Colpi di genio con gli spray di Banksy

di Luca Trapanese / Twitter @LucaTrapanese

Chi lo considera un semplice graffittaro si sbaglia di grosso: Banksy è un vero e proprio artista. Chi sia, dove sia nato o quale sia stata la sua ‘carriera’ è un mistero. Lo street artist infatti si cela dietro lo pseudonimo di Bansky e nasconde la sua identità. Nonostante le sue opere siano state quotate a prezzi elevati, l’artista inglese preferisce rimanere nell’anonimato per mettere in risalto solo la sua arte, incarnando alla perfezione il pensiero di O. Wilde che recitava: “Svelare l’opera e celare l’artista: questo è lo spirito dell’Arte“. Banksy si serve dello stencil per realizzare le sue opere che hanno sempre un valore di denuncia sociale, trattando argomenti quali politica, religione ed etica. I suoi protagonisti vengono estraniati dal contesto abituale per essere calati in uno del tutto nuovo, conferendogli così nuovi significati. E così egli trasforma un uomo primitivo in uno schiavo dei fast food, il cristo in croce in una vittima del consumismo; e ancora una colf nasconde i “problemi della società” sotto un ipotetico muro in strada e un bambino africano, nudo e piangente, viene trascinato da Mickey Mouse e Ronald McDonald emblema di un mondo malato nascosto dietro una pseudo-perfezione. Un vero genio!

Sul sito ufficiale sono raccolte le opere Outside e le opere Inside ai musei.

Theo Jansen: Kinetic Sculptures

‘Animali da spiaggia – Theo Jansen’

I confini tra arte e ingegneria esistono solo nelle nostre mentiTheo Jansen

Theo Jansen -Scheveningen-L’Aja, 14 marzo 1948- è un artista olandese attivo soprattutto nel campo della scultura cinetica, con creazioni che si pongono al confine tra la creazione artistica e la progettazione ingegneristica.

Le sue più celebri creazioni, le Strandbeesten (animali da spiaggia), sono infatti grandi strutture mobili costruite connettendo e articolando sottili tubi gialli in PVC, in uso in elettrotecnica per la canalizzazione dei cablaggi di impianti elettrici, tenuti assieme da nastro adesivo, elastici, e fascette serrafili.

T Magazine: T Exclusive | Marina Abramovic – nytimes.com/video

Marina Abramovic, nata a Belgrado nel 1946, è senza dubbio una delle artiste più signi! ficative del nostro tempo. Dall’inizio della sua carriera in Yugoslavia negli anni Settanta, quando frequentava l’Accademia di Belle Arti di Belgrado, Marina Abramovic ha utilizzato la performance come forma di arte visiva.
Il corpo è sempre stato sia il suo soggetto che il suo mezzo.
Esplorando i limiti fisici e mentali della sua esistenza ha sopportato la sofferenza, la fatica e il pericolo, alla ricerca di trasformazioni emotive e spirituali.
Realizza opere che rendono rituali le semplici azioni di ogni giorno, come stare sdraiati o seduti, sognare e pensare.
Membro vitale della generazione di artisti pionieri della performance, che include Bruce Nauman, Vito Acconci e Chris Burden, Marina Abramovic ha creato alcune delle prime storiche performances ed è l’unica che ancora realizza importanti opere durevoli.

Dal 1975 al 1988 Marina Abramovic e l’artista tedesco Ulay hanno realizzato performances insieme.
Dopo essersi separati Marina Abramovic è tornata a lavorare da sola. Ha presentato il suo lavoro con suoni, fotografie, video, sculture e "oggetti transitori per uso umano e non umano" in mostre personali e collettive presso importanti istituzioni negli Stati Uniti ed in Europa. Ha anche insegnato e tenuto conferenze in Europa e America.
E’ stata premiata con il Leone d’Oro come migliore artista alla Biennale di Venezia del 1997, per la sua straordinaria video installazione/performance Balkan Baroque e nel 2003 ha ricevuto il Bessie per La casa con vista sull’oceano, una performance di 12 giorni alla galleria Sean Kelly di New York.

In Brasile biblioteca di arte e filosofia intitolata a Corrado D’Ottavi

Mama Africa A cosa serve imparare a raccontare?/ Il primo incontro nella Biblioteca Hemetérica Corrado D’Ottavi fra Paulo Freire e Lorenzo Milani

È iniziato il Corso di Narrazione nella Biblioteca Hemetérica Corrado D’Ottavi¸ fondata da Mama Africa presso una comunità brasiliana di Recife¸ città natale del pedagogista brasiliano della educazione come pratica della libertà Paulo Freire. E non possiamo non pensare anche agli insegnamenti di Lorenzo Milani. Nel video di cui indichiamo il link c’è una traduzione in italiano (di cui si sono fatti carico gli amici brasiliani) che ci farà capire come è importante l’incontro fra culture.