PARMA FUTURO

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Quale cambiamento sociale si genererebbe in questa città, in questa provincia, se si viaggiasse a idrogeno, se si usassero fonti rinnovabili, se i rifiuti fossero trasformati in materiale inerte e in energia a zero emissioni, se si esercitasse la pratica della bioedilizia, se il trasporto collettivo fosse prioritario, qualitativo e sistemico, se ci fosse un pensiero progettuale integrato delle reti biotecnologiche, se ci fosse una reale mobilità culturale ambientale. Voi pensate che tutto questo sia un progetto utopico? No, non lo è. Forse oggi è utopico sostenere il contrario! Io penso che ciò sia politicamente sostenibile, scientificamente praticabile, economicamente vantaggioso. E’ un cambiamento di rotta che i politici devono sostenere: Parma, così come altre città, dovrebbe divenire luogo di ricerca e innovazione, dove non si pratica il decorativismo, ma il coraggio e la sperimentazione. Questo è il nuovo corso politico: sostenere l’impresa culturale. Ecco allora che l’Osservatorio Territoriale Scientifico diviene strategico, per la governance, indispensabile in una società ad alta riflessività, risultato della crescente complessità per l’indirizzo scientifico assunto dall’Occidente. Se le nostre civiltà vogliono dialogare col mondo, devono essere credibili e sostenibili. Il decadimento attuale non a caso coincide col degrado ambientale, con la distruzione delle risorse energetiche.

Ora le Regioni che sosterranno piani energetici da fonti rinnovabili e svilupperanno l’idrogeno, devono essere premiate e non penalizzate. Il nuovo piano energetico nazionale deve restituire all’Italia ciò che le è stato sottratto: il parco cognitivo, ambientale, storico. Questa è la nostra tradizione, la nostra ricchezza, il nostro vero valore. Se il sistema economico finanziario non è disponibile, lo deve essere quello politico. E non è un discorso di destra o sinistra, ma di verità. E’ un cambiamento radicale di cultura sociale. Valorizzare, invece di consumare; ricercare il virtuosismo invece dell’alterazione; generare qualità, favorire e promuovere la collaborazione qualitativa, invece di celebrare la sola competizione. (Parma 19 giugno 2003)

Luigi Boschi

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