LADRI DI BICICLETTE

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Dopo l’invio della mia lettera in cui lamentavo il quotidiano, eccessivo perseverare di furti di biciclette nella nostra città, ho letto con interesse i provvedimenti che l’Amministrazione Comunale intende adottare. Le iniziative pur scoraggianti e forse utili, soprattutto in funzione di una miglior gestione della logistica urbana, non intervengono a monte del problema. Ritenete infatti che pur con i parcheggi a pagamento o custoditi le auto possano viaggiare senza libretto? E perché non si dovrebbe agire nello stesso modo per le due ruote? In alcuni paesi nordici già viene applicato uno strumento simile a ciò che avevo suggerito: punzonare il mezzo e carta di possesso con foto del proprietario.

Un software gestionale potrebbe organizzare tutto collegato con le officine e i rivenditori autorizzati. Una soluzione, per altro, già in uso per la revisione auto, che all’inizio potrebbe creare qualche ingolfamento, ma che poi rientrerebbe in una normale routine di vendita o di cambio possesso. Vorrei poi aggiungere una ulteriore soluzione: un incentivo, facoltativo, per chi fosse interessato a installare un chip nascosto nel mezzo collegato con un sistema di rilevazione centralizzato. Non vi è già una stazione operativa per la gestione delle telecamere in città? Si tratterebbe di integrarvi un’altra funzione-servizio. Sapremmo così subito con una semplice chiamata dove è finita la nostra bici, e questo scoraggerebbe sì molti degli attuali ladri di bicicletta.
Entrambi i servizi, uno obbligatorio, l’altro facoltativo, a costi contenuti, sostenuti credo, senza difficoltà, dagli stessi ciclisti. (Parma, 01/12/2006)

Luigi Boschi

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