La Monsanto porta a Pachino i suoi pomodori OGM

Il pomodoro di Pachino è un IGP, indicazione geografica protetta, il cui disciplinare indica come zona di coltivazione il territorio comunale di Pachino e Portopalo di Capo Passero, oltre a parte dei territori comunali di Noto (SR) ed Ispica (RG): esattamente in questa zona parte oggi e continuerà per i prossimi dieci giorni  il “Road Show Pomodoro” di Monsanto, al fine di spacciare anche in questa zona i propri orrori OGM. Il nostro appello agli agricoltori e ai siciliani tutti è semplice e diretto: disertate l’evento come la peste.

In particolare questo tour, una sorta di cavallo di Troia ambulante per irretire gente inconsapevole nelle proprie trappole commerciali, toccherà le principali aree siciliane di coltivazione del pomodoro da mensa: Acate, Spinasanta, Vittoria, Licata, Scoglitti, Santa Croce Camerina, Ispica, Donnalucata e Pachino per l’appunto.

Il tour consiste in una dimostrazione porta a porta dei loro “prodotti” Seminis® e De Ruiter™, con tanto di “serra mobile” per dimostrazioni sul campo: in sostanza siamo a livello dei venditori di bevande miracolose che, come in alcuni western, andavano in giro con il loro carrettino a piazzare la mercanzia.

Sul loro sito, a promozione dell’iniziativa, si legge che “Monsanto invita tutti in occasione del tour per condividere le novità e per un confronto costruttivo finalizzato a rendere il business locale sempre più competitivo“: balle, boicottateli. L’unico business è il loro, ed è globalizzato, per voi è previsto solo che finirete sul lastrico per farli arricchire.

Da Vandana Shiva un no all’agricoltura dei brevetti

SERENA TRAVAGLINI

A Firenze il Festival dei Semi in piazza Santissima Annunziata

Tutti i fiorentini sono chiamati in piazza Santissima Annunziata lunedì 28 e martedì 29 aprile per acquistare o scambiare semi con agricoltori di tutto il mondo e imparare a difendere la biodiversità, coniugando tradizione e innovazione. Il Festival dei Semi fa tappa a Firenze e vede la partecipazione dell’associazione Navdanya International, la cui seconda sede si trova proprio in città, e della sua fondatrice Vandana Shiva, una delle più autorevoli voci mondiali in difesa della natura e di una cultura alimentare ecosostenibile. Con la partecipazione di oltre trenta associazioni internazionali e il patrocinio della regione Toscana, le due giornate fiorentine – divise tra piazza Santissima Annunziata e l’Orto botanico di Firenze – rappresentano l’occasione per ribadire l’impegno di Vandana Shiva per la diffusione della cultura del seme come bene collettivo, per la libertà del cibo e la democrazia della terra. Tra incontri e dibattiti, degustazioni e acquisto di semi, laboratori per grandi e piccoli ed eventi musicali, il centro storico di Firenze troverà nel Festival dei Semi motivo di rilancio e di innovazione, offrendo la possibilità di ricollegare le esperienze agricole rurali a quelle urbane.

Monsanto: Il Grande Satana della Produzione di Cibo

1.240 scienziati denunciano la tossicità delle sementi OGM

Oltre 1.240 scienziati chiedono che venga reinserita nella rivista Food and Chemical Toxicology (FCT) una ricerca pubblicata nel 2012 relativa agli effetti tossici del granturco OGM e del RoundUp.
Si tratta di una massiccia reazione contro un’industria che ha cercato di mettere a tacere scienziati ben qualificati impedendo che venisse pubblicata la verità sugli OGM.
Gli scienziati minacciano di boicottare Elsevier – un fornitore mondiale di informazioni scientifiche – fino a quando la rivista FCT non reinserirà uno studio condotto dalla Gilles Eric Séralini et al., ampiamente discusso nei circoli scientifici e non.

Equivita: LA BATTAGLIA CONTINUA

 

Equivita 

– Quale membro della coalizione “Liberi da Ogm”, 

 quale primo promotore in Italia, nel 1997,  della campagna contro la brevettabilità del vivente e l’uso improprio delle biotecnologie, e 

– quale prima Ong ad avere interposto un ostacolo importante a chi in Friuli si era attivato per autorizzare le semine di Ogm, ottenendo all’ultimo la cancellazione della conferenza Stato-Regioni programmata per il 28.01.2010 (vedi comunicato Equivita riportato alla fine di questo testo e altri successivi comunicati su <equivita.it/index.php/it/comunicati>)

il Comitato Scientifico EQUIVITA (già CSA, Comitato Scientifico Antivivisezionista) sostiene con forza l’intervento della Senatrice Sel de Petris di opposizione al ricorso presentato al TAR del Lazio per aggirare il decreto del luglio 2013 e per dare il via alla semina degli Ogm in Italia.

