Suicidarie di Parma 2017: Alimadhi il cavallo di troia a sua insaputa di Pizzarotti?

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Foto Luigi Boschi: L'area monumentale della Pilotta lasciata alla totale incuria  Suicidarie

La candidatura alle primarie dell’avvocato albanese falsifica la democratica consultazione

A Gentian Alimadhi (albanese di origine, avvocato, candidato alle primarie aperte della città, a favore del Sì al referendum costituzionale) ricordo la frase dei Parmigiani a Italo Balbo“Balbo t’è pasè l’Atlantic mo miga la Perma”. (Balbo hai passato l’Atlantico, ma non la Parma). Non è ancora venuto il tempo a Parma in cui un extracomunitario sarà sindaco, non siamo a Londra, né negli USA. L’integrazione multiculturale richiede molto tempo non è riconducibile solo a qualche soggetto, occorrono generazioni, e qui non è ancora avvenuta. Basta recarsi in piazza della Pace sotto il monumento a Verdi. Lei pensa che quella sia integrazione? Alimadhi, ma chi la candida? Chi l’ha accreditata? Chi la sostiene? Non certo solo l’associazione albanese Scanderbeg (www.scanderbeg.org) unitamente alla numerosa comunità 8.000 persone circa in tutta la provincia [LINK], 2700 circa in città di cui solo i maggiorenni possono votare alle primarie (quindi 2000/1500 circa) e prima di essere abilitati dovranno registrarsi in via Treves (sede organizzativa della consultazione), ma poi non tutti potranno partecipare alle Amministrative. Certamente Alimadhi sarà riferimento di molti extracomunitari. Che lei sia il cavallo di troia piazzato è quindi di una evidenza lapalissiana.

Le Primarie sono consultazioni verso cui i parmigiani non si sono dimostrati molto favorevoli: sono passati da 14.000 voti a circa 8000 nel 2012; alle ultime regionali si sono fermati a circa 4000 votanti. Con questi numeri, un gioco da ragazzi per lei, avvocato, falsificare (inficiando) le primarie nella loro visione di massima democraticità. Sarò prevenuto, ma non mi ispira fiducia la sua comunicazione. Tutto troppo costruito, e patinato, niente di autentico. Non intravedo alcun spirito di servizio, ma solo interessi personali. Studiati secondo le tecniche del marketing e della pubblicità. Confermata questa mia opinione dalla visione del sito della sua agenzia di comunicazione.
Questo interesse politico per Parma dall’Albania è molto sospetto. Era albanese anche Rezard Thaci che voleva comprare il Parma calcio; poi ceduto al mitico Manenti. Fu un’aria di discredito che investì tutta la città.   
Pur vincendo malauguratamente le sciagurate primarie organizzate dai soloni del PD parmigiano, dopo grande sforzo cerebrale, lei non sarà il primo sindaco straniero, come aspira e ha in qualche modo dichiarato (le occorrerebbero 50/60.000 voti che non ha), nonostante la pressione mediatica della serie tanto peggio, tanto meglio (a Parma, dopo Pizzarotti, primo sindaco grillino, è la volta del primo sindaco immigrato… ehh, quanto piacerebbe a certi giornalisti!) Ma non è ancora giunto il momento. 
Primarie che falserebbero quindi la vera volontà dei parmigiani. Sarà difficile per tutti i candidati indigeni portare alla consultazione 4/5.000 persone. Una esercitazione che vale meno di zero per la città se non per i suoi interessi personali Alimadhi. Tutto è funzionale solo alla sua ricercata visibilità e interessi del gruppo che la sostiene (magari per relazioni industriali con le imprese Albanesi delocalizzate nel suo Paese d’origine, già la stampa nazionale le ha dato ampia visibilità a discapito dei candidati indigeni e nei confronti della stessa città). La sua retorica non mi convince. E sospetto pure un giro di soldi collegato a WINGA (doc.PDF), la piattaforma di gioco online di Buongiorno. Quasi tutte le pocker room hanno sede all’estero. Per me lei è il cavallo di troia piazzato di un gruppo allargato che ha precisi scopi.  

