LA GUERRA DEL CALCIO

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calcioQuella che è stata generata a Catania non è altro che violenza prodotta dentro e fuori dal campo in questi anni di sport e vita. Jean-Paul Sartre: "Il calcio è una metafora della vita". rete

Giusto una settimana fa mi indignavo in un articolo (Tondino Padano) con il nuovo proprietario del Parma calcio la cui ricetta era “Correre e picchiare, picchiare e correre”. Ero indignato anche per come alcuni giornali l’avessero sostenuta, facendola diventare frase da locandina, esposta in tutta la città, propositiva e necessaria per salvare una stagione calcisticamente per ora disastrosa.
Ero indignato solo al fatto che una persona potesse pensare, ancorché prima di dire, a questo, come rimedio. Ero indignato per come non vi potessero essere altre parole per motivare giocatori: vocabolario ristretto o ristretta visione della vita e dello sport. Ma questa, si vede, è la cultura della triade: Ghirardi, Medeghini, Guareschi. Sì, certo, non era nelle vostre intenzioni sollecitare la violenza, ma queste leggerezze in chi gestisce responsabilità pubbliche o di ampia ricaduta collettiva, non sono più sopportabili.

E al loro fianco erano scesi tutti gli esponenti della cosiddetta crème della città e dello sport. E questo mi fa ancora più indignare. E il Prefetto, il Questore, il Sindaco, il Presidente della Provincia, il Comandante dei Vigili, i Capi della tifoseria, niente, nessuno che abbia detto qualcosa, che sia intervenuto chiedendo rettifiche visto che le smentite non potevano essere date. Di fronte a Catania cosa diranno? Cosa possono dire ora? La retorica del caso, purtroppo! E magari sostenuti anche, come è già avvenuto in passato, dal "sociologo del caso".

Ecco perché Ministro Melandri spero che l’eleganza e la determinazione di una donna riescano laddove l’uomo con la sua prepotenza ha fallito. Non solo, ma in tutti questi anni è stato promotore di violenza fuori e dentro il campo, con comportamenti criminali, di slealtà sportiva, di illeciti.

Bravo Pancalli: stop ad oltranza per uno sport le cui manifestazioni debbono essere oggetto di scorta di polizia domenicale. Città in stato di assedio! Sì, basta!

Questo è il mondo dei miliardi, del giro d’affari, dei bilanci truccati, delle partite e degli arbitri comprati, del circo dello spettacolo, dell’inganno, della prepotenza, della violenza…questa è l’Italia del mondiale!! I più bravi al mondo!!

Sono indignato di come, nel nome di quello che viene chiamato sport, calcio, il gioco più bello del mondo, gli affari e il potere abbiano saputo, con la loro quotidiana azione, distruggerne l’anima, la cultura di una società.

Vorrei ricordare cosa diceva Pasolini del calcio:
"I pomeriggi che ho passato a giocare a pallone sui Prati di Caprara (giocavo anche sei-sette ore di seguito, ininterrottamente: ala destra, allora, e i miei amici, qualche anno dopo, mi avrebbero chiamato lo “Stukas”: ricordo dolce bieco) sono stati indubbiamente i più belli della mia vita. Mi viene quasi un nodo alla gola, se ci penso.
Allora, il Bologna era il Bologna più potente della sua storia: quello di Biavati e Sansone, di Reguzzoni e Andreolo (il re del campo), di Marchesi, di Fedullo e Pagotto. Non ho mai visto niente di più bello
degli scambi tra Biavati e Sansone (Reguzzoni è stato un po’ ripreso da Pascutti).
Che domeniche allo stadio Comunale!».

Questo calcio non c’è più!

E Catania non è che un esempio di cosa bolle in pentola, del livello di violenza prodotta nei giovani, nelle classi disagiate, nella società. Una società che non si diverte più, ma violenta; una società che non ama, ma stupra; una società che non dialoga, ma ferisce e uccide l’altro. Una società dove la persona ha perso il senso di esistere. 

E’ la società voluta!!… Dall’incoscienza della prepotenza del potere. (Parma, 3/02/2007) 

Luigi Boschi

9 pensieri riguardo “LA GUERRA DEL CALCIO

  1. Gentile Luigi,
    purtroppo i recenti tragici fatti di Catania Ti hanno offerto l’assist per parlare della “guerra del calcio”, ma, come ebbi già modo di dirTi al telefono, dopo il Tuo precedente articolo dal titolo “Tondino Padano”, non trovo corretto correlarli (così come l’uccisione di una settimana fa di un dirigente di una squadra di III categoria) all’esternazione nello spogliatoio del nostro Presidente Tommaso Ghirardi, poi sintetizzata in un’infelice locandina da giornale: “Correre e picchiare, picchiare e correre”.
    Come più volte specificato dallo stesso Presidente – che si è tra l’altro pubblicamente scusato per la scelta del verbo incriminato – il suo non era certo un incitare alla violenza o al fare male agli avversari, quanto un volere infondere, ai calciatori, tutta la grinta necessaria per raggiungere l’obiettivo della permanenza in serie A.
    Dunque, ribadisco, nulla a che vedere con gli episodi di violenza di queste ultime settimane, più volte condannati dallo stesso Presidente Ghirardi e da tutto il Parma FC (ad esempio sabato notte il nostro sito ufficiale ha pubblicato la nota che riproduco in calce), Società che si è sempre distinta per stile e fair-play unanimemente riconosciuti.
    RingraziandoTi per l’attenzione, colgo l’occasione per porgerTi i miei migliori saluti

    Gabriele Majo – PARMA FC
    Resp. Ufficio Stampa & Comunicazione

    Il cordoglio del Parma per l’uccisione di un poliziotto dopo Catania-Palermo

    Proprietà, dirigenti, tecnici, calciatori, dipendenti e collaboratori del Parma FC, nel condannare ogni forma di violenza, esprimono ai famigliari dell’Ispettore Capo della Polizia di Stato Filippo Raciti, ucciso da una bomba carta, durante gli scontri seguiti al derby Catania-Palermo, le proprie condoglianze.

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