CLASSE PARMIGIANA

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Era il 13 febbraio. Me ne andavo quella mattina a un convegno pubblico sull’energia rinnovabile, sulla tecnologia fotovoltaica, bioenergia, ecc.

Entro nel palazzo che ospitava quell’incontro. Salgo le scale, mi registro, prendo la cartella informativa e mi dirigo verso la sala convegni. Lungo il corridoio incontro un inserviente che saluto… lui indaffarato e ansimante…

-Tu non puoi entrare!
-Come?
-Ho ordine di non farti entrare!
-Ordini da chi?
-Cesare Azzali…
-Ah! Beh digli che io entro, visto che è un convegno pubblico!
-No tu devi uscire!
-Ma tu vuoi scherzare!!
-Aspetta glielo vado a chiedere… tu aspetta qui non entrare!

Resto davanti alla porta… in attesa… non potevo crederci! Incredibile, non eravamo in una caserma, ma nella sede dell’Unione Industriali di Parma!! Palazzo Soragna.
Ritorna il messo infervorato, col bastone di riporto, come il cane fedele a chi quotidianamente… lo imbocca!

-Tu non puoi entrare!
-Beh, digli che io entro! E’ un convegno che mi interessa.
-Tu non entri… devi uscire da qui!
-Io da qui non mi muovo finché non finisce il convegno…
-Chiamo la polizia, i carabinieri…
-Chiama chi vuoi, io sono qui per ascoltare un convegno pubblico
-Tu non entri!!

E si mise davanti alla porta bloccandola… scostandosi ogni qualvolta una persona dovesse entrare o uscire. I partecipanti erano un po’ frastornati non capivano quella scena ridicola… Indaffarato e quasi ansimante… Io me ne stavo a guardare fermo, il ridicolo… cosa sono capaci di far fare! Tutto preso con quella porta nel tenermi fuori dal convegno…

-Te ne devi andare! – Esclamava perentorio.
-Io di qui non mi muovo fino alla fine del convegno! Anche da qui… si sente…
-Non ti muovere… non entrare…

Lo scagnozzo imbufalito va a cercare rinforzi… Torna con uno alto e grosso… Con fare ringhiante cercando di rendersi più brutto di ciò che già non era naturalmente, senza impegno!… e avvicinandosi col suo grugno al mio viso… fiatandomi addosso…

-Se ne deve andare…
-Oh, eccone un altro! Abbiamo da fare stamattina?
-Lei non può entrare, se ne deve andare!
-Un po’ duro nella comprensione! Ma non le ha detto il suo compare che di qui non me ne vado se non a convegno terminato?
-E’ un luogo privato questo…
-Sì, ma ospita un convegno pubblico…
-Ci vuole l’invito
-Ce l’ho, ma non l’ho con me… glielo farò avere, se ci tiene!!

Tutto questo mentre il pubblico arrivava. Questi due a gestire la porta: aprire e chiudere, chiudere e aprire… Io ero fermo a lato.

-Sa che si sente bene anche da qui! Prendo appunti!
-Lei se ne deve andare… chiamo la polizia
-Sì me l’ha già detto il suo collega… faccia pure!! Chiamate le forze dell’ordine!
-Guardi ho giocato a rugby…- mi fa parlandomi all’orecchio con il grugno sempre più adirato e minaccioso…
-Una bella carriera!! Non c’è che dire!

Mi scosto leggermente dalla porta e da quei due cani ringhiosi… Quello alto e grosso mi pedina, quando mi fermo mi tacchina contro le scarpe… pensava chissà di essere tornato in campo…sperava nella mischia… in una mia reazione per mettermi le mani addosso… avere un motivo… Continuava a starmi appiccicato… insopportabile!!… tutto questo in bella vista ai passanti… Alcuni li salutavo perché conoscenti… sorridevo compassionevole della sceneggiata in stile nazional provinciale!!… c’era anche la stampa e la Tv locale… la signorina mezzobusto con il cameramen… ovviamente facevano finta di non vedere… allungavano il passo… gran spirito giornalistico e di complicità con il collega scrittore!! Liberi come le galline in un pollaio! 
Ero lì e mi divertivo a vedere questi scagnozzi con il loro gran daffare quotidiano… Uno, minaccioso, con il fiato sempre sul collo e le scarpe che cercavano di pestare le mie, continuava a tacchinare seguendomi ad ogni passo!!… e l’altro che non smetteva la sua giaculatoria di imprecazioni, come i cagnolini rabbiosi… che non smettono mai di abbaiare… andava avanti e indietro in un metro quadrato e controllava la porta…