Si è già avuto una cosa simile a Genova con le Regionali quando fu fatto fuori Cofferati dalle truppe cammellate cinesi e degli stranieri. Poi vinse il centro destra. Dalla cronaca politica del gennaio 2015 sul Huffingthon Post [LINK] si legge: Cinesi in massa a Levante, nella zona di La Spezia. Nordafricani a Ponente, in provincia di Imperia. Sono primarie segnate dalla presenza di stranieri quelle che si stanno svolgendo in Liguria”.
Cosa simile si sta compiendo a Parma. Si usa l’albanese per far fuori nelle primarie (suicidarie) gli altri candidati. Scarpa, Costi, Dall’Olio, Samuele, e togliere i voti degli extracomunitari al PD. E’ un piano studiato a tavolino in cui lei Alimadhi è un mezzo usato da persone senza scrupoli. Classico cavallo di troia volutamente piazzato. Occorrerebbero magistrati e carabinieri ai gazebo!…  
Le primarie sono divenute, infatti, lo strumento per far fuori i concorrenti scomodi e di valore, questo senza nulla togliere ad Alimadhi, a me totalmente sconosciuto. Ma che non mi ispira fiducia da quel che ho raccolto anche in internet. Oramai queste primarie si sono trasformate in suicidarie… o falsarie. Allertate i Carabinieri contro il premeditato sterminio. Si sa che il PD da anni ama perdere. Sembra sia la sua vocazione politica. Spesso suicidandosi con le proprie mani in questo percorso elettorale. Ma la città non può continuare ad essere oggetto di giochi predatori. Basta!

In molti qui a Parma, visto il feeling tra Bonaccini e il Sindaco, a sostenere che Pizzarotti, dopo l’uscita dai 5Stelle, stesse facendo gli accordi con il PD per presentare una sua lista civica con loro. Nulla di più sbagliato. Il Sindaco ha fatto sì dei favori al PD assumendo suoi iscritti (Marco Giorgi e Marco Cassi). L’obiettivo, però, è un altro. Pizzarotti si presenterà, quasi certamente, con una sua lista, sostenuto dalla sua troupe di Buongiorno dove la moglie, Cinzia Piastri, lavora come controller amministrativo e Mauro Del Rio è da sempre suo supporter, ma pure un simpatizzante del PD (tipico dei finanzieri che puntano su più tavoli a caccia sempre di buoni investimenti, soprattutto quando si tratta di poter incidere sulla elezione di un sindaco amico). E poi c’è WINGA [LINK] la piattaforma di gioco online (doc.PDF)…. Che il giro dei soldi del gioco finisca in Albania? Ho più di un sospetto. Tutte le poker room hanno sede all’estero. Si dice che “Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”. Dietro la sua candidatura sospetto un giro oscuro di intrecci economici di varia natura. La presenza di certe figure e organizzazioni al suo fianco me lo confermano. Da un po’ di tempo Cinzia Piastri non è più così presente al fianco del sindaco, cosa che era fin dall’inizio. Non c’era foto che ritraesse lui, che lei non ci fosse. Anche al brindisi di fine anno per il concerto di Fatboy Slim era assente. Sostituita nel brindisi dalla inseparabile Ferraris. 
La presentazione della scelta di ricandidarsi, il Sindaco uscente, la darà dopo Sant’ilario, guarda caso dopo il 10 gennaio termine di presentazione delle firme dei candidati alle Primarie. E questo appunto, non prima di aver costruito e piazzato il cavallo di Troia con la complicità del poliedrico vigile del fuoco Massimo Pinardi sempre disposto al cambio maglia per un suo personale vantaggio (e si sa che sta già trattando): un acrobata politico multicolore senza dimora (PC; PD; Civiltà parmigiana; Guarnieri; ora Alimadhi)… e pare, dopo le cure al centro medico Spallanzani (Proges), dal rinnovato Lorenzo Lasagna ex Assessore di Vignali (quello del WCC – Welfare Community Center- di via Budellungo LINK). Il progetto Alimadhi di falsare le primarie di Parma è studiato a tavolino da Pizzarotti & Friends insieme alla sua agenzia di comunicazione Ndoj.it con sede a Tirana e a Taranto. L’immagine compassionevole del povero immigrato è parte di un preciso piano di marketing politico strappa lacrime. Ma c’è ben altro dietro. Si muovono altri e più sostanziosi interessi, usando tutta la retorica più infima e ipocrita: “ho ricevuto tanto, voglio dare qualcosa”. Balle! State consapevolmente producendo un danno a Parma. Andate in Albania a raccontar falsità. Dopo Grillo, ora  la storytelling politica di neomarpioni albanesi? Siete tutti esseri abietti. Usate Parma solo e unicamente per i vostri interessi personali, non per il bene della città. Vergognatevi! La sua faccia e il suo sguardo Alimadhi, non mi han mai convinto, anzi, mi han prodotto immediatamente un senso di diffidenza, sospetto, preoccupazione e inganno. E la prima impressione non mi ha mai tradito. Non credo alla sua gratuità di servizio politico. Non c’è niente di spontaneo, vero nella sua calata politica: “Non rappresenta i diritti di tutti” come dichiara; lei è un’altra sciagura per la città, martoriata, da troppo tempo, da operatori del male. Troppi interessi non detti di diversa natura e specie si agitano nel gruppo che la sostiene. Dice che “la sua candidatura è stata voluta dai nuovi parmigiani in senso ampio, da persone non italiane ma anche da calabresi, siciliani”… e magari anche da Michele Bolognino! (l’affiliato, punto di riferimento della cosca nel territorio di Parma). Ha difeso qualcuno nel processo AEmilia?
Leggo da suoi flash di programma rilasciati: “La cultura non deve più essere intesa in modo un po’ svilente come mera promozione del territorio… della serie Verdi, prosciutto e formaggio’. La cultura deve avere un significato più ampio; deve essere produzione culturale intesa come sostegno logistico”… Ecco di queste banalità e sciocchezze a “visione lunga di voi nuovi parmigiani”, come dice di avere e di essere, possiamo farne a meno. Già da queste sue dichiarazioni, per me, per dirla alla Flavio Briatore: “lei è fuori!” 
 

