PERDERE PER AMARE AL TEMPO DI COVID 19 E L’EUROPA INESISTENTE

Spread the love


foto Luigi Boschi: tramonto al mare prima del covid19

Se la terra è madre,
è madre di tutti,
non di pochi!
Il molto dei pochi
non può sottrarre
il vivere a tutti.

PERDERE PER AMARE AL TEMPO DI COVID 19
Con questo virus dovremo conviverci. Speriamo di avere gli anticorpi per combatterlo e da un punto di vista scientifico di arrivare a una terapia di cura e con il tempo a un vaccino. Solo con il vaccino avremo una certa sicurezza per tornare a una vita sociale normale. Per ora l’unica cosa certa è che per evitare il contagio si deve stare in casa. Per quanto tempo ancora?
Purtroppo non si sa. Per quanto tempo l’Italia e i cittadini potranno reggere una situazione economica di lock down? Si parla fino al 3 maggio. Le risorse stanziate e promesse, ma non  ancora attuate, non saranno sufficienti. Vista l’assenza dell’Europa da un punto di vista economico-finanziario, lo Stato deve intervenire direttamente imponendo alle banche di accreditare le risorse alle persone e alle famiglie, ai professionisti richiedenti. Risorse erogate, garantite dallo Stato, con una burocrazia semplificata rispetto alle condizioni di normalità. In questa epidemia è lo Stato, non il mercato, che deve farsi carico economicamente della rinascita della collettività. Per ora non risultano pervenuti concretamente segnali incoraggiati.
Per uscire di casa, invece, dobbiamo aspettare le risposte delle organizzazioni scientifiche che diano responsi credibili e affidabili sul farmaco e sul vaccino. Ora dobbiamo solo organizzare la nostra vita in casa che è divenuta il nostro mondo. Mai come ora la prima casa è un diritto di civiltà. Così come Internet per tutti senza costi, ma garantita dallo Stato, in quanto divenuta parte di un sistema di vita collettiva. Entrambi, personalmente, da anni sostenuti con poco ascolto politico… Con grave responsabilità di questi, impegnati, invece, nella “città cantiere”. Ora si può valutare la visione miope di certi sindaci decorativisti, sopravalutati per i fiori sui ponti e le rose sui viali, le fontane costruite e tenute spente. Con affitti delle locazioni alle stelle e poco sensibili alla dimensione di povertà sociale che stava crescendo.    

