Enzo Lucchetti ricorda il prof. Don Antonio Moroni nel suo trigesimo della morte

Don Antonio Moroni al campo invernale al Lago Balano con il Clan delle Vette

Un dono, un insegnamento, non è tuo fino a quando non hai ringraziato. 

Per questo motivo noi scout di Parma abbiamo voluto e partecipato a questa santa messa in ricordo di don Tonino: a lui vogliamo esprimere, ad un mese dalla sua morte, un sentito ringraziamento per i doni e gli insegnamenti che ci ha dato.

In più occasioni, in cerimonie ufficiali, sui giornali e sui media sono state ricordate le tante iniziative di promozione culturale, di salvaguardia della città e del territorio promosse da Monsignor Moroni, dal Professor Moroni.

Per noi resta don Tonino: con semplicità e la concretezza propria dello stile scout, vogliamo ricordare e ringraziare, l’uomo, l’educatore, il sacerdote nella vita quotidiana, in quelle tante piccole cose che non fanno rumore, che non danno celebrità, per le quali non si scrivono articoli sui giornali, ma che nel silenzio e nel concreto hanno contribuito a far crescere tanti giovani. 

La disponibilità verso gli altri, lo spirito di servizio, innanzitutto.

La disponibilità ad ascoltare, l’atteggiamento di chi vuol sapere, vuol conoscere,

ma non per giudicare, non per esprimere sentenze,

bensì per aiutare ad individuare i problemi,

per mettere a fuoco quanto ci può essere di sbagliato,

soprattutto per scoprire e fare emergere le potenzialità presenti in ciascuno,

perché ognuno spendesse e valorizzasse i talenti donati da Dio Padre. 

Ho ripreso in mano, in questi giorni, un piccolo librettino, pochissime pagine, del 1963 o 1964, nel quale don Tonino lanciava, con un gruppo di allora giovani rover, l’Avventura di uomini liberi.

Un invito a non rimanere semplici spettatori del mondo che ci circonda,