PROPARMA HOTEL!

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Quando un circolo nasce sportivo e si trasforma in speculazione edilizia! E’ quanto sta per accadere alla "PRO PARMA" spa società proprietaria dell’area, degli immobili e degli impianti che sono concessi in affitto al "Circolo Sportivo Pro Parma" nato per consentire anche a fasce popolari di esercitare pratiche sportive usufruendo di un circolo sportivo attrezzato, così come fasce di persone benestanti potevano permettersi circoli privati tipo Mariano, Castellazzo, ecc. Lo scopo della Società e del Circolo era infatti quello di consentire una accessibilità popolare e quindi economicamente contenuta agli impianti sportivi. Una sconsiderata gestione della società ha portato a un elevato indebitamento (che oggi ammonta ad oltre 700 milioni) e quindi a una difficoltà economica della stessa. Non sono più sufficienti le quote annuali (sempre più crescenti), di accesso agli impianti e alle aree attrezzate, per i singoli soci, ma diviene necessario un intervento straordinario per mantenere efficiente la struttura e ripianare l’indebitamento.

L’innalzamento della quota annuale, in atto da alcuni anni (1996) ha portato come primo effetto a un allontanamento graduale dei soci più deboli economicamente, venendo meno quindi agli scopi sociali iniziali, di conseguenza a un cambiamento dell’azionariato unitamente a modifiche statutarie che preoccupano non poco alcuni soci storici. Ora il Consiglio di Amministrazione della società Pro Parma spa ha chiesto all’Amministrazione del Comune di Parma di poter avere un cambio di destinazione d’uso di una parte dell’area (6.000 mq) in modo da poterla vendere come area edificabile per albergo. L’agibilità di tutto il complesso è stata concessa solo nel 2002 dopo che il Circolo funzionava dal 1973. Se ne deduce che vi è stata una certa "tolleranza" della Pubblica Amministrazione giustificata forse dalla vocazione del Circolo con fini sportivi, ma popolari. Strano a dirsi, ma a distanza di poco tempo dall’ottenimento dell’agibilità sono iniziate le pratiche per il cambio di destinazione d’uso dell’area.

Ora capisco che è molto allettante per un albergo poter usufruire di impianti sportivi adiacenti alla propria area, ma sinceramente mi sembra improponibile che un circolo sportivo popolare possa essere sfruttato per speculazioni edilizie. Così come mi sembra abbastanza grave che amministratori pubblici e progettista dell’iniziativa siano anche soci della Pro Parma spa che, se otterrà il cambio di destinazione d’area, diverrà un albergo con relative speculazioni come tutti sappiamo. Perché si dovrebbe premiare poi una gestione che, in particolare quella in carica dal 1996, ha penalizzato i più deboli, non ha mai tenuto conto delle motivazioni che ispiravano questo circolo sportivo e che con un operato contraddittorio non ha perseguito gli scopi del possibile risanamento economico?

Visto lo scopo popolare e sociale originario della Società e del Circolo, visto la situazione economica, visto l’operato e i cambiamenti proposti dall’attuale Consiglio di Amministrazione, non potrebbe essere auspicabile per l’interesse dei soci storici un commissariamento della Società e del Circolo per la verifica di eventuali responsabilità? Sarebbe poi apprezzabile da parte della Pubblica Amministrazione una presa di conoscenza su quanto sta accadendo per tutelare chi subisce il danno da questa eventuale speculazione e porre rimedio a una iniziativa che deve rimanere con scopi popolari. Ma forse, purtroppo quando gli affari chiamano solo affari rispondono e gli scopi sociali sono solo un ricordo del passato, anzi del trapassato! (Parma, 9 giugno 2004)

Luigi Boschi

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