Per la seconda volta Internet mi ha salvato.
La prima al tempo delle fratture da stress ad entrambi i piatti tibiali, era il 2008. [LINK]
La notte mi trovavo solo o con il mio webmaster collegato in skype, a lavorare su una carrozzina per costruire il mio giornale online fondato nel 2005, dopo che il console cileno di Modena, essendo il mio sito ospitato nel suo server, me lo oscurò improvvisamente per una ripicca personale, nonostante il lavoro per lui svolto e di cui ancora oggi ne trae profitto; pare che nei tribunali e procure italiani siano molto deficitari sul diritto alla critica e alla libertà di stampa anche in presenza di fatti reali documentati; e siano propensi a dar credito alle querele intimidatorie sulla diffamazione che inibiscono e castigano il giornalismo libero. Inadeguati e superficiali Giudici come Paolo Scippa, poi suicida (inconcepibile che un cittadino sia sotto giudizio di un magistrato in questa provata personale situazione mentale), con l’avallo dell’ex Procuratore capo Gerardo Laguardia, che mise sotto sequestro il mio giornale online, nonostante il preventivo oscuramento degli articoli oggetto di querela. Sappiamo che per le querele di  diffazione le indagini sono spesso sommarie, (non vi sono le risorse sufficienti per farle) così che non si arriva mai alla verità. E a Pqarma, questa pratica è abbastanza consueta. D’altra parte sono spesso succubi anche dei poteri degli usurai. Avete mai visto un magistrato adire vie giudiziarie contro questi “benefattori dell’umanità?” E così agiscono con la sicumera degli impuniti in violazione della Costituzione italiana. Ma pare che molti Magistrati non diano molto peso a questi reati, nonostante le reprimenda di Paolo Maddalena (ex vicepresidente emerito della Corte Costituzionale). [LINK]
La seconda volta Internet fu sempre a me vicino dopo l’operazione al Carlo Besta per astrocitoma anaplastico (neoplasia cerebrale) al lobo temporale destro. Dopo l’operazione e la convalescenza al don Gnocchi di Marina di Massa, ho eseguito sedute quotidiane di chemio laser terapia (soggiornavo per le cure a Milano all’Oasi di San Francesco). Era il 2010. Scrissi anche pezzi importanti, rimasti storci con un computer portatile collegato a Internet attraverso un router wireless portatile (PN80T) dotato di  scheda dati ricaricabile TIM.
Sono anni che vivo solo, collegato in rete applicando il telelavoro, solo oggi i burocrati se ne accorgono. Non mi hanno mai sostenuto, o agevolato, ma, semmai, emarginato, a volte boicottato. Gli innovatori portano la destabilizzazione del presente a cui le forze del passato sono aggrappate con le unghie. Disposte a tutto. Fino al collasso per forze esogene e infine per implosione.  E’ il piano inclinato di Emanuele Severino nella “società della tecnica”. Piano inclinato lungo il quale vanno scivolando, verso la propria fine, le forme della tradizione occidentale che oggi invece si illudono di dominare il globo. Del resto la téchne  non conosce altro scopo se non «l’incremento indefinito della capacità di realizzare scopi». È vero, afferma Severino, che il dispiegamento completo della tecnica nel mondo contemporaneo necessiti preliminarmente del veicolo dell’affermazione del capitalismo, ma è falso credere che la tecnica si limiti ad essere docile strumento in mani altrui. Troppo grande è infatti il suo “potere”. Ogni organizzazione deve dotarsi di un sistema tecnologico per competere e per sopravvivere. Senza significherebbe scomparire. Ma convertirsi al digitale costituisce una nuova rivoluzione sociale come fu quella dalla tradizione contadina a quella industriale. Tutto il grande capitale privato applicato al bene comune ha fallito, perché diverso è l’obiettivo principale: nel capitale è il profitto, nella tecnica è la riproduzione di se stessa.
Dal ‘99 con Digitalcity (the futureonline), [LINK] proposi al Comune di Parma di iniziare la trasformazione di Parma in città digitale con l’aiuto di Derrick De Kerckhove, venuto a Parma per Digitalcity dove tenne una importante intervento. Era il tempo del primo mandato del sindaco Elvio Ubaldi (poverino!) voleva passare alla storia con “la città cantiere” anziché quella digitale e delle conoscenze (erano quelli gli anni giusti): ci riuscì! Il primo sindaco di Parma rinviato a giudizio per bancarotta fraudolenta. Non subì il processo per sopravvenuta morte. [LINK]
Io e il mio socialblog abbiamo superato grandi prove, siamo un po’ acciaccati, ma reggiamo ancora seppur in continuo aggiornamento: abbiamo in noi il sogno di contribuire a una comunicazione franca, vera, senza vincoli, come abbiamo dimostrato in questi anni.  
Ora con il Covid 19, la mia vita personale non ha subito grandi stravolgimenti, se non per l’impossibilità di svolgere il mio lavoro di giornalista, fotoreporter, editore online. Altro  aspetto negativo la spesa alimentare che richiede insopportabili, assurde, lunghe code fuori dai negozi o supermercati (che non fanno nulla per mitigare il disagio popolare e non mi riferisco agli operatori e inservienti, che fanno del loro meglio, ma ai gestori), mi ricordano quelle code di Mosca ancora nel 1987 in un viaggio organizzato dall’OdG di Bologna dove conobbi Matteo Montan, Italo Cucci, Silvio Ori (ex giornalista RAI) e una giovane, simpatica, cara ragazza, Monica, neodiplomata in comunicazione, con cui ho lavorato per alcuni anni. Da Mosca andammo poi a San Pietroburgo in treno cuccette di notte.  Ho un bellissimo ricordo di quel viaggio. 

