazione prosegue la sua marcia. Una legge semplicemente sbagliata. Che secondo decine di associazioni che in Italia si occupano di informazione va fermata.

Per questo è stato lanciato l’appello “No diffamazione”. Ecco il testo che può essere sottoscritto qui.

#meglioilcarcere

La nuova legge sulla diffamazione è sbagliata.

Doveva essere una riforma della legge sulla stampa che eliminando la pena del carcere per i giornalisti, liberava l’informazione dal rischio di sanzioni sproporzionate, a tutela dei diritti fondamentali di cronaca e di critica: il testo licenziato al Senato rischia di ottenere l’effetto opposto, rivelandosi come un maldestro tentativo di limitare la libertà di espressione anche sul web.

La legge sulla diffamazione che potrebbe presto essere approvata, prevede in particolare:

La fuga dall’olio di palma anche Coop ed Esselunga aderiscono all’appello di eliminare il grasso tropicale. Svolta nel 2015

La fuga dall’olio di palma è iniziata e il prossimo anno dovrebbe esserci una svolta decisiva. La campagna e lapetizione su Change.org portata avanti da Il Fatto Alimentare insieme a Great Italian Food Trade ha raccolto oltre 71 mila firme e già prodotto importanti risultati. La catena di supermercati Coop (che già non utilizza il grasso di palma in 25 prodotti per neonati e bambini oltre agli alimenti biologici della linea “Vivi Verde”), ha annunciato un’ulteriore riduzione dell’impiego e lascia intendere che ci saranno ” importanti novità nel  2015″.  Ikea ha comunicato di  essere impegnata a togliere l’olio di palma dai prodotti alimentari a partire dal dicembre 2015. Anche la catena di supermercati Ld market e Md discount  ha in programma durante il prossimo anno di togliere questo grasso in buona parte dei biscotti e dei prodotti da forno. Pochi giorni fa è arrivata una comunicazione della catena di supermercati Esselunga che ha scelto di  abbandonare l’olio di palma “preoccupata della salute dei clienti“.