Parma, Mall di Baganzola, il cantiere resta sotto sequestro

Resta sotto sequestro il cantiere del mega mall di Baganzola, Parma Urban District. Il Tribunale del Riesame ha respinto la richiesta di dissequestro avanzata dalla proprietà.

Il cantiere è stato sequestrato lo scorso 19 ottobre a seguito delle indagini preliminari del Tribunale di Parma in cui si ipotizza il reato di abuso di ufficio, Ufficiali della Guardia di Finanza di Parma hanno sottoposto a vincolo cautelare l’area di cantiere, pari a circa 300.000 mq, in zona Fiere nell’area Ex Salvarani.

Le indagini, disposte dalla Procura della Repubblica di Parma, hanno preso avvio dopo un esposto presentato all’Autorità Giudiziaria da parte di alcune associazioni ambientaliste locali nel quale venivano ipotizzate criticità nell’iter amministrativo di rilascio dei permessi di costruzione in vista del progetto di ampliamento dell’aeroporto di Parma. Nell’indagine sono coinvolti l’assessore all’urbanistica del Comune di Parma, Michele Alinovi, e due tecnici del Comune, i dirigenti Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo21 novembre 2018

Fonte Link: https://www.parmapress24.it/2018/11/21/mall-di-baganzola-il-cantiere-resta-sotto-sequestro/

“Permessi macroscopicamente illegittimi”. Ecco perché il mall resta bloccato

Così “macroscopicamente illegittimi” al punto da “escludere la sussistenza di una ipotesi di negligenza e buonafede del funzionario che ha adottato i permessi a costruire”.

Il riferimento dei magistrati Paola Artusi, Maria Cristina Sarli e Annalisa Dini è alle concessioni edilizie rilasciate dal Comune per la realizzazione del centro commerciale a Baganzola, sottoposto a sequestro dallo scorso 18 ottobre.

Un giudizio contenuto nell’ordinanza che motiva la decisione di respingere la richiesta di dissequestro avanzata dalla Pud srl che stava realizzando il mall fino al momento del blocco sancito dalla Procura.

La gestione pubblica esce malconcia dal contenuto delle pagine stilate dai tre giudici del tribunale.

Viene ricordato, ad esempio, che “nonostante quanto precisato dal commissario (Mario Ciclosi, ndr) il Comune di Parma è rimasto inerte per circa sei anni, passati i quali non solo non adottava il piano di rischio per le zone di tutela C e D ma rilasciava anche due permessi di costruire (il 5 ottobre 2017 e il 18 gennaio 2018) per la realizzazione di un importante centro commerciale in tali due zone di tutela per le quali non era stato redatto il piano di rischio”.

L’operato dell’assessorato all’Urbanistica nella vicenda, evidenzia l’ordinanza, non ha tenuto conto delle sollecitazioni arrivate in più occasioni da Enac che chiedeva al Comune di aggiornare il piano di rischio fermo al 2011. 27 novembre 2018

“Permessi macroscopicamente illegittimi”. Ecco perché il mall resta bloccato

Così “macroscopicamente illegittimi” al punto da “escludere la sussistenza di una ipotesi di negligenza e buonafede del funzionario che ha adottato i permessi a costruire”.

Il riferimento dei magistrati Paola Artusi, Maria Cristina Sarli e Annalisa Dini è alle concessioni edilizie rilasciate dal Comune per la realizzazione del centro commerciale a Baganzola, sottoposto a sequestro dallo scorso 18 ottobre.

Un giudizio contenuto nell’ordinanza che motiva la decisione di respingere la richiesta di dissequestro avanzata dalla Pud srl che stava realizzando il mall fino al momento del blocco sancito dalla Procura.

La gestione pubblica esce malconcia dal contenuto delle pagine stilate dai tre giudici del tribunale.

Viene ricordato, ad esempio, che “nonostante quanto precisato dal commissario (Mario Ciclosi, ndr) il Comune di Parma è rimasto inerte per circa sei anni, passati i quali non solo non adottava il piano di rischio per le zone di tutela C e D ma rilasciava anche due permessi di costruire (il 5 ottobre 2017 e il 18 gennaio 2018) per la realizzazione di un importante centro commerciale in tali due zone di tutela per le quali non era stato redatto il piano di rischio”.

