EFFETTO MAGILLA

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Quando il niente produce un danno.

Terminato l’aggiornamento Ansa sul socialblog, stavo per andare ad ascoltare l’incontro annuale sullo stato dell’economia parmense. Prima di uscire ricevo una telefonata da una amica che voleva avere il mio libro di poesie Versi Riflessi appena pubblicato.

-Lo puoi ordinare on line oppure, qui a Parma, lo trovi alla libreria di via Nazario Sauro… alla “Bottega del libro”
-Prendiamo un caffè insieme?
-Sto andando alla Camera di Commercio…
-Un caffè al volo…
-Lino’s?
-Muhh… Sì, oppure facciamo al 17 quel bar all’angolo con Borgo Giacomo… fra 15 minuti?
-Arrivo.

Visto che il ritardo accademico di questi incontri paludati degli ingessati è inevitabile, il caffè con un il sorriso femminile e il fascino ci sta… poi ormai è estate e… è il tempo di “girls in their summer clothes”…. Splendida canzone del Boss… Ma sì, mi perderò la relazione di Magilla alias Andrea Zanlari, il presidente… ci sarà la sua relazione scritta. Magilla era il suo soprannome al liceo… vuoi per la strana somiglianza con i nostri antenati?… Eppure non si sa ancora il perché, per quale ragione sia divenuto Presidente… Sembra che la lobby dei commercianti gestita dal ragionier Malanca, eterno incaricato direttore generale, abbia avuto la meglio (apparentemente!) su quella degli industriali in questa occasione… Le triangolazioni sono un gioco raffinato! Insomma un uomo di qualcuno! Quasi sempre, certo esistono anche le eccezioni, ma chi ricopre una carica pubblica, non è per meriti personali o profili professionali, ma è l’espressione di una lobby… Parma è piena… messo lì da… E non ci mettono mai qualcuno di alto profilo, che direbbe cosa c’è da fare, ma un cane fedele a guardia del tesoretto che fa quello che gli dicono!! Il rinnovo della carica è una formalità, non un atto di riflessione democratica. Incarichi replicanti… decenni del solito!! E il fare poi, dell’utile idiota, è una conseguenza di questa pochezza! Consigliata la lettura di Abravanel.

Un Presidente periodicamente incontra i cittadini… dovrebbe trarne soddisfazione, perché è da lì che può sapere gli umori, capire le istanze della città… trasmettere le visioni, i nuovi percorsi. Io Zanlari, pur conoscendolo personalmente, non ho mai avuto il piacere, se non una sola volta, di parlargli… ma che ci saremmo poi dovuti dire. Tra menzogna servile e verità può esserci affinità? Loro sanno perché son lì e per chi!! E cosa è richiesto loro di fare! Preferisco non commentare i contenuti del nostro incontro: posso solo dire che continuava ad asserire ciò che dicevo abbassando gli occhi.
Mi ricordo gli scrissi dopo la “concessione” di visita:
“Grazie per l’incontro di oggi e per l’attenzione riservata.
Perché le menti creative in questo territorio vengono lasciate andare a male? Non vengono coinvolte in un dialogo propositivo?
Perché in tutto il mondo si ricercano creativi con cui sviluppare progettualità, tentare di vedere il nuovo mondo e qui sono relegati all’abbandono, al boicottaggio, all’emarginazione? Bene che vada a qualche forma di decorativismo o servilismo per la nostalgica, assistita economia locale!
Una classe dirigente responsabile per crimine contro la civiltà. Io ne sono testimone!!!
La franchezza e la verità sono colonne portanti su cui è possibile costruire qualcosa, contrario sarebbe solo adoperarsi per un castello di carta. (Parma, 09/05/2005)

Avevo ragione!!!

Giulietto Chiesa: “Tra le tante crescite che si annunciano c’è almeno una decrescita. Non so se felice o infelice: quella dell’intelligenza!” Ecco, sì è vero, mi posso prender tempo.

