PRESIDENTI ALL’ITALIANA

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PRESIDENTI ALL’ITALIANA
Ecco il perché la nave Italia sta affondando.

Egregio signor Presidente Sergio Mattarella, le sue stizzite parole indirizzate alla Presidente della Banca Centrale Europea signora Christine Lagarde: “l’Italia ha bisogno di solidarietà e non di ostacoli”  non sono credibili, come non lo sono quelle del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte: ” non tolleriamo logiche formali” per la ragione che entrambi vi lamentate  di quello che producete in quanto siete organici e fidati garanti non dell’interesse del nostro Stato democratico Costituzionale, ma di quello usurocratico voluto e concepito dai grandi poteri massonici della moneta a debito (i grandi usurai), di cui per ruolo e funzioni siete al servizio e strumento.

Uno Stato democratico fondato solo sulla tripartizione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario (i guardiani del sistema e del potere) senza quello della sovranità monetaria (intesa come emissione), non può essere tale, è un inganno, perché la democrazia presuppone la sovranità monetaria, senza la quale, uno Stato, non può essere libero, né tantomeno sovrano e democratico, ma solo subordinato, e asservito ai voleri e alle politiche di chi questo potere lo detiene. Senza la sovranità monetaria lo Stato non può attuare i principi e le tutele sociali previste dalla Costituzione e nemmeno esercitare la piena sovranità politica legislativa nell’interesse della Nazione in quanto condizionato dagli aspetti di bilancio (tutte le leggi richiedono la copertura finanziaria).

La commedia all’italiana, signor Presidente, è un genere cinematografico che origina dal nostro italico DNA, di cui Sordi e Totò con la loro insuperabile parodia ne hanno immortalato il tratto, superando di gran lunga quello già altissimo della Divina Commedia, alla quale, peraltro, andrebbe aggiunto l’aggettivo “suprema” perché, quello a cui stiamo assistendo è l’ennesima “suprema divina commedia all’italiana”, ormai, talmente replicata e inflazionata che, all’estero, soprattutto, in Europa, non funziona e non piace più, come appunto hanno dimostrato le parole pronunciate dalla Lagarde “gestire lo spread non è il mio compito, ci sono altri  strumenti e altri attori!!” All’estero, signor Presidente, ormai, ci/vi conoscono bene, (in Italia ancora no perché, altrimenti, non ricoprireste le alte cariche che occupate).

Lei, signor Presidente, quando parla ha sempre la Costituzione in bocca, e fa bene, perché la Costituzione è la fonte primaria del diritto e lei istituzionalmente ne è il custode e il garante per conto degli Italiani.
Inoltre, Presidente, in virtù dell’alta carica che ricopre lei è anche: Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) la massima autorità giudiziaria! Capo delle forze armate con funzioni di comando in caso di guerra (la massima autorità militare!); Gli articoli 87*, 88*, 89* della Costituzione le riconoscono il potere di sciogliere le Camere, di conferire l’incarico per formare i Governi, di nominare il Presidente del Consiglio e su proposta di questi i Ministri. (Vedi ultimo esempio del prof. Paolo Savona a lei inviso); dire no a leggi e decreti, promulgare le leggi, emanare decreti e  regolamenti “il Capo dello Stato autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo”.
” Il Presidente della Repubblica prima di promulgare una legge può con messaggio motivato alle Camere chiedere una nuova deliberazione”, gode cioè, anche di una sorta di veto sospensivo (davvero, Presidente, non si muove foglia che lei non voglia!) Perché se non ritiene un provvedimento opportuno, può sospenderlo e rimandarlo in Parlamento (si spera per ragioni di  incostituzionalità) anche se la Costituzione non dice che il rinvio può avvenire solo in caso di manifesta incostituzionalità.
Inoltre, signor Presidente, nei casi previsti dalla Costituzione può indire i referendum popolari e ha il potere di ratificare i Trattati Internazionali! Può nominare Senatori a vita, nomina 1/3 (5 membri su 15) dei Giudici della Corte Costituzionale, può  concedere la grazia e commutare pene, conferire onorificenze ecc.
..Non pochi poteri e tutt’altro che formali.
Per cui è difficile pensare che lei non possa sapere che la salute è un diritto costituzionalmente tutelato (art. 32*), come peraltro la sovranità monetaria (art. 1*, 11*, 47*) e il modello economico Costituzionale così ben disegnato dai nostri Padri e Madri Costituenti (art. 3*, 4*, 41*, 43* ); come pure la tutela dell’ambiente (art. 117*) e il diritto dei detenuti (art. 27*) e art. 3* CEDU (Corte Europea Diritti dell’Uomo). Di tutti questi diritti, signor Presidente, si è fatto strame e tradimento. E ciò è avvenuto anche nel suo più assoluto, colpevole e inspiegabile silenzio. 