L’operato dell’assessorato all’Urbanistica nella vicenda, evidenzia l’ordinanza, non ha tenuto conto delle sollecitazioni arrivate in più occasioni da Enac che chiedeva al Comune di aggiornare il piano di rischio fermo al 2011. 27 novembre 2018

Alessandro Guardamagna sul sequestro del mega Mall di Baganzola a Parma

Cercasi sindaco disperatamente

L’inchiesta della magistratura di Parma sul super Mall di Baganzola ha posto sotto sequestro il cantiere dei lavori il 20 Ottobre scorso, e indagato l’assessore Alinovi e due dirigenti del comune: Dante Bertolini e Tiziano Di Bernardo. A Maggio qualcuno scrisse che il comune avrebbe dovuto prendere esempio da Legoland per gestire l’ampliamento della pista dell’aeroporto come cargo e la costruzione del mall. Se davvero l’amministrazione Pizzarotti voleva mettere la firma su un progetto di potenziamento dell’aeroporto ad impatto zero e a tutela ambientale garantita, visti i grattacapi che il piano di lavoro presentava a chiunque fosse dotato di un minimo senso logico, c’era sempre Legoland come modello a cui rifarsi. Allungare 1 km di pista che da un lato va a sbattere contro l’autostrada e dall’altro contro la tangenziale, a ridosso di un centro abitato, non sembra una gran trovata, diciamolo. L’invito era da intendersi in senso benevolo, perché l’aeroporto di mattoncini colorati, oltre ad avere un traffico visitatori superiore a quello dei passeggeri che transitano dal Verdi (1 milione e mezzo in Danimarca contro i 70.000 in loco nell’anno in corso), non pone problemi di sicurezza – a differenza del caso di Parma – anche se vicino gli costruisci un mall o il nuovo World Trade Center in Lego. Costruire in Lego notoriamente non richiede neppure permessi particolari, ma solo voglia di fare. L’amministrazione Pizzarotti ha forse preso l’invito troppo alla lettera, perché dalle indagini sembra emergere che il progetto mall non avesse neppure le autorizzazioni necessarie. E per questo il cantiere è sotto sequestro. Ma l’amministrazione prima del 20 Ottobre non aveva sempre detto che era tutto regolare?

Lavagetto (PD) e Pezzuto (PUC) sulla commissione consiliare dedicata all’aeroporto Verdi di Parma

“Sulla vicenda dell’aeroporto l’amministrazione Pizzarotti esce cornuta e mazziata”

Nella commissione consiliare di martedi sull’aeroporto di Parma, la società di gestione (Sogeap) ha confermato le proprie difficoltà economiche accusando, per la prima volta e nemmeno troppo velatamente, il Comune di non avere fatto la sua parte per la salvezza dello scalo, prefigurando così responsabilità del Comune nel caso di chiusura.

Una critica nuova e pesante.

Alla fine della sessione, il direttore della società, Dott. Wendler, ha letto pubblicamente un brano di un provvedimento della Corte dei Conti, un passaggio dal quale si è capito perfettamente che secondo Sogeap il Comune non ha investito nello sviluppo dell’aeroporto per sua volontà, smentendo così la tesi comunale, ripetuta varie volte dall’assessore Ferretti, secondo cui l’investimento sarebbe stato bloccato proprio dalla Corte. Chi ha ragione?

L’amministrazione ha sempre detto che l’aeroporto è strategico e ritenendo di non poter investire direttamente nel capitale della società, ha comunque destinato milioni per opere infrastrutturali, anche se non è chiaro esattamente quanti; secondo il Comune 2,5, secondo Sogeap 5 (o 6) come del resto dichiarato dal Sindaco in sede di assemblea della società. Ma ieri Sogeap ha offerto una ricostruzione delle cose ben diversa e tutto ciò mentre i siti online pubblicavano le motivazioni del mancato dissequestro del Mall, vicenda che anche essa certamente pesa sullo scalo.

Sia chiaro: noi restiamo contrari rispetto all’impegno di fondi pubblici nella società ma è altrettanto chiaro che è stata l’amministrazione a promettere quegli impegni e che oggi è l’amministrazione a trovarsi accusata di aver fatto lo sgambetto allo scalo. Una sorta di contrappasso infernale.

Interrogazione di Fabrizio Pezzuto (Parma Unita Centristi) in merito alla misura del Reddito Comunale di Solidarietà

Al Sindaco del Comune di Parma

E p.c.

All’Ufficio di Segreteria Generale del Comune di Parma

21/11/2018 

Oggetto: interrogazione a risposta orale in merito alla misura del Reddito Comunale di Solidarietà 

Premesso che 

–        Il Consiglio Comunale di Parma il 9 Aprile 2018 ha votato il Regolamento sul sostegno ai nuclei familiari e che tale regolamento contenesse la misura denominata ”Reddito Comunale di Solidarietà”

–        Tale misura consiste in un’integrazione al reddito continuativa volta ad affiancare ed integrare le misure regionali e nazionali di Res e Rei a sostegno delle famiglie e delle persone in situazione di bisogno.

