BLOB 2003

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Il crescente disagio sociale relativo alla mancanza di abitazioni idonee ad accogliere persone, famiglie, nuclei conviventi a costi contenuti sta divenendo una piaga sociale della società post industriale: un impedimento alla realizzazione della persona e della collettività. Si è generata una filiera della vergogna che coinvolge tutti: dai possidenti terrieri e immobiliari, ai piccoli proprietari, ai subaffittatori; dagli speculatori affaristi, ai professionisti, agli operatori compiacenti. Una società ripiegata sulla miseria economica che depreda i suoi componenti e consente l´usura sulla prima casa. Uomini senza visione, divenuti ciechi inconsapevoli, ammorbati dall´egoismo edonistico. Comportamenti poi che si riversano sullo Stato Sociale e sulla Sanità, considerati discariche per subumani, conseguenze costose di politiche improvvide e di strategie economiche senza rispetto dei valori sociali e di convivenza. La quantità e la complessità di servizi sociali richiesti è la testimonianza palese di un sistema di disagio e di difficoltà crescenti. Si deve andare oltre il remunerato e l´assistito, la qualità della vita passa attraverso la comprensione, la qualità delle forme di vita, la dignità delle persone, l´espressione delle potenzialità individuali e collettive, la politica preventiva. Si assiste invece a uno Stato produttore di assistiti patologici, generatore di una vera e propria catena di povertà in cui l´elemosina diviene lavoro; persone ridotte a strumento per la sopravvivenza di imprese e dei servizi collegati. Anziché favorire lo stato di relazione qualitativa con sé e con gli altri si spingono le persone verso consumi senza senso distruttori di civiltà e benessere psicofisico. (da: Casa)

…Ci si lamenta per la mancanza della classe dirigente: anche lei Sindaco fa parte di coloro che non ha permesso, attraverso un potere oligarchico locale, lo sviluppo di una nuova e diversa classe dirigente. Lei ne è responsabile come altri suoi colleghi. Dov´era quando si proponevano nuove iniziative che avrebbero creato i presupposti per la generazione dell´impresa culturale? Dov´era quando dovevano essere sostenute iniziative strategiche per il territorio e che avrebbero aperto la città all´economia della conoscenza? Lei è responsabile così come il padre nel film l´attimo fuggente, che continuando a reprimere il figlio nelle sue potenzialità espressive ne causò il suicidio. Non è forse compito delle Istituzioni valorizzare le potenzialità, le culture, le risorse? Dice Chomsky: “La democrazia funziona nella misura in cui gli individui sono in grado di partecipare significativamente alla vita della sfera pubblica pur coltivando nello stesso tempo i propri interessi individuali e collettivi…potremmo dire che i cittadini, nella terminologia del pensiero progressista moderno, devono essere spettatori e non attori della scena politica”.
Ovvia, Sindaco, non si lanciano strali, senza i dovuti mea culpa, sottraendosi, consapevole delle responsabilità e dei giochi di potere locale, a cui partecipa e che impediscono la espressione delle potenzialità individuali e collettive. (da: Il motore politico batte in testa)

…Un signore che inforcava la sua bicicletta nel sole sulla via che porta in Piazza Duomo; l’arco di via Bruno Longhi era la cornice. “Non si fermi a Parma..!” mi disse. Il suo viso e il suo ciuffo ribelle ritmavano il suo parlare di sotto i baffi. Lo stavo a ascoltare incredulo di trovare ingegno, spirito e giovinezza in quell’uomo non più giovane d’anni, che sorrideva incupito. La gestualità delle mani col suo parlare…”Lei mi ricorda…”, gli dissi,…Lui sorrise quasi turbato, mi ricordava…persone che avevo avuto modo di conoscere! E fra battute e opinioni, abbassando il timbro di voce con tono gioviale, ma di raccomandazione, indirizza a me:
“Ma Lei cosa fa qui, torni a Milano. Vede, io sto qui perché sono obbligato. Facevo il giornalista al Giorno, sono stato corrispondente da…” Parlava ritmato e modulava le tonalità con la maestria di un attore in scena, ma era vero. (da: Baldo)