-Vado a parlare con Azzali…
-Digli pure a Cesare che io da qui non mi sposto!!
Il suo compare rimasto di guardia rinnova:
-E allora quando te ne vai? Perché non te ne vai?
-Avete un quoziente di intelligenza elevato! Vi scelgono con test particolari?

Ed ecco che arriva Cesare Azzali, direttore generale UPI… il mandante di quei due… dopo il suo intervento di apertura, il classico pistolotto di inizio lavori… arriva anche lui… con la sua mole dondolante… e l’immancabile pipa… è come sorpreso…

-Che succede?
-Non se ne vuole andare! – Gli fa uno degli scagnozzi.
-Sei in un luogo privato… tu non sei gradito! Come te lo dobbiamo dire?
-Che non sia gradito lo vedo… ma che me ne debba andare questa è altra cosa!
-Chiamate la polizia!
-Ecco mancavi anche tu all’appello per la richiesta delle forze dell’ordine! Ho già detto che me ne vado a convegno ultimato!! Mi interessa… certo preferirei ascoltarlo meglio magari seduto, senza questi che mi ringhiano… che dici?
-Tu sei in un luogo privato te ne devi andare!!
-Cesare questo è un luogo che anche la mia famiglia ha contribuito a realizzare… stai diventando ridicolo…
Il sottoposto all’economia locale non si contiene… Il gran direttore generale si fa paonazzo, tira di pipa e con scossa a tutto il lardo indosso, alla Oliver, se ne va per il corridoio. Il piccolo scagnozzo ringhiante lo segue…

Ritornano e Cesare mi fa cenno con la mano di seguirlo in una saletta attigua…

-Luigi, sai che ti stimo, sei tra le persone più intelligenti…
-Si vede dal trattamento riservato… dalla considerazione dei progetti che vi ho inviato… dagli anni in emarginazione… Se questa è l’attenzione che riservate agli intelligenti?… per i vostri gusti è preferibile essere handicappati!!
-Tu non puoi scrivere quel che hai scritto su di me (AVE CESARE!) e poi pensare di venire all’Unione…
-Ho scritto quel che pensavo di te in qualità di direttore generale, per come ricopri il ruolo, non sotto l’aspetto personale… Non riuscite a distinguere i campi… avete difficoltà… E in merito ho anche risposto (IL DADO E’ ESTRATTO) alla tua lettera dove mi chiedevi di rimuovere dalla rete il mio articolo… con minacce di azione legale…
-Perché non hai tolto quell’articolo? Ci sono rimasto male, pensavo ci fosse un rapporto di stima tra noi!
-Veramente questo penso di averlo dimostrato io, non tu!
-Non mi sembra!
-Quante volte hai risposto a un mio articolo? Quante volte a un progetto? Quante volte sono stato chiamato per le riconosciute competenze? Quante volte mi hai cercato per conoscere la mia opinione, visto che pare ti interessi? Mai, in 20 anni!! E’ questo forse un atteggiamento di riconosciuta stima? E’ così che la classe dirigente locale valorizza chi si impegna nell’innovazione? Chi si adopera per il territorio e senza doppi fini?… con spirito libero!
-Io ti ho sempre ricevuto quando me lo chiedevi…
-Certo, infatti ero io che ti portavo a conoscenza di idee e progetti… poi una volta ascoltato, messi in un casseto a morire… o utilizzati cambiandone un po’ i parametri… spesso boicottandoli…