–        L’assessora al Welfare Laura Rossi ha dichiarato alla stampa che “Destinatari del Rcs sono persone con Isee inferiore ai 6mila euro, patrimonio immobiliare inferiore a 20mila euro e patrimonio mobiliare sotto i 6mila-10mila euro; anziani (dai 65 anni) soli, in coppia o con figli disagiati o seguiti dai servizi; adulti disagiati con patologie sanitarie soli o in nucleo economicamente disagiato, oppure nuclei o persone escluse dal Res o dal Rei per le quali il servizio sociale ritiene opportuno l’attivazione dell’intervento comunale”.

–        Le misure in oggetto sono state definite “sperimentali” all’atto dell’approvazione poiché si attendeva la stabilizzazione delle misure regionali e nazionali;

–        Erano stati sollevati dubbi, da parte di alcuni gruppi di minoranza sulla capacità di risposta della struttura comunale, anche in base alla condizione di sotto organico del settore più volte lamentata dall’Assessora;

–        La stessa Assessora aveva rimandato ad Ottobre per una panoramica sull’applicazione dello strumento; 

CULTURA AL BANDO 27 novembre 2018, WOPA di Parma

Roberta Roberti

CULTURA AL BANDO

Il sistema di gare, concorsi e appalti e la ricaduta sulle professioni della cultura

MARTEDI 27 NOVEMBRE alle ore 17.30 si terrà presso il WORKOUT PASUBIO di via Catania una tavola rotonda dedicata alle professioni della cultura.

Bibliotecari, guide turistiche, addetti ai musei, agli archivi o ai servizi culturali in genere si ritrovano in una difficile situazione professionale su tutto il territorio nazionale.

Che cosa rende la loro situazione particolarmente precaria e disagiata?

Come sono costruiti i bandi, le gare, i concorsi e gli appalti nei settori della cultura?

Ci sono soluzioni praticabili per migliorare queste condizioni lavorative e assicurare servizi di qualità?

Programma incontri del Movimento Oltretutto Oltretorrente di Parma

website: oltretorrente.org

Ciclo di incontri sul tema delle dipendenze patologiche e delle sostenze stupefacenti

Fra le tante attività messe in campo in questi mesi, abbiamo pensato anche ad un ciclo di incontri per informare e sollevare le coscienze sul tema delle dipendenze patologiche e delle sostenze stupefacenti. c/o Auditorium Cocconi, P.le Picelli Parma dalle ore 9.30 alle ore 12.30.

Fabrizio Pezzuto sul futuro dello scalo aeroportuale di Parma

Aeroporto di Parma

Sono ormai mesi che va avanti il ping pong di voci, richieste, smentite, colpi di scena sulla vicenda del futuro dello scalo aeroportuale di Parma; lasciando da parte la questione giudiziaria che riguarda il rapporto aeroporto-mall su cui ci rimettiamo al giudizio della Magistratura, giungono a scadenza in queste settimane due importanti appuntamenti relativi al futuro dello scalo.

Il 31 Ottobre scadeva il termine per sottoscrivere l’aumento di capitale di Euro 4.500.000 richiesto dalla società gestrice il 17 Gennaio scorso, mentre il 16 Dicembre scade il termine per la presentazione di osservazioni alla Valutazione di Impatto Ambientale per il Piano di Sviluppo con l’allungamento della pista e la conversione a vocazione cargo. Se l’aspetto della VIA è un aspetto amministrativo su cui è auspicabile che ci sia un importante lavoro di proposizione di osservazioni a tutela della salute pubblica, anche da parte dell’Amministrazione Comunale e, su questo punto, va lodato ed appoggiato lo sforzo fatto da Legambiente in termini di informazione e impulso ad un lavoro a beneficio della città tutta, l’aspetto dell’aumento di Capitale coinvolge politicamente l’Amministrazione Pizzarotti e la interroga anche sulla trasparenza dei processi decisionali nei confronti della città.

Provincia di Parma: Rossi presidente. In Consiglio avanti il centrosinistra

Diego Rossi neo eletto Presidente Provincia di Parma

I risultati del voto

Il sindaco di Borgo Val di Taro, Diego Rossi, ha ottenuto 295 voti validi, pari a 59.584 voti ponderati (calcolati in base alle fasce di popolazione residente del comune di ciascun elettore; l’affluenza al voto per il presidente è stata del 66% degli aventi diritto.