Esco, porto con me una copia del libro… non è il collier che Berlusconi esibisce nel caso qualche pulzella in odor di stallatico inizi a calcitrare… ma è qualcosa di più prezioso, perché ci sono note di fantasie… pensieri di periodi felici e infelici, le emozioni, i ricordi…

Dopo la sosta al 17, un numero che mi ha sempre portato fortuna a dispetto delle credenze, mi incammino verso la Camera di Commercio. Bella giornata, da camminata sulla spiaggia della Versilia… Incontro sulla porta dell’edificio Carpanelliano (quando l’ottone andava in bella vista e ridondava… leggiadro… si sa, vorrebbero l’oro, ma se non si può, si va sull’ottone) l’imponente direttore di una importante associazione locale… che un po’ stupito nel vedermi entrare…

-Dove va?
-All’incontro della Camera…
-Onida?
-No l’incontro annuale della Camera di Commercio…

Mi veniva il dubbio che avessi sbagliato data… benedetta ignoranza!! lui intanto fumava e iniziamo un breve scambio di idee lì sulla porta…

-Cosa si dice?
-Ma, sono uscito, le solite cose…
-In questa città non c’è voglia di dirsi la verità, non crede?
-Certo tutti a raccontarsi come siamo belli… e poi… la solita manfrina…

Arriva attraversando la strada un altro della rappresentanza istituzionale a cui il mio interlocutore si rivolge…

-Prendiamo un café?
-Ma veramente l’ho appena preso, ma fra venti minuti posso fare il bis…

Gliene frega molto a questi qui di quel che dicono là dentro!!! E’ il teatro della parodia… Se non interessa loro che sono i rappresentanti, figuriamoci ai cittadini! Poi che gli raccontano!!! E’ l’opera buffa!

Entro e salgo per le purpuree scale di granito che in una ellisse anni 70 portano alla sala Aurea… E che volevi si chiamasse?…
La sala normalmente attrezzata per tenere 300 persone, era stata sgomberata da inutili file di sedie che sarebbero rimaste vuote, così da far sembrare ad occhio l’ambiente pieno… e non far scoraggiare i relatori di fronte alla sparuta presenza. In fondo alla sala, alcuni pannelli fotografici riempivano il vuoto. I presenti? A esser generosi 60 che col passar del tempo sono restati in 20 compresi i soliti intrusi sempre presenti quando c’è il buffet. Ce ne sono due micidiali, non mancano mai!! Le poche volte che vado a un convegno e c’è il buffet loro ci sono sempre, in quelli dove non c’è la mensa, non li vedo mai. E’ o non è città alimentare!! Loro l’hanno presa alla lettera.

All’ingresso incrocio uno, forse dello staff organizzativo, con movenze da primate, in affinità forse con il Presidente, e alcune giovani hostess che mi invitano a registrarmi: nome, cognome, e-mail… poi ovviamente non mi arriva mai nulla… Quelli delle Istituzioni se possono non mi fanno pervenire informazioni… meglio non far sapere, poi chissà che scrive!! Qui in terra di bolliti sono abituati a far mettere nero su bianco quel che vogliono… Un tipico giornalismo anglosassone!… Un misto di ipocrisia contagiosa che a confronto l’influenza suina è un prurito.

Mi consegnano una cartella e un documento economico… Quelli che appena lo apri ti viene il mal d’occhi…e lo metti negli scaffali della libreria, in alto da leggere semmai. Ancora non hanno imparato a scrivere i documenti economici. Gli highlights all’inizio, come forma di immediata comprensione… sono forme difficili da capire!!! Certo, spesso chi è incaricato di redige un documento non sa quel che c’è scritto e non si preoccupa di come comunicarlo… anche perché non ne ha né la capacità, né la sensibilità e forse pecca anche di buon gusto… la grafica diviene un corredo per un impaginato senza minimo appeal… Quanti soldi nostri buttan nel cesso questi illuminati!!

Mi sfoglio velocemente il testo della relazione del Presidente. Oltre al solito demagogico incedere, l’occhio cade su una frase… mi sganascio dal ridere alla lettura. Cito:
“La centralità delle persone, il ruolo determinante dei talenti e della creatività diventano dunque i perni lungo i quali noi dobbiamo poter agire con uno sguardo proiettato sul futuro”.
Conoscendo quel che ha fatto fino ad ora e il livello della classe dirigente e politica del territorio, minimo soffre di sdoppiamento di personalità!
Posso certamente dire di aver fatto scuola nella comunicazione: i miei allievi ora sono sparsi in diversi luoghi della city system: Comune di Parma, BancaMonte, Camera di Commercio… Una è diventata anche Sindaco di Felino… Studio di qualità mi sembra… Ma i “nostri” erano più impegnati a dissuadere che all’incoraggiare e sostenere… è così che si coltivan talenti… i luoghi creativi e del sapere!!   

