PRIMA CASA

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Mercoledì 26 novembre ore 11 presso la Sala Savani della Provincia di Parma, il Movimento Sorgenti ha presentato alla stampa la bozza di proposta di legge popolare sulla Casa. Il testo sarà da oggi distribuito a tutte le Istituzioni, forze politiche, sindacali, associative, ordini e collegi, per conoscerne il parere, gli eventuali suggerimenti o proposte. Dal 15/30 Gennaio dopo aver apportato eventuali correttivi e/o integrazioni, partirà la raccolta firme per la presentazione al Parlamento.
“La prima casa è un diritto di civiltà che non può essere disatteso dagli Stati democratici. E’ la condizione necessaria per l’autorealizzazione della persona. Non basta l’amministrazione locale, sono le regole del gioco che devono essere modificate affinché si passi ad una condizione sostenibile”.

Parma 26 novembre 2003
Luigi Boschi

Norme per garantire lo sviluppo della Prima casa per tutti
BOZZA PROPOSTA DI LEGGE POPOLARE
d’iniziativa di Luigi Boschi

Premessa: La Prima casa diritto di civiltà
Lo Stato Italiano riconosce la casa come diritto di civiltà. In uno Stato democratico, la prima casa è un diritto dell’uomo. L’autorealizzazione dell’uomo passa attraverso la disponibilità della casa così come le diverse forme di convivenza: non può esistere una politica della famiglia, di nuclei conviventi o semplici individui senza casa. La prima casa rientra nelle condizioni necessarie per l’esercizio dei diritti universali dell’uomo e in attuazione dell’art.3 della Costituzione italiana.
Il crescente disagio sociale relativo alla mancanza di abitazioni idonee ad accogliere persone, famiglie, nuclei conviventi a costi contenuti sta divenendo una piaga sociale della società post industriale: un impedimento alla realizzazione della persona e della collettività. Si è generata una filiera della vergogna che coinvolge tutti: dai possidenti terrieri e immobiliari, ai piccoli proprietari, ai subaffittatori; dagli speculatori affaristi, ai professionisti, agli operatori compiacenti. Una società ripiegata sulla miseria economica che depreda i suoi componenti e consente l’usura sulla prima casa. Uomini senza visione, divenuti ciechi inconsapevoli, ammorbati dall’egoismo edonistico. Comportamenti poi che si riversano sullo Stato Sociale e sulla Sanità, considerati discariche per subumani, conseguenze costose di politiche improvvide e di strategie economiche senza rispetto dei valori sociali e di convivenza. La quantità e la complessità di servizi sociali richiesti è la testimonianza palese di un sistema di disagio e di difficoltà crescenti. Si deve andare oltre il remunerato e l’assistito, la qualità della vita passa attraverso la comprensione, la qualità delle forme di vita, la dignità delle persone, l’espressione delle potenzialità individuali e collettive, la politica preventiva. Si assiste invece a uno Stato produttore di assistiti patologici, generatore di una vera e propria catena di povertà in cui l’elemosina diviene lavoro; persone ridotte a strumento per la sopravvivenza di imprese e dei servizi collegati. Anziché favorire lo stato di relazione qualitativa con sé e con gli altri si spingono le persone verso consumi senza senso distruttori di civiltà e benessere psicofisico.
Basta con la speculazione dei terreni, basta con gli appartamenti sovraffollati affittati a posto letto, basta strozzinare gli studenti, basta con affitti da usura rispetto alle retribuzioni, basta coi loculi abitativi senza dignità, basta speculazione selvaggia sulla prima casa, basta al mercato della prepotenza economica sul diritto di civiltà abitativa. Il parametro di riferimento per l’affitto infatti non è più la remunerazione, ma il ricavo da posti letto, e questo non è più sostenibile. Se l’unico riferimento è l’etica del profitto la società spazzatura ne è il risultato. La prima casa non può essere in balia del mercato e del profitto ma è una condizione necessaria di autorealizzazione. Lo Stato deve dotarsi quindi di strumenti legislativi idonei affinché questo presupposto di diritto di civiltà si attui.
L’uomo universale è il progetto etico delle comunità globalizzate nella consapevolezza dei diritti universali dell’uomo. Globalizzazione della solidarietà, welfare positivo, lotta alla povertà assoluta e relativa sono le condizioni necessarie per coltivare una qualità di convivenza sociale e rendere l’uomo libero.