Il sonno della ragione genera mostri (F.Goya)

Nel nostro Paese il diritto alla salute è stato ridotto ad un dettaglio formale, tant’è che in soli 30 anni di anticostituzionale  capitalismo finanziario neoliberista, si sono: inquinati mari, fiumi, terra  e aria e solo di polveri sottili, in Europa, ogni anno, muoiono oltre 500.000 persone, con una esplosione  di patologie oncologiche, diabetiche, cardiovascolari e autoimmunitarie mai viste prima, quantificabili in  milioni di morti con tutto il connesso carico di angoscia e di sofferenza che queste tragedie comportano: un disastro umano, morale, sociale, e ambientale senza precedenti, imputabile in gran parte al silenzio (”il sonno della ragione genera mostri”- F. Goya ),  all’ipocrisia e alla collusione istituzionale,  legislativa,  accademica e mediatica  dello Stato di cui lei è Presidente! Uno Stato che per interessi politici ed economici costituiti, accredita valore sociale a un apparato produttivo agricolo, industriale e alimentare, basato sullo sfruttamento, sull’inquinamento, sulla insostenibilità ambientale e umana che, al contrario, invece, è la principale causa di queste tragedie e realtà. Per non parlare poi, delle droghe tutelate dallo Stato: alcol (120.000 morti all’anno), fumo e ludopatie varie, ecc.

