NASCE PARMADEMOCRATICA

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Città delle conoscenze e della solidarietà.

Nasce PARMADEMOCRATICA. Un soggetto politico in divenire che si interroga sull’operato dell’attuale classe dirigente e si propone, per ora in rete, come luogo di discussione aperto, oltre la destra e la sinistra, capace di raccogliere idee e proposte da “mettere in comune” per un progetto amministrativo cittadino e dialogare possibilmente, con le attuali forze politiche e sociali. Prima di un confronto aperto sulla visione della città presente e futura, per ora ci limitiamo a fare considerazioni e domande la cui risposta è insita, ma che meritano una presa di coscienza collettiva così come attenzione e adeguate proposte dai cittadini, dalla classe dirigente e politica.

Parma è destinata a mutare pelle, per una molteplice serie di motivi, più di altre città. Si dice che saranno fatti ingenti investimenti pubblici. Ecco noi vorremmo che fossero indirizzati a realizzare “la città che vorremmo e non la città che vogliono”. Se uno sviluppo demografico e urbanistico ci è come imposto, noi vorremmo dire la nostra sugli indirizzi strategici e sulla qualità delle proposte. Vorremmo che vi fosse maggiore attenzione sul sistema cittadino che genera la qualità della vita e delle relazioni, e che la speculazione finanziaria invece non imponesse lei la rotta. Quando gli strumenti divengono obiettivi la persona è annullata. Questo, ha prodotto l’attuale politica: l’annullamento dell’individuo nella sua dimensione qualitativa, ridotto a strumento di servizio per il sistema. Si è banalizzata l’esistenza. L’aumento della violenza, delle droghe, dell’alcool, degli psicofarmaci, della depressione ne sono una tangibile prova. Lo spettacolo è lo strumento di distrazione usato per l’evasione attraverso cui si tenta di emarginare il pensiero. E’ sostenibile continuare su questa rotta? No!! Si tratta di uscire da questo tunnel, non di aumentarne la dimensione. Invece sembra che questa classe dirigente si ingegni quotidianamente per sottrarre risorse e annullare la persona impegnata come è nell’opera del tunnel della disperazione umana. Quale sbocco prospetta se non una conflittualità sempre più aspra, pericolosa, globale? Il benessere della società non può essere dissociato dal benessere sociale. Una società frammentata, omogeneizzata, priva di vera solidarietà, in caduta etica e in declino economico è una bomba biologica pronta ad esplodere…e non c’è sistema di sicurezza in grado di disinnescarlo. Generare luoghi vivibili è il primo passo per generare speranza nel futuro. Alcune domande. -Dove sono i generatori economici di ricchezza promessi? Perché non sono arrivati o non si sono avviati? Quali nuovi indirizzi strategici imprenditoriali sono stati sviluppati nel nostro territorio? -Se il problema ambientale è così evidente, perché i laureati di Scienze ambientali sono disoccupati? E se sono occupati non sono impiegati per le loro competenze? Perché le facoltà di Scienze ambientali e le relative associazioni non sono adeguatamente mobilitate sulla progettualità territoriale? Perché la qualità dell’ambiente diminuisce e gli investimenti sono rivolti a sostenere appalti piuttosto che a raggiungere obiettivi di qualità? Quale piano di Educazione ambientale è stato adottato e attivato per rendere persone responsabili verso l’ambiente, le sue risorse, la città, se stessi. -Se il digitale è l’indirizzo strategico dell’attuale società della tecnica, qual è il progetto di Parma? Perché non si è investito e sostenuta quest’area? Perché gli enti pubblici non hanno applicato proprio attraverso il digitale una radicale svolta per rispondere alle esigenze della società complessa a cui non sono più in grado di rispondere le attuali organizzazioni? Perché il telelavoro non viene promosso e incentivato? -Se l’obesità è una pandemia che colpisce la nostra società e la nostra città, qual è la risposta della nostra economia, certamente non allineata con le indicazioni del OMS (organizzazione mondiale della sanità)? Come è sostenibile un’economia basata sugli allevamenti intensivi? Non bastano i disastri fin qui prodotti? Perché non si è sviluppata una ricerca alimentare, nuovi prodotti in linea con le esigenze nutrizionale e i nuovi stili di vita? -Ai giovani quali prospettive si presentano? Come possono costruire il loro progetto di vita nelle antiquate e obsolete strutture? Sono adeguati i modelli di sviluppo della nostra Università, la qualità e la modalità di accesso alle biblioteche? Quali sono le palestre in cui esercitare le individuali potenzialità espressive? -Esiste a Parma una filiera economica in grado di valorizzare l’economia delle conoscenze, le potenzialità artistiche, letterarie? -L’accreditamento presso cooperative di servizio si pensa sia sufficiente ad affrontare le esigenze della terza età, della disabilità, della malattia? Il sistema sanitario risponde alle esigenze di un qualitativo servizio? Esiste una volontà solidale di attenzione alla vita, a tutte le forme di vita? -Perché si continua lo sviluppo di una urbanistica invivibile e una architettura di bassa qualità? Perché si continua a sviluppare una inefficiente e inefficace mobilità collettiva? A voi continuare le domande da porre, le considerazioni da dibattere, le proposte da sviluppare. Scrivete a luigiboschi@gmail.com (non più a parmademocratica@libero.it), formiamo una comunità di “volonterosi” disinteressati che hanno a cuore il bene comune. (Parma, 11 10 2006) Luigi Boschi

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