DEPERO E IL TEATRO MUSICALE

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De Pero, nel 1915, fu firmatario, insieme a Giacomo Balla, del manifesto della Ricostruzione futurista dell’universo, che propone l’estensione dell’ambito operativo futurista a tutti gli aspetti del vivere (dalle arti applicate alla moda, all’arredo, alla fotografia e al cinema), Depero si distinse per l’estrema originalità nell’approccio alla scenografia e allo spettacolo musicale.

Partito dall’esperienza delle "serate futuriste" romane, nel periodo della prima guerra mondiale viene coinvolto nella stagione dei "Ballets Russes" della compagnia di Diaghilev, cui collaborarono i piu’ grandi artisti dell’epoca da Picasso a Larionov e Gontharova, allo stesso Balla.

Dal famoso coreografo russo gli venne affidato l’incarico di realizzare le scene e i costumi di Le Chant du Rossignol con musica di Stravinsky, spettacolo che doveva essere interpretato dal grande danzatore Massine e che tuttavia non ando’ mai in scena, ma di cui si conservano cronache, bozzetti per i costumi, fotografie e alcune parti delle realizzazioni di scena.
Per la storia del teatro musicale d’avanguardia italiano fu di grande importanza l’esperienza dei "Balli Plastici"(1918), realizzati con le marionette, rinunciando alla presenza fisica del danzatore, e con la collaborazione dei piu’ importanti musicisti contemporanei (Casella, Bartok, Malipiero etc.), secondo quella sua idea di "scenografia mobile" teorizzata in Mondo e teatro plastico (1919). Un ulteriore momento di riflessione sul teatro musicale e’ testimoniato dal balletto Aniccham del 3000 (1923-24) con musiche di Casavola.