Fui insospettito, dell’agguato in corso, già quando il portavoce del Sindaco Pizzarotti Marcello Frigeri, incontrato per caso al “Libraccio”, mi chiese cosa ne pensassi dei candidati in lizza. Risposi apertamente senza giri di parole: “Penso che Paolo Scarpa sia ora la migliore sintesi politica per la città. E’ in primo luogo un ingegnere vero e non un informatico finto come il tuo sindaco”. La risposta: “Prima dovrà vincere le primarie”. e tra me poi dissi vedremo il programma e la squadra.
Oltre a Nicola Dall’Olio (capogruppo PD consiliare – 3004 voti alle primarie del 2012 su 8000 votanti, 4015 Bernazzoli); l’altro candidato PD è Dario Costi, lanciato dal Senatore Pagliari, gode dell’appoggio di Romanini e della Maestri e pare, non contrario anche Luigi Giuseppe Villani. Figlio d’arte (il padre Marco Costi dirigente all’Università di Parma ai tempi di Usberti e in Comune ai tempi di Ubaldi); circa 40 incarichi ricevuti da Vignali e 70.000 euro da Pizzarotti per il suo Parma Urban Center. Una associazione di fatto privata (con sede a casa sua) che gode dell’utilizzo di uno spazio storico pubblico in centro città concesso dal Comune. La Gazzetta di Parma ci ha a più riprese informato (quasi settimanalmente) sul suo esercizio estetizzante del verde sul percorso delle vecchie mura abbattute dal sindaco Mariotti, che pur apprezzandone l’intenzione progettuale non porterebbe a cambiamenti significativi per la città che già non riesce a mantenere puliti e in ordine le attuali aree verdi e i parchi, lasciati nell’incuria totale. Un po’ come con il WOPA (Work Out Pasubio) con l’associazione architetti presieduta da Alessandro Tassi Carboni destinatario di un incarico per circa 30.000 euro. [LINK]. Il social rende!

Alimadhi è la mossa da furbetto di Pizzarotti, con l’aiuto dei suoi sostenitori, per far fuori i suoi veri concorrenti. Ma non passerà. Non sono maturi i tempi e non ci sono le condizioni, nonostante il numeroso gruppo albanese presente in città. Succederà qualcosa prima, l’imboscata a questo punto è palese. L’avvocato albanese dopo aver portato quanti più ne può a votare per le primarie troverà il vuoto alle elezioni. E Pizzarotti non la farà franca. A Parma nessuno più lo vuole se non la sua cerchia di “Effetto Parma”. L’obiettivo unitamente al falsare le primarie è togliere al PD i voti degli extracomunitari che si vorrebbe far convergere sull’avvocato albanese e poi, in caso di ballottaggio, su Pizzarotti. E’ la politica della banalità del male!.. che agisce in superficie come un’hydra bruciando, con i suoi tentacoli ogni vitalità. Questa è la vera tecnocrazia grillesca: un melting-pot di ignoranza, arroganza, incompetenza. In Grillo c’è una povertà culturale che gli italiani non meritano, ma nemmeno quei farabutti al potere che avrebbero voluto con una scellerata, mal scritta, riforma elettorale e costituzionale mettere a rischio i diritti democratici del Paese. Alimadhi era tra questi, favorevole nel referendum al SI.

