LA MUSICA DEGLI EURO

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E’ la politica che finanzia la musica, o è la musica che finanzia la politica? Un interrogativo dovuto visto che i contributi pubblici sono indirizzati verso chi gode di residenza a Montecarlo e sembra accetti solo pagamenti delle performance in contanti. Queste colorite note le produce il rubicondo Proczynski, agente di Muti, Maazel, Prêtre, Rostropovich, Fruhbeck de Burgos, Temirkanov e altri.
Un giallo finanziario noto agli addetti ai lavori che sembra trovare nel “giallo Parma” nuova sede, ma soprattutto nuova linfa. Baratta sovrintendente della Toscanini, già da tempo fa affari con Proczynski: a Muti l’orchestra Cherubini, mentre a Maazel la Filarmonica. Entrambi han trovato nel Ducato la loro “casa della musica”. Una residenza professionale ben remunerata per Maazel 1,5 miliardi l’anno e abitazione nei boschi di Carrega sulle colline della provincia. Muti, dopo il divorzio dalla Scala, sembra causa il gran rifiuto dell’orchestra a Meli (in affari con Proczynski), forse ricerca qui la sua nuova dimora artistica sostenuto da Confalonieri, interessato frequentatore del salotto “Festival Verdiano” dal centenario della morte del Cigno di Busseto, che, è bene ricordarlo, preferì casa a Sant’Agata, sulla sponda piacentina, piuttosto che su quella parmigiana.

Costituita recentemente la Fondazione “Parma capitale della musica”, credo con un eccesso di presunzione e fuori luogo semantico, l’Elvio sindaco e neo presidente, si prepara ad amministrare i contributi pubblici indirizzati alla musica. Dopo gli scontri con Baratta, Fondazione Toscanini, si è costruito lo strumento politico e finanziario, la “Fondazione Parma capitale della musica”, per sovrintendere economicamente le scelte dei sovrintendenti. Si perché due saranno: l’inamovibile e il plenipotenziario da trenta anni Baratta per la Toscanini e il probabile neo candidato Mauro Meli, per la Fondazione Teatro Regio. Gran timoniere chi sarà? Ma Procynski il polacco monegasco agente e gestore economico delle performance degli artisti che con note incantate allietano la platea, producono buchi finanziari (Lirico di Cagliari 24 milioni di deficit nel 2003) e indirizzano tra gli applausi le risorse economiche sui lidi della costa di Ranieri, dove esenti da tassazione avvengono, si presume, le spartizioni concordate. Un filone interessante per Parma antesignana (in lenzuolate), esperta in crac finanziari e crocevia di numerosi traffici. “Un grande teatro è tale soprattutto per la qualità morale degli uomini prescelti a occupare gli incarichi più importanti -sostiene Enrico Stinchelli, musicologo- è indecoroso che si faccia leva su personaggi come Proczynski, chiacchierati per i metodi disinvolti utilizzati in più occasioni e un sovrintendente debole e inconsistente come Meli, resosi celebre per aver portato a un pauroso deficit il Lirico di Cagliari”. (da l’Espresso 28 aprile 2005). Quello che si sta profilando a Parma è il triangolo della musicaRoma, Parma, Montecarlo” gestito artisticamente dal triunvirato degli amici “Meli, Baratta, Proczynski”, diretto politicamente e finanziarmente dal sindaco di Parma Elvio Ubaldi, sotto l’alto patrocinio del triunvirato d’onore: Lunardi, Buttiglione, Confalonieri; sponsor ufficiale, l’Aga Khan. Tutti così amanti dell’euro-opera!
E’ plausibile chiedersi:
• Perché questo Proczynski ha il monopolio dei contratti di direttori d’orchestra e artisti, lavora in Italia e non contribuisce al fisco italiano in barba alla legge 8 dell’otto gennaio ’79? Perché né lui, né la sua società risultano aderenti ai due maggiori organismi europei, la Iama di Londra e la Aeaa di Parigi? Perché i politici sono così consenzienti che i loro sovrintendenti stipulino con lui lauti contratti con risorse pubbliche destinate a Montecarlo? Non desta sospetto almeno chi si avvale di personaggi alla Proczynski? • Come mai per la musica sono così aperti e disponibili i cordoni della cassa? Perché non interessa il percorso dei soldi?
• Perché i sindacati non controllano i bilanci della Fondazione Toscanini e sono così disattenti sulle disinvolte operazioni e retribuzioni dell’Orchestra del Regio?
• Perché si cerca di risparmiare su ogni piccola cosa nell’Orchestra Stabile (che da tempo non dispone neppure del direttore d’orchestra), generando un’alta conflittualità interna e i cui componenti sono soggetti a vessazioni, a minacce costanti di licenziamento, mentre con la Filarmonica si è così largivi tanto da pagare performance artistiche il doppio di quanto vengono pagate all’estero? O la Stabile è divenuta orchestra di copertura solo per poter accedere, in quanto tale, ai fondi statali e regionali?
• Gli incarichi ad aeternum, sappiamo tutti sono generatori di clientelismo, cronicizzazione organizzativa, potere arbitrario: è culturalmente accettabile che una Fondazione artistica, come la Toscanini, si avvalga da oltre trenta anni di uno stesso sovrintendente? Dal trombone alla sovrintendenza passando prima per la direzione generale. Ma questa è Parma, la nuova capitale della musica, dell’eurolirica…! Dove la politica si fa a suon d’orchestra. (Parma 25 luglio 2005)

Luigi Boschi

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