SOMMI SGARBI

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Un’intervista di servizio promozionale al regio sovrintendente di Proczynski, Meli, palesemente concordata nei contenuti, intrisa di trasparente ignoranza giornalistica e pubblicità occulta, è andata in onda sull’”agorà” della TV parmense. Zeffirelli, non presente, fatto passare per un bizzarro, vecchio patetico… Due lauree e l’esame da giornalista per riuscire in tale impresa! Complimenti…Sommi!! Non si può certo parlar di buona fede! In terra di bolliti misti la cultura è servita così: stracotta. Chi di musica sa, vien tenuto in disparte o attivato saltuariamente con gettone da precariato: "accattatevillo" docet. A Parma si può: raccomandati assunti in redazioni (per non far eccezione al costume italiano), giornalisti che fanno uffici stampa, uffici stampa che fanno da giornalisti, giornalisti imbonitori che edulcorano i progetti del potere. E’ la commedia italiana all’opera! E l’Ordine professionale sta a guardare! Solo attento a gestire le iscrizioni economiche, le rendite di posizione e le finte rivendicazioni sindacali. Il conflitto professionale oltre che di interesse pervade il paese e si riproduce come la matriosca. Tutti zitti, omertosi per il timore dell’emarginazione e prestatori di servizio per la difesa del proprio particulare. Meli più che un sovrintendente è un piazzista in loco del magnate monegasco Proczynski che consapevole della compiacenza istituzionale due ne ha voluto, in terra di maiali confezionati, attenti ai suoi servigi artistici: Baratta da anni funzionale alla Regione con la Fondazione Toscanini e Meli neo acquisto della Fondazione Regio, in pectore al Sindaco, presidente dell’autocelebrata “Parma capitale della musica”…e che musica! Da Montecarlo, il noto agente, propone un immaginario culturale con noti, consenzienti artisti, attraverso cui sottrae, con il placet delle istituzioni, cospicue risorse pubbliche in moneta contante alla collettività. Che questi artisti possano essere ingaggiati solo via Montecarlo la dice lunga sulla qualità etica che sostiene le loro performance volute dai sovrintendenti compiacenti con avallo politico. Ma questo è lo spettacolo!! E i delegati della res pubblica agiscono indisturbati nella civitas ignoranza degli appassionati che plaudono all’intrattenimento. Una situazione che irrita alquanto gli agenti nazionali dello spettacolo però che non gradiscono questo fare del gentil uomo rivierasco. Gli agenti italiani sembrano stanchi di subire le protette maniere elusive monegasche funzionali al potere. Non ci sarebbe da stupirsi se fra qualche anno scoppiassero nuovi casi Pavarotti con implicazioni di Presidenti di Regione, Sindaci e Sovrintendenti!! Per ora a “Parma capitale della musica” si può!! Che capitale sarebbe? Della Musica? Ma va là!! Sì, auto eletta da loro…il clan dell’opera buffa! Un giochino del potere che consente operazioni interessanti. Che vuoi che sia un po’di elusione fiscale e connivenza rispetto ai junk bond, ai Paccini Battaglia, al metanolo, alla diossina, a carni e uova marce, ai suicidi sospetti, ai dolosi piani urbanistici… E’ il “Nordest” di Carlotto in Padanìa. Che fanno le Procure in Italia? E la Guardia di Finanza? E la cosiddetta Italia dei valori…bollati? Vanno all’opera!! Il biglietto? Fan parte del “concerto” delle autorità… Insomma!! E’ il “sistema Parma”… funziona! Se lo dicono sempre tra loro che devon far sistema. Repubblica delle banane? No dei fichi d’india. Lo diceva uno che ne sapeva qualcosa! (Parma, 12 dicembre 2005) Luigi Boschi

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