Con la firma dei Trattato di Maastricht nel 1992 e quello successivo di Lisbona  del  13 dicembre 2007, entrambi avvenuti in violazione patente della Carta Costituzionale, lo Stato Italiano, ha ceduto la propria sovranità monetaria conquistata d’imperio con la riforma bancaria del 1936 (DL 12 marzo 1936 n 375), con l’effetto e la conseguenza che, mentre prima, l’Italia, poteva disporre sovranamente di tutta la moneta di cui necessitava per il proprio funzionamento e sviluppo, adesso, invece,  lo Stato,  per avere i soldi deve chiederli in prestito alla struttura  dei grandi usurai (banche e mercati) vale a dire ai servi di coloro a cui l’ha ceduta!!! Obbligandosi a restituire il pieno valore nominale della moneta gravato da interessi inestinguibili, in quanto tutta la massa monetaria circolante è gravata da debito nei confronti delle Banca Centrale privata emittente (BCE). Questo perché, le Banche Centrali, emettono il denaro in regime di monopolio solo sotto forma (illegale) di prestito, nel senso che la moneta, non viene mai ceduta ma solo prestata. In altre parole, signor Presidente, indebitarsi al valore nominale, vuole dire che lo Stato Italiano anziché stamparsi in proprio la moneta di cui ha bisogno al costo di pochi centesimi di euro per ogni tipo di taglio di banconota ha preferito cedere (violando la Costituzione) la potestà di emissione (in cambio di nulla) a un ente privato  (BCE) che per i Trattati firmati, non può né controllare, né influenzare, né interloquire, e poi, essere costretto per finanziarsi a rivolgersi al sistema bancario e ai mercati finanziari privati. Pagando anche all’Unione Europea, oltre 10 miliardi di Euro l’anno, essendo l’Italia un contributore netto (in quanto Paese cofondatore insieme a Lussemburgo, Olanda e Belgio), facendo pagare però, il conto di questo indebitamento di Stato (debito pubblico) ai propri cittadini!
Lei, signor Presidente, è stato eletto per garantire non i grandi usurai, ma il rispetto della Costituzione e, attraverso di essa, i cittadini.
Se lei, signor  Presidente, non fosse un Presidente all’italiana, avrebbe riportato a legalità Costituzionale il funzionamento  monetario e finanziario come previsto dalla nostra Costituzione, e non userebbe il suo potere per tutelare questo illecito e illegale sistema, selezionando i ministri a suo esclusivo gradimento e confermando il Governatore della Banca d’Italia (Visco) anche contro il volere dell’esecutivo.
Qua, signor Presidente, il problema, non è restare o meno in questa Europa, ma liberare dall’usura della moneta a debito (nelle mani dei grandi usurai) tutti i cittadini Europei e di attribuirla democraticamente e sovranamente pro quota a tutti gli Stati membri.
L’Italia, la sua Costituzione e i suoi cittadini, sono stati traditi da tutta la classe politica che ha governato il Paese dopo gli anni ’80: i Prodi, i Ciampi, gli Andreatta, i Draghi, gli Amato, i Napolitano, i Monti, i Letta, i Berlusconi, i Gentiloni Silveri, gli Scalfaro, i D’Alema, i Renzi, ognuno per il suo tratto di strada, (compreso lei signor Presidente) hanno legiferato all’unanimità  la schiavitù e la rovina della nostra Nazione.
Questo, signor Presidente,  è il discrimine di valutazione morale per valutare lei e il suo operato e quello  di coloro che l’hanno eletta nonché, l’ampio apparato ministeriale e quello delle massime autorità: civili, militari, sociali e religiose dello Stato, compreso il signor Santo Padre, che anch’egli un giorno sì e l’altro pure, critica ed esecra quello che produce indirettamente in quantità industriale non affrontando e non denunciando in radice questo grave crimine della moneta a debito causa in tutti i popoli di: fame, miseria, povertà, ingiustizia, malattie, guerre. Perché il Santo Padre denuncia questi mali, senza però mai citare la causa che li genera, ossia il crimine della grande usura monetaria?
Il Papa, se solo lo volesse, sarebbe l’unica autorità che in nome di Dio, della giustizia e dell’uomo, potrebbe sbaraccare l’associazione a delinquere di questa massonica cupola mafiosa mondiale della moneta a debito che opprime i popoli e il loro naturale sviluppo civile e morale. Però, non lo fa. Perché? Come, signor Presidente, in nome della Costituzione e del popolo italiano potrebbe farlo lei, ma anche lei, non lo fa. Perché? Lei e il Papa, signor Presidente siete e rappresentate le massime autorità civili e religiose della Nazione, le uniche che potrebbero salvare l’umanità dalla schiavitù di questa usura, parlatene e agite, l’umanità vi sarà grata, e sarete eternamente ricordati come i liberatori dell’uomo sulla terra e non come gli amici e i complici dei grandi usurai. Lo Stato Italiano ha ceduto inopinatamente la propria sovranità monetaria alla BCE (ente sovranazionale privato) e questa, purtroppo è la realtà.
Oggi, lei, signor Presidente, fa finta di lamentarsi con i suoi padrini e padroni dei quali sa, che la presidente Lagarde, esegue le loro direttive politiche. Tutto ciò che viene detto a Bruxelles, letto in filigrana, non è casuale, e l’Italia deve sempre conformarsi alle direttive imposte. Pertanto anche i paventati finanziamenti sia in forma di prestito che a fondo perduto (per far fronte alle difficoltà economiche e sanitarie della contingenza “coronavirus”), sicuramente non verranno concessi nella misura sperata dal nostro Esecutivo (Stati generali o non Stati generali di Villa Pamphili).
Perché nel paradigma criminale della moneta a debito, a differenza di quello a moneta sovrana di proprietà, tutti i finanziamenti  concessi e le spese autorizzate, comportano sempre contropartite politiche in termini di “riforme al ribasso” e non rappresentano mai, una ricchezza netta, ma un’ulteriore indebitamento per lo Stato e una perdita di diritti reali e sociali per i cittadini.
Nella stessa situazione si trova l’Ambiente, dove siamo al disastro idrogeologico più totale, con mari, fiumi e laghi riempiti di plastica e altri rifiuti. Una brutale violenza al territorio e ai suoi ecosistemi: animale, vegetale, umano con cambiamenti climatici in atto, tali da provocare la scomparsa di numerose forme di vita unitamente allo scioglimento dei ghiacciai artici. E poco importa se città come Venezia e tante altre fra 30/50/100 anni a causa degli innalzamenti dei mari degli oceani (stimato dai 3 a 5 metri come ammoniscono e prevedono tutti gli esperti), verranno sommerse.
I detenuti, anch’essi, sono delle vittime di questa strage di diritto (“dove c’è strage di diritto, c’è strage di popoli”), costretti a vivere ammassati in carceri disumane e prive di tutto! In violazione di quello che prevede il Diritto Costituzionale “le  pene non possono consistere  in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere al recupero del condannato” (i trattamenti inumani e degradanti inoltre sono vietati e condannati anche dall’art. 3 della CEDU (Corte Europea dei Diritti dell’Uomo) e, tutto ciò, signor Presidente, è accaduto e accade nell’indifferenza più totale sua e di quella dei suoi predecessori e di tutti i poteri istituzionali e civili dello Stato: Magistratura, Avvocature penali e civili, Politici, Prelati, associazionismo (400.000 associazioni cattoliche e paracattoliche, ecc.) Associazioni  che fondano la loro ragione sociale nella difesa dei diritti e dei valori dell’uomo  e che paradossalmente e inspiegabilmente  ignorano tutte il grande problema della moneta a debito, che è la causa di tutti i mali e di tutti i problemi, di cui solo formalmente si occupano. 
Una finta umanità, una finta democrazia e un finto interesse sociale, al benessere, alla salute e all’ambiente. Una realtà, signor Presidente, sulla quale, lei non ha mai esercitato i suoi doveri di garante dell’interesse del bene comune e sociale previsto e tutelato dalla Costituzione, venendo meno ai suoi doveri e obblighi. Problemi sui quali non ha mai profferito alcuna seria condanna se non di forma.
Allora, signor Presidente, come possiamo avere fiducia che tutti i provvedimenti deliberati nei DPCM (decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri) siano varati per tutelare i reali diritti alla salute ed economici dei cittadini e della società, e non siano finalizzati ad altri scopi di cui al momento ci sfuggono in quanto non siamo stati resi edotti (spesso molti documenti, in passato sono stati segretati e sottratti alla conoscenza dei cittadini, come ad esempio è avvenuto con la privatizzazione della Banca d’Italia e più recentemente con la concessione in gestione della rete autostradale alla famiglia Benetton [LINK] dal Governo D’Alema). Come non si comprende la ragione per nominare 450 esperti e la commissione Colao (personaggio notoriamente legato a poteri massonici (Bilderberg).
Lo Stato italiano è così carente e privo di esperti e di tecnici per ricorrere a questi personaggi?  
La politica degli annunci di aiuto economico (stanziati e non del tutto ancora erogati) per essere efficace e incidere sul tessuto economico e sociale, avrebbe dovuto essere reale e tempestiva, priva di burocrazia e adeguata alle necessità di tutti, anche per prevenire problemi di ordine pubblico e di protesta popolare causati da una situazione di povertà ormai diffusa.

