Parma, la onlus San Cristoforo apre al vicinato: “Venite a conoscere i richiedenti asilo”

Sabato 29 settembre l’associazione San Cristoforo invita il vicinato a entrare nella casa di via Duca Alessandro, dove sono ospitati più di 50 giovani stranieri richiedenti asilo.

L’associazione San Cristoforo, un pezzo di strada insieme apre dunque le porte al quartiere per la Festa dell’Inclusione in programma dalle 18 alle 21 in via Duca Alessandro 56/3.

“Accogliere, proteggere, promuovere, integrare è ciò che si prefigge questa realtà che ospita più di cinquanta giovani richiedenti asilo giunti qui da diversi paesi dell’Africa e dall’Afghanistan, cercando una vita più serena e dignitosa” ricorda l’associazione.

Fra musica e cibo condiviso, la Festa “vuole essere un’occasione d’incontro che faccia far comprendere a tutti come i CAS (Centri di accoglienza straordinaria), non siano ghetti ma luoghi di vita; solo dando un nome e un volto alle persone straniere, si possono superare diffidenza e paura”.

Fonte Link: parma.repubblica.it

SE IL CUORE DIVENTA UN CRIMINE

Il caso migranti

Fabrizio Gatti

Questa volta si è andati oltre l’osceno. Il soccorso di persone in difficoltà, e il dovere che lo impone, non è soltanto un obbligo di legge: è anche la condizione essenziale, minima, fondamentale dell’essere umano. Fuori da questa condizione, rimane la barbarie.

Due fatti avvenuti ai nostri confini dimostrano che in Europa abbiamo già superato il «saremo cattivi », promesso nel 2009 dall’allora ministro dell’Interno leghista, Roberto Maroni. Il primo fatto: una guida alpina è stata denunciata dall’autorità francese per favoreggiamento dell’immigrazione illegale, per aver trovato in mezzo alla neve del Monginevro, a oltre 1.800 metri al confine con l’Italia, e portato a valle due bambini nigeriani di due e quattro anni, il loro papà e la loro mamma incinta in preda alle doglie. Il secondo: i ministeri dell’Interno e dei Trasporti italiani, grazie ai rimpalli di responsabilità diramati attraverso la Guardia costiera, hanno messo l’organizzazione umanitaria spagnola Proactiva Open Arms nelle condizioni di essere accusata dalla Procura di Catania di associazione a delinquere, con l’aggravante di avere messo in pericolo delle vite. Sia la guida alpina, sia l’equipaggio di una nave dell’ong di Barcellona avevano appena soccorso persone in difficoltà, in montagna e in mare aperto. E per questo si trovano ora sotto inchiesta. L’anno scorso Proactiva aveva firmato il protocollo del ministro dell’Interno Marco Minniti, ma a nulla è servito.

“NESSUNO VA ABBANDONATO IN MARE” con Riccardo Gatti alla Sala Arci Zerbini, Borgo Santa Caterina 1 Parma

“NESSUNO VA ABBANDONATO IN MARE”

salvataggi in mare e sbarchi a terra dei migranti

i volontari raccontano la loro esperienza

Giovedì 19 ottobre alle 18:00 a Parma, Sala Arci Zerbini, Borgo Santa Caterina 1 (angolo via Bixio).

Incontro dal titolo “NESSUNO VA ABBANDONATO IN MARE” con Riccardo Gatti, Capitano della nave “Astral” e Capomissione nelle operazioni di salvataggio in mare della ONG spagnola “PROACTIVA OPEN ARMS”.

PROACTIVA OPEN ARMS è specializzata in salvataggi in mare e opera con molto coraggio nel Mediterraneo, in questo momento prevalentemente tra Libia/Tunisia e Italia, per raccogliere migranti destinati a morte sicura.

I volontari di PROACTIVA OPEN ARMS hanno altissima professionalità nel soccorso in mare ed operano preferibilmente al limite delle acque territoriali libiche. Questo li espone a notevoli rischi ma consente loro di poter intervenire con la massima tempestività nei casi più disperati.

Il racconto del capitano Gatti toccherà temi tecnici poco noti come le condizioni estreme in cui operano i volontari, le tecniche di salvataggio, il sistema di pattugliamento armato libico e le ripetute aggressioni alle ONG.

Ascolteremo il punto di vista dei volontari sull’operazione FRONTEX vista dal mare, l’atteggiamento europeo e italiano verso naufraghi e migranti, i numeri e le ostilità verso le ONG.

Un’occasione per avere notizie dirette senza intermediari da chi ogni giorno è in mare per salvare naufraghi, convinto che OGNI VITA VA SALVATA e NESSUNA INGIUSTIZIA VA TACIUTA.