 

Il Comitato Scientifico EQUIVITA sostiene  il comunicato di Greenpeace e Liberi da Ogm. Insiste nel raccogliere l’adesione di tutti alla nuova battaglia in una guerra – che ci ha visto fino ad oggi vittoriosi – contro chi insiste nel favorire gli interessi commerciali di pochi a spese dell’ambiente e della salute di tutti. 

La semina eventuale degli Ogm non solo va contro il volere della grande maggioranza degli italiani, ma può causare danni irreparabili – per l’inquinamento genetico che sempre ne deriva – alle colture biologiche, all’agricoltura di qualità, a tutto quanto fa del patrimonio naturalistico e agricolo italiano una ricchezza insostituibile per l’Italia e per il mondo intero. 

TESTO del COMUNICATO di ieri che Equivita sostiene: 

Il Parlamento europeo boccia il mais OGM della Pioneer

Andrea Zanoni,
deputato al Parlamento europeo

Il Parlamento europeo approva una risoluzione che ufficializza l’obiezione al mais OGM presentata dall’eurodeputato Andrea Zanoni in commissione ENVI. “Il Consiglio prenda atto della volontà del popolo europeo. Il governo italiano faccia sentire la sua voce a Bruxelles 

“Ci opponiamo all’adozione della decisione del Consiglio Ue relativa all’immissione in commercio per la coltivazione di un granturco della Pioneer (Zea mays L., linea 1507) geneticamente modificato per renderlo resistente a determinati parassiti dell’ordine dei lepidotteri”. Questo si legge nella risoluzione approvata oggi al Parlamento europeo a Strasburgo (385 favorevoli, 201 contrari 30 astenuti) promossa dall’eurodeputato PD Andrea Zanoni in commissione ENVI Ambiente, Sanità Pubblica e Sicurezza Alimentare, insieme ad altri otto deputati di altri Paesi Ue. E poi ancora “invitiamo la Commissione a non autorizzare nuove varietà di OGM e a non rinnovare autorizzazioni precedenti fintantoché i metodi di valutazione del rischio non saranno stati sensibilmente migliorati”. 

OGM: LA LISTA DEI PRODUTTORI ALIMENTARI CHE LI UTILIZZANO

Greenpeace Russia affonda il colpo sugli OGM e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico. Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

Un Ogm, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un organismo la cui materia genetica è stata alterata mediante tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm.

Per ciò che riguarda il mercato,già nel 2000 Greenpeace Russia affermava: “di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene OGM. Diversi sondaggi hanno mostrato che i consumatori russi preferiscono i prodotti alimentari esenti da OGM o loro derivati. Nonostante questo, sono state adottate misure in Russia per informare i clienti circa gli OGM nei prodotti. L’atto normativo russo sulla marcatura (approvato con solo il capo ispettore sanitario) ordina di segnalare solo i prodotti che contengono più del 5% di ingredienti geneticamente modificate, mentre nell’Unione europea a norma di legge i prodotti devono essere contrassegnate se hanno più di 0,9% di OGM”

Greenpeace: Seminati OGM in Italia, Allarme contaminazione

C’è un’emergenza OGM in corso.Scrivendo ora al Ministro della Salute Lorenzin puoi aiutarci a scongiurare il rischio di contaminazione transgenica in Italia. La storia è questa: pochi giorni fa in Friuli un esponente del “Movimento Libertario” ha seminato in due campi mais transgenico della Monsanto, il MON810, e ora minaccia di ripetere l’operazione in altre Regioni. Non possiamo permettere che queste piante di mais OGM fioriscano perchè il loro polline contaminerebbe campi vicini e lontani, trasportato dal vento e dagli insetti. 

La diffusione degli OGM sarebbe una condanna a morte per l’agricoltura italiana. Niente più aziende agricole biologiche e tradizionali, ma monopolio assoluto delle coltivazioni transgeniche. Gli effetti sugli ecosistemi sarebbero irreversibili: gli OGM sono organismi viventi e possono riprodursi e moltiplicarsi, sfuggendo a qualsiasi controllo. 

Gli OGM fermano il progresso perché orientano la ricerca verso la direzione sbagliata: adattare gli organismi viventi alle esigenze della chimica. Il futuro dell’agricoltura è legato, invece, a una produzione alimentare sostenibile in armonia con l’ambiente e priva di residui chimici.

