IMMAGINARE IL FUTURO

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Presentato il preliminare di progetto di idee richiesto dal Comune di Felino e dai produttori locali per la valorizzazione del territorio e della produzione tipica. 
Proposto l’unione dei Comuni di Sala e Felino, con la rivisitazione del progetto urbanistico realizzata da De Carlo, mentre tra le iniziative  ipotizzata la realizzazione di una scuola del cinema digitale europeo al Ferlaro o nel Castello di Felino.

La valorizzazione del territorio passa attraverso alcuni momenti fondamentali:
– la qualificazione dei propri saperi,
– l’apertura verso nuovi incontri di sapere,
– la disponibilita’ ad accogliere e promuovere l’innovazione,
– coniugare e far convivere le esigenze dell’abitare e della relazione con la crescita economica, consolidando la mente locale.
In questo programma che ritengo a carattere poliennale ho cercato di individuare alcuni momenti che si inseriscono in questo pensiero di lavoro. La valorizzazione del prodotto salame di Felino potra’ trovare una piu’ ampia qualificazione e divulgazione conoscitiva se riuscira’ ad inserirsi in un dialogo di saperi che non siano solo quelli alimentari tipici, pero’ scontati del proprio luogo, ma che siano in grado di coesistere e di suonare il "jazz" con saperi di altri costumi e di altre civilta’.

Ho ritenuto quindi opportuno lavorare su due piani diversi: uno sulla valorizzazione del territorio, l’altro sulla valorizzazione del prodotto, che pur integrandosi tra di loro concettualmente, devono essere vissuti come momenti di vita indipendenti. La valorizzazione del prodotto non passa attraverso forme di consorzio che fino ad oggi non hanno mai risposto alle esigenze di valorizzazione delle singole marche, ma piuttosto alla standardizzazione e identificazione di un marchio che non viene percepito nelle sue variabili di cultura alimentare ma come un unicuum, favorendo di conseguenza produzioni di massa indifferenziate. Tutti sappiamo il danno che questo atteggiamento di pensiero causa alla economia dei nostri prodotti. Un concetto, quello dei consorzi, monoteistico che non convince l’attuale nuova dimensione politeista e multirazziale con cui tutti dovremo relazionare se non fisicamente senza dubbio virtualmente nel mercato globale. Ogni azienda deve essere posta in una capacita’ politeista; per questo ritengo che la risposta alle esigenze del territorio di Felino di valorizzazione dei suoi contenuti alimentari non puo’ che passare attraverso la rivisitazione, il ridisegno del territorio nelle sue logiche geografiche, urbanistiche, relazionali; nella sua capacita’ di saper accogliere culture diverse e che, nel contempo, abbiano modo di assaporare la qualita’ di vita locale espressa anche nel prodotto felino che e’ la conseguenza e la testimonianza storica di un sapere del luogo. I territori oggi devono proporsi grandi progetti di apertura: il centralismo e i sistemi di potere geocentrici hanno causato i disastri urbanistici e del vivere sociale a tutti noi ben noti. L’intervento nella cementificazione oggi non e’ più diretto a favorire i braccianti locali ma a diminuire le capacita’ di inserimento di nuove generazioni che potrebbero proporsi più nella cooperazione dei saperi internazionali che non nella proliferazione di fabbriche nel deserto. Vorrei in questa sede lanciare un’iniziativa che coinvolge anche la classe politica e che potrebbe dare origine ad un territorio con grandi valori naturali ed urbanistici: un progettto che unifichi i due comuni di Sala e Felino.
Vorrei qui individuare i motivi che mi spingono a proporre questa soluzione del nuovo Comune nel territorio parmense: due comuni quello di Felino e Sala uno che ha sviluppato maggiormente caratteristiche industriali e artigianali, l’altro piu’ residenziali e ambientali; un patrimonio industriale con grandi capacita’ di espressione e spesso complementare; un comune quello di Sala e Felino attraversato dal Baganza sui cui argini si sono sviluppate le economie industriali dei due luoghi e una periferia con caratteristiche residenziali e di grande interesse ambientale. Per dialogare in un mondo a economia globale necessariamente i comuni dovranno dotarsi di strutture e sistemi che possano incontrare l’innovazione senza dover passare necessariamente da un centrismo despota avaro di risorse per la periferia e il cui ultimo obiettivo e’ perpetuare il proprio potere che significa solo creare soccombenti: il modello loro e’ paragonabile a quello della matriosca, la bambola russa, o delle scatole cinesi. Ecco io credo che oggi i territori debbano favorire la crescita di saperi locali, lo sviluppo delle invenzioni, la capacita’ di restare in un dialogo multimediale col mondo. L’economia di Parma negli anni d’oro spendeva circa 800 miliardi l’anno in comunicazione ed a Parma non abbiamo niente se non dei ricordi di spot che ci riportano alla gioia della spesa sostenuta. Non abbiamo mai favorito la crescita di nuovi saperi, di creativita’ locale che possa reggere un dialogo internazionale e men che meno di strutture in cui coltivare queste qualita’: se non c’e’ il contesto, la piu’ grande potenziale intelligenza del mondo non produce niente. Oggi col digitale questo diviene imperativo. I territori che avranno sviluppato una loro economia immateriale e digitale potrannno dialogare in modo indipendente col resto del mondo, altrimenti sono destinati a sparire o a essere delle nullita’. E cosi’ spariranno anche i loro prodotti. Il nuovo linguaggio e’ il digitale e chi non lo possiede sparisce. Ma per fare questo occorre una massa critica adeguata che non ritengo possa essere costituita dall’attuale territorio di Felino. Il progetto dell’unione dei due comuni interpretato da un grande urbanista come Giancarlo De Carlo porterebbe ad una diversa visione del luogo e creerebbe i presupposti di un nuovo pensiero locale per la valorizzazione del paesaggio. Il nuovo Comune avrebbe l’adeguata massa critica per effettuare investimenti di razionalizzazione dei servizi interni e poter avere i "nodi" e le infrastrutture indispensabili per comunicare col mondo. Il salame di Felino, oltre a "godere" e avvantaggiarsi di questa nuova dimensione territoriale, cosi’ come le altre industrie e attivita’ del luogo, diverrebbe il prodotto storico e economico attraverso cui si effettuano dei cambiamenti. Un progetto da realizzarsi nell’arco dei prossimi 5 anni che porterebbe ad una nuovo modo di abitare il luogo, troppo spesso relegato a dormitorio. E’ su tale progetto di rivisitazione dell’ambiente che potrebbero inserirsi le diverse iniziative (territoriali, culturali, artistiche, folcloristiche popolari) nella loro capacita’ di valorizzazione dell’idea e delle attivita’ che in quei luoghi vengono svolte; iniziative che avrebbero non solo la forza carismatica del momento ma che verrebbero vissute nella loro forza di rinascita del luogo e dei loro abitanti. (Parma, 18 luglio 1996)

Luigi Boschi

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