INFERMIERI A PARMA

Articoli, Benessere e Salute, Sorgenti
Spread the love

Vorrei far presente alla città il disagio che da tempo si riscontra nel personale infermieristico dell’Ospedale di Parma. Gli elevati ritmi di lavoro delle unità di reparto e l’esiguità del personale sono segnali preoccupanti, che devono far riflettere per una vera qualità del servizio sanitario pubblico. L’ultimazione del reparto di lungo degenza presso il Rasori, ad esempio, non può entrare in funzione proprio per la mancanza di infermieri. L’elevato costo della vita presente nella nostra città, e in particolare il caro affitti praticato, rendono difficile il reperimento di personale, o ancor peggio causa una instabilità residenziale che significa perdita di abilità e professionalità. E’ possibile continuare a dimenticare o far finta di non sapere? Si questa città lo fa. Un lavoro, quello dell’infermiere svolto costantemente in un ambiente difficile, di malattia, di sofferenza, di morte in cui si presentano tutte le patologie del bisogno. C’è una certa missione in ognuno di loro consapevole o inconsapevole, c’è un darsi per alleviare le sofferenze che deve trovare in tutti noi di Parma una sincera gratitudine. Invece spesso queste persone e ragazzi, perché spesso tali sono, e quindi con una esigenza anche di vita propria legata all’età, vengono da noi messi in situazioni di disagio economico, privandoli delle condizioni per la necessaria rigenerazione personale. E’ possibile avere infermieri preparati, disponibili, pronti a trasmettere serenità al paziente che soffre, che attendono al nostro bene più prezioso, la salute, proponendo loro condizioni di disagio? Penso, che il personale paramedico, infermieristico e di servizio debba agire in un ambiente adeguato per garantire una qualità di vita e di assistenza al malato che senza un organico capace e qualificato verrebbe meno.

Dimenticarsi dell’Ospedale è dimenticarsi della civiltà di una città. Si potrebbe invece intervenire su alcuni aspetti, penso, che aiuterebbero a migliorare la qualità di vita di chi vi opera:
1)l’applicazione di condizioni favorevoli ai dipendenti dell’Azienda Ospedaliera e Sanitaria, come a) la casa con affitti convenzionati o con affitti a riscatto b) la carta di credito con specifiche convenzioni economiche e sconti sui consumi; c) favorire i ricongiungimenti familiari;
2)una più attenta gestione organizzativa dell’organico attraverso obiettivi e programmi condivisi e con un maggior coinvolgimento professionale.
Questo crediamo potrebbe limitare la migrazione territoriale, che vanifica gli sforzi formativi e di conseguenza la qualità sanitaria, in particolare nei reparti ad alta densità di lavoro e nelle unità specialistiche. (Parma 26 Febbraio 2003)

Luigi Boschi

Lascia un commento