OBIETTIVO ALIMENTAZIONE ETICA 

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OBIETTIVO ALIMENTAZIONE ETICA 

Franco Libero Manco

            Anche se il passato dovrebbe servire a farci evitare errori nel presente e preparare un futuro migliore, non vedo mai di buon occhio le tradizioni, anzi, considero la tendenza a far riferimento alla tradizioni ciò che preclude il progresso e quindi l’evoluzione dell’uomo. Sostenere che la nostra migliore alimentazione sia quella delle nostre tradizioni (vedi Vissani o Panzironi) è quanto di più oscurantista si possa sostenere. Il progresso umano si è potuto attuare proprio nel superamento di tradizioni non più adatte alle contingenze storico-culturali e all’emancipazione dei popoli. Per questo motivo non si gettano più dalla Rupe Tarpa i bambini deformi; non ci sono più le orge di sangue nel Colosseo, le impiccagioni e i roghi in pubblica piazza, la schiavitù, la proprietà della donna da parte del marito ecc.

            Per capire quale deve essere la migliore alimentazione per l’uomo moderno non è sufficiente fare riferimento alla dieta delle nostre origini di animali frugivori. Nessuna specie ai suoi albori, fino all’apice della sua evoluzione attuale, si nutre con le medesime sostanze. L’alimentazione dei  nostri antichi progenitori era essenzialmente di foglie, bacche, frutti, radici e semi, con l’eccezione di qualche uovo sottratto alle covate. Se da una parte è necessario  guardare alle origini della nostra specie  e, tramite la scienza dell’anatomia comparata e della fisiologia, capire come è strutturato il nostro organismo per dargli il cibo ideale, occorre anche guardare alle mutate esigenze morali che impongono una diversa alimentazione al variare delle esigenze biologiche, chimiche e soprattutto etiche e spirituali.

            Credo che l’umanità sia proiettata verso l’alimentazione consapevole, responsabile, attenta,  capace di comparare l’attuale alimentazione industriale, quanto innaturale, con quella stabilita per noi da Madre Natura e verificare se l’attuale stato di cose ci ha portato danni o benefici. Capire che gli alimenti impropri, che in passato hanno consentito la sopravvivenza umana e che ancora oggi vengono utilizzati, non sono compatibili né con la nostra buona salute né con la nostra evoluzione morale e spirituale.        

            L’alimentazione dell’ominide era essenzialmente governata dalla fame e dall’istinto, il passo successivo ci spinge ad andare oltre e acquisire quel grado di consapevolezza e sensibilità da indurci a non nuocere oltre a noi stessi a nessun essere vivente, compresa la pianta, cioè nutrirsi di tutto ciò che è frutto della pianta, come tutti i tipi di frutta fresca ed essiccata, tutti i tipi di semi, di legumi, di cereali, i prodotti dell’orto: peperoni, melanzane, carciofi, zucche, zucchine, pomodori ecc, che non è poi così difficile dal momento che è già il modo di nutrirsi di molti vegani e fruttariani . Quindi tornare alle origini ma superarle in un’ottica di armonia personale e collettiva è condizione imprescindibile per favorire il benessere personale e il progresso della nostra specie.

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Da La repubblica di Platone libro VIII

Quando un popolo divorato dalla sete di libertà si trova guidato da coppieri che ne versano quanta ne vuole fino ad ubriacarlo, accade allora che se i governanti  tentano di resistere alle sempre più esigenze richieste dei sudditi, sono definiti tiranni.

Ed avviene pure che chi si dimostra disciplinato nei confronti dei superiori è considerato senza carattere, un servo;

che i padri impauriti finiscono col trattare i figli come pari e non sono più onorati; che i maestri non osano più rimproverare gli scolari, che se ne beffano;

e infine che i giovani pretendono gli stessi diritti e la stessa considerazione dei vecchi e questi, per non sembrare troppo severi, danno ragione;.

In un siffatto clima di libertà e nel nome della medesima finisce che non vi è più riguardo e rispetto per nessuno.

Allora, in mezzo a tanta licenza, nasce e si sviluppa una mala pianta: La dittatura.

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