Andavo via liscio, senza peli, mi veniva tutto così spontaneo, ero quasi ispirato… dicevo solo la verità…

-Luigi, tu non puoi parlare contro gli associati e poi pensare…
-Non parlo contro, io, anzi vi sono alcune persone in questa Associazione di cui nutro grande stima! Non mettermi in bocca ciò che non ho detto!
-Senti…
-Ma dove eri in tutti questi anni? Cosa facevi in questa città?… Vogliamo parlare dei vertici? Eh!! Vogliamo dire da chi era gestita questa porkopolis? Dopo la scomparsa di Pietro Barilla la città è in mano ai Proci!… Non lo dico io, ma le cronache giudiziarie… i fatti! Devo snocciolarti i nomi? Ma non vedi che questa economia non ha più fiato? Non vedi che avete tarpato chi portava innovazione… Io, di questo, ne sono testimonianza… Voi non troverete altre persone disposte, come ero io, ad investire energia, risorse personali, economiche e tempo per dare a questa città altri percorsi culturali, ciò che si meritava e voi l’avete invece impedito! Anziché sostenermi mi avete boicottato!! E questa sarebbe la stima che nutri? La riconosciuta competenza? Dimmi una cosa che ho proposto e spesso da solo realizzato, in questi 20 anni, che poi non è stata confermata dai tempi!… Dimmene una!… La comunicazione? Vogliamo parlare di Digitalcity? I musei del cibo? Testimoni del novecento?… Vuoi che ti faccia l’elenco della spesa?… So io cosa mi è costata in termini personali la vostra voluta miopia!
-Io non c’entro, lo sai…
-Tu fai parte di questa organizzazione, o no?… e come tale… Non fai parte dei luoghi dove si decide? Non raccontar a me balle!!
-Sì… devi capire… il tuo modo di fare…
-Ma guarda cosa chiedete ai vostri scagnozzi, guarda a cosa li dedicate… a fare stupidità… come questa di mandarmi fuori da questo convegno pubblico… perché ho scritto un articolo che non ti aggrada! Ma ti rendi conto?… volete solo servi: il pollo è servito!
-E’ un convegno ad inviti…
-L’invito ce l’ho ed è aperto a tutti…
-E la busta personalizzata?
-Cesare smettila!! Non dire cagate….
-Guarda entra pure al convegno…
-Ma ti rendi conto la figura di merda che hai fatto fare a questi due poveracci? E loro si prestano! E voi a fargli fare ogni idiozia… E’ così che li volete! Prova dirlo a me di fare ciò che hai comandato ai tuoi scagnozzi… e vedi cosa ti rispondo!! E ora loro che figura ci fanno? Utili idioti di turno… a te che te ne frega!! Vero?
-Lasciatelo entrare…

Il cagnolino ringhioso, non si da pace…una volta fidelizzati sono come i tifosi… Non comprendono più, agiscono in modo pavloviano… basta un cenno, un gesto… E pensare che quando mi vedeva aveva sempre battute simpatiche con me, per ciò che scrivevo… poi un bel giorno il padrone gli ha dato un comando e lui ha fatto una formattazione del suo pensiero precedente… delete!

-Un’altra volta non entri! Devi avere l’invito!
-Ma non ne hai abbastanza della figura di merda che stai facendo? Sei ridicolo!!
Vado al convegno, mi siedo e poco dopo si accosta gentilmente la segretaria di Azzali che mi chiede di concordare un incontro con Cesare alcuni giorni dopo…
-Giovedì, Venerdì alle …
-Sì va bene!

Non so perché mi abbia chiamato, quello che ci siamo detti? Il solito!… è riassunto nel testo della lettera che a seguito dell’incontro ho inviato a Azzali… ovviamente non ricevendo alcuna risposta.

