Ora si fa sul serio sul Coronavirus

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Ieri nel Lazio è iniziata la campagna vaccinale di massa, con l’avvio del sistema di prenotazione per le persone con più di 80 anni, che saranno vaccinate a partire dal prossimo 8 febbraio. È la prima grande Regione ad avere avviato la fase che coinvolge gli anziani al di fuori delle case di cura, e per questo è osservata con grande attenzione da dirigenti ed esperti di sanità di molte altre regioni italiane, che nelle prossime settimane dovranno confrontarsi con sfide e problemi dell’avvio di una vaccinazione di massa.

Finora la campagna vaccinale aveva interessato operatori sanitari, dipendenti amministrativi degli ospedali, lavoratori e ospiti nelle case di cura. Le difficoltà per vaccinarli non sono mancate, ma si trattava comunque di una quantità di persone ben definita e facile da rintracciare; con l’apertura alla popolazione le cose potrebbero complicarsi.

Gli over 80 non possono essere convocati direttamente, perché la vaccinazione è su base volontaria. Come faranno altre regioni, il Lazio ha quindi predisposto un sito per prenotare un appuntamento per vaccinarsi. Per semplificare le cose, non è richiesto un sistema di identità digitale (come lo SPID), ma è sufficiente utilizzare il proprio codice fiscale, compilando poi un modulo per scegliere luogo e data della vaccinazione. Considerato che questa fase è dedicata agli over 80, il sistema rende possibile la prenotazione da parte di un parente o una persona di fiducia, che magari ha più dimestichezza con il computer e gli smartphone (ciò detto, salutiamo gli affezionati lettori ultraottantenni di questa newsletter!). 

L’avvio delle prenotazioni ha subìto qualche ritardo nella giornata di ieri, a causa di qualche problema tecnico e del numero di richieste in un solo giorno superiore alle aspettative. In circa 24 ore ci sono state 100mila prenotazioni, distribuite sugli 89 punti vaccinali predisposti nel Lazio. Inizialmente la Regione aveva anche pensato di coinvolgere i medici di famiglia, ma la loro adesione è stata bassa soprattutto per motivi pratici. Avrebbero dovuto andare nelle farmacie ospedaliere per ritirare i flaconcini facendo attenzione a non interrompere la catena del freddo, perché il vaccino deve essere conservato a -70 °C. C’era quindi il rischio di sprecare dosi, nel caso di contrattempi e ritardi negli spostamenti dei medici di famiglia. 

Il prossimo 8 febbraio inizieremo a capire come funzioneranno le cose nei punti vaccinali della Regione, dove è previsto un grande afflusso di persone, anche se ordinato grazie alle prenotazioni. Le altre Regioni si stanno intanto attrezzando per organizzare le loro campagne vaccinali, con sistemi simili per prenotare le dosi e fare il vaccino. Da come procederà nelle prossime settimane, potremo farci un’idea di che cosa accadrà nei mesi a venire, con la vaccinazione estesa a tutti i maggiorenni.

Lombardia
La Regione Lombardia sta cercando di accelerare la propria campagna vaccinale. Oggi l’assessora al Welfare, Letizia Moratti, ha detto che per gli over 80 le vaccinazioni inizieranno il 24 febbraio e non a fine marzo come inizialmente stabilito. 
Sempre restando in Lombardia, l’ex capo della Protezione Civile, Guido Bertolaso, è stato nominato consulente della gestione delle vaccinazioni. Partecipando a una conferenza stampa sulla situazione in Regione, Bertolaso ha detto che i 10 milioni di cittadini lombardi potranno essere vaccinati entro l’inizio dell’estate. Al momento, considerati i ritardi nelle consegne dei vaccini e il piano vaccinale da rifinire, appare un obiettivo molto difficile da raggiungere in tempi così stretti.

Le altre
A questo punto se non vivete né in Lombardia né nel Lazio vi starete chiedendo: ma quando iniziano le vaccinazioni per chi ha più di 80 anni nella mia Regione? Siamo lieti di potervi rispondere.

Molto giallo
Da ieri, grazie al miglioramento dei dati, quasi tutte le regioni italiane – comprese Lazio e Lombardia – sono “area gialla”, mentre sono “area arancione” Umbria, Puglia, Sardegna, Sicilia e provincia autonoma di Bolzano. Secondo le regole valide fino al 15 febbraio, in zona gialla ci si può muovere liberamente all’interno della propria regione o provincia autonoma senza bisogno di autocertificazione, anche se resta in vigore il coprifuoco notturno tra le 22 e le 5. Gli spostamenti verso altre regioni (anche altre regioni in zona gialla) sono permessi solo per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.


Qui trovate un rapido ripasso su cosa si può e non si può fare, a seconda dell’area di rischio in cui ci si trova.