Individuato un possibile vero pericolo per sé e per i suoi, un vero condottiero supera l’ostacolo con un piano di manovra alternativo. Se sulla strada maestra è stato teso l’agguato, scoperto in tempo lo si evita. Non si va al massacro. Consapevole poi della disaffezione dei cittadini per le primarie sempre in calo vertiginoso e la disaffezione dimostrata dai parmigiani verso questa consultazione. Basta una manciata di voti in più per eliminare tutta la concorrenza. Tutti i candidati (Scarpa, Dall’Olio, Costi, Samuele) corrono questo rischio. Non dovrebbero essere le primarie da vincere ma le elezioni. Le Primarie sono divenute una voluta trappola che, in questo caso, nulla ha a che fare con la scelta democratica. Stando così le cose, con la presenza di Alimadhi, nessuno dei candidati indigeni di fatto potrà vincerle. E non si potrà incolpare i parmigiani di aver disertato i gazebo elettorali.
Se non verrà raggiunto un accordo politico tra i 5 candidati, o con l’albanese, soprattutto, la città ritornerebbe ancora, probabilmente, nelle mani di Pizzarotti. Cosa che nessuno vuole. Ritengo che qualora, a queste consultazioni, non dovesse essere raggiunto un numero significativo degli aventi diritto al voto Amministrativo, dovrebbero essere annullate in quanto verrebbe a cadere il principio di scelta democratica. E Alimadhi potrebbe far saltare una vera consultazione democratica. Per il bene della città, si rimuova il pericolo di falsare la competizione, il cavallo di troia è stato già piazzato nell’arena politica. Lo si deve far uscire, in qualche modo, attraverso una trattativa politica, finché si è in tempo o metterete la città sotto scacco e nelle mani, probabilmente fino al 2022 di Pizzarotti. Dopo la rimozione si parteciperà quindi allo scontro vero tra i candidati con i loro programmi e le loro squadre. Questa dovrebbe essere la logica.  
 
Se questo non accadrà, Scarpa (l’unico indipendente civico, mentre Dall’Olio e Costi sono espressione del partito) dopo aver presentato le firme di partecipazione dovrebbe defilarsi e correre all’elezione amministrativa con la sua lista appoggiato dai civici che ne hanno sottoscritto la candidatura, come “libero pensiero critico”, evitando una pratica divenuta una castrazione volontaria. Oppure, radunarsi con tutti i partecipanti candidati e trovare obbligatoriamente l’accordo politico. E se un accordo politico non fosse possibile ognuno corra come candidato Sindaco alle elezioni dirette senza passare dalle Primarie. E la frammentazione li farà perdere tutti, ma se non si capisce l’importanza di una sintesi politica tra loro… questo è il destino. Già queste primarie sono state prorogate fuori tempo massimo e poi si sa come avverranno, visti i tempi ristretti, senza alcun vero confronto aperto in cui i cittadini possano farsi una loro opinione. Con regole che avvantaggiano l’utile marpione di turno e la sua inaffidabile squadra di supporter. Mi chiedo, ma che senso hanno? L’esperienza dovrebbe servire a qualcosa? In molti ne hanno fatto già le spese negli anni precedenti… anche il senatore Giorgio Pagliari… che forte dei trascorsi avuti, anche lui dovrebbe adoperarsi per far trovare tra i candidati una soluzione. Lui insieme ai Segretari cittadino (L. Lavagetto) e provinciale (G. Serpagli).  Che senso ha continuare con questo gioco al massacro portatore solo di privazione per la città di valide soluzioni… bruciare risorse umane, per lo scontro tra due fazioni diverse all’interno dello stesso partito… Quando si sa che le operatività vere poi non sono dette, il banco è gestito per altri canali, “Tutto avviene altrove” descriveva Lamberto Pignotti nella sua opera “Les demoiselles d’Avignon”.

La macchina comunale è inceppata non funziona è allo sbando, così come la città (la vicenda Segalini/ Pizzarotti nei confronti di tre dirigenti colleghi Barani, Signifredi, Raffa, con perdita del ricorso al TAR della Segalini e di Pizzarotti ne sono la palese testimonianza –LINK). L’elezione di Pizzarotti per mezzo del Grillo rampante senza classe dirigente che sta affidando a incompetenti le città là dove riesce a vincere per protesta o risentimento, facendo leva anche sul dolore della gente, da lui usati nel suo copione comico per aizzare le folle e li fotte tutti fino ad ora. Ma non ha le qualità per governare. E’ solo affamato di potere imposto forse dai suoi padroni della finanza internazionale che lo usano per i loro piani sull’Italia come un cameriere comico che serve piatti avvelenati alla gente. Non bastano operazioni di avanspettacolo, né demagogiche. Le denunce e le proposte devono essere governate. L’Italia diviene ridicola con lui tra i massimi leader politici. Per il sistema mondiale Grillo è un cane pechinese, se lo portano al guinzaglio dove vogliono e a comando abbaia o scodinzola.