“Cesare,
ho riflettuto dopo il nostro incontro di stamattina. Sinceramente non riesco a capirne il significato. Ci siamo detti, forse ancor più esplicitamente, in particolare da parte mia, le solite “note” che da anni ci diciamo. Ancora un’altra occasione per voi perduta!
Ma come si fa a chiedere a una persona di mediare (e con chi? forse con i riproduttori di matrioska) dopo i boicottaggi e le banalizzazioni subite… Dopo la miopia dimostrata da una classe dirigente ridicolizzata, e più volte, pubblicamente, anche dallo stesso Sindaco Ubaldi?! Credimi l’incontro di oggi ancora una volta non è servito a niente! E mi dispiace molto. Continuate a rimanere ancorati ad un tradizionalismo utilitaristico… che voi stessi sapete inesorabilmente in declino. Almeno vi ispiraste alla cultura della tradizione inglese! Dove guarda caso si sono sempre sviluppate a fianco della tradizione anche le grandi innovazioni Europee. Bisogna avere il coraggio di alimentare il nuovo consapevoli che sostituirà in gran parte il vecchio. E il vecchio si salva laddove c’è una vera cultura innovativa e non la finzione!

Voleva forse essere un chiarimento dei nostri rapporti personali? Guarda tu lo sai, ciò che ho scritto nei miei due articoli riguarda Cesare Azzali in qualità di direttore generale dell’UPI, non Cesare come persona. Non l’ho mai fatto con nessuno e non inizierò certo da te. Le frasi colorite, ironiche e di satira possono solo, credimi, giovarti… e non ho detto nulla… tu sai cosa macinate dentro!! Almeno sai di poter contare su un confronto vero e non finto, come a voi però sembra piacere! Yes men pronti a tutto, come i due scagnozzi che mi hai inviato a ringhiare contro in un infausto 13 febbraio. Quei due lì sono la metafora dei parmigiani! Forse vi fa sentire più potenti… ma è la fossa di questa città che continua a perdere inesorabilmente le proprie potenzialità… Incapace di svolta. La continuità non è la sola via maestra. Molto spesso le rotture culturali producono più frutti e benefici delle esauste e morte linee di convivenza e convenienza. Semmai è grave quel che tu hai fatto a me l’altro giorno, ma questo sarà oggetto di un mio breve racconto… questa città deve ancora imparare a raccontarsi e a rivedersi… non come si legge nelle patinate cronache di propaganda del suo giornale e della sua televisione. Una vera tragicommedia parmigiana! Saluti”

Ecco un esempio dello stile della classe dirigente di questa città… Mi riesce difficile aggiungere qualcos’altro ai fatti!

Questo breve aneddoto/racconto lo avevo scritto in febbraio, subito dopo l’inaspettato accaduto, poi una manovra sbagliata al computer e l’ho perso… completamente! Maledizione!! Era venuto così bene, di getto, con dovizia di particolari… che ora mi sfuggono… Forse era più completo e sentito con il trasporto tipico delle cose appena accadute. Non mi decidevo a riscriverlo… avevo perso il sentire del momento… Non riuscivo più… non ne avevo voglia… ma dovevo farlo prima poi… Una testimonianza in prima persona di questi qui… che non doveva perdersi nel nulla… Un breve racconto ritrovato… pur nella tristezza della banalità di cui molti ambienti si alimentano, incapaci di verità… giusto prima di Agosto!!
Il futuro di questa città si costruisce ripensandola, sostenendo conoscenze, inelligenze, sensibilizzando coscienze e solidarietà, coltivando e tessendo altre relazioni… queste attuali sono andate a male, non producono più nulla… sappiamo di cosa sono state capaci…da dimenticare! (Parma, 19/07/2008)

Luigi Boschi

Un pensiero riguardo “CLASSE PARMIGIANA

  1. Luigi, benedetto che esisti e ti impegni con tanta passione gratuita e libera: per questo capace di dare rappresentazioni così efficaci e godibili della meschinità umana e del degrado civile di certi comportamenti istituzionali che una città bella e nobile come la tua assolutamente non meriterebbe…    Una abbraccio forte,   GCM

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