Quando la politica inquina la Giustizia

Brancaccio e Laguardia i raccomandati. Quando la politica inquina la Giustizia

Una trasmissione come Report della Gabanelli – che i deputati “nominati” in parlamento hanno anche tentato di eliminare con quel vergognoso tentativo di varare una legge sulla diffamazione che avrebbe definitivamente imbavagliato la stampa – non ha solo aperto gli occhi agli italiani sul partito di Di Pietro, facendolo precipitare nei sondaggi, in pochi giorni, sotto la soglia della sopravvivenza parlamentare.

Quella della scorsa settimana è servita a far comprendere i retroscena delle nomine dei magistrati effettuate da quel Consiglio Superiore della Magistratura che non fa altro che rivendicare, un giorno sì e l’altro pure, la sua natura di organo di autogoverno dei giudici, indipendente da ogni altro potere per volontà costituzionale.
A sentire la battuta che è “sfuggita” – a telecamere spente – al dottor Giovanni Tinebra, aspirante alla poltrona di Procuratore della Repubblica di Catania, viene da sbudellarsi dal ridere, di fronte a queste rivendicazioni di autonomia della magistratura dalla politica. Tirato in ballo per una “raccomandazione” da lui richiesta, tramite un banchiere, a un “membro laico” del Csm in quota alla Lega Nord, l’alto magistrato ha risposto al cronista di Report – tradotto in soldoni – che affidarsi ai politici per sostenere le proprie domande al Csm è una prassi consolidata.

Divorzio nel settimanale La Voce di Parma: cessa la collaborazione Luigi Derlindati e la distribuzione con Menta

NOVITA’ ALLA “VOCE DI PARMA” 

Due novità al settimanale cittadino “La Voce di Parma”. La prima riguarda L’assenza da alcune settimane nelle sue pagine di articoli firmati Luigi Derlindati o semplicemente L.D.; la seconda che non sarà più la ditta Fidentina del signor Menta a distribuire il settimanale nelle edicole.

Riguardo alla prima notizia persone bene informate assicurano che la collaborazione del Derlindati, firma storica del settimanale, sia definitivamente cessata. Non si conosce la causa ma è possibile si tratti di un divorzio dettato da motivi di salute dell’interessato oppure di possibili divergenze sulla linea editoriale. Entrambe le ipotesi sono possibili.

Inspiegabile invece è l’abbandono da parte della “Voce” del distributore praticamente totale della stampa in provincia di Parma. La notizia proviene dagli edicolanti, sollecitati a restituire i resi mercoledì 29 al vecchio distributore col quale il rapporto si è chiuso. (Parma, 30/10/2014)

Luigi Boschi

“La Voce di Vignali”.

Luigi Boschi
Uno scrittore libero e indipendente non può pensare di essere pubblicato sulla Voce di qualcuno, quando poi questo è addirittura un politico. 

Questa mattina (25/08/2011) mi sono visto recapitare “la Voce di Parma” a casa, come un gratuito promopubblicitario. Cosa insolita.
Ho constatato che da giornale d’opinioni, anche tra loro diverse, è divenuto “La Voce di Vignali”. Cito: “Ecco perché la Voce si schiera con il Sindaco”.  La “Voce” non è solo Castellini (direttore), ma rappresenta, come ogni giornale, tutte le firme che possono apparire assiduamente o sporadicamente su questo periodico. Questa quindi non è più una opinione come altre, ma una linea editoriale del giornale, che rispetto, ma a cui desidero non partecipare e non esservi associato. C’è qualcosa che non mi convince. Le supposizioni per ora le tengo per me. Troppe domande a cui non posso darmi risposta e non penso che il direttore abbia voglia di darle. E io non le pretendo. Non voglio inoltre entrare nel merito della scelta. Preferisco non essere associato alla “Voce di nessuno”. Uno scrittore libero e indipendente non può pensare di essere pubblicato sulla Voce di qualcuno, quando poi questo è addirittura un politico. Ma forse è una pratica, la mia, ormai desueta.