Per proteggere la biodiversità, i campi e la nostra sicurezza alimentare bisogna agire subito e bloccare la contaminazione OGM. Cosa puoi fare tu? Chiedi subito al Ministro della Salute Lorenzin di adottare misure di emergenza in grado di fermare la coltivazione di OGM. 

Federica Ferrario,
responsabile Campagna Agricoltura Sostenibile

l’Italia dice no agli Ogm


Una notizia attesa da ventʼanni
 

 Il Comitato Scientifico EQUIVITA, già CSA (Comitato Scientifico Antivivisezionista) esprime grandissima soddisfazione per lʼapprovazione in Senato, allʼunanimità, della mozione De Petris, che impegna il governo ad applicare in Italia la Clausola di Salvaguardia (in difesa della salute umana e dellʼambiente) nei confronti degli OGM, e anche ad attivare i necessari controlli affinché ogni possibile coltura transgenica abusiva venga scongiurata.
LʼItalia si aggiunge in tal modo ai già numerosi stati europei che si sono dichiarati OGM-free invocando questa Clausola, stabilita dalla direttiva 2001/18/CE (tra essi: Germania, Francia e Austria).
 

OGM: quello che Clini dovrebbe sapere

Le sorprendenti affermazioni sugli Ogm del Ministro dell’Ambiente Clini e una parte dei commenti e delle affermazioni che ad esse hanno fatto seguito (talvolta ugualmente stupefacenti) richiedono un urgente commento.
                                               
Il Comitato scientifico EQUIVITA (già CSA), che sin dagli albori ha seguito il lancio sul mercato di questi alimenti e le vicende politiche che lo hanno accompagnato (a livello sia europeo che globale) ritiene sia suo dovere rendere note alcune precisazioni e smentire informazioni errate che sono state pubblicate.
 
E’ errato affermare che senza l’ingegneria genetica non avremmo alcuni dei prodotti italiani più tipici: incroci e mutagenesi non hanno nulla a che vedere con le modifiche genetiche che danno origine agli Ogm.
 
E’ errato far intendere che chi si oppone agli Ogm è contrario all’uso delle biotecnologie e alla ricerca. Al contrario, chi come noi si oppone ad un uso improprio delle biotecnologie chiede cha la ricerca venga incentivata, ma avvenga in ambiente confinato per evitare il rischio di una contaminazione dagli effetti imprevedibili quanto incontrollabili (via libera dunque alla ricerca in laboratorio e in particolare alla ricerca farmacologica, purchè vengano rispettati i necessari paletti etici).
 

Violazione dei diritti umani: questo il risultato delle coltivazioni di soia GM

Rapporto contro il Governo Argentino presentato alla Commissione per i Diritti Umani a Ginevra

Comunicato del “Grupo de Reflexion Rural” (Argentina) e di “Aktion GEN-Klage” (Germania)

Il “Grupo de Reflexion Rural” (GRR, Argentina) e “Aktion GEN-Klage” (Germania, network internazionale fondato da Christiane Lust) hanno presentato alla Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite un rapporto contro il Governo argentino, riguardante gli effetti in Argentina di una situazione altamente allarmante a livello globale, ovvero riguardante l’uso della soia geneticamente modificata.
L’uso della soia modificata viola seriamente i diritti economici, sociali e culturali della Popolazione Argentina, dei suoi agricoltori e apicoltori.

Prof. Altieri, Agroecologo

Ringrazio Marco L. che, nel commentare il post dedicato al superpomodoro, mi ha fatto conoscere Giuseppe Altieri, l’agroecologo che da anni sta conducendo una battaglia a favore del cibo vero (e dunque sano).

Altieri insegna Fitopatologia, Entomologia e Agroecologia all’istituto Agrario di Todi, fa ricerca allo studio Agernova  (servizi avanzati per l’Agroecologia e la Ricerca) di Massa Martana in provincia di Perugia e coordina l’accademia di esperti contro l’alimentazione Ogm. Non solo: da vent’anni promuove ricorsi nei tribunali e nelle corti dei conti di mezza Italia. SENTITE PERCHE’:  

Le Regioni potrebbero disporre da 600 a 900 euro a ettaro (fondi Ue) per trasformare le attuali coltivazioni – intrise di pesticidi – in agricoltura biologica. In più sui prodotti ortofrutticoli che assorbono la maggior parte dei pesticidi su superfici contenute si può arrivare anche a 2.000 euro a ettaro (come ha fatto l’Austria per gli ortaggi).  MA NON LO FANNO (ci sarebbero anche 500 euro a bovino per rendere bio gli allevamenti!)