Votare per un comico o di lui facente funzione è come votare per un mafioso. Più incompetenti sono, meglio è, visto che è più facile manovrarli se non sono dotati di quegli elementi che costitiuscono le fondamenta dell’autonomia critica di pensiero. E Grillo lo sa che è arrivato in alto grazie ad altri appoggi non certo solo per i suoi spettacoli.
Perché una volta giunto in Parlamento il Signoraggio monetario è divenuto tabù? [LINK]. In molti sono al corrente dei suoi collegamenti insieme a Casaleggio con i maggiori gruppi finanziari internazionali (JP Morgan e il potentissimo speculatore George Soros in primis, che più volte torna nella storia del Movimento di Grillo. D’altra parte tra assassini conclamati si comprendono -Grillo è stato condannato in via definitiva per omicidio plurimo colposo. Persero la vita: i coniugi Renzo Giberti e Rossana Guastapelle, rispettivamente di 45 e 33 anni, e il loro figlio Francesco di 9 anni. Nel pomeriggio del 7 dicembre 1981 Beppe Grillo perse infatti il controllo di un fuoristrada Chevrolet K5 Blazer mentre percorreva la strada militare che da Limone Piemonte porta sopra il Colle di Tenda, consapevole del pericolo in quanto i cartelli dichiaravano strada chiusa). 

Nel 2004 la Casaleggio annuncia la partnership con Enamics, una società statunitense fondata nel 1999, leader del Business Technology Management (BTM). 
La Enamics ha come “clienti” potentissime corporation del calibro di: Pepsico, JP Morgan, Northrop Grumman, US Department of Tresury (Dipartimento del Tesoro USA), BNP ParibasAmerican Financial Group,[13] ecc. 
Tra queste, quella che più c’interessa è la banca d’affari JP Morgan, perché rientra nell’impero dei Rockefeller, una delle famiglie che controllano il mondo! LINK) Grillo inciucia pure con Jim O’ Neill, della banca d’affari Goldman Sachs. Insomma Grillo sarebbe al servizio degli stessi poteri forti che Gianroberto Casaleggio vedeva al centro di una cospirazione mondiale. Dietro il Movimento 5 Stelle ci sarebbero la Cia, Goldman Sachs e soprattutto lo sciacallo delle finanza George Soros. M5S è una organizzazione politica destabilizzatrice funzionale alla speculazione finanziaria.

Spero che “il fatto quotidiano” riesca a pubblicare qualcosa anche contro gli ex grillini e Grillo che ha messo un incapace e incompetente a sindaco di Parma. Se lo prenda lei Travaglio al Fatto quotidiano.
Anche Concita De Gregorio ha mandato in onda uno spot pro Pizzarotti, pagato dagli italiani, fatto passare da informazione su Rai3. [LINK]

E ora il Fatto quotidiano così titola un articolo di Silvia Bia, loro corrispondente locale: “Parma, alle primarie del centrosinistra, il favorito è un avvocato albanese: ho ricevuto tanto, voglio dare qualcosa”. LINK, nel cui testo si descrive il profilo del candidato (riprendendolo anche dal Sitoweb), ma si dice poco o nulla in merito al “favorito alle primarie”. Ma il titolo, si sa, lo fa la direzione). Lieti, sembra, di esserlo, si sono fatti usare per infilare il cavallo di Troia, alias  Gentian Alimadhi, nelle primarie del centro sinistra, un fumogeno, non improvvisato, perché non c’è niente di autentico, né di spontaneo, come si vorrebbe far credere, propagandato, attraverso una specifica agenzia di comunicazione la Ndoj, anche dalla stampa nazionale. Perché non avete comunicato che Scarpa, tra i candidati, ha già raggiunto per primo le 500 firme? Non fa notizia? Preferite disinformare? Tutti questi cantori di sciagure per Parma da Grillo alla De Gregorio sono stati beneficiati da disastri economici: Casaleggio lasciò la sua società Webegg spa con un buco nel 2002 di ben 16 milioni di euro; Concita De Gregorio insieme ad altri giornalisti fu condannata a risarcire 400.000 euro per il buco economico di 32 milioni di euro, debito lasciato dall’editore NIE spa de l’Unità da lei diretta. [LINK]. 