Rossi, che era l’unico candidato in lizza, è stato quindi proclamato presidente della Provincia di Parma, alle ore 23,30 di oggi, a Palazzo Giordani. Ne dà conferma una nota dell’ente.

“Ho deciso di affrontare questa sfida con senso di responsabilità e di impegno istituzionale – afferma l’esponente del Pd -. Abbiamo di fronte una nuova fase di trasformazione per le Province: questo Ente continua a gestire funzioni molto importanti per i cittadini e per tutto il territorio dalla viabilità, all’edilizia scolastica, alla pianificazione territoriale, con risorse assolutamente inferiori alle reali esigenze. Sarà quindi necessario continuare a valorizzare al meglio le professionalità interne per assolvere a questi compiti, quotidianamente. Ma la sfida sarà anche quella di rilanciare il ruolo politico-istituzionale della Provincia nei confronti degli altri livelli di Governo, sui temi che hanno bisogno di un coordinamento e di un supporto sovra-comunale. In ciò sarà fondamentale il lavoro del nuovo Consiglio che abbiamo appena eletto, e la relazione che costruiremo con tutto il territorio provinciale”.

Fabrizio Pezzuto sul piano rifiuti Regionale

Pezzuto (Parma Unita- Centristi): Parma poco incisiva sul tavolo regionale dei rifiuti. Pizzarotti si faccia sentire!

In queste giornate un po’ burrascose per il nostro territorio la notizia è passata forse inosservata, ma a quanto pare la Regione Emilia Romagna ha deciso di farci un bel cadeau sotto forma di qualche tonnellata in più di rifiuti da bruciare a Ugozzolo. In particolare si parla di 123.100 tonnellate di rifiuti urbani (contro le 122.388 l’anno scorso) e 24.100 tonnellate di ingombranti (17.050 quelle del 2017).

Il motivo? E’ presto detto: in Emilia-Romagna diminuiscono i rifiuti prodotti ma meno del previsto. Rispetto al Piano regionale di gestione dei rifiuti risultano infatti oltre 160.000 tonnellate di rifiuti urbani in più (+6%) e 132.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati (+15,75%) rispetto a quanto preventivato.

Ecco dunque perché subito si è attivato il meccanismo di ripartizione delle “eccedenze” tra gli inceneritori emiliano- romagnoli.

È del tutto evidente che di fronte a questa logica il tema del contenimento della quantità complessiva di rifiuti che bruciamo sul nostro territorio è ormai ampiamente superato dagli eventi.

Continua però a lasciarmi quanto meno stupefatto la posizione a dir poco ambigua del Comune di Parma su questa questione. Il sindaco Pizzarotti non manca mai di aderire a parole a qualsiasi richiesta di rispetto dei limiti a suo tempo concordati salvo poi non dare l’impressione di battere mai i pugni (o le scarpe, come pare vada di moda adesso) sul tavolo del Presidente della Regione.

Sarà perché troppo impegnato a trattare il ruolo del suo nuovo movimento in vista delle elezioni del 2019? Sarà perché ormai si rende conto che sul tema inceneritore in sei anni ha dichiarato tutto e il contrario di tutto?

Comune di Parma: nuove telecamere e più vigili per la sicurezza

L’annuncio del sindaco Pizzarotti e dell’assessore Casa. E con il decreto sicurezza arriva il teaser per la municipale

Nuove telecamere di videosorveglianza in via Venezia, via Verona, via San Leonardo, all’altezza dello stabilimento Chiesi, sotto i portici del piazzale della stazione, in piazza Duomo e a Vicofertile in piazza Terramare.

Assunzione entro l’anno, a conclusione del concorso che apre una graduatoria per 40 posti, di sette vigili che si aggiungo ai tre già assunti (due ispettori e un vigile) nel 2018. L’organico resta tuttavia depotenziato: 180 dipendenti a fronte dei 220 necessari.

Pezzuto (Parma Unita): Fiere: No alla fusione con Bologna e Rimini

Fiere di Parma

Pezzuto (Parma Unita): Fiere: No alla fusione con Bologna e Rimini, il Comune pensi a migliorare viabilità e accessibilità delle Fiere di Parma e lasci lavorare chi lo sta facendo bene

Recentemente si è discusso del ruolo dei privati in relazione alla gestione di Parma 2020, un tema  certo importante e meritevole di approfondimento.

