PARCO DELLO SPORT, PARCO DELLE ACQUE, LAND ART

Idee
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Sullo sport a Parma credo si sia praticato una buona cultura, penalizzata, forse, da una carenza di impianti sportivi, inadeguati per il ruolo di primo piano avuto in numerose discipline sportive. Non è poi più pensabile continuare ad avere uno stadio in centro città. Da tempo sostengo ("La Pilotta" luglio 2001) lo spostamento dello stadio e al Tardini realizzare un parco delle acque, anche Termali!

La città necessita di un nuovo parco dello sport, che includa anche lo stadio del capoluogo, sviluppando e collegando un sistema infrastrutturale viario e di servizio con le aree dedicate alle pratiche sportive. Per le attuali presenze di impianti significativi già presenti, credo, che questa area infracomunale potrebbe insistere sull’asse Collecchio – via Emilia. L’acqua termale? Sapete che esiste una falda di acque salsobromoiodiche nell’area di Lemignano? Sapete che il comune di Parma paga la concessione allo Stato per tenerla poi chiusa?

Il parco dello sport potrebbe essere dotato quindi anche di acque termali. Un condotto di bassissimo costo, poi, consentirebbe di avere anche nel centro della città uno spazio d’acqua rigeneratore, un luogo in cui stare "oziando". Il Tardini, un’area della città dedicata al benessere della persona, alla cultura, alle relazioni, un nuovo luogo di incontro con bar, ristoranti, emeroteca, sale cinema, piscine, reparti di cura e rigenerazione fisica. Il Tardini diverrebbe una nuova piazza della città (attualmente troppo Garibaldicentrica) all’interno di un parco d’acqua. Una struttura dell’archeologia sportiva reinterpretata per un’area della cultura psicofisica individuale e di nuove modalità di socializzazione collettiva.
Un nuovo polo di interesse urbanistico caratterizzato dall’acqua tra la Cittadella, i campi di via Zarotto, il parco Barilla/Eridania. Una fascia verde e un parco delle acque a sud est della città che si contrappone al parco Ducale e al progetto di percorso d’arte moderna all’aperto (land art, che ci auguriamo si realizzi), pedonale e ciclabile, sugli argini del Parma e del Baganza, che collega la città al nord con la Reggia di Colorno, al sud con il Parco Boschi di Carrega, che congiunge la città delle scienze, con il polo umanistico.

Cosa abbiamo invece oggi in pieno centro? Un luogo del calcio divenuto area di libertà vigilata. L’attuale logistica dello stadio è divenuta obsoleta, sia per la sua evoluzione (involuzione) del calcio, sia per il coinvolgimento e impatto sociale. Uno spettacolo divenuto ormai bisettimanale per gran parte del periodo dell’anno. La partita scatena un altro mondo: rumori di automezzi con sirene, elicotteri, un presidio invivibile governato dalle pratiche di scontro e dal flagello del calcio fuori dall’arena, sinceramente insopportabile. Città che diviene blindata, vie precluse, poliziotti in stato di guerriglia, mezzi blindati, autobus scortati, occupazione totale di parcheggi, disagio nei giorni di relax per i residenti, possibili devastazioni del dopo partita. Quello che dovrebbe essere un incontro per il divertimento collettivo e il piacere, il gusto del gesto atletico o del virtuosismo balistico, si trasforma spesso in ansia, stress, disagio, paura, a volte pure morte. Cosa abbiamo fatto del nostro calcio!

Lo spostamento di questa struttura è da tempo discussa, ma nulla si fa per rimuoverla. Esistono infatti tre ipotesi logistiche:
-area fiere
-area tra Parma e Reggio (stadio multiprovinciale)
-area Lemignano/Vicofertile

La scelta dei luoghi è logico ricopre un interesse economico che contrappone i poteri forti della città. Al di là di ogni scontro, l’importante è che lo stadio si sposti dal centro, venga concepito all’interno di un progetto molto più ampio di parco dello sport e che sulle ipotesi delle aree si apra un confronto aperto nell’interesse della collettività. Perché ora propendiamo per Lemignano/Vicofertile tra le ipotesi fattibili? a) per il basso impatto ambientale; b) per l’accesso facilitato alle infrastrutture stradali e ferroviarie; c) per i contenuti costi di realizzazione; d) per un sistema urbano sportivo che si trova già collocato nell’area ovest della provincia; e) per l’originalità del progetto.

Luigi Boschi

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