In questo periodo mi mancano certo i viaggi al mare, sulle colline o in Appennino dove ho bellissimi ricordi e amici. Raggiungibili in breve tempo anche in treno o con mezzi pubblici. Ma sono ligio al rispetto, per me e per gli altri, delle indicazioni di rimanere a casa. Esco solo per vere necessità di sopravvivenza. Anzi spesso qualche gentile amica, che conosce i miei gusti alimentari, fa la spesa per me, portandomela a casa. Fortunatamente Sabato 7 marzo, prima del blocco di domenica 8, di cui venni a conoscenza a cena, andai al mare in Versilia, ospite di una amica che voleva festeggiare il suo compleanno. Da domenica 8 marzo, però, sono a casa. E aspetto le nuove disposizioni per riprendere il mio lavoro anche fuori casa (la foto del tramonto di questo articolo è proprio di quel giorno). Non mi faccio illusioni, credo dovrò aspettare Settembre per una vera ripresa della mia attività. Per ora la gestisco solo online.    
La mia vita continua in solitario come sempre (con pochissimi grandi amici di riferimento con cui ci sentiamo telefonicamente o per email): internet, film, libri, scrittura, musica, pittura; pubblicazione sul mio giornale online, trasmissione di alcuni articoli, gestione della corrispondenza (e tutto questo costituisce il mio lavoro anche senza covid 19); attenzione alla alimentazione consapevole, con qualche sgarro compensativo di dolci; e grande riposo. Mi ha colto in questo periodo una grande stanchezza psicofisica, dovuta anche allo sfasamento degli orari: la notte rimango spesso sveglio nel mio impegno di lavoro in cui sono più creativo ed efficiente. Ma forse anche per compensare alla carenza di affetti:
“Non c’è vita senza amore nel cuore”. Quella di cui oggi al tempo del coronavirus si fa maggiormente sentire.
Non è da me passare la vita come un pesce in una boccia di vetro per finire in un sacco di plastica e poi in un’urna. Di colpo tutto si ferma: se è questo morire si direbbe è proprio una tragedia. Ma tutto penso parta da noi stessi, nell’elaborare la nostra coscienza e conoscenza, nel porre attenzione alla nostra sana alimentazione, al contesto e all’ambiente in cui viviamo (certo la Pianura Padana in questo non eccelle), pare che le zone più colpite dal virus siano anche quelle più inquinate da polveri sottili; dedicare tempo e energie alle relazioni che riusciamo a coltivare. 
Ognuno di noi, penso, non sia ciò in cui crede.  Quello che conta è ciò che si fa prima di morire. Essere sempre pronti ad amare. Se Dio è amore e noi siamo stati creati a sua immagine e somiglianza non possiamo che manifestarci nell’amore per gli altri e per noi stessi con senso di responsabilità. 