E’ dal 1998 che le diaspore lacerano la politica di Parma
:

a) Ubaldi voleva fare il vicesindaco, ma Stefano Lavagetto glielo negò e corse da solo spalleggiato indirettamente dallo scontro nel PD tra il partito e Tommasini; vinse Ubaldi con la Tanzicity e Lavagetto fu sconfitto; gli anni di Ubaldi sono stati infatti gli anni di Tanzi, crack compreso;
b) Lo scontro Guarnieri/ Ubaldi portò alla scelta di Pietro Vignali con Villani suo centurione e con Maria Teresa Guarnieri (forse la migliore della vecchia guardia), costretta all’opposizione per due legislature;
c) Lo scontro Pagliari/Bernazzoli portò Pizzarotti Sindaco; e così la città nella “perduta politica” è allo sbando da anni. Marco Revelli: “La politica riproduce ormai senza controllo il male da cui dovrebbe proteggerci”.

Mi chiedo se per gli attuali contendenti del centrosinistra alle inutili primarie, non fosse preferibile, anziché lo scontro all’eliminazione reciproca, trovare un accordo politico, in particolare con Alimadhi, e presentarsi alla città per le elezioni con un candidato forte e un programma concreto, discusso e divulgato, basato su principi democratici, partendo dagli ultimi, dal lavoro, dalla prima casa, con progetti di ripristino e valorizzazione delle aree e quartieri abbandonati all’incuria e un adeguato presidio ai beni storici; l’attuale area monumentale come la Pilotta è lasciata al degrado per incuria e usata come cimitero degli eventi. Una vergogna! Un insulto alla città.
Della trasparenza amministrativa illustrando i dati economici reali del Comune e delle sue partecipate da sempre un gioco delle tre carte; un progetto globale di produzione culturale oggi ridotta a forme decorative senza spessore, costosa e quasi inutile. Un nuovo adeguato, articolato progetto per il teatro Regio. Terminare il teatro delle culture popolari, lasciato colpevolmente marcire, con annesso parco Pellegrini [LINK].
Una idea del percorso politico per la salute pubblica con piani preventivi e informativi invece di affogare le persone nell’alcol e nel venefico street food. Presentare gli assets su cui puntare e quelli da dismettere motivandone la scelta e i successivi impieghi. Un progetto di formazione continua per tutta la popolazione: non si possono digitalizzare i servizi senza formare le competenze degli utenti. Di tutto questo ad oggi non si ha traccia. Perché in tutta questa privazione culturale e politica si dovrebbe andare a votare alle primarie? Le persone devono accompagnarsi ai contenuti, alla squadra di governo e alla progettualità con profili di qualità. Ma di tutto questo vi è per ora poco e nulla.
 
L’avvocato albanese con i suoi supporter la smetta di farsi usare da cavallo di troia per soli interessi personali. Se crede nella democrazia non alimenti la falsificazione delle consultazioni per decidere il candidato. Alimadhi, perché non si propone nel suo Paese? Non si preoccupi di restituirci politicamente quel che ha ricevuto dall’Italia e da Parma. Così facendo non lo fa. Siamo generosi, lo usi in Albania quanto ha da noi avuto. Già siamo, purtroppo, tra i primi esportatori di giovani cervelli indigeni che abbiamo preparato, fin dalla loro nascita, per gli altri! [LINK]
Pur con tutte le sue buone intenzioni, a cui non credo, lei sta producendo un danno alla città che l’ha ospitata, falsando le primarie. E di questo, di lei ci ricorderemo. Getti la maschera e si ritiri negoziando pure il suo contributo, ma lasci che Parma si ricostruisca dalle sue macerie con persone che la conoscono nella sua profonda storia. E’ ancora giovane, avrà ancora tempo per scalpitare nella politica locale. E la politica richiede tempo. Dimostri veramente con questo gesto, di voler dare qualcosa alla città che l’ha ospitata. Non dimenticheremo. Ora produrrebbe solo danni. E lei questo lo sa perfettamente! Sappia guardare al vero interesse della città e sappia fare la scelta giusta per tutta la nostra comunità. Abbiamo già dato troppo. Abbiamo bisogno di normalità e competenze, di persone radicate nel tessuto culturale e sociale…non di improvvisazione. Lasci questa volta che siano gli indigeni a smazzarsi tra loro la scelta popolare del candidato senza che questa consultazione sia falsata e inficiata con la sua presenza da operazioni subdole condotte da miserabili operatori antidemocratici del danno pubblico.      
 
