Paolo Scarpa sulla nomina dello storico dell’arte Simone Verde a direttore del Complesso Museale della Pilotta

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Foto Luigi Boschi: La Pilotta di Parma

Solo degli irresponsabili potevano ridurre questa area monumentale a campo incolto e l’insieme ad area fieristica. Iniziò Elvio Ubaldi nel 2003. Dopo anni di battaglie e denunce il tempo ci ha dato ancora una volta ragione. Basta leggere gli articoli correlati inseriti alla fine della comunicazione di Scarpa per un percorso storico negli anni dell’insipienza dei nostri politici. Tutti documenti consegnati personalmente a Paolo Scarpa non appena annunciata la sua candidatura. LB

La nomina dello storico dell’arte Simone Verde a direttore del Complesso Museale della Pilotta [LINK]è un ottimo segnale per Parma: significa che la decisione del governo di costituire il complesso della Pilotta in museo nazionale autonomo sta procedendo nei tempi prestabiliti. La Pilotta è uno dei 30 poli d’importanza nazionale su cui il Mibact punta per rilanciare il sistema museale italiano.

Sono assolutamente convinto che il Comune di Parma debba cogliere questa importante occasione, anche sfruttando gli strumenti della nuova legge regionale sul turismo, e dislocare proprio in Pilotta i servizi di accoglienza per i turisti, così come proposto dal gruppo consiliare PD nei mesi scorsi. La Pilotta è il cuore del nostro patrimonio artistico e culturale e la porta d’ingresso della città storica: nei Voltoni del Guazzatoio potrebbero trovare posto l’ufficio turistico-informativo e una biglietteria unificata, un bookshop su Parma e il suo territorio, adeguati servizi igienici pubblici, una caffetteria e un ristorante. Le sale espositive, solo da allestire, potrebbero essere utilizzate per mostre e manifestazioni temporanee e come vetrina delle altre mete del nostro territorio. Anche il Cortile del Guazzatoio, un gioiello recuperato ma praticamente sconosciuto agli stessi parmigiani, potrebbe essere stabilmente riaperto e utilizzato per i dehors della caffetteria, per concerti e proiezioni. Un progetto del genere permetterebbe di recuperare anche l’area di piazza della Pace e sottrarre al degrado il magnifico intervento di sistemazione firmato da Botta.

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