Gravidanza
Alla fine della scorsa settimana, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha modificato le proprie linee guida sui vaccini contro il coronavirus, segnalando che le donne incinte possono essere vaccinate in sicurezza e senza particolari rischi. In precedenza, l’OMS non aveva raccomandato la vaccinazione per le donne in gravidanza, perché i vaccini contro il coronavirus non sono stati ancora sperimentati su questa categoria di persone. L’indicazione aveva raccolto critiche da numerosi esperti ed era stata contraddetta da diverse autorità sanitarie nazionali, che avevano invece consigliato la vaccinazione anche per le donne incinte, specialmente se a rischio per altri problemi di salute. In Italia le principali autorità sanitarie avevano iniziato a consigliarla già all’inizio dell’anno.

Recupero
La domanda per i vaccini continua a essere molto alta e, come abbiamo visto nella scorsa newsletter, le aziende faticano a mantenere i ritmi di consegna promessi, ricevendo critiche (o minacce di azioni legali) da parte dei governi. 
• Dopo il duro confronto della scorsa settimana per l’annunciata riduzione del 60-75 per cento delle consegne nel primo trimestre, AstraZeneca ha detto che fornirà all’Unione Europea altri 9 milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus entro marzo. In tutto le dosi consegnate nel primo trimestre del 2021 dovrebbero essere 40 milioni, circa la metà di quanto inizialmente concordato.
• Pfizer e BioNTech consegneranno ulteriori 75 milioni di dosi del loro vaccino nell’Unione Europea nel secondo trimestre dell’anno, con l’obiettivo di consegnarne fino a 600 milioni entro la fine dell’anno.

Un comune sardo ha ordinato ai cittadini di non ammalarsi, per protesta ✊

Vaccini
Lo sappiamo, siamo un po’ monotematici, ma le notizie più importanti e incoraggianti in questo periodo sono inevitabilmente legate ai vaccini, sia per quanto riguarda la loro somministrazione, sia per quanto riguarda il loro sviluppo. In queste settimane si è parlato quasi esclusivamente di Pfizer-BioNTech, Moderna e AstraZeneca, ma ci sono molte altre aziende farmaceutiche e diversi centri di ricerca al lavoro per sviluppare altri vaccini. Averne a disposizione da più produttori sarà essenziale per mantenere il ritmo delle campagne vaccinali e non avere problemi nei rifornimenti. Ce ne sono almeno una decina nelle fasi finali della sperimentazione, da poco autorizzati o prossimi a ricevere un’autorizzazione: alcuni sono molto promettenti, altri potrebbero rivelarsi inutili.

È intanto notizia di oggi che Sputnik V, il principale vaccino russo contro il coronavirus, ha fatto rilevare un’efficacia del 91,6 per cento nell’ultima fase della sua sperimentazione. I dati sono ancora preliminari e da approfondire, ma sono incoraggianti.

Cuba
Da quasi sessant’anni gli Stati Uniti hanno imposto a Cuba un embargo, un blocco delle esportazioni e del commercio, che oggi impedisce all’isola caraibica anche di ricevere i due vaccini contro il coronavirus di cui è già iniziata la somministrazione in molti paesi del mondo: quello di Pfizer-BioNTech e quello di Moderna. Anche per questo motivo Cuba, per vaccinare la sua popolazione, si sta muovendo da sola.

Tre cose dal mondo
🇵🇹 Il Portogallo è il paese europeo dove la pandemia va peggio: quasi la metà dei morti totali per COVID-19 dall’inizio dell’epidemia è stata registrata nell’ultimo mese.
🇮🇱 Israele fornirà ai medici palestinesi 5mila dosi di vaccino contro il coronavirus.
🇺🇸 Il Coachella Valley Music and Arts Festival, uno dei più famosi festival musicali del mondo, quest’anno non si terrà per via dei rischi legati alla pandemia.

Verso la fine?
Da inizio anno, in India i nuovi casi positivi al coronavirus rilevati quotidianamente sono diminuiti molto: 10-14mila contro gli oltre 100mila che si registravano a metà settembre del 2020. Nelle grandi città la quantità di malati di COVID-19 ricoverati negli ospedali è diminuita, così come il numero di ricoveri nelle unità di terapia intensiva. L’impressione è che la pandemia stia iniziando a rallentare in uno dei paesi più popolosi al mondo e che si temeva potesse patire più di altri gli effetti del coronavirus.

Analisti ed esperti si chiedono se il miglioramento degli ultimi giorni sia uno dei primi indizi del raggiungimento della cosiddetta “immunità di comunità” (o “immunità di gregge”), la condizione in cui la maggior parte degli individui ha sviluppato una risposta immunitaria a un virus (o a un altro patogeno) che è circolato molto tra la popolazione. È probabilmente presto per avere una risposta definitiva considerate le numerose variabili in un paese da oltre 1,3 miliardi di persone, ma qualcosa si può già capire.

Fonte Link: ilpost.it

 

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