…L’industria alimentare di derivazione animale presenta limiti di sostenibilità che deve preoccupare non poco il nostro territorio la cui economia in tale settore, come si sa, è consistente. Invece, senza mettersi minimamente in discussione, si crede che un sistema economico basato sulla alterazione e distruzione della vita animale sia sostenibile e abbia un crescita futura. Per non parlare poi delle implicazioni sulla salute e sull’ambiente.
…Attenzione! Se le aziende che insistono su questo sistema insostenibile, sono finanziate pesantemente dal sistema creditizio e quindi dal risparmio collettivo, quale sicurezza avrà il nostro patrimonio economico individuale? Sappiamo tutti come spesso gli istituti di credito abbiano sostenuto junk bond! Questi sistemi economico/finanziari basati sull´annientamento della vita animale sono finanziati quindi dai nostri risparmi e sostenuti dall´ignoranza dei nostri consumi. Tutto ciò che è violenza e crudeltà messi a sistema non possono essere alimentati! (da: Siamo alla frutta)

…La ricerca della qualità invece indirizza al virtuosismo, l´esercizio delle proprie abilità, la ricerca armoniosa di sé con gli altri, un´arte troppo spesso dimenticata e soffocata per la prostituzione servile. Lo vediamo nello sport cosa ha portato la competizione, lo vediamo nell´economia…Un sistema che sta producendo un decadimento etico individuale e collettivo, un collasso delle relazioni, divenute, quando ci sono, pericolose! I sistemi basati sulla competizione non possono che collassare, non riescono a modificarsi perché producono rifiuto esponenziale ossia energia non più disponibile. E non si può sopravvivere soffocati dai rifiuti e dall´inquinamento. E qui inizia la sicumera della richiesta di sicurezza! … E si innesta il circolo vizioso! Forse voluto.
Un sistema basato sul consumo e non sulla valorizzazione, produce disastri. Valorizzare è dare significato e senso all´azione, significa trasformare consapevolmente energia da uno stato all´altro, qualificando la nuova armonia che si andrà a generare, non adoperarsi colpevolmente per la distonia.
…è la politica che col supporto del mondo scientifico deve ritrovare l´energia etica smarrita per ridare le città ai cittadini, renderli partecipi e consapevoli della progettualità urbana. (da: Un´energia etica politica per una politica energetica)

…La decadenza del pensiero politico del centro si traduce in decadenza etica politica in periferia. Se nei “palazzi” di Roma si arranca nella ricerca di un modello politico, in periferia si assiste al degrado dell´abbandono politico e alla crescita del mercantilismo fazioso sostenuto dal retaggio ideologico; qui è la crisi degli uomini politici, non della politica!
…Se la storia non assiste l´intelligenza, è inutile.
…Non ci sono più le categorie sorpassate della destra o della sinistra, se non nel pensiero nostalgico, ma il farsi dell´uomo universale nella simbiosi biotecnologia. La politica assume le condizioni a rete neuronale che la società della tecnica e l´economia delle conoscenze impongono. La politica nel bene comune non può esimersi dal coltivare un presente gravido di futuro!
…Un conto è schierarsi nel momento elettorale per la scelta di rappresentanza o di governo, un conto è schierarsi a prescindere, dietro le bandiere ideologiche in nome delle quali si pratica e si sono svolti “crimini e misfatti”. (da: Lettera al Presidente del Consiglio Provinciale Gianni Riccò)

…Quando la tattica prevale sulla tecnica e sul virtuosismo è la noia, che per l´effetto cronico del tempo si tramuta in paranoia.
…L´attuale Consiglio Provinciale di Parma? Uno psicodramma, frequentato da psicopatici, molti nicoticomani, sotto effetto da psicofarmaco. Una bouvette locale di intrecci economici particulari ricoperta da pseudopolitica. Altro che modelli di sviluppo collettivo locale! A Parma d´altra parte con venti anni di anticipo abbiamo precorso “mani pulite” di Milano: chi non ricorda lo scandalo edilizio!
…Non si capisce perché il cittadino può essere ripreso da telecamere nascoste nel suo fare privato in luoghi pubblici e chi dovrebbe occuparsi di cosa pubblica non debba essere ripreso nel suo dovere istituzionale derivante dal mandato popolare. (da: Psicopatologia politica)