Art. 1.
1. La politica della prima casa deve costituire l’obiettivo primario nel piano urbanistico di ogni Comune italiano e devono essere poste le condizioni economiche per la sua realizzazione ivi comprese la costituzione di fondazioni di garanzia a scopo immobiliare, le cooperative di abitanti, gli affitti a riscatto, affitti convenzionati.
2. Nell’ambito dello strumento urbanistico generale, con effetto vincolante per gli strumenti urbanistici attuativi, il Comune deve individuare una “zona omogenea prima casa”.
3. La “zona omogenea prima casa” può comprendere sia aree inedificate, sia aree edificate.
4. Ogni Comune dovrà stabilire i requisiti di fattibilità e di accesso, rendere pubblico il piano di sviluppo prima casa, gli immobili vuoti, quelli in procinto di disponibilità.
5. Per prima casa si identifica anche una condizione abitativa di una persona, un nucleo, una famiglia, non solo una classificazione immobiliare.
6. Ogni Comune definirà i parametri di classificazione prima casa e procederà alla identificazione e attribuzione immobiliare. Le aree o gli immobili compresi nella “zona omogenea prima casa” possono essere assegnati direttamente agli aventi diritto anche per l’edificazione ad opera dell’assegnatario.
7. Il diritto all’assegnazione di area o edificio ricompreso nella “zona omogenea prima casa” è riconosciuto a singole persone, a un nucleo di persone conviventi, a una famiglia purché abbiano i requisiti stabiliti dal Comune di residenza o dove si ritiene risiedere. L’acquisizione dell’assegnazione in un Comune dello Stato Italiano preclude pari diritto negli altri Comuni Italiani, salvo rinuncia alla assegnazione ottenuta.
8. I nuovi progetti e le nuove costruzioni realizzate “nella zona omogenea prima casa” devono rispondere alle caratteristiche di bioarchitettura, essere dotate di tecnologie e sistemi per il risparmio energetico e possibilmente con l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Art. 2.
1. Gli immobili classificati prima casa devono essere resi disponibili per l’uso abitativo e ogni Comune è obbligato a adottare uno specifico regolamento idoneo per disincentivare la tenuta di immobili sfitti.

Art. 3.
1. Tutti i terreni sono verde agricolo e possono essere indicati e/o utilizzati dal Comune per lo sviluppo urbanistico e di opere, fatto salvo il pagamento del terreno al valore di verde agricolo e l’indennizzo delle opere presenti sull’area.
2. Il valore del verde agricolo sarà definito ogni 5 anni da una commissione locale pubblicamente costituita.

Art. 4.
1. Per una conoscenza reale del bisogno di unità abitative, sarà cura di ogni Comune tenere una rilevazione sistematica aggiornata del rapporto unità abitative e nuclei residenti o domiciliati attraverso l’anagrafe così come l’indicazione della classificazione dell’abitazione.
2. Ogni immobile deve avere una propria carta di identità in cui vengano indicati gli elementi identificativi, costruttivi, la classificazione immobiliare, lo stato di manutenzione.

Art. 5.
1. La prima casa è impignorabile, insequestrabile, non usucapibile e non può costituire garanzia se non per l’acquisto della stessa.

Art. 6.
1. Affinché non venga praticata l’usura da affitti su un diritto primario quale quello della prima casa, i canoni delle locazioni degli immobili classificati nella fascia “prima casa” non possono superare il 20% del reddito del nucleo abitativo.
2. A richiesta deve essere data la possibilità di affitti a riscatto
3. In caso di vendita di un immobile locato l’inquilino ha la facoltà di esercitare il diritto di prelazione.
4. E’ fatto divieto affittare una unità immobiliare a posto letto. Per questa possibilità il proprietario deve iscriversi a attività commerciale, ottenere la licenza comunale, avere l’assenso dei 2/3 dall’assemblea dei condomini.
5. Gli studenti hanno diritto ad un affitto convenzionato; ogni comune provvederà a definirne le modalità e il programma attuativo.
6. Gli affitti sono fiscalmente deducibili nella misura indicata nella finanziaria annuale di Stato.
7. In caso di sfratto abitativo per morosità il giudice deve di ufficio obbligatoriamente informare il Sindaco del Comune oggetto di esecuzione che dovrà effettuare le necessarie valutazioni, nel caso di necessità attivare i necessari servizi sociali preposti, inserire le persone, i nuclei conviventi o le famiglie oggetto di esecuzione in uno specifico programma di assistenza.

Art. 7.
1. In caso di violazione delle disposizioni di cui all’art.6 comma 1, 4, 5 della presente legge si applica la sanzione amministrativa consistente nel pagamento di una somma da 5.000 a 10.000 euro per ogni locazione irregolare. In caso di recidiva la sanzione è aumentata di tre volte la somma indicata per la violazione.
2. I Sindaci sono penalmente perseguibili per l’inattuazione di quanto è di loro competenza.

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