Ritornando ai nostri candidati, possiamo conoscere le priorità di ogni candidato? Vogliamo rendere la macchina comunale trasparente valorizzando tutte le figure che vi operano? Responsabilizzando nei confronti dei cittadini la dirigenza, cosa che ad oggi non è, con una descrizione operativa degli incarichi e dei servizi? Il Comune è organizzato per la società digitale? Dov’è la sua mutazione nelle funzioni e nella sua operatività? Ritenete che l’attuale portale sia sufficiente e adeguato? Io credo di no!

Tutto il comando/controllo deve essere ridisegnato e riorganizzato realizzando una piattaforma digitale dinamica in alta definizione condivisa, mappando la città e tutto il territorio. Questa dovrebbe essere la nuova impresa culturale del Comune. E’ questo che si voleva sviluppare con Digitalcity nel 1999 [LINK], incontro a Parma con i più importanti studiosi e scienziati internazionali del digitale (tra cui Kevin Worwick e Derrick De Kerckhove). Ma l’ignoranza dei nostri Amministratori ha impedito il futuro digitale della città delle conoscenze e della solidarietà optando, invece, per la “città cantiere”… un fallimento culturale ed economico… con regressione sociale.
 
Le organizzazioni complesse tendono a divenire caos se non sono ridisegnate e gestite con rigore e competenza. Una pubblica amministrazione rimasta al dopoguerra, solo informatizzata per la burotica. Così com’è, non è più sostenibile. Così come i computer, i software e Internet non bastano, il ridisegno non poteva farlo un perito Ipsia (da me soprannominato Ipsiota). Questo ha fatto Grillo a Parma: una volta riuscito a far eleggere il suo improvvisato candidato, di Parma non gliene è più fregato niente. La sua avidità di potere senza classe dirigente credibile è stato un fallimento, come era prevedibile. E anche Parma è toccata questa disgrazia Grillo. Due disonesti: lui e il suo candidato eletto per interposta persona che non hanno mantenuto le promesse elettorali. Da anni i parmigiani stanno vivendo una seconda resistenza al male che proviene dalle istituzioni gestite con l’inganno da manipolatori politici al servizio di altri non dei cittadini, ridotti a una folla di perseguitati dall’ingiustizia delle Istituzioni.
L’assenza di Grillo alle prossime elezioni Amministrative di Parma è la dimostrazione del fallimento non solo di Pizzarotti, ma di tutto il suo Movimento. Proprio nel Comune Italiano che per primo, sciaguratamente, affidò lo scranno da Sindaco ai 5 stelle. “I grillini con il loro partito -monstre, scrive Roberto Dal Bosco nel suo libro “Incubo a cinque stelle”, sono solo uno dei tanti cancri che infettano un organismo senza più difese. Totalmente incapace di reagire”. 
Ogni epoca ha i suoi tromboni, così come i suoi bugiardi, i suoi furfanti, e ovviamente i suoi imbecilli. Maurizio Ferraris: “L’umano è essenzialmente (e non accidentalmente) un imbecille, un animale inerme, privo di bastone, e dunque bisognoso di quelle armi che sono la tecnica, la cultura, l’arte e la scienza, insomma di quello che tanto confusamente si chiama “mondo dello spirito”. Armi a doppio taglio, che da una parte suppliscono alle sue deficienze, e dall’altra lo rivelano per quello che è”.
Non abbiamo bisogno di leader massimi, né di improvvisati alle prime armi, ma di squadre con competenti e contenuti a cui affidare l’Amministrazione e il futuro della città, oggi allo sbando. Queste primarie così concepite e organizzate, sono una iattura da evitare per il bene comune di tutta la città. L’onestà, Alimadhi, sta anche nel saper fare un passo indietro, quando si è consapevoli del possibile danno collettivo generato dalla propria azione. (Parma, 06/01/2017 – aggiornato il 07- 08/01/2017- 09/01/2017)

Luigi Boschi
 
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Guardate questo illuminante breve video a conclusione del mio articolo

NB: INFORMAZIONE UTILE PER GLI STRANIERI AL VOTO NELLE PRIMARIE DEL 5 Marzo 2017
Non votano i sedicenni. Per gli stranieri residenti a Parma, anche senza cittadinanza italiana, vi sarà la possibilità di preregistrarsi in via Treves n 2 nella sede del PD dal 15 gennaio fino al 17 febbraio (uffici aperti dalle 09 alle 13; dalle 15 alle 18). Portare con sé carta di identità o documento di riconoscimento valido. Quindici i seggi (uno per quartiere) in cui si potrà votare il 5 marzo 2017. Urne aperte solo la domenica 5/03/2017 dalle otto-alle venti. Per il voto dovrà essere dato direttamente al seggio un contributo di 2 euro.

