LIBERAZIONE E LIBERTA’

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25 aprile 1945: la Liberazione. Ma oggi, quanta libertà è vilipesa dal muro dell’indifferenza, dell’emarginazione, del potere arbitrario, della censura! Si uccidono gli animi delle persone, si delinque nella cosiddetta civiltà, si tortura l’intelligenza, si impedisce la crescita di saperi, si praticano occupazioni, si coltiva l’odio, l’economia collassa sul sua sterilità, il virtuosismo culturale relegato a decorativismo. Liberismo senza solidarietà, senza responsabilità sociale, ridotta a servizi generatori di appalti e clientelismo. La retorica si impone alla verità, schizofrenia da ruolo, producendo finzioni democratiche, celando consapevolmente nefandezze di potere e comportamenti delittuosi. Si celebra il diversivo, l’intrattenimento, strumenti per la stupidità collettiva! Spengler: declino e morte biologica di una civiltà! La vita diventa rassegnazione al potere e si trasforma in uno sforzo per raggiungere il nulla, per annientarsi e saziarsi nel consumismo idiota. Tutto non è che dolore senza speranza, se non nell’annichilimento e nell’oblio. Astenersi, resistere alla contaminazione, produrre e coltivare nuove energie di pensiero sono gli antidoti per la “Liberazione” dal cancro sociale alimentato dalla decadenza etica, dalla cultura improvvida della classe dirigente che produce città invivibili e morte, comunità rese passive, incapaci di iniziativa, in balia di forze che non sono più in grado di contrastare o condizionare. Così come la Liberazione rappresenta la rottura con il passato, oggi il nuovo, il futuro non può essere interpretato dall’esistente. Toynbee: “il destino di una società dipende sempre da minoranze creative”.

Luigi Boschi

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