SI MANGIA DA SUICIDIO

Alimentazione, Franco Libero Manco
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Il cibo cambia il corpo, la coscienza e il modo di pensare.
SI MANGIA DA SUICIDIO

Franco Libero Manco

            Fino all’era del benessere economico, scoppiato in Occidente intorno agli anni 50-60, le generazioni che ci hanno preceduto si nutrivano quasi esclusivamente di cibi vegetali con l’aggiunta occasionale di qualche alimento di derivazione animale; la carne e il pesce venivano consumati in occasioni festive o ricorrenze religiose, essendo appannaggio delle classi abbienti, che però sovente venivano colpite da gotta, cancro o putredine reale.

            Nessuna generazione che ci ha preceduto ha goduto del benessere economico attuale: igiene, acqua corrente, abbondanza di cibo, poche ore lavorative, assistenza sanitaria, ferie, svaghi, palestre ecc.. Nessuna generazione ha avuto tante risorse e un apparato medico ospedaliero come l’attuale: strutture di ricerca e personale con 1200 differenti specializzazioni. Ma nessuna generazione si è alimentata male e in modo innaturale come l’attuale: nel 1900 consumava circa 12 kg di carne all’anno, oggi la cifra in Europa è di oltre 100 kg pro capite. Dagli anni 50 agli anni 80 il consumo medio procapite espresso in energia è passato da 2350 a 3300 kcal al giorno. Nessuna generazione è stata più debole, malaticcia, dolorante e flagellata da 40.000 differenti sintomi curati con 200.000 tipi di differenti farmaci.

            Da quando è arrivato in Occidente il benessere economico il consumo di prodotti industrializzati, il consumo di carne di animali e derivati, ha raggiungo quote mai toccate prima nella storia. E come in ambienti religiosi si dice che la furbizia del diavolo sta nell’aver convinto la gente che “non esiste”, la medicina ufficiale, le industrie chimico-farmaceutiche e gli accoliti nutrizionisti televisivi e della carta stampata, hanno convinto la popolazione che per stare in buona salute occorre mangiare di tutto, mentre è proprio questo il problema di fondo, la causa del 90% delle patologie.

            La popolazione attuale assume enorme quantità di calorie vuote che causano carenze nutrizionali sempre più frequenti di vitamine, ferro, magnesio, oligoelementi, fibra ed altri nutrienti necessari alla salute. La dieta attuale è straricca di proteine, grassi e carboidrati semplici e questi risultano i maggiori imputati nello sviluppo di patologie come l’obesità, l’arteriosclerosi, ictus, malattie cardiovascolari, cancro ecc.

            Prodotti mai consumati prima da nessuna generazione precedente: zucchero raffinato, considerato uno degli alimenti killer, omogeneizzati, liofilizzati, bevande alla cola, wurstel , caffè, carenza di antiossidanti, carenza di fibre indispensabili per il buon transito intestinale e regolatore dell’assorbimento degli zuccheri, coloranti conservanti edulcoranti, emulsionanti, addensanti, ristrutturanti, stabilizzanti, antifermentativi, antri putrefattivi, cibi Ogm, devitaminizzati, demineralizzati, privi di enzimi e di ormoni naturali uccisi con la cottura, contenenti mercurio, piombo, alluminio, cadmio, nichel… a tutto questo si aggiunge l’enorme uso di medicinali di sintesi, di integratori che caratterizzano la società occidentale.

            Il problema nasce anche dal fatto che i vegetali coltivati in maniera convenzionale risultano enormemente impoveriti di nutrienti. I metodi di coltivazione intensiva, specialmente delle monocolture, richiedono sempre maggiore quantità di fertilizzanti chimici che acidificano e impoveriscono il terreno; le coltivazioni vengono trattate con pesticidi, anticrittogamici, fungicidi ecc.; la raccolta prima della maturazione priva la pianta delle potenzialità nutrizionali anche a causa dell’allargamento dei circuiti di distribuzione; poi c’è il tempo che trascorre tra la raccolta ed il consumo durante il quale una gran parte di vitamine va perduta; c’è anche la conservazione, il trattamento, la cottura che causa la perdita di gran parte delle vitamine rimaste.

            Mangiare in questo modo significa saziarsi ma non nutrirsi: le cellule restano affamate e l’organismo sottrae continuamente a se stesso risorse vitali finché con la carenza si manifesta la malattia.

            Tutto questo causa carenze di magnesio (protettore di molte patologie come cancro, malattie cardio-vascolari, depressioni nervose ecc.): il 50% della popolazione francese è carente di questo elemento, dovuta anche alla raffinazione dei cereali e del sale marino aggiunto. Negli Stati Uniti specialmente i giovanissimi soffrono da carenza di vitamina A. nel Texas il 60% dei bambini e adolescenti hanno tali carenze, come di vitamina C. La medesima situazione si registra in Canada a causa dell’eccessivo consumo di zucchero e alcol che aumenta il bisogno di vitamina A, e la situazione in Europa non è molto diversa.            

Le principali carenze generate l’alimentazione moderna sono:

Carenza di ferro, che provoca anemia: negli Stati Uniti colpisce dal 20 al 60% la popolazione; in Canada tale carenze salgono addirittura al 70%.

Carenza di oligoelementi, come il rame, il cobalto, il manganese, lo iodio.

Carenza di magnesio, a causa della cottura e carenza nel terreno trattato con fertilizzanti chimici;

Carenza ferro e rame, a causa della perdita dovuta ai trattamenti chimici;

Carenza vitamina A, inibita soprattutto dai nitrati di cui fa largo uso la coltivazione convenzionale;

Carenza vitamina B1, inibita dal consumo di zucchero ed alcol;

Carenza vitamina B2 e B3, a causa dei medicinali assunti dagli animali o dei residui nella carne o nei latticini;

Carenza vitamina C, a causa della perdita per lo stoccaggio: con la cottura si perde fino al 90% di tale vitamina;

Carenza vitamina E, dovuto al consumo di oli raffinati.

            E inoltre, l’eccessivo uso di alimenti cotti genera:

carenza enzimatica (gli enzimi vengono distrutti con la cottura), carenza di ormoni naturali, alterazione delle proteine che ad elevate temperature flocculano; saturazione dei grassi insaturi ecc.

Con questo tipo di alimentazione mi stupisco come possa ancora esistere il genere umano.           

            Tutto questo causa una salute deprecabile: milioni di bambini nel mondo occidentale sono handicappati, la stragrande maggioranza della popolazione è sdentata e portatrice di malattie croniche: il 50% dei bambini e il 90% circa delle persone adulte portano gli occhiali. 14 milioni di americani adulti hanno ulcera duodenale; le malattie cardiovascolari sono responsabili di quasi il 60% dei decessi, il 30% degli uomini soffre di artrite, il 50% soffre di malattia cronica, e il cancro è la seconda causa di morte che provoca ogni anno quasi 500 mila decessi solo negli Stati Uniti.

            In Occidente la mortalità tra il 1950 e il 1970 per malattie infettive è diminuita, mentre quella dovuta alle malattie moderne va notevolmente aumentando. La sterilità colpisce un numero crescente di uomini e donne: una coppia su 7 nel mondo civilizzato è sterile. La fertilità maschile è in netta diminuzione. Le donne, a differenza del passato che allattavano i loro bambini per due anni e oltre, riescono ad allattare per 2-3 mesi al massimo perché non hanno latte a sufficienza ed è scarso il suo valore nutritivo. E questo è veramente un paradosso della medicina moderna che riesce a far fornire tre volte più latte alle mucche ma non riesce a far fornire alle donne il latte sufficiente per nutrire i suoi bambini.

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