La partecipazione all’incontro è libera; al termine sarà dato spazio alle domande ed ai commenti.

Il Mediterraneo è una frontiera europea

di Sergio Romano

Spiace constatarlo, ma è stato necessario un altro dramma, il più grave dall’inizio del fenomeno, perché l’Europa cominciasse ad accorgersi che il Mediterraneo è una frontiera europea ed è il luogo in cui i morti, dall’inizio dell’anno, rappresentavano, prima dell’ultimo disastro, il 79% delle persone che nello stesso periodo hanno perso la vita cercando di attraversare una frontiera nell’intero pianeta. È improbabile che il vertice di Bruxelles, voluto dall’Italia, riesca a sciogliere oggi tutti i nodi di una questione particolarmente intricata. Ma sarà più difficile d’ora in poi, per i Paesi che in questi ultimi mesi hanno dato prova di una sconcertante indolenza, voltare le spalle a una questione che non concerne soltanto l’Italia e la Grecia. L’ultima tragedia sembra avere risvegliato le coscienze, aguzzato gli ingegni, reso possibile la convergenza tra le forze politiche italiane e meglio chiarito, per tutti gli europei, i termini della questione.

Appello Coordinamento Stranieri di Parma e Provincia

I nostri fratelli Mor Diop e Samb Modou sono stati assassinati e Moustapha Dieng, Sougou Mor eMbenghe Cheike gravemente feriti da una mano armata dall’odio xenofobo, lucido e determinato. Tutti sono vittime della manifestazione estrema di un razzismo quotidiano che umilia sistematicamente la nostra dignità.La strage del 13/12 a Firenze necessita di una risposta ampia e plurale, che esprima lo sdegno per i barbari assassinii e la ferma volontà di operare concretamente perché simili fatti non si ripetano. E’ necessario che non ci si limiti all’abbraccio solidale verso la nostra comunità colpita ed alla partecipazione al nostro dolore solo per un giorno. 

Occorre andare più a fondo e individuare tutte e tutti insieme come si è costruito nel tempo il clima che rende possibile l’esplodere della violenza razzista come è avvenuto il 13 dicembre a Firenze e solo due giorni prima a Torino con il pogrom contro un insediamento Rom. Bisogna interrogarci su come siano stati dati spazi, per disattenzione e/o per complicità, ai rigurgiti nazi-fascisti di gruppicome Casa Pound, quale ruolo abbiano avuto in questa escalation non solo i veleni sparsi dalle forze “imprenditrici” del razzismo, ma anche gli atti istituzionali che, a livello nazionale e locale, hanno creato, in nome dell’ordine e della sicurezza, discriminazioni e ingiustizie. 

Chiediamo l’impegno di tutte e tutti per cambiare strada, intervenendo sul piano culturale e della formazione del senso comune, promuovendo il rispetto della dignità di ogni persona. 

E’ necessario avere come punto di riferimento costante il riconoscimento dei diritti sociali, civili e politici delle persone immigrate, dei rifugiati e richiedenti asilo e dei profughi, eliminando i molti ostacoli istituzionali che contribuiscono a tenere in condizione di marginalità la vita di molti migranti in Italia. 

Quale assistenza sanitaria per i titolari di permesso ex art. 20 TU?

Illegittime le disposizioni della Regione Emilia Romagna

La Regione Emilia Romagna ha disposto che ai titolari di permesso per protezione temporanea ai sensi dell’art. 20 del T.U. Immigrazione sia rilasciato un tesserino sanitario PSU con le medesime caratteristiche del tesserino sanitario STP per stranieri irregolarmente soggiornanti.

Lo Sportello Migranti TPO denuncia i profili discriminatori ed illegittimi della disposizione attuata nei confronti dei cittadini tunisini titolari del permesso per protezione temporanea, indirizzati ai servizi di assistenza medica fornita dai medici volontari.

Segnalate a
redazione[at]meltingpot.org
i provvedimenti adottati dalle altre Regioni in materia di assistenza sanitaria per i cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno ex art. 20.


Con la presente intendiamo evidenziare i forti profili di contrasto con il diritto anti-discriminatorio italiano ed europeo che, a nostro avviso, presentano le disposizioni contenute nella Deliberazione della Giunta Regionale del 11 aprile 2011 n.487 e nelle indicazioni della Regione Emilia Romagna del 15.04.2011 PG/2011/96394 indirizzate alle Aziende Sanitarie per l’organizzazione di modalità omogenee ed adeguate di assistenza sanitaria agli immigrati destinati al soggiorno temporaneo nel territorio regionale.

