ARIE D’EUROPA A PARMA

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Il 27 settembre, una vera giornata Europea per Parma. Quando i meriti ci sono, si deve dirlo, si devono riconoscere a chi ha saputo abilmente collegare saperi complessi. Cosa che, se riesce difficile alla classe dirigente locale, non lo è per me. Così come non sono mai stato tenero nei confronti di questa città, che spesso si abbandona alla celebrazione con scarsa capacità di elaborazione interna e a disperdere le proprie potenzialità, così penso che sabato 27 a Parma si siano sentite note d’Europa. Si vede che il Parmigianino ha agito sul DNA cittadino! Un programma della giornata intenso nella sua concatenazione dei fatti, nei diversi contenuti, nella ricchezza delle proposte, nell’arricchimento che ti rimane; e qui sta il valore di un nuovo clima in via di generazione, un germoglio forse, in questa città. E in questa dimensione si elaborano consapevolezze, si incontrano menti, amici, colleghi, si sviluppano idee, nuove relazioni, che partono da un contesto diverso. Un sabato che inizia con le conclusioni del XXVII Convegno Nazionale di Economia e Politica Industriale. Conclusioni che mi auguro siano state ben comprese dagli imprenditori locali, lontani dagli indirizzi emersi. Forse dovrebbero interrogarsi sul valore qualitativo del PIL locale paragonato alle economie più avanzate che poggiano invece i loro pilastri su innovazione tecnologica e sua divulgazione, sulla ricerca, sull’istruzione. Solo un dato: in Giappone il 72% della ricerca è privato. In Usa, il primo paese che ha posto la ricerca come "funzione di impresa" non come attività sporadica, microelettronica, telecomunicazioni, biotecnologie, scienza dei materiali costituiscono le aree d’avanguardia dell’economia. Noi in tutto ciò dove siamo, visto che, recita il messaggio di Prodi, è nella "capacità di leggere il mondo", il futuro qualitativo dei Paesi, delle città? Da noi, mi sembra invece, che le teste pensanti devono emigrare; nel dialogo locale, sono asservite al potere o escluse, emarginate, se pensanti indipendenti. Prima di lasciare Palazzo Soragna, sede del convegno, consegno ai Presidenti Prodi e Errani una cartella informativa sui problemi generati dall’industria alimentare di derivazione animale. E’ un punto di debolezza sul quale la nostra economia locale dovrà prima o poi interrogarsi? O si preferisce il collasso per insipienza? Nel pomeriggio incontro al Teatro Regio per l’inaugurazione dell’anno accademico del Collegio Europeo. Di fatto, è il rilancio del Collegio che acquisisce l’imprimatur dell’Unione e stabilisce un rapporto diretto con la Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione. Un’apertura significativa verso questo Istituto culturale arriva poi dal Presidente della Regione Emilia, Vasco Errani, che condivide l’importanza e garantisce l’impegno anche economico della Regione. Parma come luogo di formazione della classe dirigente Europea: è un bel passo avanti! Indubbiamente un buon lavoro tessuto dal Presidente e dal Direttore del Collegio. Uno stimolo per la città che dovrà rendersi consapevole una buona volta dell’importanza dell’Università, dei centri culturali internazionali, di coloro che sono impegnati nelle nuove frontiere. Perché è lì che si genereranno le nuove potenzialità espressive del territorio. Quanti treni persi ad oggi! Quante delusioni per il quasi disprezzo verso l’innovazione, il pensiero libero, che non si pone il problema dei centri di potere ma indirizza le proprie energie verso le potenzialità delle idee. Ricordo un’intervista di qualche anno fa in cui Allan Leighton della Wal-Mart sosteneva che "Il futuro è nelle mani delle persone in grado di inventare il mondo, non di quelle che sanno solo rispondere a un mondo che cambia. Nel futuro sarà leader chi è stato in grado di attirare intorno a sé le persone giuste, quelle con un sogno, una visione. Senza sogni non esiste futuro. Si deve fare in modo che le buone idee possano venire a galla ed esprimersi liberamente. Questa è l’era del talento, delle conoscenze. Le persone capaci sono le persone in grado di cambiare. Quello che conta sono i cervelli, non i ruoli". Concetti che qui a Parma trovano difficili da comprendere, un po’ indigesti per la classe dirigente. E questo la dice lunga sulla nostra classe di imprenditori di "come leggono il mondo". Mi auguro che la mia recente proposta, per la realizzazione del "Palazzo delle Nazioni", attraverso cui sviluppare una vera politica estera della città, possa trovare menti più attente che sappiano leggere il futuro e farla divenire progettualità, poi realtà. Fuori dal Regio, per le strade del centro, un raduno nazionale degli anarchici in corteo, impegnati in una manifestazione antirazzista. Tema di attualità per le miopi politiche internazionali troppo impegnate nella protezione delle proprie economie per occuparsi dell’"uomo universale". Il "Medioevo Europeo", mostra atipica di un’epoca, nel Palazzo della Pilotta, sviluppata sul pensiero di Jacques Le Goff. Un’idea di Giovanni Buttarelli, condivisa e voluta da Andrea Borri. Un itinerario di lettura affascinante, una sintesi storica europea di un’epoca, tra le mura Farnesiane del ducato, che verso sera vedeva anche Sgarbi aggirarsi incuriosito. Non è da meno il dialogo politico che si intreccia in questi percorsi culturali. Il sindaco Ubaldi, per esempio, si è visto "prodigato" fin dal suo intervento ad una ricerca di dialogo continua col Presidente della Commissione. Nuove alleanze politiche si annunciano per Civiltà Parmigiana? Quali pieghe prenderà la prossima campagna elettorale provinciale? Sarà candidato all’Europee e se sì con chi? Domande lecite trasmesse da un palese comportamento che andava oltre la cortese diplomazia dovuta. E Ubaldi da politico scafato lo sa! Anche questo rientra giustamente nelle dinamiche di una giornata europea intensa. Una chiosa di critica negativa: la mancanza di un pensiero europeo delle autorità di Parma, una riflessione di contenuti della nostra classe dirigente, che poteva accompagnare le iniziative intraprese anche con il coraggio di vedute, mentre si è limitata al cerimoniale. Speriamo che si tratti, come si dice in gergo sportivo, di "fuori allenamento", alimentato forse dalla prosciutteria fuori luogo antistante le mura Farnesiane. (Parma, 06 ottobre 2003)

Luigi Boschi

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