ETNICA

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Una Web Banca del sapere sulle culture dei popoli: raccolta, elaborazione, memoria e interazione dell’informazione

Creare una banca del sapere sui Popoli in Internet, costruire un modello operativo culturale scientifico di dati basato sulle molteplicità informative: l’Universale in grado di comprendere le singolarità. Un sistema conoscitivo documentato sulle culture dei popoli e distribuito attraverso tecnologie interattive.
Un modo per iniziare e incentivare la cooperazione tra i popoli, attraverso una diplomazia delle intelligenze e del sapere distribuito e partecipato, per una cooperazione pacifica; una nuova modalità di intervento in rete nel processo informativo mediatico.

Un progetto che prevede il coinvolgimento di:
-Università con i loro centri studi;
-Fonti informative internazionali -Televisioni, Radio, Agenzie Giornalistiche, Giornali, Agenzie Fotografiche, Istituti di ricerca- disposte a interfacciare i loro data base tematici specifici;
-Ricercatori, studiosi, scrittori per interpretazioni, opinioni, analisi;
-Volontari in missione, testimoni di fatti.

Diviene un modo per costruire la storia online. Se è vero che con Internet è stato bruciato il rapporto spazio/tempo anche la storia diviene nel presente, e si mette in rete un sapere per l’intelligenza connettiva.

Una proposta indirizzata alle Università, alle istituzioni culturali, alle organizzazioni internazionali, e in particolare all’ONU nell’ambito della sua attività culturale, nel dialogo internazionale con le moltitudini e di partecipazione nelle trattative diplomatiche.

Un indice principale di navigazione, organizzato con sottolivelli per una cartografia ragionata e la facilitazione di ricerca, che prevede:
-articoli
-interviste
-testimonianze
-audio e video
-interventi
-forum
-gruppi di discussione
-storia
-dati
-videoconferenze
-iniziative
-ricerche per argomenti, parole chiave, personaggi ecc. 

Questo progetto di banca del sapere online si inserisce per la connessione tra organizzazioni divenute autoreferenziali e che proprio attraverso una rete di collegamento cognitiva riallacciano i rapporti sistemici e con le singolarità.

Un flusso di sapere che circola tra organismi sovrassistiti necessari e utili per la governanza della complessità sociale.

Questa proposta è indirizzata al processo di conoscenza tra i popoli e non per la superficiale presa di posizione.

Le guerre e le atrocità di fine millennio nei Balcani hanno colto le coscienze collettive impreparate ad affrontare i drammi umani col dialogo basato sulla conoscenza.

Più connessioni potrebbero significare più comunità virtuali, meno guerre e più conoscenza connettiva.

La guerra, l’atrocità sulla persona, diviene strumento di divulgazione. Senza l’urlo di dolore non si comunica lo scontro sociale in atto! Sembra di essere ritornati al circus romano: uomini contro altri uomini, intorno una folla faziosa che divertita, parteggiava e faceva scommesse.

Gli anni di cosiddetta civiltà cosa ripropongono?
La coscienza collettiva è disinformata, inconsapevole dei fatti che hanno portato alla tragedia umana.

La storia, le posizioni, i perché dove sono?
La coscienza collettiva è "sovrainfoalimentata" tanto da raggiungere forme di diabete cognitivo incapace di metabolizzare autonomamente, anzi si forma una patologia con riproduzione di saperi velenosi che incidono su menti inconsapevoli dei fatti. 

"Infoguerra" si chiama con produzione di panico; dov’è il desiderio conoscitivo? Improvvisamente ci troviamo di fronte a un conflitto incapaci di reagire su una base cognitiva; masse abbandonate a organizzazioni che non trasmettono sapere ma faziosità attraverso i bombardamenti mentali dei loro media.

Bisogna ritornare ai fondamentali, conoscere l’identità e le radici culturali per partecipare alla valorizzazione dei popoli e delle singolarità: il nuovo Universale non è totalizzante, ma in continuo divenire per la compresenza, l’interconnessione, il perpetuo rinnovamento dei messaggi.

Luigi Boschi

 

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