Spiega Altieri: “Dal 2007 al 2013 sono a disposizione per l’Italia 20 miliardi di euro ma fino ad oggi, di questa cifra, è stato speso solo il 26%. (Fonte: ministero Agricoltura) . Se i soldi non vengono utilizzati andranno automaticamente ad altri Paesi nel periodo 2014-2020. Non ce lo possiamo permettere! ”.

Il professor Altieri ha calcolato che queste risorse basterebbero a RENDERE BIOLOGICI TUTTI I TERRENI AGRICOLI ITALIANI (oggi lo sono solo l’8%) perché le Regioni non usano questo denaro?

Il mondo diviso sugli OGM. Ma quale l’impatto sui Paesi in via di sviluppo?

(barillacfn.com) 08/07/2011 – Il dibattito sugli Ogm, gli alimenti geneticamente modificati, è in corso ormai da alcuni anni ed è ancora lontano da una conclusione. Il mondo è diviso tra chi rifiuta drasticamente l'idea che propongono, ponendo il problema della sicurezza alimentare, e chi si dichiara a favore sostenendo che l’utilizzo di semi Ogm permetterebbe di migliorare la resa dei campi e, di conseguenza, di sfamare più persone. Di certo, spiega Olivier de Schutter, delegato speciale dell'Onu per il diritto all'alimentazione, "l'utilizzo degli Ogm in agricoltura presenta aspetti delicati che andrebbero ulteriormente indagati, come l'impatto sulla salute umana e sull'ambiente". Ma di fatto la ricerca sull'utilizzo di questi organismi "è parzialmente bloccata". Una contesa che non rende un giusto servizio all'informazione e non rassicura il consumatore. Ma non è questo il punto dal quale partire.

I costi sociali degli Ogm

E’ giunta l’ora di una nuova politica globale

Il Comitato scientifico EQUIVITA si rallegra per la proposta della Commissione parlamentare UE "Salute pubblica e Sicurezza alimentare" (firmata On. Lepage), fatta alla Commissione Europea, di inserire la tutela della biodiversità e degli equilibri ambientali tra gli argomenti ai quali gli Stati membri potranno appellarsi per vietare gli Ogm sul loro territorio.

Se la proposta sarà accolta, vi sarà una
reale possibilità per gli Stati membri della UE – anche in osservanza della Convenzione Internazionale sulla Biodiversità – di far valere il loro diritto ad essere Ogm-free.
 
IL Comitato Scientifico EQUIVITA ritiene, tuttavia, che l’integrazione, proposta dall’On. Lepage dovrà rappresentare il primo passo, necessario ma non certo sufficiente, di un ben più importante processo di riconversione dell’intera politica dell’UE in materia di Ogm (e di agricoltura in generale).
Infatti, mentre la Commissione concede agli Stati membri la facoltà di rifiutare gli Ogm sul loro territorio (un’arma che rischia comunque di essere spuntata, in particolare per l’apertura delle frontiere e per la nota impossibilità di coesistenza delle coltivazioni Ogm con altre colture, dovuta all’inquinamento genetico), essa ha da tempo annunciato un processo di approvazione degli Ogm assai più snello e veloce a livello europeo.
 
Non ha inoltre messo in atto le indicazioni avute dal Consiglio dei Ministri del 4/12/08, che i cittadini europei avevano accolto con grande entusiasmo.
 
Tali indicazioni si possono riassumere in 4 punti:
 
1) Autorizzazione per le zone dichiaratesi Ogm-free di essere tali.

Allarme olio OGM in Puglia. Agisci ora per proteggere il tuo cibo!

La minaccia OGM rispunta dopo sette anni sugli scaffali dei supermercati italiani. I nostri volontari hanno scovato in Puglia due oli prodotti con soia geneticamente modificata, come riportato in etichetta. Si tratta dell´olio di soia e dell´olio di semi vari a marchio "Dentamaro", prodotti e commercializzati dalla Dentamaro Srl di Bari.

Dal 2004, anno nel quale sono entrati in vigore i regolamenti europei sull’etichettatura degli OGM, questo è il secondo caso in cui troviamo un prodotto transgenico in vendita. Allora quel prodotto fu ritirato dal mercato dopo soli dieci giorni grazie alle forti proteste dei consumatori. Oggi possiamo fare lo stesso.

Una volta rilasciati nell´ambiente, gli OGM sono incontrollabili. La loro sicurezza e gli effetti a lungo termine su uomini e animali rimangono ancora sconosciuti. La reazione di noi consumatori è fondamentale, se non vogliamo che gli OGM finiscano nei nostri piatti. Facciamoci sentire!

Grazie per il contributo che potrai dare a questa campagna.

Federica Ferrario
Responsabile campagna OGM
Greenpeace Italia