Per quanto riguarda la Sanità, invece, i problemi sono riconducibili al fatto che in questo ultimo decennio è stata largamente privatizzata con il convenzionamento di tutte le cliniche private, e conseguente ridimensionamento della struttura sanitaria pubblica dove negli ultimi 40 anni i posti letto sono passati dai 530.000 degli anni 80 ai 191.000 del 2017. Nel 2010 il servizio sanitario nazionale disponeva di 244.310 posti letto per degenza ordinaria (acuti e post acuti) di cui il 71,8% erano in carico al pubblico e il 28, 2% al privato.
Nel 2017 i posti letto percentualmente sono scesi  a 3,6% ogni 1000 abitanti rispetto ai 5,8% del 1998.
Sotto l’aspetto finanziario al SSN  solo negli ultimi 10 anni sono stati sottratti 37 miliardi (25 mld solo dal 2010 al 2015).
Nel 2010 l’assistenza ospedaliera si è avvalsa di 1.165 istituti di cura di cui il 54% pubblici e il 46% privati. Oggi il numero è sceso a 1000 unità ma a diminuire sono state le strutture pubbliche che ora sono il 51,8% del totale rispetto alle cliniche private accreditate che sono passate al 48,2%.

Pertanto, sono le politiche economiche e sanitarie che devono essere condannate e processate. Non certamente il personale ospedaliero e gli operatori sanitari che sono stati costretti a operare nella più totale disorganizzazione. Questa è la prova che la struttura sanitaria ospedaliera è stata concepita in forma di sistema economico in funzione degli utili che genera e non nell’interesse pubblico del benessere dei cittadini della cui salute non interessa nulla a nessuno. In questa concezione, la malattia è funzionale esclusivamente al raggiungimento dello scopo economico, necessario a questo pachidermico baraccone per esistere, diversamente (senza la malattia), questa elefantiaca struttura non starebbe in piedi e tutto ciò a scapito dell’efficienza e della qualità assistenziale,come hanno messo in evidenza le disfunzioni emerse in questa emergenza. Gli errori commessi sono stati  numerosi e gravi che dovrebbero portare all’incriminazione dei responsabili di queste politiche economiche e non del personale sanitario che ha svolto dignitosamente in modo ammirevole il proprio dovere.
Dispiace constatare che il sistema direzionale sanitario  nazionale, signor Presidente, non sia stato all’altezza  di gestire  questa emergenza di “coronavirus”, né di far fronte alle necessità di cura ordinarie e straordinarie, fin dall’inizio di alcune decine di migliaia di  contagiati sia  dal punto di vista della preparazione clinica dei medici (gli errori sono stati clamorosi): contagiati ricoverati nei reparti tradizionali; accesso normale al pronto soccorso e case di riposo utilizzate senza alcuna precauzione sanitaria per aumentare i posti letto.
Mentre dal punto di vista organizzativo inevitabilmente il sistema si è fatto cogliere completamente impreparato, nonostante le epidemie non siano  eventi così imprevedibili come la storia insegna. Quest’epidemia, in particolare era già nota e presente in Cina da oltre un anno. Aver visto operatori sanitari costretti a dover fronteggiare questa emergenza senza i necessari e indispensabili presidi di tutela e sicurezza ha fatto molta tristezza; e altrettanto disorganizzata è parsa la tanto enfatizzata  Protezione Civile (chi altri se non loro avrebbero dovuto essere in grado di programmare e far fronte alle emergenze?)
Tutto questo signor Presidente, ha messo in evidenza la più totale mancanza di qualunque programma di prevenzione. Situazione creata indubbiamente dalle politiche criminali di austerità economica, tutto per risparmiare risorse da destinare al pagamento degli interessi sulla truffa del debito pubblico ai grandi usurai (3500 miliardi negli ultimi 30 anni a fronte di un debito sovrano di 2.300 miliardi frutto di truffa quindi detestabile). Politiche criticate anche dalla Presidente della commissione per gli affari economici del Parlamento Europeo Irene Tinagli, la quale, anche lei, anziché dire la verità sulle vere cause di questo grande sfacelo, si è limitata alla più comoda denuncia formale affermando che: “Spero che il messaggio lanciato oggi da Christine Lagarde possa avere l’effetto di scuotere il Governo degli Stati che fino a oggi hanno completamente sottovalutato l’impatto del coronavirus sia da un punto di vista medico sanitario, sia da un punto di vista economico”. Un’autentica vergogna!

