PUBLIC COMPANY ALIMENTARE

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UN COMITATO PROMOTORE PER LA COSTITUZIONE DI UNA PUBLIC COMPANY ALIMENTARE DI PARMA PRONTA A RILEVARE LE EVENTUALI DISMISSIONI DEL GRUPPO PARMALAT

Non entro certo nelle polemiche del dopo e del prima, ma sono attento ai valori economici, sociali, culturali, del patrimonio collettivo presenti nel gruppo Parmalat. La storia di Parma è ricca di realtà economiche che purtroppo hanno trovato altre strade, la cui mente strategica si è spostata altrove e quando è successo, poco hanno lasciato, per non dire nulla, del valore prodotto nel territorio dai loro fondatori o dagli imprenditori locali che si erano succeduti. Non è corretto fare nomi, ma chi conosce la storia economica di Parma sa che quanto dico corrisponde a verità. Oggi si è di fronte al più importante gruppo alimentare italiano e qui a Parma una riflessione in merito si dovrà pur fare, sia politicamente, sia economicamente. Ognuno faccia la sua parte, è la cosa migliore e se vogliamo farlo sappiamo che ne abbiamo le capacità e le risorse. Cosa propongo? La costituzione di una Public Company Alimentare con risorse finanziarie diffuse, ma con una partecipazione di capitali di tutto il territorio, una presenza significativa di risorse e saperi locali che siano in grado di elaborare un progetto di business e un progetto di fattibilità di acquisizione di eventuali dismissioni.

Il mio è un progetto e un appello a tutte le forze politiche, istituzionali e economiche locali, alle intelligenze imprenditoriali e manageriali, affinché non si assista allo spezzatino a tempi brevi o medi e noi qui ad aspettare lo spoglio, come è già capitato. Ciò non può e non deve più accadere. Il ruolo di Parma in Europa non lo permette! L’impresa è anche un bene collettivo, di cui a volte l’imprenditoria si dimentica, ma una collettività intelligente deve saper cogliere ed essere presente in modo attivo quando i problemi si presentano. L’indifferenza sarebbe solo foriera di danno. Non penso minimamente ad un intervento di supporto o assistenziale, che i corsi abbiano i loro corso, ma i valori debbono essere tutelati ed eventualmente acquisiti se in procinto di cambiar aria o direzione. Il Movimento Sorgenti si è mobiltato e ha ritenuto di dar vita fin da ora ad un comitato promotore aperto, per la costituzione della Public Company Alimentare di Parma che sia in grado di stabilire fin da subito un dialogo con l’attuale management del Gruppo Parmalat, con chi detiene pacchetti di controllo e di partecipazione nella capogruppo o nelle controllate, per intervenire qualora vi fossero le condizioni per farlo. Tutto questo senza voler creare tensioni in un momento così delicato, ma per essere vigili alle evenienze, propositori attivi di interessi pubblici nello stato di crisi. E’ una idea/proposta che mi auguro venga valutata con le adeguate attenzioni in tutte le sedi, che venga sostenuta; un’iniziativa che ritengo necessaria per non disperdere un nostro valore, un nostro patrimonio. Deve essere tutelato il personale, perché sarebbero drammi individuali e familiari, che non vogliamo accadano, un carico sociale che dovremmo comunque affrontare; devono essere tutelati conoscenze, relazioni e valori che una volta dismessi non ci apparterrebbero più. E se è vero che dobbiamo creare generatori di ricchezza per il territorio, è altresì vero che dobbiamo anche dotarci degli strumenti necessari per la valorizzazione dei patrimoni presenti o di intervento nello stato di crisi temporanee. Dobbiamo essere capaci di conservare i centri decisionali oltre che essere di attrazione per nuove economie o istituzioni. Ritengo che all’interno del Gruppo Parmalat esistano valori immateriali, industriali, di ricerca, distribuzione e mercato che non possono essere dispersi. Vi è ad esempio uno dei più importanti poli storici industriali europei di frutta e vegetali con produzioni anche per multinazionali di conserve e bevande. La riservatezza che per ora mi obbliga nei confronti di chi ha ritenuto di seguirmi in questa proposta, che vede coinvolta anche una importante banca d’affari italiana, mi impone per ora di non andare oltre. Sono però disponibile con chiunque voglia personalmente affrontare o approfondire un confronto su questa ipotesi di lavoro e mi auguro in breve tempo di poter ufficializzare i componenti del nucleo promotore che ha condiviso l’idea e che rimane comunque aperto a chi riterrà questa proposta condivisibile. (Parma 19 dicembre 2003)

Luigi Boschi

N.B. la comunicazione è stata inviata per conoscenza al dottor Enrico Bondi

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