… A Felino sono rimasti i salami dopo aver perso l´IGP del salame.
…Son pronti comunque i musei del cibo, che arrivando con venti anni di ritardo, anziché essere funzionali al marketing territoriale lo sono per l´archeologia alimentare; costituiranno infatti la memoria storica locale di ciò che non sarà più! (da: I salami di Felino)

…E´ già difficile sopportare e vedere persone che si alimentano con prodotti che generano la fame nel mondo, ancor peggio è spingere gli indigenti ad alimentarsi con prodotti responsabili dello stato di miseria. E´ come far nutrire gli affamati degli affamati: anche qui vige la regola che lo stesso produce se stesso, purtroppo! (da: Banco alimentare)

…si preferisce lo spettacolo o lo spot e allora non c´è comunicazione, c´è solo performance. E la civiltà della performance è dopata.
…”La prima casa diritto di civiltà”. Per una coalizione che si chiama “casa delle libertà” non dovrebbe essere poi così difficile il problema. Per ora, nella speranza di poterla avere a punti, la casa, sembra che una nota marca di prodotti italiani stia incrementando il proprio fatturato per il disguido, che si è creato tra i consumatori, dalla promessa pubblicitaria: “dove c´è…, c´è casa”. (da: Bossishow)

…Si invoca la partecipazione, citando la famosa frase Kennediana “cosa posso fare io per il mio paese, per la mia città?” Se qualcuno risponde all´appello, se solo si azzarda a farlo, pronti a scaricarlo nei meandri burocratici, a meno ché non faccia parte del circuito oligarchico del potere. L´ascolto non è più nemmeno insegnato a scuola, immaginiamoci nel dialogo tra adulti sordi per interessi! Depensanti e yesman cercasi per prossime elezioni!…Sono figure richieste come le veline…e sono stati messi in campo pure comitati di “saggi” per l´headhunting. (da: Crepuscolo delle idee)

…Guerra è morte. Guerra è violenza. Guerra è distruzione. Non c´è dignità se c´è guerra. Non c´è umanità se c´è guerra. Dove c´è guerra non c´è politica.
Non c´è Istituzione se c´è guerra, non c´è Stato se c´è guerra. Eppure sono gli Stati che dichiarano la guerra! Nel sangue e nella guerra sembra che gli Stati si rivitalizzino. Oggi non c´è più una guerra di campo, in trincea, ma un genocidio. L´uomo, un potenziale cadavere senza significato!
…Molti gridano Pace e coltivano la guerra anche inconsapevolmente, anche coi loro consumi quotidiani, anche col loro linguaggio, anche col loro comportamento. Quando si esclude dal dialogo, quando si distruggono volutamente, consapevolmente uomini, famiglie, culture, quando si emarginano saperi, intelligenze, quando si pratica il potere arbitrario, quando si deprimono le diversità, quando si coltiva il discredito, la lottizzazione, il malaffare, le tangenti, le corruzioni, lo sfruttamento, la disperazione, lì si annidano le culture della guerra, dell´odio, del terrorismo. Lì c´è lo Stato delinquenziale di cui destra e sinistra in tutto il mondo si nutrono, in una gara al primato nella globalizzazione economico-finanziaria.
…Si assiste alla decadenza delle diplomazie, al primato dei servizi segreti, di sicurezza, al degrado etico collettivo. E´ la conseguenza di una politica succube del potere di una oligarchia economico finanziaria internazionale che domina. (da: Guerra o Pace)

…Piazzale della Pace presenta oggi: da una parte il bivacco, dall´altra una prociutteria in architettura senza senso; da una parte la sciatteria dei rifiuti take away, dall´altra i rituali dell´abbuffata edonistica; insomma una “drogheria” a comparti dove imperversano dosi e varianti di gusto!
…la mercificazione della città prevale e riduce i valori storici a quinte teatrali per la messa in scena dello spot. (da: La Pace per i porci)