Quello che, invece, in Italia funziona perfettamente a meraviglia in gran parte per merito suo signor Presidente, (non vogliamo certamente toglierle i meriti che ha) è la truffa della moneta a debito. Questa sì che è un’organizzazione perfetta! Fin dalla sua nascita 1694 (Banca Centrale di Inghilterra), mai una sbavatura, mai una dissonanza, mai una critica. Una narrativa perfetta, divisi su tutto ma su questo punto nessuna contrapposizione, tutti d’accordo, Magistratura, partiti di destra, di centro e di sinistra, idem per i Sindacati, per la stampa, per l’Accademia, per la Chiesa, davvero un bel sistema criminale molto armonioso e affiatato!
L’unica cosa che funziona in Italia di cui vantarsi!  
Un gran bel ballo in maschera Presidente! Peccato non sia quello di Verdi, ma criminale! (16/03/2020; aggiornato il 24/06/2020)

Luigi Boschi e Gian Fabrizio Pioli


Articoli Costituzionali:

art.1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

art.3
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

art.4
La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

art.11
L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

art.27
La responsabilità penale è personale.
L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato
Non è ammessa la pena di morte.

art.32
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

art.41

L’iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali

art.43
A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

art.47
La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito. Favorisce l’accesso del risparmio popolare alla proprietà dell’abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

art.87
Il Presidente della Repubblica è il capo dello Stato e rappresenta l’unità nazionale.
Può inviare messaggi alle Camere
Indice le elezioni delle nuove Camere e ne fissa la prima riunione
Autorizza la presentazione alle Camere dei disegni di legge di iniziativa del Governo
Promulga le leggi  ed emana i decreti aventi valore di legge  e i regolamenti.
Indice il 
referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato.
Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa, quando occorra, l’autorizzazione delle Camere
Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere
Presiede il Consiglio superiore della magistratura.
Può concedere grazia e commutare le pene.
Conferisce le onorificenze della Repubblica.

art.88

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

art.89

Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri proponenti, che ne assumono la responsabilità.
Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche dal Presidente del Consiglio dei Ministri.

art.117

La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari; tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema tributario e contabile dello Stato; armonizzazione dei bilanci pubblici; perequazione delle risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull’istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e Città metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere dell’ingegno;
s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali.

Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione, trasporto e distribuzione nazionale dell’energia; previdenza complementare e integrativa; coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei princìpi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potestà legislativa in riferimento ad ogni materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive
La legge regionale ratifica le intese della Regione con altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi dello Stato.

CEDU (Corte Europea Diritti dell’Uomo)

Art
.3 – Divieto della tortura.
Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti.

Ripreso da LA VOCE DI PARMA in due Parti
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5 pensieri riguardo “PRESIDENTI ALL’ITALIANA

  1. E’ tutto giusto quello che dici, Luigi, salvo un particolare che non hai menzionato: parli di Stato sovrano. Noi, la nostra sovranità, l’abbiamo persa parzialmente l’8 Settembre 1943 e totalmente il 25 Aprile del 1945. Non importa chi la gestisce in nomine USA – sia essa la Gran Bretagna, la Francia o la Germania – l’importante è che sia effettuata nei modi graditi a Washington. Ti ricordi della fine di Mattei, di Moro e per poco di Berliguer a Sofia? E’ tutta lì la questione, mafia compresa. Ciao