Tale normativa regionale delinea i primi provvedimenti urgenti per avviare le operazioni di accoglienza dei rifugiati dai paesi del Nord Africa a seguito della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale di cui al DPCM del 12 febbraio 2011 ed in particolare prevede la messa in atto di un sistema di assistenza sanitaria finalizzato alla tutela della salute individuale e collettiva, in modo omogeneo su tutto l’ambito territoriale della Regione Emilia-Romagna.

Le conseguenze del mancato recepimento della direttiva 2008/115/CE nell’ordinamento italiano

Angela Allegria

Lo Stato Italiano in materia di diritto dell’immigrazione non ha ad oggi recepito la direttiva europea n. 2008/115/CE recante norme e procedure comuni applicabili agli Stati membri al rimpatrio dei cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno sul territorio di detti Stati è irregolare.

Ai sensi dell’art. 288 comma 3 TFUE (così come modificato dal Trattato di Lisbona) la direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali per quanto riguarda la forma ed i mezzi necessari a tale scopo.

Tale misure devono essere attuate da parte degli Stati membri entro un termine imperativo fissato dalla direttiva stessa e nell’ambito del loro generale obbligo di leale cooperazione, mentre nella pendenza dell’obbligo di attuazione, gli Stati hanno obbligo di standstill, di non porre in essere  misure interne tali da pregiudicare gli effetti della direttiva una volta attuata.

Con riferimento alla direttiva 2008/115/CE il termine perentorio di recepimento è scaduto il 24 dicembre 2010 senza che l’Italia abbia provveduto a predisporre i mezzi necessari per attuare il contenuto dell’atto europeo.

Ciò ha comportato notevoli conseguenze.

Con due distinte istanze l’avv. modicano Piero Sabellini, esperto di diritto dell’immigrazione, ha chiesto al Giudice Unico del Tribunale di Modica e al Giudice di Pace dello stesso foro, di voler sollevare questione di illegittimità costituzionale innanzi alla Consulta.

Si tratta di due procedimenti distinti.

Isola allo stremo, 2000 migranti in 24 ore. Cittadini in rivolta, mercoledì l’evacuazione

LAMPEDUSA. L’annuncio del prefetto: "Il 30 marzo, nel pomeriggio, sei navi trasferiranno tutti i migranti. Tendopoli in tutto il territorio nazionale". Proteste al porto per bloccare l’arrivo di altri barconi. Rovesciati cassonetti. Allarme sanitario, Fazio invia gli ispettori. Maroni: "Pronti ai ‘rimpatri forzosi’. E sempre in Sicilia, oltre al Villaggio Mineo, si prepara tra le polemiche un’altra area d’accoglienza per i profughi fuori Trapani. E si parla anche di Caltanissetta. La Cei: "Lampedusa non deve sentirsi sola, il problema è europeo"

(repubblica.it) LAMPEDUSA – Situazione esplosiva a Lampedusa, dove alcuni pescatori hanno trainato quattro barconi all’ingresso del porto di Lampedusa per impedire il transito delle motovedette che soccorrono gli immigrati. Sulla banchina la tensione è altissima. Alcune donne e consiglieri di centrodestra si sono incatenati.

Il metodo mafioso: la forza di intimidazione del vincolo associativo e la condizione di assoggettamento ed omertà

Angela Allegria

A norma dell’art. 416 bis c.p. comma terzo, "L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali."

Con tali parole il legislatore enuncia il c.d. metodo mafioso, il quale si fonda su tre elementi fondamentali: la forza di intimidazione del vincolo associativo e la condizione di assoggettamento ed omertà che da esso deriva.

Tutti e tre gli elementi sopra menzionati sono necessari ed essenziali perché possa configurarsi il reato di associazione di stampo mafioso. Ciò si desume dalla congiunzione "e" impiegata dal legislatore.

La forza di intimidazione può essere definita come la capacità che ha uno Stato o un suo apparato, un’organizzazione o un singolo individuo di incutere timore in base all’opinione diffusa della sua forza e della sua predisposizione ad usarla. In altre parole può essere definita come la quantità di paura che una persona (fisica o giuridica) è in grado di suscitare nei terzi in considerazione della sua predisposizione ad esercitare sanzioni o rappresaglie.

