“La Voce di Vignali”.

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Luigi Boschi
Uno scrittore libero e indipendente non può pensare di essere pubblicato sulla Voce di qualcuno, quando poi questo è addirittura un politico. 

Questa mattina (25/08/2011) mi sono visto recapitare “la Voce di Parma” a casa, come un gratuito promopubblicitario. Cosa insolita.
Ho constatato che da giornale d’opinioni, anche tra loro diverse, è divenuto “La Voce di Vignali”. Cito: “Ecco perché la Voce si schiera con il Sindaco”.  La “Voce” non è solo Castellini (direttore), ma rappresenta, come ogni giornale, tutte le firme che possono apparire assiduamente o sporadicamente su questo periodico. Questa quindi non è più una opinione come altre, ma una linea editoriale del giornale, che rispetto, ma a cui desidero non partecipare e non esservi associato. C’è qualcosa che non mi convince. Le supposizioni per ora le tengo per me. Troppe domande a cui non posso darmi risposta e non penso che il direttore abbia voglia di darle. E io non le pretendo. Non voglio inoltre entrare nel merito della scelta. Preferisco non essere associato alla “Voce di nessuno”. Uno scrittore libero e indipendente non può pensare di essere pubblicato sulla Voce di qualcuno, quando poi questo è addirittura un politico. Ma forse è una pratica, la mia, ormai desueta.

Non che io abbia nulla di personale contro Vignali, ma mi attengo ai fatti e allo svolgimento del suo mandato di Sindaco (e di Assessore), di cui spesso mi sono occupato contestandone l’attività, la mancanza di verità, dandone motivazioni critiche e suggerimenti nei miei articoli. Così come ho pure scritto sull’amministrazione di Elvio Ubaldi, della sua responsabilità in molte situazioni e a mio parere in SPIP, delle vicende parmigiane e del Regio o di Peri e di Bernazzoli.

E’ utopico e esilarante pensare di cancellare quattro anni di assurdi sprechi e faziose prepotenze con assunzioni clientelari, incarichi e consulenze alla Cenini, il film di Salemme, le pratiche Reig in borgo Politi… gli oltre 600 milioni di euro di indebitamento… Educarsi alla verità esige tempo! Ma nel merito dei contenuti presenti in questo numero (29/08/2011) della “Voce” non entro avendone disquisito più di una volta. E ciò che dico è consultabile sul blog a questo link: http://www.luigiboschi.it/?q=taxonomy/term/6 o un estratto dei principali articoli sono presenti nel libro Parmalosa presso le librerie Feltrinelli. Su STT e SPIP vi è pure un dossier online.
Più che gridare contro, bisognerebbe chiedere alla politica di ritrovare la strada etica, della propria autonomia, della ricerca di una sintesi il più possibile condivisa, del dialogo e di mediazione sociale tra i poteri… che sono comunità organizzate, esistono e sono sempre esistiti. Anche i Sindacati sono un potere, anche l’Università, la Camera di Commercio, i Partiti… le Associazioni di categoria, gli Ordini professionali… la Chiesa, le organizzazioni religiose…
Se è vero che Fabrizio Castellini si è occupato assiduamente e con tenacia (forse perché coinvolto) delle vicende del Tribunale di Parma, io ho preferito frequentare altri argomenti, di presente e di futuro e non di passato, lasciando al cimitero dei viventi (questo per me è il Tribunale non solo parmigiano) considerazioni molto circostanziate (Vedi: Laguardia alla SPIP; STT per “Burla Village”) su specifiche vicende. Una sana cultura di prevenzione da Tribunale è auspicabile e ridarebbe alla Giustizia un senso che oggi ha smarrito.

Ora abbinare casi di ingloriosa storia forense parmigiana con l’infausta Amministrazione Vignali, schierandosi al fianco, non so proprio che c’entri. Semmai mi chiedo, come ho già più volte scritto, perché:
-la Procura sia così in ritardo sul caso SPIP;
Vignali non abbia detto ai parmigiani fin dall’inizio del suo mandato (e non solo dopo San Giovanni 2011) come stavano le cose anche ereditate (ma “Per Parma con Ubaldi” non si chiamava la lista con cui fu eletto?), anziché chiamare Costa, da subito, per generare liquidità creativa, sostenendo peraltro sempre ogni scelta fatta anche di fronte agli evidenti fallimenti;
-la Piazza dei dimostranti non si sia attivata e mobilitata prima su vicende, di cui vi è stata ampia informazione, molto più pesanti della Green Money. 
Inoltre che c’entra in tutto il numero monotematico a distribuzione gratuita in tutta la città, dedicato a “Vignali e Procura”, l’articolo presente in ultima pagina sul Consorzio Agrario e l’avvocato Cantarelli? Molto strano!

Mi pare forse che qualcuno (che non è Castellini) cavalcando l’attuale situazione politica, di cui non gliene frega niente o marginalmente, stia facendo un uso strumentale della “Voce” (che però si presta) e forse anche di altri, per fini personali. E non escludo pure che qualche nuova aggregazione politica ne approfitti.
I ravvedimenti, le operazioni di catarsi e trasparenza non si producono attraverso la violenza e forme di ritorsione e ricatto. Preferisco la faticosa ribellione della mitezza alla feroce rivoluzione restauratrice.

Ringrazio comunque il direttore de “La Voce di Parma” che ha pubblicato spesso, dandone una divulgazione anche cartacea, i miei pezzi, presenti sul mio blog (www.luigiboschi.it), che diramo inoltre via mail in Internet a numerosi iscritti, giornalisti e testate di Parma e nazionali. (Parma, 25/08/2011)

Luigi Boschi

PS: Chi pensavo non ha tardato a farsi vivo, confermando la mia ipotesi, con e-mail di insulto e velate minacce di ritorsioni.
Questo per aver semplicemente dissentito pubblicamente, con una mia opinione, da un improvviso cambiamento della linea editoriale a cui non ho mai partecipato. Sono forse queste le pratiche alternative a cui si dovrebbe ispirare il nuovo corso di gestione della cosa pubblica?

One thought on ““La Voce di Vignali”.

  • Leggo con molta attenzione i tuoi interventi … documentatissimi, provocatori, capaci di far riflettere e prendere posizione.

    Ti ringrazio perchè mi aiuti a leggere il momento presente che la nostra città vive. Umberto

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