    Carlo

    1. Carlo,
      vedo che ti interessa solo polemizzare strumentalizzando il termine “sovranità”, senza dir nulla sulla moneta a debito. Cosa c’entra l’assassinio di Mattei o l’attentato a Berlinguer? Un nuovo paradigma monetario è fuori da ogni ideologia.
      Tutti i principali esponenti della sinistra non hanno mai proferito parola sull’usura e la truffa praticata dai monopolisti dell’emissione di tutta la moneta a debito circolante. Può forse chiamarsi democratico uno Stato senza moneta? Che deve farsela prestare dagli usurai che la stampano dal nulla e gliela addebitano al valore nominale gravata da interessi? Con cui rendono schiavi i popoli. No mai nulla, da parte di tutti i partiti della sinistra, hanno tenuto gli italiani nella ignoranza. Ma molti di loro erano sul Britannia a ordire la spoliazione dell’Italia. Tutti traditori della Costituzione. LB

      1. Caro Luigi,

        io non volevo accusare di niente tutti quelli che si occupano di nuove forme monetarie, soltanto che sono piuttosto scettico su queste vicende, pur essendo stato collega di Domenico de Simone alla Malatempora, che s’occupò di queste faccende e con lui ebbi lunghe discussioni. Ma, dopo la ricusazione dell’Oro di Nixon del 1971, sono piuttosto perplesso nel riuscire a trovare una moneta veramente valida senza che sia interpellata, e rinnovata, una nuova Teoria del Valore.

        La vicenda di Mattei, Moro e Berlinguer invece, c’entra ed è attuale tuttora perché in quegli anni Francia e GB riuscirono a convincere gli USA (che erano scettici) sulla pericolosità della politica estera italiana nel Mediterraneo, la quale – in qualche modo – riproponeva una politica monetaria simile al petroldollaro fra Libia ed Italia che assomigliava molto a quella adottata dagl USA con l’Arabia Saudita. La politica Franco-britannica era fraudolenta, ma vinse e ci condusse non solo alla morte di Mattei e Moro, ma anche all’abbattimento di Ustica. E oggi vedi che casino che c’è fra Egitto, Italia e Turchia.
        Certo che la moneta cartacea è in mano agli usurai, ma come fai a strappare loro quel monopolio senza una nuova Teoria del Valore?
        Ciao
        Carlo