Solo quando ho perso mia madre ho capito che significa amare. Lei ne fu capace con tutti, soprattutto con i bimbi. Anche nei momenti più difficili della nostra famiglia. Fu madre sempre!
Quando ho visto la morte che si portava via i miei genitori, le persone dei miei amori giovanili, ho capito la vita; solo quando lo perdi, capisci l’amore che ti circondava.
Quando un giudice (ora defunto) non ha capito il dramma di un padre e mi ha separato dalle mie figlie (era il 1980) negandomi, senza alcuna ragione, se non la prassi di quegli anni, il coaffidamento; e così mi persi la loro innocenza, le loro domande di bimbe, giocare con loro, le loro imprese e progressi, non potrò mai più rivivere la loro adolescenza. E ho capito la perdita infinita di amore, sangue del mio sangue. Troppo tardi, troppo tardi le ho poi ritrovate.
Ora sono felicemente sposate e madri. La mia vita è la loro e delle mie nipotine, vederle nella gioia mi rende sereno e in pace con me stesso. Sono felice per loro. E’ una grande serenità d’animo quando ricevo  loro messaggi e foto o brevi video con WhatsApp. Mi furono entrambe molto vicine quando subii l’operazione al Besta 
Ma mi è difficile, ora, ritrovare l’entusiasmo di vivere… effetto vecchiaia in arrivo?
Troppe le cicatrici in cui molti, anche tra i parenti più stretti, inseriscono ancora volutamente il coltello, io stesso ricordo chi me le ha fatte e come sono avvenute. Gli sbagli, i miei errori, gli abbandoni, i rimorsi. E solo il ricordo è ancora doloroso. Qualcuno ha volutamente cancellato, senza motivo, la memoria di mio padre Ettore, della sua vita dedicata con grande impegno e successo, al lavoro. E questo, per me, è molto peggio del Covid19.

Sempre troppo tardi, tardi maledizione.
Vivere nel futuro perdendo il presente è come morire sepolti vivi.
Ma la mia vita si è persa prima del covid19; ricordo era la notte del 3 settembre 1977: la morte di mio padre in un incidente stradale. E la ritrovai fuori dall’Italia nel 1981, in Inghilterra, poi a Milano (con Roberto Marziantonio), via dalla mia città, via dal mio Paese. E fu un periodo rivelatore. Tornato a Parma nel 1987 trovai la generosa attenzione di Pietro Barilla che mi affidò alcuni importanti progetti per la sua società.

E così sarà anche dopo questo periodo da reclusi per quel virus che nemmeno si vede ad occhio nudo. Un virus pandemico, presente anche nell’aria, che propone il cambio dalla vita analogica a quella digitale. E lo sarà per un collasso della società degli usurai che hanno governato il mondo con una unica moneta, ma presto finirà: la loro moneta, posseduta ingiustamente e iniquamente con la complicità di tutti i loro servi politici (gli attuali Kapo dei campi di concentramento nazisti). Eh sì, la moneta unica mondiale ha ridotto il mondo a questo. Maledetti!! Lo sapevano: “Chi possiede la moneta governa il mondo”. A livello popolare troppo tardi ce ne siamo resi conto (purtroppo ancora in pochi conoscono cosa è la moneta, con grande responsabilità e colpa del sistema disinformativo nazionale; quando mai ci hanno raccontato cosa è la moneta? Come avviene la sua immissione nella società (la presenza della pubblicità delle banche non lo permetterebbe). Mai, che io sappia, mentre ci inondano di programmi economici e interviste senza verità, facendoci sentire responsabili del debito pubblico che dovrebbe essere azzerato in quanto, a mio avviso e di molti altri esperti economisti, oggetto di truffa. Solo con Internet riuscii a conoscere i contenuti e gli studi del prof. Giacinto Auriti.

Questo virus ci ha portato con sé malattie e morte, ma pure la rivelazione di un mondo per molti aspetti inutile, voluto e governato dagli usurari della finanza internazionale di cui potremmo farne a meno. E vivere molto meglio. Potremmo stampare tutta la moneta di cui l’Italia necessita senza farcela addebitare al valore nominale gravata da interessi. Questo è il vero virus, di cui conosciamo tutto a diversità del covid19 di cui ancora poco si sa. Ci hanno tolto le risorse (la nostra moneta), così da non avere i soldi necessari per le nostre infrastrutture, (che cadono, si sa che il cemento armato, se ben fatto, ha una durata tra i 50 e 100 anni); le nostre scuole; il dissesto idrogeologico; il nostro patrimonio storico artistico; tagli alla sanità di cui oggi ci si rende conto della sua fondamentale importanza e della stretta correlazione con l’economia e il progresso. Tutto per il pareggio di bilancio e la moneta a debito con il risultato della pandemia dell’infelicità. Come chiamare questi individui se non carnefici dell’umanità?  Questo virus che toglie il respiro è assimilabile alla congiura degli usurai con il loro cappio al collo con cui gestiscono l’ossigeno dei popoli.     

