Fahrenheit 451 e Parma distopica

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Benito MussoliniFahrenheit 451

Fahrenheit 451 e Parma distopica

Errore 451 pagina o sito censurato. Sarà il numero dell’errore che presto potremo vedere sugli schermi dei pc quando ci sarà negato l’accesso a una pagina web censurata (LINK). La città o società distopica è il contrario dell’utopia, descrive la società peggiore che si possa immaginare. “L’ignoranza, l’inerzia con la quale la società tira avanti è sconvolgente, quasi depressivo in alcuni punti, tale che si prova pena per la condizione in cui il mondo versa”. 

Questo è quanto si sta preparando per non consentire la libertà di opinione. Almeno, però, sarà chiaro a tutti chi l’ha disposta, chi l’ha eseguita. Non è un errore del server o problemi tecnici del webmaster sarà chiaro a tutti in quale sistema viviamo, per cosa tutti contribuiscono. 
Il mio giornale online luigiboschi.it è stato censurato, sotto sequestro senza soluzione di continuità, ma non compare questa scritta 451, né la motivazione, nè il nome del magistrato che l’ha disposta (che si nasconde, invece, dietro la sua scrivania di Palazzo), cosicché molti mi scrivono o mi chiedono perché il sito non funziona più, mentre, tecnicamente non è mai stato così performante. Non sanno che è solo in Italia (Link estratto disposizione del Trinubale di Parma), a seguito dell’ordinanza del giudice Gennaro Mastroberardino.
Amici e lettori non riuscendo ad accedere pensano sia il server o peggio la chiusura delle pubblicazioni. Quindi oltre al danno per la caduta ovvia dei visitatori lettori, della pubblicità, dei contributi liberali, vi è pure quello dell’incomprensione del motivo per cui digitando luigiboschi.it compare la scritta “non raggiungibile” scaricando la responsabilità sul server e l’editore, peggio facendo pensare che il sito sia chiuso o abbia cessato la pubblicazione, mentre il motivo è la censura giudiziaria italiana immotivata di cui qualcuno dei giudici che lo ha disposto, prima o poi dovrà pagare i danni. Chi per primo lo fece Paolo Scippa ora giace suicida in una bara al cimitero. E mi chiedo se sia normale che un cittadino sia giudicato da persona la cui fragilità psicologica si è rivelata con un atto finale disperato. Anche queste sono alcune delle conseguenze della città distopica. Ma a Scippa è subentrata Eliana Genovese (ora non più a Parma, ma a Brescia) che non aveva la più pallida idea di cosa stesse giudicando, sostenuta dal PM Laila Papotti. Ed arriva quindi Gennaro Mastroberardino, che esegue il sequestro a seguito del rigetto al Riesame della triade (Gabriele Nigro, Pasquale Pantalone, Luca Agostini) del Tribunale del Riesame di Parma. (LINK)   
I giudici, per ora mi hanno tolto il mio lavoro che con grandissima fatica e dedizione mi sono costruito. Mi è stato tolto con pratiche da paese totalitario (fuori dalla nostra Costituzione) poiché non ho violato assolutamente nulla della convivenza democratica secondo la Costituzione italiana e la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, ma ho denunciato situazioni reali accadute che pure altri media avevano già denunciato, mai smentito nemmeno nel corso delle udienze dibattimentali.
screenschot luigiboschi.it non visibile per il sequestro giudiziario

  Scritti scomodi che solo il tempo, quando le censure cadranno come è già accaduto nella storia, riveleranno la stupidità di un Paese, di un periodo, di certi personaggi. Come ora ricordiamo con grande pena, le acclamazioni popolari del ventennio. E  c’è chi fugge da una dittature per imporla in altri modi nel nuovo paese che lo ha generosamente ospitato.
Però ora devo affrontare questa “vigliaccata giudiziaria” che mi vede impegnato in Appello a Bologna e in Cassazione per il ricorso contro il sequestro non di articoli (cosa peraltro da me oscurati) ma, aberrante, di tutto il giornale online. Operazione il cui merito va tutto ascritto alle “alte doti democratiche ” del console cileno di Modena.
Scrive Pietro Citati:
“il paesaggio italiano si copre di grevi e puerili monumenti di carne che crescono fino a coprire l’orizzonte. Stanno dovunque” – se non ci sono li importiamo – “Credo che nessun Paese riesca a produrre vanità in dosi così massicce e industriali: piramidi di Cheope dell’ego, colossi di Rodi della megalomania. Oltre la vanità la mancanza di autoironia. Non riesco a capire come delle persone possano prendersi così terribilmente sul serio. Si guardano allo specchio: quello specchio, che ha causato la loro rovina. Nessuno scherzo può scalfire la gravità della loro immagine”.
Divengono macchiette dello spettacolo come Peppino De Filippo e Totò, presto scompariranno nel nulla insieme ai magistrati complici del loro ego. “Purtroppo –continua Citati- non scompaiono del tutto. Questo tremendo tessuto di vanità, di sciocchezze, di volgarità, di megalomanie, di mancanza di spirito, di deliri, finisce per produrre degli immensi edifici di gesso, costruiti dalla Ripetizione e dalla Noia. Tutto tende a fermarsi, a fissarsi, a sclerotizzarsi”.  (Parma, 04/01/2016)

Luigi Boschi  

PS: A tutti i lettori del socialblog luigiboschi.it

Nel caso qualcuno di voi non riuscisse ad accedere a luigiboschi.it causa l’assurda disposizione da stato totalitario del Tribunale di Parma ai fornitori per l’Italia dei servizi telematici di accesso alla rete Internet, è sufficiente, sempre nella totale legalità, che modifichiate nel pannello di connessione internet sul vostro computer i dns con quelli di Google: 8.8.4.4 ne troverete giovamento anche nella velocità di navigazione. E constaterete voi stessi quanto il giornale è performante. (LINK)

3 pensieri riguardo “Fahrenheit 451 e Parma distopica

  1. (…) l’obiettivo delle mafie ha un percorso unico che si tratti di uno stato del Messico o di una regione italiana (…) : espellere dalla gestione politica qualsiasi persona competente e spingere nell’arena politica i ricattabili, gli affaristi e gli incapaci. Impedire che possa esserci chi sceglie la politica per passione e desiderio di giustizia e selezionare persone che possano governare solo attraverso l’aiuto dei loro finanziamenti e della loro rete di alleanze sociali, mediatiche e imprenditoriali. 
    Roberto Saviano (La Repubblica, 4 Gennaio 2016)

  2. Ben detto e ben fatto, o Luigi. Altro sistema ancor più semplice:
    copiare l’URL nella pagina di Google Translator, colonna sinistra.
    Nella col. destra compare una pseudo traduzione sulla quale puoi
    selezionare il comando “originale”. Et voilà!

    Carlo

  3. Carissimo Luigi,ho seguito la tua  vicenda come meglio ho potuto,di do’ tutta la mia solidarieta’,da Cittadino. Resisti e lotta lotta… Sono 70 anni che sono  in prima fila per l’ingiustizia da quando sono nato con le miserie create alla mia famiglia dal fascismo…oggi ci stanno trascinando con questa falsa Democrazia in uno stato Fascista,(la tua lettera ne e’ la prova) credo che con l’unita’ la lotta e la tenacia si possa arrivare ad una societa’ migliore…  RESISTI.  
    Guglielmo Dall’asta

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