Coronavirus, Pizzarotti: “A Parma ci prepariamo al picco.

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Federico Pizzarotti Sindaco di Parma

Il sindaco: “Stiamo attrezzando 572 posti letto in più, ma mancano medici e infermieri. Molti Comuni della provincia rischiano il default, bastano le spese in più per il gasolio della Croce rossa”
Chiediamo di restare capitale della Cultura per il 2021″

di GIOVANNA CASADIO

“Quando arriva l’ondata di piena bisogna avere gli argini del fiume  rinforzati. Noi prevediamo un picco più alto di contagi e perciò nel parmense stiamo attrezzando 572 posti letto in più. Però mancano medici e infermieri”. Federico Pizzarotti, il sindaco di Parma, ex 5Stelle ora leader di Italia in Comune, dice che “questo è il momento della politica di prossimità”, nonostante le difficoltà che rischiano di mandare a gambe all’aria il bilancio dei municipi. “Parma, capitale della cultura in questo 2020 ormai compromesso, chiede di poterlo restare per il 2021″, è l’appello di Pizzarotti.

Pizzarotti, i sindaci sono in trincea?
“Siamo in prima linea e con le armi spuntate. Non riusciamo a dare le risposte alle tante richieste che ci vengono rivolte. C’è chi vorrebbe fermare tutte le attività produttive perché c’è un rischio salute. E chi si trova in gravissime difficoltà per la battuta d’arresto delle attività. Poi i lavoratori, le famiglie… noi non dobbiamo farci prendere dallo sconforto”.

A Parma si attende il picco del contagio in una Emilia Romagna già in difficoltà grandissima. Aumenterete i posti letto negli ospedali? Di cosa c’è bisogno?
“Attendiamo l’ondata di piena e siamo abituati a rinforzare gli argini. Per questo abbiamo previsto 572 posti letto in più, così che quando arriverà il picco non lasceremo indietro nessuno. Interi reparti sono stati riconvertiti per ospitare pazienti ammalati di coronavirus, ma anche strutture private.  Ci stiamo preparando. Con gli altri sindaci di tutta Italia poi, cerchiamo di condividere criticità, anche per dare informazioni adeguate. Servono risposte coerenti e omogenee e non perdere la testa davanti a cose che per un piccolo Comune possono rappresentare una difficoltà nella difficoltà”.
Ad esempio?
“Nei piccoli Comuni qui del parmense la spesa in più per il gasolio per la Croce Rossa e pronto intervento, può significare una voce che sposta in rosso il bilancio. Facilmente si va in tilt”.

In generale per i Comuni c’è il rischio default?
“Il contraccolpo neppure lo stiamo calcolando. Parma era capitale della cultura per il 2020: programma già fatto, mostre pronte. E ora? Va tutto a rotoli. Per questo chiediamo di restare capitale della cultura per il 2021. Già potrebbe esserci l’accordo delle altre città. Il sindaco di Volterra  Giacomo Santi ha scritto al presidente Anci, Antonio Decaro per appoggiarci, benché Volterra si fosse a sua volta candidata per il prossimo anno”.

Per i municipi si riducono le entrate
“Certo. Azzerate le tasse di soggiorno, le occupazioni di suolo pubblico. Noi possiamo ipotizzare un ritorno vero alla normalità nel prossimo anno. Intanto rispondiamo ai lavoratori, alle famiglie, è prioritario. Però poi vanno contabilizzati i danni ai Comuni”.

Quali altre misure lei ha preso a Parma?
“Abiamo riconvertito gli impiegati comunali per servizi di pubblica utilità, a cominciare dalla consegna a domicilio di farmaci o di pasti per i più bisognosi. Io vorrei la chiusura domenicale dei supermercati, per dare ristoro a quei lavoratori”.

Donazioni importanti sono state fatte da molte aziende, da Berlusconi 10 milioni di euro alla Lombardia, 10 milioni dagli Agnelli. In campo anche il gruppo Barilla. E poi?
“Posso dire del conto corrente che abbiamo aperto nel parmense con tutte le associazioni di categoria e che in pochi giorni ha raggiunto quota mezzo milione di euro. La solidarietà c’è”. 18 marzo 2020

Fonte Link: parma.repubblica.it


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