In molti dicono è come in tempo di guerra; non è vero! Non dobbiamo ricostruire, ma ripensare la nostra società, riconvertire industrie, modi di produrre; di lavorare; di convivere, elaborare un’altra visione e prospettiva. Esplorare il mondo con altri occhi e altri saperi.  Soprattutto lo Stato dovrà svolgere un ruolo primario e di grande impegno progettuale economico e sociale. Non è possibile che la maggior parte delle piattaforme digitali con dati sensibili, siano nella mani di grandi monopoli privati. Questo rivela l’enorme ritardo di tutto l’apparato pubblico. 
Abbiamo bisogno, soprattutto, di liberarci dalle menzogne a cui ho assistito anche quella sera da Prodi intervistato da Fabio Fazio [LINK]. Sempre il solito reframe contro gli evasori, usati come scudo alla vergognosa verità, non detta, una litania tra falsari criminali. Mentre la verità sulla moneta a debito nemmeno una battuta o un breve ragionamento. Dei veri falsari pagati dai contributi degli italiani. Risorse sottratte alle vere necessità. Certo vorrebbero anche i soldi degli evasori (che non giustifico, ma non costituiscono il supremo male nazionale, come vorrebbero far credere) per darli ai loro usurai, non per l’Italia. E l’Europa inesistente nella attuale tragedia, ha la presunzione di rinfacciarla ai nostri proni servi. Vedremo cosa ci riserverà il finanziamento dell’Eurogruppo con il MES [LINK]

A Papa Francesco chiedo invece che faccia sentire la sua voce contro gli usurai con un intervento specifico, come fece Papa San Giovanni Paolo II quando tuonò un anatema contro i mafiosi: “Convertitevi, verrà un giorno il giudizio di Dio…” [LINK]; ma anche di Papa Francesco in verità qualcosa disse. L’intervento della Chiesa contro la moneta a debito, sarebbe di fondamentale importanza, è ancora troppo debole. Si faccia un forte appello per il condono del debito e di cambio del paradigma monetario.  
Il popolo ha fame di pane e giustizia avvocato Giuseppe Conte: le ricordo il Padre nostro e lo ricordi anche a Christine Lagarde e a Ursula von der Leyen (l’Europa in rosa): “Signore, donaci oggi il pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Non abbandonarci nelle tentazioni, ma liberaci dal male”. Ecco a voi grandi usurai che detenete ingiustamente la moneta a debito del mondo con cui portate ovunque miseria e povertà, morte, suicidi, guerre; smettetela!! E’ questo che vorremmo sentire dalle parole del Santo Padre, dei Vescovi Italiani. Sentite cosa dice il padre francescano Quirino Salomone [LINK]

