Il Messico vieta la vendita di bibite dolci e junk food ai minori. Il 73% della popolazione (di tutte le età) è in sovrappeso o obeso

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Agnese Codignola

Come l’alcol e il tabacco. Lo stato messicano di Oaxaca ha approvato una legge che vieta la vendita di bevande zuccherate e junk food ai bambini, nel tentativo di porre un freno all’obesità dilagante e di spingere le autorità locali a intervenire per riportare l’acqua potabile nella disponibilità di tutti. Il problema riguarda soprattutto gli abitanti delle comunità più isolate, che spesso hanno ceduto i propri bacini di acqua alle grandi aziende di bibite gassate, e non ne hanno a sufficienza.

Anche se destinata a incontrare alcune difficoltà (pur non potendo acquistare direttamente, bambini e ragazzi continueranno a trovare le soda in casa), si tratta della prima legge al mondo di questo tipo, ed è la conseguenza del tasso di obesità del paese, a sua volta il più alto del globo. Secondo l’OCSE in Messico il 73% della popolazione (di tutte le età) è in sovrappeso o obeso (negli anni novanta la stessa percentuale era attorno al 25%). Il paese, anche per questo, è stato il primo a introdurre una soda tax, nel 2014, e da allora i consumi si sono ridotti di circa il 7,5%, ma l’effetto non è stato ritenuto sufficiente, e si è deciso di adottare provvedimenti più energici.

Come riferisce il Guardian , l’iter della legge è durato più di un anno, è stato interrotto per il Covid 19 e solo di recente è stato ripreso, fino all’approvazione. Inoltre ha incontrato fortissime resistenze da parte delle lobby delle bevande dolci. In più ha dovuto fare i conti con un’opinione pubblica non del tutto favorevole, dal momento che gli introiti della soda tax, arrivati nelle casse pubbliche, non sono mai giunti ai cittadini attraverso progetti dedicati alla loro salute, come invece prevedeva la legge istitutiva. Ma i danni di abitudini ormai molto radicate e spesso rese necessarie dalle contingenze sono diventati insostenibili, e il divieto è la risposta governativa a una situazione che è sfuggita dal controllo. Secondo Hugo López-Gatell, autore del testo di legge e responsabile anche di iniziative di salute pubblica sul coronavirus, le bevande dolci  sono corresponsabili della morte di 40.000 messicani l’anno a causa del diabete, l’ipertensione e le malattie collegate all’obesità. Diversa è la posizione dei produttori di bibite  secondo cui le  bevande zuccherate rappresentano solo il 5,8% delle calorie giornaliere dei messicani, e non possono essere ritenute responsabili di conseguenze così devastanti.

In realtà, secondo indagini recenti effettuate dall’associazione no profit di consumatori El Poder del Consumidor, ogni cittadino  beve ogni anno in media 163 litri di bevande dolci, e in alcune regioni (le più povere) il 70% dei bambini delle scuole elementari fa colazione con una soda. È improbabile che tutto questo non abbia conseguenze poco raccomandabili. Non è certamente un caso se l’Unicef, secondo la BBC, ha salutato come molto positiva la nuova legge, nel nome dell’interesse dei messicani di domani. 1 Settembre 2020

Fonte Link: ilfattoalimentare.it

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