Quando entro stava parlando il responsabile ufficio studi. Una snocciolata di dati, una panoramica, un’ analisi storica… tutto sembra fluire secondo la magia economica… E’ successo questo, ora si verifica quest’altro, immaginiamo per il 2012… e soprattutto il suo slogan più volte ripetuto: “il futuro non lo si prevede, ma si fa!” Che suonerebbe anche bene, ma va sempre contestualizzato. Ognuno fa in funzione di un futuro, ma si tratta di come lo fa. Siamo sicuri che chi continuava a zappare con l’arrivo del processo industriale faceva il futuro? E poi, anche chi rapina fa il futuro! Anche chi inquina fa il futuro… Anche chi usurpa cariche e ricopre ruoli per fazione fa il futuro!! Anche chi boicotta fa il futuro!
Appunto il futuro si fa… spesso male! Il “digital devide” è un esempio di come si è stati negligenti!!
E c’è la tendenza a inquinare non solo l’ambiente, ma soprattutto le menti… 

Poi interviene Onida, che ora so chi è. Il professore cerca, con un paio di battute, di rendersi simpatico ai pochi rimasti (visto il numero si poteva fare una riunione fra intimi e sarebbe risultata più interessante): “Come competere nella crisi e dopo la crisi”. Sinceramente mi aspettavo di più. Temi interessanti, ma scontati. Scomodare anche la Bocconi!! Da Milano! Robe però da rilasciare in Provincia, perché a Milano gli farebbero saluti e… hanno altro a cui attendere. In questo i milanesi sono bravissimi. O hai dei contenuti veri e li snoccioli subito altrimenti aria!! E così preferiscono dirottarsi verso la provincia! Ma come, sei in seria A e vieni a giocare in serie C… Muhh!! Allenamenti defatiganti!

Alla fine delle relazioni se mi avessero chiesto dimmi in sintesi i punti principali degli interventi, non avrei saputo rispondere. Forse colpa mia, può darsi, certo che loro non sono stati bravi comunicatori e questo posso permettermelo di farlo notare. Sì, sono mancati i concetti chiave su cui hanno svolto la tesi. Hanno parlato di dati economici, di crisi, di ripresa… e chi non ne ha sentito parlare? Alla noia!… farciti da qualche slogan… Ma concetti forti, chiari e indicativi, zero!
E’ forse per questo che questa riunione, benché al settimo anno, viene sistematicamente disertata dagli operatori parmigiani? Indipendentemente dall’appeal del Presidente che si sa non gode di entusiasmo popolare… dico, una frase, una idea in questi anni Presidente meritevole di nota! Che abbia dato un cambio di pensiero! Una provocazione! Mah! Il tempo passa, il cane mangia, il palazzo si svuota… Cariche decennali, funzionali a pochi, ma non è il solo!! Poi si accumulano gli scheletri pronti all’uso, senza nemmeno menzionarli… E rimangono lì in eterno!

Ma ritorniamo all’incontro… Una riunione di fatto tra addetti ai lavori, ossia rappresentanti di categoria, tra cui i contenuti espressi circolano già… E che si incontrano per cosa? Non ha senso! Un dispiego di tutte queste risorse per niente: “Quando il niente produce un danno!”

Prepari un documento, lo metti on line a tutti visibile, lo presenti in un video che metti in rete, invii una mail… Vai su YouTube fai un tuo commento, lo richiedi semmai anche a ospiti… Ma loro sono ancora attaccati allo spottino locale, la tv locale, il giornale locale… Chi se ne frega se non va nessuno! La loro parte è stata fatta e rilevata!
Questi, della rivoluzione digitale, non han capito niente… ma niente! La digital life style è altro da questo pensiero…consumato!
Gli incontri devono essere preparati per consentire un vero scambio di idee e confronto… partendo da una informazione predistribuita… ma educarsi al dialogo e alla verità è un esercizio di civiltà… ci vuole stile, volontà, non prepotenza da ruolo. 

Finito Onida esco. Una spremuta. Vedo che stanno preparando il buffet ovviamente senza la minima attenzione ai vegani. Qui in terra di maiali e vacche il cadavere è sempre dappertutto.

Ritorno dentro, vedo si era aperto un timido dibattito “sottovoce”, alla… Marzullo!

