GUERRE E URANIO

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Le truppe Statunitensi e Britanniche, negli attacchi contro l’Iraq che sono iniziati il 21 marzo 2003, hanno usato armi all’Uranio Impoverito durante le battaglie avvenute nelle varie regioni dell’Iraq. La verità sull’uso di armi all’Uranio Impoverito (DU) da parte delle truppe USA è stato comprovata e ammessa dal generale di Brigata Brooks in una conferenza stampa del 26 marzo dello stesso anno, quando dichiarava: “sono state usate e a DU”.
Michael Kilpatrick, Direttore Aggiunto del Dipartimento per l’Assistenza Sanitaria dell’Ufficio del vice Ministro per la Difesa della Salute, il 6 marzo 2004, ad un forum presso il MIT (Istituto Tenologico del Massachussets) ha dichiarato:
“L’Esercito ha sparato e usato nei carri armati e nei veicoli corazzati almeno 240 tonnellate di proiettili al DU, e l’Aviazione Militare ha sganciato almeno 100 tonnellate di e dagli aerei A-10. Ed Pennel, un soldato USA, scriveva ai suoi, via e-mail, che “il 29 marzo sono state impiegate e a DU.” (4) Scott Peterson ha trovato e a DU nelle vicinanze del Palazzo del Ministero della Pianificazione e polvere fine di particelle di ossido di DU vicino a un carro armato iracheno distrutto, a Baghdad. (5)
Il Ministro della Difesa Olandese ha confermato che e a DU sono state usate a Samawa. Inoltre, prima dello scoppio della guerra, il 15 marzo 2003, in un rapporto con la stampa al Dipartimento della Difesa, il Colonnello Naughton rendeva noto che “i carri armati Abrams sono stati dotati di ordigni a DU, così come gli aerei A-10”, in quanto “non esistevano alternative.”L’Uranio si trova diffusamente in natura come una miscela di tre isotopi. L’Uranio naturale è solamente costituito per lo 0.72% da Uranio 235, che produce la fissione nucleare, ma soprattutto per il 99.2746% da Uranio 238, che non produce fissione nucleare, e il restante 0 .0054%, è Uranio 234 . Per questa ragione, in modo da poterlo usare efficacemente negli impianti per energia nucleare, o per la costruzione di e atomiche, è necessario operare il processo detto di “concentrazione”, di arricchimento della percentuale di Uranio 235, che permette la fissione nucleare. In larga quantità, il sottoprodotto di tale processo è l’Uranio Depleto (impoverito!), che effettivamente costituisce scorie radioattive. Il termine “depleto” dà l’impressione che questo Uranio abbia effetti radioattivi veramente di bassa intensità, ma la sua percentuale di radioattività equivale al 60% di quella dell’Uranio naturale ed emette radiazioni alfa. I raggi alfa, [N.d.tr.: I raggi alfa sono costituiti da nuclei di elio-4, cioè da due neutroni e due protoni dotati di grande energia di legame, che per questo vengono emessi come unica particella], hanno debole forza di penetrazione, possono propagarsi nell’aria solo per qualche centimetro, e possono essere assorbiti e bloccati anche da un foglio di carta. Di conseguenza, non hanno effetti sul corpo umano, se non hanno un contatto diretto con esso, ma se una pur piccola particella di Uranio Depleto entra nel corpo può causare una esposizione radioattiva all’interno estremamente pericolosa. Quindi, questo è un materiale estremamente pericoloso, che possiede combinate le caratteristiche non solo di tossicità da radioattività, ma anche di tossicità tipica dei metalli pesanti. E il suo tempo di dimezzamento è di 4.5 miliardi di anni, e questo significa che in pratica continua ad emettere radiazioni in perpetuo. L’Uranio Depleto, data la sua densità veramente alta (1.7 volte quella del piombo, 2.5 volte quella del ferro) e la sua durezza, quando viene usato nella punta dei proiettili, accresce il potere di penetrazione di questi e dispiega la sua tremenda capacità di aprire varchi in spesse lastre di ferro e nel calcestruzzo. Inoltre, quando il DU esplode all’impatto, e brucia con sviluppo di alte temperature, produce micro-particelle di ossido di uranio (aerosol di particelle del diametro di micron, e un micron corrisponde ad un millesimo di millimetro). Allora, le particelle diffuse nell’atmosfera e trasportate nell’aria, inquinano vaste zone dell’atmosfera, e in seguito le particelle che ricadono al suolo inquinano l’ambiente, il