        1. Ciao Luigi, il dato storico monetario è più ampio di quello politico cui fa riferimento il tuo amico Carlo Bertani. Conosco l’avv. Domenico De Simone che stimo, però, il suo impegno intellettuale in passato non ha mai riguardato lo studio del valore della moneta, ma quello più generale del signoraggio e del capitale della risorsa umana.
          Comunque, in ambito monetario, lo spartiacque storico è avvenuto nel 1694 con l’istituzione della Banca Centrale d’Inghilterra e con l’introduzione del paradigma monetario Gold Standard, cioè il valore creditizio della moneta nominale a sottostante (solo formalmente) aureo, rappresentato dalla sterlina carta. Il problema è quello che, con l’introduzione della banconota (sterlina carta appunto) non è cambiato solo il simbolo merceologico del denaro (dall’oro alla carta) ma è cambiato anche lo “status giuridico” del valore nominale della moneta (potere di acquisto) che, da proprietà del portatore (com’è sempre stato con le monete auree a valore intrinseco), è divenuto di proprietà delle Banche Centrali di proprietà dei Banchieri cioè, dei grandi usurai, in quanto è dal 1694 in poi, che le Banche Centrali istituite, emettono il denaro in forma proprietaria, cioè, prestandolo, vale a dire all’atto dell’emissione addebitano il valore nominale della moneta gravato da interessi anziché accreditarlo. Come più volte ho detto e scritto, questo valore è nostro e ci viene derubato in quanto, siamo noi a creare il valore della moneta sia con l’accordo sociale che con la produzione di beni e servizi (i soli che danno potere di acquisto alla moneta) e non certamente i Banchieri schiacciando dei tasti!
          Questa truffa è avvenuta sulla base dell’assunto fittizio “la banconota è rappresentativa dell’oro, l’oro è il nostro per cui la moneta è la nostra”
          Con l’abolizione della riserva aurea avvenuta nel 1971 (accordi di Bretton Woods due) da parte del Presidente Nixon quando costretto dall’istanza francese del generale De Gaulle che risolutamente, pretendeva la conversione in oro di tutta la riserva in dollari detenuta dalla Francia, come peraltro, suo diritto, in quanto previsto dal paradigma monetario “Gold Exange Standard” sottoscritto dai 44 Stati, negli accordi di Bretton Woods uno, nel 1944, (esclusa l’Italia in quanto Paese belligerante e la Russia che non volle aderire).
          Questo evento, ha smascherato definitivamente i truffatori perché, se fosse stata fondata la teoria del valore creditizio della moneta, il dollaro, avrebbe dovuto perdere interamente il proprio valore, invece l’ha mantenuto interamente e questa è la prova provata che il valore della moneta non ha nulla a che fare col sottostante.
          Già Aristotele oltre 2000 anni fa ebbe a definire la moneta come “misura del valore, definizione poi, completata dal prof Auriti con “ma necessariamente anche valore della misura”.
          Il valore della misura è il potere di acquisto della moneta in quanto, la moneta, è l’unità di misura del valore, cosi come il metro ha valore perché misura la lunghezza, la moneta ha valore perché misura il valore.
          Il valore, non è mai una proprietà della materia, ma una previsione, più esattamente un rapporto tra fasi di tempo tra il momento della previsione e il momento previsto. (io compero una casa perché prevedo di abitarla, compero un coltello perché prevedo di tagliare ecc.) come ha ampiamente dimostrato il prof Auriti. E, anche l’accettazione della moneta rientra in questo concetto, in quanto, noi siamo indotti ad accettare moneta contro merce perché a nostra volta prevediamo di dare moneta contro merce (il comportamento altrui come condizione del nostro).
          La moneta è costituita da due elementi: il simbolo e il valore indotto (valore nominale o potere di acquisto). Il simbolo può essere qualsiasi cosa, oggi è la banconota, ma in passato è stato conchiglia, tavoletta di creta di legno ecc, Il valore indotto, invece, è un’astrazione mentale, un prodotto della nostra mente, per cui un valore convenzionale di costo nullo creato dall’accordo sociale e dal corso legale (il denaro ha valore perché noi ci siamo messi d’accordo che lo abbia) pertanto, un valore creato dalla legge e non dall’economia e, un valore creato da tutti, per diritto e democrazia deve appartenere a tutti!
          Tant’è, che le banconote fuori corso, pur mantenendo integro il simbolo fisico materiale, non valgono più nulla perché hanno perso il valore giuridico convenzionale.
          (le banconote di carta a corso legale ad esempio, se riflettiamo, possono comperare lingotti d’oro!)
          Politicamente, i grandi usurai della moneta nominale a debito (la Massoneria inglese e francese delle rivoluzioni liberali), storicamente, con la moneta a debito creata dal nulla, hanno fatto cadere le grandi Monarchie Cattoliche, le quali, si sono indebitate con moneta che non controllavano, e ciò è potuto accadere perché i regnanti, non avevano capito il valore monetario, diversamente, la moneta, se la sarebbero stampata in proprio alla stregua dei Banchieri.
          Pertanto i grandi usurai sono riusciti a far cadere queste Monarchie per sostituirle, (come disegno politico e obiettivo), con gli Stati Costituzionali da loro inventati e controllati.
          Gli Stati Costituzionali, non a caso, come abbiamo scritto nell’articolo, sono stati dotati dei tre classici poteri: legislativo, esecutivo, e giudiziario, ma non però del potere più importante cioè quello dell’emissione, posto in capo, invece, alle Banche Centrali di loro proprietà.
          Le Banche Centrali sono un portato dello Stato Costituzionale, prima non c’erano.
          Quindi, lo strumento utilizzato dai grandi usurai per opprimere e schiavizzare i popoli con l’usura monetaria, è lo Stato Costituzionale stesso denominato formalmente democratico, ma in realtà il compimento del loro folle, ma reale progetto usurocratico.
          Da qui, il nostro attacco al potere più alto di questo sistema il Presidente della Repubblica che è il capo di tutto.
          Come abbiamo scritto l’Italia con la riforma bancaria del 1936 (legge n° 375) aveva messo sotto il controllo politico la Banca d’Italia, controllo rimasto tale fino al 1981 (divorzio tra Tesoro e Bankitalia avvenuto ad opera dell’allora ministro Beniamino Andreatta e del governatore Carlo Azeglio Ciampi) e dalle successive privatizzazioni del 1992 tra cui le quattro Banche detentrici del capitale di Bankitalia: Casse di Risparmio, Banca Nazionale del Lavoro, Credito Italiano e Banco di Roma, di fatto è passata di mano Bankitalia (operazione segretata e divenuta pubblica soltanto 12 anni dopo per un servizio apparso sul settimanale Famiglia Cristiana!!! (Questa è l’Italia!)
          La nostra ancora di salvezza, attualmente, caro Luigi, è solo la Costituzione che i nostri Padri Costituenti (senza meritarcela) ci hanno lasciato in dono la Carta Costituzionale che, per gli articoli che contiene (e in merito, non si capisce ancora come abbia fatto, a sfuggire alla censura dei vincitori della seconda guerra mondiale), è la sola in grado di poterci salvare e di tirarci fuori dal pantano in cui ci troviamo.
          Pertanto, il nostro problema (non piccolo) è quello di riuscire a far attuare la Costituzione, sia in quanto fonte primaria del diritto, sia perché in essa ci sono tutti gli articoli (finora impunemente disattesi e traditi) che possono consentirci di riprenderci la nostra sovranità monetaria e di sviluppare il modello economico disegnato per noi dai nostri Padri che di orrori ne hanno visti e vissuti tanti, un modello economico incentrato sull’uomo e sul rispetto dell’ambiente e non sull’usura, sul debito e sulla schiavizzazione e lo sfruttamento di tutto.
          Gli articoli che consentono questo ci sono e sono quelli che abbiamo riassunto nel nostro articolo “Presidenti all’italiana”.
          Certo, se il nostro Presidente avesse adempiuto e adempiesse ancora ai propri obblighi e doveri di garante della Costituzione, sicuramente, non ci troveremmo nella situazione in cui ci troviamo. Come non ci troveremmo in questa condizioni, se il Papa, avesse fatto e facesse il Papa, la Corte Costituzionale la Corte Costituzionale, la Magistratura la Magistratura, la Guardia di Finanza la Guardia di Finanza, la politica la politica, i sindacati i sindacati, i Professori i Professori, i Giornalisti i Giornalisti, la televisione la televisione ecc. ecc. cioè, se tutti questi poteri, operassero secondo i principi della Costituzione come dovrebbero, quindi al servizio della Nazione, del bene comune e della verità e non della menzogna e dei grandi usurai, le cose sarebbero diverse. Purtroppo, sappiamo, che tutte queste autorità non sono lì per noi, ma per loro (gli usurai).
          E questa è la ragione della nostra lotta e del nostro impegno contro questi criminali che con l’usura hanno trasformato in inferno quello che doveva e poteva essere il paradiso in terra per tutti e, questo, per me è imperdonabile come è imperdonabile il crimine culturale dei nostri simili, tutti presi a correr dietro ai soldi e non agli usurai che li derubano e li opprimono.
          Pertanto, come ti ho sempre detto, non si può arrivare a capire la moneta se prima non si capisce cos’è il valore.