Verso la fine faccio un mio intervento su punti precisi:

-Non ho visto nell’economia locale la rottura di paradigma con il passato generata dalla rivoluzione digitale;

-L’economia di derivazione animale è insostenibile e qui si fa finta di niente! Le nostre imprese sono generatrici degli allevamenti intensivi che sono una vergogna e dovrebbero essere chiusi. Non solo per un problema etico, ma sono, e tutti lo sanno, i maggiori responsabili dell’inquinamento ambientale. Altro che “economia etica e nel rispetto dell’ambiente” come sostiene Zanlari nella sua relazione!!

-Non è più possibile continuare a foraggiare con risorse pubbliche l’economia del prosciutto e del formaggio. Basta! Sono 60 anni che sono lì a mungere la ricchezza collettiva e ancora chiedono finanziamenti… continuamente, un ridicolo assistenzialismo…
Gli abbiamo regalato gli stabilimenti, ogni anno sosteniamo la produzione in modo diretto e indiretto… ora basta!! Diventino autosufficienti o chiudano. Ma cosa si pensa che il futuro sia il distretto del prosciutto? Già 30 milioni di pezzi stagionati all’anno non sono sufficienti? Quanti ne volete produrre? Ma per favore!! Non han saputo nemmeno coltivar l’antica produzione… Imparino dall’Inghilterra cosa sono le distillerie di scotch whisky.

-Come mai in tutti questi anni Parma non ha saputo andare oltre la produzione e non si è investito all’estero, magari in modo consortile, proponendo luoghi di consumo dei prodotti Parma o Italy… e i modelli di riferimento sono tanti!!! Lungimiranza?

-Vorrei avere una vostra opinione su come sia possibile dare soldi pubblici alle banche quando sono state loro a produrre il danno? E sul signoraggio prof. Onida potrebbe dirci qualcosa, visto che ormai siamo soccombenti di un sistema finanziario che governa il mondo attraverso le Banche Centrali e la Banche Nazionali di ogni Paese?

Ovviamente il Presidente a fronte della mia comunicazione che non durava più di due minuti, mi invitava a chiudere. E sì certo sono loro, i nostri sottoposti, che sono legittimati a tenere il tempo, i luoghi da noi pagati, foraggiati per dire niente e produrre un danno!

Alla fine del mio intervento ricevo un sentito applauso di alcune persone e di una signora in particolare, nell’imbarazzo dei notabili che di fatto non rispondono… mi diverte vedere il loro grugno… quella signora poi si ferma a conversare con me condividendo in pieno… Veniva da Milano

-Alla fine qualcosa di vero!
-Grazie… Eh, sai questi sono imbalsamati… Zombi vaganti!
-Ma riunioni così non hanno senso…
-Tengono la città in questa soporifera atmosfera, dove non si dice niente e ogni vivacità culturale è bandita.

Esco sperando che il buffet abbia preso anche un tono vegano
-Che posso prendere?
-Se vuole c’è il riso?
-Sì, però dovrebbe togliere il pesce…
-Ma neanche il pesce?
-Perché il pesce non è un animale? Mi dia un’altra spremuta…

E’ così che queste icone inamovibili dell’apparato, con il loro fare, han reso completamente ignorante e immobile un luogo… prosciugando le ricchezze… terra dove i maiali si autoaffettano dal vivo e servono panini mignon, le galline fan lo zabaione e preparano le paste, le mucche ti servono il latte e fan la sfoglia. (Parma, 11/05/2009)

Luigi Boschi

 

Un pensiero riguardo “EFFETTO MAGILLA

  1. Carissimo Boschi

    Ho letto con piacere questa Sua mail.

    Inutile dire che condivido appieno il contenuto, e nelle Sue considerazioni/conclusioni ho davvero riscontrato una realtà diffusa che supera, purtroppo, i confini del "territorio del prosciutto".

    Immediato sorge il desiderio di trovare la giusta medicina a questi mali, ma in modo altrettanto immediato ci si rende conto che è più facile sconfiggere il cancro umano che quello "societario".

    Questa considerazione, comunque, non impedirà ad ognuno di noi di proseguire nella propria lotta per affermare certi nostri principi e verità.

    E’ questa, credo, una situazione simile a quella che a suo tempo e in altri contesti (e la ricordo con sommo piacere) ci ha visti affiancati in una lotta assolutamente non facile da vincere.

    Ed è stata vinta.

    Un cordiale ed affettuoso saluto.

    D. R.

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