Parma è un territorio vocato alla lunga conservazione, ne ha fatto una cultura di eccellenza, a cui nemmeno il pronto soccorso può sottrarsi. C´era la pasta fresca e l´hanno fatta secca a lunga conservazione. C´era il latte fresco e hanno inventato l´UHT a lunga conservazione, addirittura se non ha 20 giorni non è fresco! C´erano le verdure, la frutta fresca e ne han fatto conserve e succhi. Non dispiace inoltre conservare congelando e surgelando, anche per conto terzi. Ci sono poi i salumi tipici, a lunga conservazione ovviamente. Il re dei formaggi, minima conservazione due anni. Un territorio ricco di ambienti a lunga conservazione anche il carcere di massima sicurezza con Pazienza. Fiere specializzate nell´esposizione della conservazione: dall´antico al modernariato. Vorreste che il Soccorso presso l´Ospedale fosse pronto? No, impossibile, non appartiene al DNA cittadino: c´è il soccorso, si, ma a lunga conservazione, sai quando entri, da paziente, ed esci, pronto, solo quando sei divenuto impaziente. La tradizione, se c´è, la conservi, in tutto. (da: Soccorso Pronto a Parma?)

…Si scopre solo ora, in queste occasioni particolari, la mancanza di un evoluto terziario professionale che avrebbe vivacizzato e arricchito socialmente il territorio, dotandolo anche di organizzazioni in grado di far dialogare la nostra città col mondo; ma non lo si è voluto. Qui si è preferito e si preferisce pensare all´allevamento animale, al maiale autoctono, alla speculazione edilizia, al processo produttivo…tutto il resto è complemento, decorativismo! (da: Parmigiani e Parmigianino)

Il giorno della memoria è il giorno della tragedia indelebile causata agli ebrei, ai bambini, agli anziani, ai deboli, ai diversi, ai portatori di handicap, ai malati di mente, ai gay, dalla malvagità umana nazista e fascista, è il giorno del ricordo delle tragedie storiche e attuali prodotte nel mondo dalla prepotenza, dal potere arbitrario, dalla malvagità, dalla corruzione, dall´interesse economico, dall´ignoranza. Le immagini dei campi di concentramento devono essere affiancate alle shoah compiute nel mondo: in Cina, in Russia, in America latina, in Africa, in Jugoslavia, in Italia, agli stermini coloniali spagnoli, francesi, tedeschi, inglesi, al genocidio indiano nell´America del Nord, alle tragedie del Vietnam…
Ho visto un vecchio Papa andare in giro per il mondo a chiedere perdono; non ho visto Capi di Stato farlo; ma a promuover guerre sì. Eppur si dice che i governi sono costituiti per la felicità dell´uomo!
Non permettiamo che il giorno della memoria diventi il giorno del ricordo, della stupida ripetizione di una storia senza fine. Troppo spesso i politici han detto basta, e si è continuato invece imperterriti nella violenza. (da: Shoa)

…Dove era tutta questa classe dirigente locale che avrebbe dovuto tutelare, sostenere, incentivare le nuove culture raccomandate e indicate anche dalla Presidenza del Consiglio Italiano? Dove erano queste menti lungimiranti, lautamente remunerate, che avrebbero dovuto indirizzare lo sviluppo del territorio? L´operazione culturale però è riuscita, ed era ciò che mi interessava, “Digitalcity” è sta fatta, con mille difficoltà, anche postume per chi l´ha organizzata. Tutto ciò nonostante gli ostacoli posti dalla prepotenza dei tirannosauri locali, che hanno preferito deprimere saperi, capacità e impedire così lo sviluppo delle nuove culture emergenti. Le comunità virtuali prodotte e Digitalcity sono e rimarranno la testimonianza storica della miopia della classe dirigente locale. Chi ne paga le conseguenze è la collettività, che avrebbe dovuto avere e non ha avuto le aperture al nuovo, e chi, portatore di idee innovatrici, ha creduto nell´impegno culturale nel proprio territorio ed è stato consapevolmente ignorato e boicottato. Una classe dirigente colpevole di aver depresso potenzialità e che magari si pavoneggia, oggi, per ridicole presenze in rete.
…sono significative della banalità progettuale con cui la P.A. affronta la rivoluzione digitale e la sua conseguente trasformazione. Una classe dirigente incapace, a distanza di tempo e di fronte alla evidenza dei fatti, di riconoscere gli errori e di porvi rimedio, che continua a sostituire, compiacente, la meritocrazia col nepotismo. Devo aggiungere altro? (da: Digitalcity e i Tirannosauri)