4 pensieri riguardo “Suicidarie di Parma 2017: Alimadhi il cavallo di troia a sua insaputa di Pizzarotti?

  1. Ciao e buon anno! Ho imparato molte cose, leggendo questo tuo appassionato – documentato – ragionato articolo: condivido soprattutto le conclusioni (ma anche altri passaggi: vedi gli scontri intestini titpici di questa città … incapace di sintesi e di guardare al futuro). Grazie: ti invito a proseguire!
    Luciano 

  2. Caro Luigi, 

    articolo molto bello, ma io le primarie del 19 febbraio le voglio vincere e non devono essere un suicidio, ma bensì il passaggio fondamentale che vi serve per cambiare in meglio questa città! 

    Non lo dico per arroganza, lo sai benissimo, e tanto meno per fame di potere, che proprio è una forma di appetito che non mi appartiene, ma perché è ora che Parma si smuova dal suo torpore e punti a una classe politica all’altezza della città e al suo servizio. Parma, diciamolo senza ipocrisie, è una città che sta scivolando progressivamente in basso, che ha perso pezzi significativi di credibilità e di rilevanza, anche rispetto ad altre città. Da anni non esprime politici di grande rango sullo scenario nazionale (ultimo ministro parmigiano, a parte Lunardi, fu Fabio Fabbri negli anni novanta), Parma rischia di essere tagliata fuori da tutto, la Nostra Università ancora arretra nelle classifiche, il nostro Ospedale fa fatica rispetto a quelli vicini, la Tep tra poco scomparirà, l’aeroporto sta agonizzando, dopo che abbiamo perso la scommessa della Tav negli anni novanta, in una città in cui la presenza di Efsa è ancora quella di un corpo estraneo non integrato ai tessuto produttivo e della ricerca, il Teatro e la cultura sopravvivono, ma non sfondano oltre i confini del Ducato, ecc.ecc. 

    Ora siamo a un bivio, e non lo dico perché mi ci sono di messo io in gioco, ma il bivio è reale. Parma vuole continuare a scivolare in basso o ha un moto di orgoglio e tenta di rialzare la testa? 

    Il 19 febbraio sapremo dove vuole andare Parma.

    Non spargiamo quindi panico sulle primarie. Gentian Alimadhi che si candida è un fatto molto positivo, segno di una comunità importante che vuole contare e Parma deve scendere dal pero della propria parmigianità autoreferenziale, comprendendo che le sfide della contemporaneità si chiamano inclusione, multiculturalismo, e non chiusura in stereotipi vecchi come il cucco. E’ ovvio che, se a votare alle primarie andranno solo le comunità albanesi e questi voteranno in massa Gentian Alimadhi, non potremo che dire “viva Gentian”, e non avremo diritto di lamentarci, perché sarà il risultato che  la città ha voluto, standosene pigramente e aristocraticamente a casa il 19 febbraio invece di venire a votare! Ripeto: Alimadhi che si candida trovo che sia una cosa bellissima, non lo temo come avversario, ma lo rispetto, come rispetto tutti. Ma lui stesso, ne sono convinto, avendo avuto la fortuna di conoscerlo, sarebbe deluso se le primarie si rivelassero un flop. Di contro, devono essere le vere amministrative. Se saranno un fallimento, allora sarà purtroppo vero, ci ritroveremo Federico Pizzarotti Sindaco sino al 2022. 

    Ma non deve essere così! Io ci credo, vorrei che ci credessimo tutti. 

    Paolo Scarpa 

    riprendo la comunicazione di Scarpa che mi ha inviato per mail il 06/01/2017 e ha poi in gran parte pubblicato sulla sua pagina di facebook quindi l’ha resa pubblica lui stesso. LB 

    1. Caro Paolo, se non trovate l’accordo con Alimadhi, voi le primarie le perdete! I numeri sono numeri non opinioni.
      E metterete la città ancora nelle mani di Pizzarotti. E la responsabilità sarà solo vostra non dei parmigiani che alle primarie non vanno o a cui in pochi andranno. LB

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