SOCCORSO PRONTO A PARMA

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Parma è un territorio vocato alla lunga conservazione, ne ha fatto una cultura di eccellenza, a cui nemmeno il pronto soccorso può sottrarsi. C’era la pasta fresca e l’hanno fatta secca a lunga conservazione. C’era il latte fresco e hanno inventato l’UHT a lunga conservazione, addirittura se non ha 20 giorni non è fresco! C’erano le verdure, la frutta fresca e ne han fatto conserve e succhi. Non dispiace inoltre conservare congelando e surgelando, anche per conto terzi. Ci sono poi i salumi tipici, a lunga conservazione ovviamente. Il re dei formaggi, minima conservazione due anni. Un territorio ricco di ambienti a lunga conservazione anche il carcere di massima sicurezza con Pazienza. Fiere specializzate nell’esposizione della conservazione: dall’antico al modernariato. Vorreste che il Soccorso presso l’Ospedale fosse pronto? No, impossibile, non appartiene al DNA cittadino: c’è il soccorso, si, ma a lunga conservazione, sai quando entri, da paziente, ed esci, pronto, solo quando sei divenuto impaziente. La tradizione, se c’è, la conservi, in tutto.

E’ una città di famiglie borghesi "con-serve" attente al piacere del signore. Prendete poi la direzione del giornale cittadino, per esempio, si conserva per la famiglia che da generazioni lo dirige. La Direzione generale dell’Unione Industriali è stata conservata per una vita da una persona che quando è andata in pensione si è messo a conservare culatelli, conservazione minima due anni. Cosa dire del Sindaco, è conservato fin da giovane, col suo abile camaleontismo, in Comune e non si sa quando uscirà, specie di fronte a una opposizione che conserva una incapacità di ruolo DOP. Si conserva un costoso fantasma Camerale le cui apparizioni sono oggetto di ricerca. A Parma non piace il pronto, men che meno il fresco che ha breve durata, non è affidabile, tutto deve avere una lunga conservazione. Sembra sia stata fatta una deroga per Parma nel nuovo diritto societario: le srl (società a responsabilità limitata) sono sostituite dalle slc (società a lunga conservazione). E così anche il malato che capita nel Soccorso cittadino subisce il contagio conservativo; i medici sono portati a trattenerlo e conservarlo più o meno a lungo, è un bene prezioso, se non ci fosse…sarebbe un problema per loro. Ma c’è! La conservata disorganizzazione poi della sanità territoriale, ne alimenta l’afflusso continuo al pronto soccorso cittadino, sempre a caccia di letti per lo smaltimento patologico. Anche loro, i letti, ci sono, conservati per diverse evenienze. Se un paziente richiede un soccorso di pronto intervento, qui, viene scambiato per una follia quasi pericolosa. Ecco che, allora, interviene giustamente la magistratura, maestra spesso nella conservazione dei processi a lunga scadenza, per decidere come conservarlo il paziente: al fresco o in reparto; non è più competenza della direzione sanitaria a questo punto, che è impreparata a queste forme di indirizzi terapeutici per soggetti intemperanti. Insomma! Ogni luogo ha le sue caratteristiche: non si cambia, qui si conserva. Ciò che mal volentieri si conserva però a Parma è l’intelligenza locale, invitata ad emigrare, possibilmente, Verdi docet, o a rimanere muta, eventualmente, per la conservazione post morte. Non si può certo dire però, una città inospitale per conservare l’intelligenza immigrante: un territorio che nonostante conservi una Università secolare, più incline alla didattica che alla necessaria ricerca, sembra incapace di produrre la cosiddetta dirigenza strategica.

"Con-servi" esterofili si conserva meglio il potere? Costa poi forse meno comprarli fuori, già pronti, e conservarli in loco, sono meno pericolosi. Così qui va se vi piace…l’oligarchia! Di me forse si dirà che conservo la stupidità, anche per non essere allineato al conformismo locale. Cosa volete, è un bene prezioso a cui mi sono affezionato fin da bambino. Qualcosa che nessuno vuole e quindi difficile da perdere. Anche se oggi un pericolo c’è: la tendenza a valorizzare i rifiuti. Una merce sempre più preziosa. E questo mi incoraggia a conservarmi, così come sono. Ho visto asini eletti d’altra parte e intelligenze, invece, subire lo stupro collettivo o lasciate isolate a marcire! Presto sarà carnevale e la maschera portata, e forse dimentica, perché si tende a conservarla indosso, invita, spero, alla risata, …amara però per chi ama le proprie radici. Avanti, allora, con l’affarismo trasversale, che alimentando il "particulare", impoverisce il tessuto sociale, produce violenza e depressione. Conservando la citazione di Gaber: "Libertà è partecipazione". (Parma,11 marzo 2003)

Luigi Boschi

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