Per mia formazione personale sono abituato a non gridare allo scandalo quando il privato subentra alla gestione pubblica di progetti o servizi: appartengo alla schiera di chi ritiene che quando ruoli e intenti sono chiari e alla luce del sole, pubblico e privato possono trarre vantaggio l’uno dalla presenza dell’altro.

In questi casi per me il soggetto pubblico ha due compiti essenziali da svolgere: vigilare attentamente sull’operato dei privati e non intralciare la loro iniziativa, se migliore di quella privata. Ecco, io non so cosa sarà di Parma 2020, ma ho in mente un paio di casi in cui il Comune di Parma non mi pare abbia adempiuto egregiamente a questi compiti. Nel primo caso penso ad esempio all’Aeroporto, realtà rispetto alla quale non posso dire che le informazioni circolino in modo puntuale ed esaustivo.

Da quanti mesi non abbiamo aggiornamenti sullo stato di salute del Giuseppe Verdi?

Per quanto riguarda poi il tema del non intralciare o ingerire nella gestione dei soci privati il caso più eclatante è quello delle Fiere di Parma.

Comune di Parma, Roberta Roberti: Inceneritori, il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna #SbloccaItaliaGameover

Inceneritori : il 6 ottobre a Parma incontro nazionale per la Campagna  #SbloccaItaliaGameover

La questione dell’aumento dei rifiuti destinati all’incenerimento nell’impianto di Ugozzolo resta aperta, come ben hanno sottolineato nella loro lettera Rete Ambiente Parma e Farmacia Annunziata.

Infatti, sebbene a giugno sia stato stipulato un accordo che proroga l’autolimitazione dell’inceneritore a 130mila tonnellate annue fino al 31.12.2020, resta in vigore il decreto Sblocca Italia, grazie al quale da gennaio 2021 Iren sarà automaticamente autorizzata a raggiungere le 190mila tonnellate annue di rifiuti inceneriti.

Per queste ragioni, a seguito dell’ordinanza del TAR Lazio sul ricorso contro il decreto attuativo dell’art.35 dello Sblocca Italia con la quale il Tribunale Amministrativo ha rimesso il giudizio di merito alla Corte di Giustizia Europea,  il 16 giugno a Roma è stata lanciata da diversi soggetti (Movimento Legge Rifiuti Zero per l’Economia circolare ed A.C.E. – Alliance Circular Economy) la Campagna   #SbloccaItaliaGameover, che ha lo scopo di sostenere economicamente l’iter legale europeo del ricorso e di divulgare e sensibilizzare cittadini, associazioni ed istituzioni sulla necessità di un concreto e radicale cambiamento della gestione dei rifiuti attraverso eventi nazionali.

Il primo di questi eventi si terrà a Parma il 6 ottobre prossimo: un’occasione di grande importanza al fine di concordare una serie di azioni concrete per la realizzazione della strategia Rifiuti zero nell’ottica dell’Economia Circolare. L’incontro intende avviare un confronto operativo fra comitati, associazioni, esperti, imprenditori e istituzioni, a partire dai sindaci che amministrano le 40 città italiane sede di impianti di incenerimento.

Alessandro Guardamagna replica a Marco Maria Freddi

Replica a Marco Maria Freddi

Mentre il consigliere di Più Europa-Effetto Parma Freddi rivendica comprensibilmente la libertà sua e della sua famiglia di impegnarsi politicamente in ciò che crede – ci mancherebbe altro! – affianca periodi storici diversi e non assimilabili (l’immigrazione italiana dell’800-‘900 in l’America era verso una nazione in via di sviluppo, diversa da quella attuale da Africa e Medio Oriente verso stati Europei a crescita economica zero le cui popolazioni da anni sostengono costi sociali elevatissimi) e si “dimentica” alcuni fatti. Non ricorda che coloro che digiunano un giorno per i migranti – scelta rispettabile per sé – e deprecano un immaginario governo di “clericofascisti”, non hanno perso un pasto né emesso un fiato per i 285.000 Italiani costretti ad emigrare nel 2016 (a fronte di 186.000 migranti accolti nello stesso anno) perché non trovavano lavoro, né si sono preoccupati per il 1.900.000 Italiani che hanno lasciato le regioni del Sud negli ultimi 16 anni. Il “Paese”, che a suo dire è naufragato sulla Diciotti, è in realtà quello di chi ha fatto la passerella a Catania, firmato contratti di appalto autostradale apponendovi il segreto di stato, e che è supportato dal sistema di partiti ed amministrazioni in cui lei, consigliere Freddi, purtroppo, ora si ritrova.