Il papa: “Migranti risorsa per vero sviluppo dell’umanità”


In Vaticano congresso mondiale per la pastorale dei migranti e dei rifugiati

CITTA’ DEL VATICANO – "La Chiesa invita i fedeli ad aprire il cuore ai migranti e alle loro famiglie, sapendo che essi non sono solo un ‘problema’ ma costituiscono una ‘risorsa’ da saper valorizzare opportunamente per il cammino dell’umanità e per il suo autentico sviluppo". E’ quanto ha affermato papa Benedetto XVI rivolgendosi ai partecipanti al VI congresso mondiale per la pastorale dei migranti e dei rifugiati – in corso in Vaticano – ricevuti in udienza. Ricordando uno dei passaggi centrali della sua ultima enciclica ‘Caritas in Veritate’, in cui Ratzinger affermava che "il vero sviluppo è solo quello integrale", Benedetto XVI ha aggiunto che "lo sviluppo autentico riveste sempre un carattere solidale". "Ne consegue – ha quindi sottolineato – che occorre dare risposte adeguate ai grandi cambiamenti sociali in atto, avendo chiaro che non ci può essere uno sviluppo effettivo se non si favorisce l’incontro tra popoli, il dialogo tra culture e il rispetto delle legittime differenze".

"Occorre superare le paure che nascono dalle migrazioni viste come un’incognita, talvolta ridotta esclusivamente ad una questione di ordine pubblico da affrontare con la repressioné.

Inghilterra, stretta del governo sull’immigrazione

(ilfattoquotidiano.it) Londra – Il governo impone un nuovo tetto all’immigrazione extra Ue, che raggiungerà il minimo storico in Gran Bretagna entro il 2015. E un limite anche agli studenti, ancora provenienti da oltre i confini europei – dato che agli altri non può essere imposta nessuna restrizione – stimati in più del 50% del flusso migratorio. Circa 120.000 di loro potrebbero non avere accesso alle università.

L’annuncio è stato dato nel pomeriggio di ieri dal Ministro degli Interni, che ha promesso di ridurre i flussi da "centinaia a decine di migliaia", e di "tagliare il legame tra soggiorno temporaneo e permanente", con chiaro riferimento ai permessi per studenti, certamente uno dei primi obiettivi delle politiche conservatrici di riduzione dell’immigrazione. Theresa May, la nuova Lady di ferro del governo Cameron, ha precisato come il numero degli ingressi dei lavoratori qualificati si fermerà a 21.700, scendendo di 6.300 unità, un quinto rispetto a quelli programmati per il 2010. Inasprendo, e se possibile aggravando, la tendenza alla chiusura delle frontiere già iniziata dall’ultimo governo laburista.

Capitolo a parte quello dei lavoratori trasferiti dalle loro aziende. Formalmente dovranno dimostrare di guadagnare più di 40.000 sterline lorde l’anno se vogliono restare per un periodo lungo, o minimo 24.000 se vogliono rimanere almeno un anno. Il provvedimento tuttavia è molto meno restrittivo di quanto previsto in un primo momento, tanto da rappresentare una chiara vittoria delle pressioni provenienti dalle multinazionali, prime fra tutte quelle americane che hanno grandi interessi, dalla City alle industrie farmaceutiche e alimentari.

«Sono anche il Cancelliere dei turchi»

La Merkel si schiera dalla parte dei turchi e parla dell’importanza dell’integrazione. Thilo Sarrazin aveva detto che l’immigrazione musulmana sta rovinando la Germania

(ilpost.it) 3 settembre 2010 – Il capo del governo tedesco Angela Merkel si schiera dalla parte degli immigrati: «Quando i turchi hanno bisogno di aiuto possono contare su di me, sono anche il loro Cancelliere», ha detto in un’intervista al quotidiano turco Hürriyet. L’intervento arriva dopo le polemiche sollevate dalle dichiarazioni di Thilo Sarrazin, membro del direttorio della Bundesbank ed ex ministro della città stato di Berlino, che nei giorni scorsi ha pubblicato un libro intitolato Deutschland schafft sich ab, "La Germania si distrugge da sola", in cui sostiene che la Germania si sta impoverendo sempre di più a causa dell’immigrazione musulmana. Oggi la Bundesbank ha iniziato le procedure per rimuoverlo dal suo incarico.

Nel suo libro Sarrazin sostiene che gli immigrati musulmani presto supereranno in numero "la popolazione autoctona" perché fanno più figli. E scrive che dal momento che gli immigrati finora non hanno dato prova di essere particolarmente bravi a scuola, la Germania sarà condannata anche a diventare un paese meno intelligente. Dice anche che i musulmani non sono interessati all’integrazione, e insinua che preferiscano lavorare illegalmente piuttosto che pagare le tasse. Le sue dichiarazioni, insieme a molti passi tratti direttamente dal suo libro, hanno avuto grande risalto nella stampa tedesca negli ultimi giorni e hanno riacceso il dibattito sui problemi legati all’immigrazione in Germania.