…Le città che si pongono un ruolo Europeo, non possono vivere di economia nostalgica o sul segno del passato. Sono città che devono avere, devono trasmettere un senso, avere l´energia dell´orientamento.
…L´urbanistica è quel sapere che può orientare la nostra speranza di vivere e convivere in un contesto desiderato, in città, luoghi, paesaggi ricchi di luce propria.
…L´urbanistica però al di là del pensiero culturale specifico, della filosofia che determina il farsi, il prodursi e il disfarsi di un ambiente, e di conseguenza la formazione di personalità, di collettività, coinvolge considerevoli interessi economici, produce una conflittualità, che se non pone le basi su saperi, su di una cultura etica e democratica, diviene campo di lavoro per le più sconsiderate nefandezze, per l´esercizio di un potere arbitrario senza confini. Conosciamo tutti gli ecomostri, siamo tutti al corrente delle lotte a colpi bassi (termine forse da educande!) per l´aggiudicazione degli appalti, siamo consapevoli degli abusi che avvengono sui cantieri. Luoghi dove si frantuma il sogno democratico “il riconoscimento della nostra dignità” -Fukuyama- per far posto, secondo Nietzsche, “al governo della mediocrità, espresso dalla società borghese”.

…La rete siamo noi. L´uomo da sempre si è attrezzato per vivere: con arnesi nell´era contadina, con macchine nell´era industriale, col digitale nell´era della globalizzazione. Interfacce tecnologiche lo liberano alleviandogli la fatica, sottraendolo alla ripetizione, moltiplicandogli le potenzialità culturali e di espressione. I tempi di risposta della P.A. sono inadeguati. Oggi stiamo solo informatizzando la P.A, per convenienza economica più che per il desiderio di servizio. Il passo successivo sarà quello dove tutti parteciperemo alla costruzione della P.A. Il politico perde in potere discrezionale e determina la qualità del sistema cognitivo diffuso on line a cui partecipa con la collettività alla produzione di conoscenza. La collettività che acquista in potere interrogativo, tempestività di risposta e di potenzialità espressiva. Non si interroga un politico, ma un sapere connesso collettivo.
…Se la Provincia è la rete, i comuni costituiscono i nodi. La Provincia come rete, è governo e coordinamento dei sistemi e dei flussi. E´ l´Istituzione territoriale di sviluppo, governo e coordinamento delle reti di: telecomunicazione, viaria, idrica, economica, culturale, energetica, ecc. I Comuni come nodi di una rete, costituiscono il governo delle potenzialità locali. I Comuni sono i nodi connessi dove le potenzialità locali si esprimono e si manifestano collegati ad una rete che si qualifica proprio grazie all´espressione del potenziale cognitivo, sociale, finanziario dei singoli nodi. (da: qualità urbanistica)

…Il nuovo avrebbe destabilizzato il vecchio; oggi il vecchio non è capace di generare il nuovo. C´è un agitarsi convulso per non perdere posizioni e capacità competitive. Ma i processi culturali sono lenti perché richiedono l´interiorizzazione diffusa dei contenuti e l´evoluzione di una nuova identità, generata da una nuova pluralità di soggetti. Non basta dichiararsi per essere! E allora si assiste alla discrasia tra progetti, eventi voluti e la cultura territoriale. Non si possono pretendere dalla collettività cambiamenti radicali quando non si è stati capaci di riconoscere o sostenere quelle potenzialità, quelle culture e visioni che avrebbero generato il nuovo. La miopia di comando la si paga poi con manovre difficili, impossibili, a volte inutili. (da: Comune on line)

Luigi Boschi

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