RISORGIMENTO DEI SAPORI

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Perché la settimana felinese non si sarebbe dovuta svolgere nel 2001? Una domanda a cui pochi in paese sanno rispondere. Anche l’Amministrazione, pubblicamente, non ha argomentato e comunicato le ragioni della soppressione di una festa popolare giunta alla sua 39^ edizione. E non si capisce perché, se una amministrazione decide di non patrocinare la festa popolare del paese che amministra, questa debba essere soppressa, quasi che al posto dei cittadini fossero tornati i sudditi!

Il territorio è di chi lo abita, non di chi lo amministra! Le Persone devono tornare ad abitare e descrivere i propri luoghi e non permettere a nessuno di considerare gli abitanti zombi in ostaggio o strumenti per l’esercizio indebito del potere.

Così come l’apparato amministrativo ha il dovere di svolgere un servizio e adoperarsi per distribuire i saperi a una collettività per la costante crescita di una democrazia compiuta partecipata, così il cittadino ha il dovere di informarsi, essere presente, essere consapevole del suo ruolo quotidiano anche nei confronti di chi ha incaricato di amministrare il patrimonio collettivo di beni materiali e immateriali, di responsabilità per lo sviluppo del patrimonio cognitivo collettivo e relazionale.

L’identità si coltiva attraverso la cultura dei luoghi e della memoria storica: la festa è un modo di far incontrare e sostenere la collettività.

E l’industria del paese dove è, dove si nasconde? Perché non nasce una fondazione in un paese tra i più ricchi d’Europa, ricco di giovani menti che debbono trovare altrove sbocchi professionali? Quali possibilità di lavoro qualificato offre l’industria locale? Eppure negli anni 50 qualcosa è successo, qualcosa è cambiato dall’era contadina. E il passaggio oggi a quella digitale? Qual è il futuro di questo paese dal rinomato salame? Quali sono le ricerche svolte con l’Università? Quali sono gli investimenti per le future generazioni? Quale ruolo svolgono sul territorio le industrie? Solo distributori di salari? Troppo poco! Fino a quando poi, se la vena si esaurisce. Cosa sarà del salame di Felino fra venti anni? Quale ruolo svolgerà il salame di Felino nella futura alimentazione? Quale ruolo potrebbe esserci per questa economia nel mondo? Quali problemi ambientali diretti o indiretti (vedi allevamenti intensivi) genera? Nascondersi ai problemi e non pensare al futuro è solo l’illusione degli ignoranti. Non rendere partecipe la collettività di questi saperi significa accollarsi le responsabilità future delle singolarità. Ignorare nella economia dei saperi non è possibile, si diverrebbe economia da terzo mondo. L’economia è uno strumento necessario, indispensabile, per affrontare nuovi obiettivi; ma gli obiettivi di un paese si ricercano, non sono dati. Così come le facoltà devono essere coltivate altrimenti vanno a male.

Non ho ritenuto opportuno indicare le associazioni locali che hanno espresso un parere favorevole al proseguo dell’iniziativa, sono molte, ma non voglio turbare gli animi e non voglio alimentare polemiche o scontri. E’ un esercizio che non mi diverte e non mi appartiene.

Non sopportavo veder morire un’ iniziativa che da bimbo ho visto nascere: già troppi beni collettivi sono stati distrutti nel tempo senza una protezione di chi li avrebbe dovuti sovrintendere.

Io posso permettermi di aprire un confronto anche dai toni aspri nei confronti dell’amministrazione locale: non ho nulla da temere. Le velate intimidazioni e pratiche di diffamazione personale non mi turbano. So di fare ciò che è bene e nessuno mi può fermare. E’ la forza della cultura e natura: il cognome è un destino. Chi teme per il proprio privilegio personale e ha preferito mantenere le distanze è comprensibile seppur non condivisibile. Il timore di dissenso nei confronti del potere costituito non è degno di una democrazia partecipata.

Il coraggio di guardare al bene comune è di pochi, è di coloro che sono liberi. Spesso la proprietà rende prigionieri o invigliacchisce. Ben lo sapeva S. Francesco. Parlava con gli animali piuttosto che con gli uomini.

Ringrazio personalmente il Presidente del consiglio della Provincia di Parma, che ha dimostrato tutta la sua indipendenza di ruolo istituzionale ricoperto nel sostenere questa iniziativa, cosa che invece non posso riconoscere al Primo cittadino di Felino dal quale non ho ricevuto risposte né alla  proposta di progetto (come se un contributo volontario creativo fosse solo da disprezzare), né sulle motivazioni che hanno indotto l’Amministrazione alla soppressione della Settimana Felinese: luogo di valorizzazione di una tradizione che occupa un ruolo importante nell’economia parmense dei prodotti alimentari,  di qualità relazionale tra gli abitanti, di confronto e conoscenza con l’esterno.

La schiettezza di opinioni non è da confondere col risentimento. Quindi auguri a tutti e buona Settimana Felinese a chi era favorevole o contrario alla manifestazione, al Sindaco perché accolga questa riflessione come critica costruttiva a una piccola cosa del  suo mandato che ha comunque ottenuto importanti risultati in altri campi e settori di intervento. La mia franchezza è la stessa di sempre, come quando nel ‘91 fui chiamato per organizzare e comunicare l’arrivo e la sosta di 3 giorni del Giro d’Italia e nel 94/95 per lo sviluppo di una importante iniziativa per il paese di Felino. Un creativo non può non essere generoso. L’avarizia non si addice alle espressioni artistiche. Eppure oggi sono maggiori l’energie necessarie per realizzare un progetto che non quelle per idearlo, pensarlo e produrlo. Troppo spesso l’apparato ha trasformato gli ambienti in trappole invivibili, che non consentono l’espressione delle potenzialità e alimentano e favoriscono invece la stupida ripetizione. Questi ambienti costituiscono l’esaurimento delle potenzialità individuali e collettive. E non ci si può lamentare poi per la violenza sociale: il disagio ha raggiunto livelli di guardia. Attenzione!
Siamo o non siamo nell’anno verdiano, della nuova odissea! Dobbiamo darci nuovi orizzonti.

Questa 39^ edizione ha già prodotto prima ancora di nascere due progetti che potrebbero essere oggetto di dibattito e confronto:
-il giornale “Settimana Felinese” la cui periodicità informativa dipenderà dalla volontà dei residenti;
-“Salamisapori”: rassegna gastronomica internazionale. Una fiera annuale di tutti i gusti dei salami del mondo, un appuntamento da sviluppare in Felino, un luogo per aprirsi al mondo.

Saluti e Auguri a tutti. Inventiamoci insieme il nuovo futuro. (11/08/2001)

Luigi Boschi

 

 

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