Recuperiamo l’evasione dalle Banche?

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Bankitalia

Per fare tutto ciò di cui uno Stato necessita, i politici dibattono sempre dove si possano attingere le risorse. Sostenendo che, non essendocene a causa del debito pubblico, il confronto cade subito sulla spending review che mai si ha il coraggio di praticare; e “lotta contro l’evasione” che come sostiene Feltri, l’evasione “a volte diventa legittima difesa”. Non è più tollerabile questo ritornello. Al mondo mai vi è stata tanta ricchezza di denaro. E’ giusto che tutti paghino le tasse negli Stati in cui risiedono e operano. E’ altresì giusto che il cittadino pretenda vi siano strutture competenti, e efficienti, non cieche e incomprensive difronte alle evidenze. Con dirigenti desiderosi solo di applicare more e attivare contenziosi per accedere a premi e giustificare i loro stipendi. Unitamente a comportamenti vessatori. E delle iniziative giudiziarie per corruzione? Vogliamo parlarne? E parlano di “pace fiscale”; di “Fisco amico”: meno male che di questi “amici” non si trovano troppo spesso! Sarebbe come dichiararsi pacifici e aggirarsi per le città con il coltello di Rambo tra i denti. E’ utile precisare che le risorse economiche derivanti dai piccoli evasori, rimangono sempre nel circuito interno e alimentano comunque l’economia nazionale con i loro consumi. Cosa ben diversa per la grande evasione i cui capitali finiscono ad alimentare altre economie. E allora perché dobbiamo chiedere eterni sacrifici alle persone? O praticare politiche di austerity che producono solo povertà? Perché lo Stato non dovrebbe avere i soldi per eseguire le opere e i servizi necessari? Una volta si batteva moneta e l’emissione era controllata da Bankitalia in accordo con il Tesoro, il debito pubblico sotto controllo; e l’Italia divenne la quarta potenza industriale al mondo. Nel 1960 la nostra Lira era apprezzata e giudicata addirittura, dalla stampa internazionale, come la valuta più stabile del mondo. Solo a partire dal 1981 vi fu un repentino aumento del debito pubblico, quando Beniamino Andreatta (Tesoro) e Ciampi (Bankitalia), decisero senza passare dal Parlamento, ma attraverso una reciproca loro corrispondenza, di rendere autonoma Bankitalia obbligando lo Stato a finanziare interamente il proprio debito attraverso i mercati finanziari. A partire da quella data il debito passa dal 60% al 120% in pochi anni, per gli interessi applicati dagli usurai internazionali. 
Non risulta strategico combattere l’evasione contro gli artigiani, i commercianti, ecc…Si dovrebbe intervenire laddove vi sono margini di intervento molto più ampi e strutturali. Mai si parla, ad esempio, di banche! Del loro sistema amministrativo con raggiro contabile; si calcola tra i 1000/2000 miliardi di euro anno sostiene Marco Saba [LINK] In questo modo, si salverebbero le casse dello Stato. Ma anche lo stesso sistema bancario ne trarrebbe beneficio che, con l’emersione dei profitti reali, non si troverebbe più a dover piangere sofferenze. 
E non ci dicono quanto le banche sottraggono allo Stato… che Bankitalia è detenuta da coloro su cui dovrebbe svolgere il controllo. Poi nessuno informa che i contributi delle tasse finiranno quasi tutti per pagare gli interessi del debito pubblico, il cui ammontare è stato determinato per lo più da interessi sul debito (una vera truffa sostiene  Salvatore Tamburro  che lo definisce “iniquo e detestabile”) [LINK] Per non parlare del Signoraggio [LINK]. ” Il debito, secondo Éric Toussaint, è uno strumento di dominazione, Serve a ricattare i governi e ad imporre la dittatura dei mercati finanziari”. Tutte le conseguenze negative del debito sono scaricate sulla popolazione. [LINK]
Finché diminuisce il reddito individuale, cresce il dispotismo. la democrazia è sempre un obiettivo da raggiungere

Cosa succede di fatto con la contabilità bancaria? Come sostiene il contabile forense Marco Saba, “quando la banca effettua un prestito creando nuova disponibilità, registra solo un deflusso di cassa verso il conto del cliente senza però l’afflusso da creazione.  Questo fa sì che, alla restituzione, il denaro pare scomparire, mentre la banca lo riceve nel suo conto centralizzato e costituisce quel profitto nascosto del signoraggio delle banche commerciali”. Sempre Marco Saba: “Oggi occorre ricordare che la sproporzione tra moneta e debito è di 1 a 6, ovvero un euro circolante, tra contanti e depositi bancari, per ogni sei euro di debito aggregato”.
Tutta la moneta restituita costituisce di fatto moneta reale, il vero guadagno. Il costo del prestito in moneta virtuale può essere ricondotto ai costi gestionali (1% circa del prestito).
Per non parlare della moneta a debito uno strumento finanziario nelle mani, ora, della sola finanza internazionale, che rende schiavi i cittadini, non più tali.  “Nessuna società può sopravvivere a un sistema economico fallace. Affinché una società funzioni e sia prospera, è assolutamente fondamentale che i mezzi di scambio siano emessi senza debito né interessi dall’autorità legale dello Stato in quanto rappresentante del popolo”. Stephen Mitford Goodson
La proprietà della moneta all’atto della sua emissione, non è delle banche, ma del popolo (teorizzato scientificamente dal prof. Giacinto Auriti). Lo sancisce la nostra Costituzione.  Solo con Stati liberi e non schiavizzati o oppressi, si può realizzare una vera Europa dei popoli, forte e indipendente, come era nello spirito dei padri fondatori. Una Europa questa necessaria, ma ancora da costruire. 
Affinché la politica si affranchi dalla sudditanza del potere finanziario si devono togliere loro gli strumenti che la politica gli ha concesso. Il problema della moneta a debito è infatti un problema politico globale non solo Europeo. Quali sono?
-emissione di moneta;
-bankitalia di proprietà pubblica e non delle banche commerciali e così dovrebbe essere per tutte le “banche centrali”;
-distinzione tra banca d’affari e banca di credito;
-Far adottare agli istituti bancari una nuova contabilità bancaria che non consenta di nascondere i grandi utili prodotti con l’emissione di moneta virtuale.
Solo riportando il potere della moneta nelle mani degli Stati o confederazioni di essi, come l’Europa, il potere finanziario perderebbe la sua egemonia sulla politica.
Finché la moneta sarà nelle mani dei poteri finanziari, i politici saranno solo loro servi. Affinché la politica ritorni al suo primato, lo Stato deve tornare a battere moneta sovrana esente da debito.  
(Parma, 22/10/2019; aggiornamento 24/10/19)
Luigi Boschi

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