terreno e l’acqua, ecc. Quando le particelle di Uranio vengono inalate dal corpo, le particelle aggrediscono dapprima la trachea e il sistema respiratorio. Visto che le particelle sono praticamente insolubili, hanno difficoltà a dissolversi nel sangue, e quindi restano depositate per un lungo periodo di tempo. Alla fine, queste particelle che hanno aderito in modo stretto, continuano ad esporre alle radiazioni gli organi vicini. Perciò, inducono nelle cellule e nei geni alcune trasformazioni, e causano tumori, leucemie, linfomi, malattie e anomalie congenite. Poi, gradualmente, vengono assorbite nel sangue e nel sistema linfatico, e producono malattie e danni in tutto il corpo. Inoltre, a prescindere dall’inalazione, possono essere introdotte nel corpo ed entrare nel flusso sanguigno per ingestione orale e attraverso piaghe e ferite. Durante la Guerra del Golfo nel gennaio del 1991, le Forze Armate USA hanno sganciato 320 tonnellate di proiettili a DU sull’Iraq. Subito dopo la guerra, si è verificata un’alta incidenza di fenomeni strani, mai visti prima della guerra. Sono avvenuti diversi casi di questo tipo: molti membri della stessa famiglia hanno sviluppato forme tumorali, o un unico paziente ha presentato forme di tumori diversi, ecc. Bambini, specialmente in tenera età, che non hanno possibilità di reagire e sono senza colpa, sono diventati le vittime principali di questa guerra. La parte meridionale della Città di Bassora, che è vicina al campo di battaglia della Guerra del Golfo, è stata danneggiata in modo preoccupante, e secondo un medico della Clinica Universitaria di Bassora, il numero di casi che sono stati colpiti dal cancro è aumentato dai 34 del 1988, prima della Guerra del Golfo, alla sbalorditiva cifra di 603 del 2001, 17 volte più elevata. A Mohammed Hoji veniva diagnosticata una leucemia, proprio un anno dopo la sua mamma, che era stata ugualmente ricoverata nello stesso ospedale, morta di leucemia. Il medico incaricato di questo caso, il Dr. Surin Shirub, relazionava: “Quello che risulta straordinario in questo caso è che l’intera famiglia e i fratelli, uno per uno, avevano subito il cancro e la leucemia. Questo tipo di casistica non si era mai presentato prima della Guerra del Golfo.” La zia Abed, che si era presa cura del bambino, si doleva: “Perché dobbiamo patire tutto questo, anche quando la guerra è passata?”. (2) Zein, che era stato ricoverato 5 mesi prima all’Ospedale Pediatrico e Maternità di Bassora all’improvviso sviluppava un rigonfiamento addominale e gli veniva diagnosticata una leucemia. Da allora, è divenuto sempre più debole, e ha perso il suo buon umore. Sua madre, Semal, sospirava: “Io vorrei che l’America sapesse come la guerra ci ha causato tante sofferenze, anche per le molte generazioni a venire.” Anche i veterani della Guerra del Golfo del 1991 stanno soffrendo degli effetti dell’uso di queste pericolose armi a DU. Secondo un’indagine di fine d’anno del 1999, condotta dal Centro Risorse onali per la Guerra del Golfo, Inc. (NGWRC) su 504.047 ex militari, che si sono ritirati dal servizio dopo la guerra, e sono stati ritenuti idonei per la pensione dall’Amministrazione per i Rapporti con i Veterani, 263.000, più del 52% di questi veterani, si lamentavano di qualche situazione anormale nel loro stato di salute, e avevano fatto richiesta di cure mediche al Governo degli Stati Uniti e all’Amministrazione per i Rapporti con i Veterani. Inoltre, 185.780, il 37 % di questi veterani hanno fatto richiesta di un sussidio di compensazione per inabilità al lavoro, ecc. dovuta a malattia. Circa la metà di questi veterani ha denunciato qualche forma grave, pericolosa per la salute, ed infatti più di 9.600 fra di essi sono ora deceduti. Comunque, anche se questo tipo di tragedia continua a succedere, il dipartimento di Stato USA insiste a ribadire che “l’affermazione che il DU sia la causa del cancro dei bambini in Iraq è priva di fondamento”, o che “risulta altamente probabile che l’uso da parte dell’esercito Iracheno di armi chimiche contenenti sostanze cancerogene sia la causa effettiva del cancro e delle anomalie congenite.”
(Parma, 17 luglio 2005)

Luigi Boschi

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