          Ciao, ci sentiamo.
          GFPioli

    2. Molto bravo, Luigi! Risposta perfetta.
      Questo è l’unico argomento in grado di smascherare e di mettere a tacere chiunque!, il doppio gioco fatto da sempre da tutti i partiti della sinistra politica e sindacale italiana è di gran lunga quello più grave e osceno. In tutta la loro storia, non c’è mai stato un loro esponente politico, che abbia preso posizione sul problema della moneta a debito, sia come argomento di lotta politica che di giustizia sociale a tutela e difesa dei cittadini e dei lavoratori che, a parole, dicono di voler rappresentare e difendere ma non però nei fatti. La prova? A livello legislativo, quasi tutte le leggi e i trattati pro grandi usurai e pro banche portano la loro firma mentre quelle fatte dagli altri partiti non le hanno mai avversate né dentro, né fuori il Parlamento e nemmeno sui loro grandi giornali di riferimento come La Repubblica e L’Espresso che invece di occuparsi di questi problemi, per 20 anni, hanno preferito interessarsi del colore delle mutandine delle ragazze di Berlusconi! Pertanto, la produzione legislativa e il loro silenzio su questi argomenti sono la prova della loro complicità e collusione con questi grandi poteri di cui, da sempre, per meriti acquisiti sul campo, sono i più fidati e collaudatissimi referenti. Nel loro album di famiglia, d’altronde, ci sono i più noti traditori della Costituzione e degli italiani. I Napolitano, i Bersani, i Veltroni, i Cofferati, i Prodi, i Pisapia, i Vendola i Bertinotti, i Ciampi, i Renzi, i D’Alema, i Letta, i Gentiloni, gli Amato. Tutti questi signori indiscussi protagonisti, insieme a Berlusconi della vita politica dei nostri ultimi 40 anni sono stati dei fedelissimi servitori dei grandi usurai della moneta a debito e delle Banche e non certamente della Costituzione, della democrazia, della verità e degli italiani, come vorrebbero far credere ed essere percepiti. Queste non sono opinioni, ma inconfutabile storia politica legislativa parlamentare. La sinistra, come tutte le altre componenti del potere reale istituzionale e sociale dello Stato è stata ed è il caposaldo garante della grande usura.
      Chi non conosce il problema della truffa della moneta certamente, non può sapere di questo tradimento e di conseguenza pervenire a queste conclusioni per cui, alla base ignara va concessa questa esimente, ma non però, ai loro vertici traditori.
      Certo, nessun partito vuole che il proprio elettorato sappia che il partito per cui vota ha fatto e fa il kapo’ per conto dei grandi usurai per cui, l’argomento, al loro interrno, non può che essere tabù perché questi scaltri signori sanno perfettamente che se i cittadini sapessero queste scomode verità (truffa monetaria e Kapo’) moralmente verrebbero spazzati via in cinque minuti, moralmente, ma non materialmente perché, questa è gente che non esiterebbe un secondo a usare la forza per difendere se stessi e i loro padroni usurai.
      GFPioli

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