Vi è un patto nuovo tra Dio e gli uomini che il Figlio ha sigillato donando la sua stessa vita bevendo a quel calice, condividendo la sua stessa donazione. “Chi mangia il suo Corpo e beve il suo Sangue ha in sé la vita vera e può vivere come nuova creatura impegnandosi ogni giorno a cambiare il mondo nella carità sincera e nella dedizione al fratello”. 
A voi politici uomini e donne di Stato di ogni ordine e grado, asserviti ai padroni della moneta, abbiate il coraggio della verità, di alzare la testa. Togliete le persone da questo cappio al collo… dovete farlo ora e subito in questo dramma sanitario.  Lo potete e lo dovrete fare, altrimenti sarà una sollevazione popolare incontenibile non appena le persone si renderanno coscienti del meccanismo della moneta, della truffa da anni perpetrata, anche attraverso il loro voto. (vedi pure i gilet gialli in Francia). Non vi perdoneranno nulla!! Nulla! E i mainstream allora non parlino di violenza, perché questa è stata riservata contro il popolo per anni. Nel totale loro silenzio. E al risveglio delle coscienze e conoscenze non potrà che sfociare in violenza. Non vogliamo assistere a una nuova tragedia di macelleria sociale della scuola Diaz di Genova del 2001. [LINK] Fate presto! Convertite le vostre coscienze: liberate i popoli o sarà lo sterminio, come lo fu per il Faraone dell’Egitto che schiavizzò il popolo di Dio. Ricorrerà nei prossimi giorni la Pasqua, l’esodo, il Pèsach del popolo di Israele  [LINK]. Liberate l’Europa dalle menzogne del debito pubblico e della moneta a debito. Perché altrimenti sarà la fine vostra e di questa Europa di cui non rimarrà nulla! Si chiuderanno definitivamente le acque su di voi. Riprendo le parole del Prof. Giulio Sapelli:” La dissoluzione dell’Europa è dovuta perché nelle mani di incompetenti, come la Lagarde (Presidente BCE) che ha già dimostrato la sua pochezza anche all’FMI. L’epidemia non si risolve con il mercato, ma con lo Stato. Il MES sarebbe la fine dell’economia italiana”. 
Saremo tutti vittime di un algoritmo o di una piattaforma digitale (nelle mani di privati (E questo è indicativo del grande ritardo dello Stato), in cui avverranno gli scontri di dominio e di potere. La forza della natura, però, cambierà il senso di questo scontro tra realtà digitali. E’ solo l’inizio di una nuova era. La Natura avrà un ruolo predominante. Siamo tutti esseri spirituali che stanno facendo una esperienza umana, prima di risorgere nel nostro padre, e non possiamo dimenticarcene.
La vita è solo una questione di reti e di relazioni, tutti siamo collegati: ciò che va salvaguardato è la comunità nel suo insieme: animale, vegetale, cosmico. Alcuni credono sia la competizione a governare il mondo, ma non è affatto così. “L’evoluzione funziona per cooperazione”. Stefano Mancuso

Voi euroburocrati e usurai, prima o poi dovrete guardarvi allo specchio e vi vergognerete di voi stessi. Di aver affossato la Grecia, di aver derubato l’Italia; di aver affamato persone, di aver prodotto morti e guerre. 
Voi politici, invece, di aver svolto lo sporco servizio occulto a favore dei grandi usurai. Nessuno potrà avere pietà di voi. Una Europa, ora, priva di coscienza sociale, incapace di solidarietà.
Vi propongo per finire la Lettera di accuse all’Europa di Valerio Malvezzi [LINK].
Passerete alla storia come gli infami che hanno affossato l’Europa. (Parma, 03/04/2020; aggiornato il 09/04  e il 12/04)

Luigi Boschi                

articoli correlati:

La ipocrisia al tempo di Coronavirus Covid 19 tra usurai, moneta ed Europa inesistente

Il virus del Parlamento italiano


Una sciagurata scelta monetaria e economica impoverisce l’Italia e molti Stati. L’Europa è stata attraversata da una guerra mondiale con armi finanziarie di distruzione di massa

DIGITALCITY: FUTUREONLINE

 

DIGITALCITY E I TIRANNOSAURI

E-GOVERNMENT

 

L’ELETTORE? UN COMPLEMENTO STRUMENTALE PER IL POTERE!

 

ELEZIONI O PARODIA RAPPRESENTATIVA?

Padre Quirino Salomone : La più grande truffa di tutti i tempi: la moneta a debito.

Alberto Bradanini: RIPRENDIAMOCI LA SOVRANITÀ MONETARIA –

Nino Galloni: LA VERITÀ SULLE BANCHE. CHI CREA DAVVERO I SOLDI?

LA SPOLIAZIONE DELL’ITALIA, LA TRUFFA DEL DEBITO PUBBLICO, IL FALLIMENTO DELL’EURO

 




Un pensiero riguardo “PERDERE PER AMARE AL TEMPO DI COVID 19 E L’EUROPA INESISTENTE

Lascia un commento