IL TRAVAGLIO DI SGARBI

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Triste, patetico, sorpassato. Uno che cerca con tutti di alzare la voce, offendere, imporre la propria prepotenza… la rissa televisiva, un ridicolo massmediatico clown.

Ad "Annozero", non una volta che nelle sue maleducate e inopportune sovrapposizioni, impedendo ad altri di dire la loro opinione, il critico d’arte avesse avuto ragione nel merito… non una volta! Se questo si chiama responsabilità di ruolo come Assessore alla cultura di Milano, veramente c’è di che essere preoccupati di questa classe dirigente incapace il cui solo scopo è celebrare se stessa.

Rincresce vedere soprattutto l’intelligenza e i saperi mortificati dalla volgare prepotenza. Vedere come la cultura si prostituisce e si annulla nella violenza.
Questi deliri non sono più tollerabili!

E’ triste vedere tanto potenziale consumarsi in urla e sgarbi. Uno scempio. Mi rincresce vederlo ridotto così, a servo urlante. E pensare che lo avevo ritenuto degno di attenzione politica quando si presentò alle Europee per un progetto della cultura del paesaggio, delle bellezze artistiche, collocandosi con i Liberali Democratici Europei (ELDR) e affrancandosi dai colossi del PPE e PSE.

Non credo si possa coltivare nulla in quel modo, ma solo riprodurre un esempio di cosa non fare: le risse!! Si chiede sicurezza: sì anche da chi usa i mezzi televisivi per divulgare violenza. Se la violenza la si vuole stemperare nella società, si inizi a dare esempi di non violenza… soprattutto da parte di chi ha responsabilità pubbliche… e ciò non vuol dire appiattirsi! C’è bisogno di dialogo alto, semplice…di stile nella capacità di argomentare e dissentire. Se uno così si può permettere questi atteggiamenti di fronte a milioni di persone, immaginiamoci che cosa può essere lecito fare per chi non ha casa, da mangiare, di che lavorare…e figli da mantenere!

Una considerazione, questa, a freddo, meditata, dopo Annozero di giovedì primo maggio, avendo visto di cosa è capace un Assessore alla cultura di una tra le più importanti città Europee nei confronti di un giornalista di cui non si può dire che non sia preparato e che soprattutto non mente. Si potrà essere di diversa opinione, ma i fatti, i dati con la pacata e lucida ragione esposti, erano veri!
Eppure era così interessante sentirlo parlare d’arte quell’Assessore!…esporre la sua lettura delle opere del Parmigianino… Anche la sua iniziale ironica vis polemica televisiva poteva avere un senso. Ciò che si è visto in televisione il primo maggio è un inutile, pericoloso decotto. E’ il declino di un clown!
Mi pongo però una domanda: "Quanta premeditazione c’era nel far tracimare l’Assessore compiaciuto del suo delirio?" (Parma, 02/05/2008).

Luigi Boschi

 

4 pensieri riguardo “IL TRAVAGLIO DI SGARBI

  1. Paradossale, il commento di Letizia Moratti: "Per Sgarbi, sono stata – al tempo stesso – madre, sorella maggiore e psicoterapeuta". Il che, è tutto dire. Inutile cercare ancora "sponde" in questi rottami – pur bravi professionalmente – dell’estabilishement politico attuale: sono drogati, da anni, di pessima prassi politica. Guardiamo avanti. Sto lavorando al progetto di Italianova, che desidera essere palestra politica vera, per chi quegli amari lidi ha lasciato. Le porte sono aperte. Ciao

    Carlo Bertani

  2. Sono molto d’accordo. Sgarbi ormai triste patetico ma ancora di più: allarmante. Come il resto della classe politica al potere, votata a furor di popolo.
    Ma chi può dire dove sta il torto e la ragione?

    Buon lavoro,
    Martina Chiarugi

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