Commento al Vangelo di Padre Enzo Bianchi: la nuova famiglia di Gesù

s. Angelo in Formis, Affreschi del XII secolo, Capua (CE)

10 giugno 2018
X domenica del tempo Ordinario
Mc  3,20-35
di ENZO BIANCHI

In quel tempo 20 Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. 21Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé». 22Gli scribi, che erano scesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del capo dei demòni». 23Ma egli li chiamò e con parabole diceva loro: «Come può Satana scacciare Satana? 24Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non potrà restare in piedi; 25se una casa è divisa in se stessa, quella casa non potrà restare in piedi. 26Anche Satana, se si ribella contro se stesso ed è diviso, non può restare in piedi, ma è finito. 27Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire i suoi beni, se prima non lo lega. Soltanto allora potrà saccheggiargli la casa. 28In verità io vi dico: tutto sarà perdonato ai figli degli uomini, i peccati e anche tutte le bestemmie che diranno; 29ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito Santo non sarà perdonato in eterno: è reo di colpa eterna». 30Poiché dicevano: «È posseduto da uno spirito impuro».

Fra Cristoforo a Don Rodrigo

Contro i malvagi e i veri delinquenti, spesso camuffati dietro l’abito di filantropi, devi avere la fortuna di non incontrarli mai. Non vi sono, purtroppo, armi civili di difesa
Seppur loro useranno tutte le furberie, tu evitali, fai come non esistessero, se cederete a loro non avrete più pace, sono mascalzoni capaci di ogni azione e crudeltà, non conoscono la tenerezza, né il limite. Il loro solo scopo è rendere infelice la vita degli altri. E non vi sarà nessuna forza dell’Ordine pubblico, nessuna Magistratura, nessun Sindacato che potrà difendervi da loro. “Ma verrà un giorno – come disse Fra Cristoforo a Don Rodrigo- che la Giustizia Divina… La maledizione sta sopra sospesa la loro casa fino alla morte. (03/07/2017)
Luigi Boschi

Cassazione: Berlusconi perde causa contro l’Economist

È stato respinto dalla Cassazione il ricorso di Silvio Berlusconi contro il settimanale britannico The Economist per l’articolo pubblicato il 26 aprile 2001 nel quale si dava un giudizio negativo sulla idoneità del leader del centrodestra a rivestire il ruolo di primo ministro. Per gli Ermellini l’articolo non era diffamatorio – come sostenuto da Berlusconi – ma ha correttamente esercitato il diritto di critica giornalistica. Confermato il “proscioglimento” di Economist deciso nel 2012 in appello a Milano. Berlusconi è stato anche condannato al rimborso delle spese. L’Economist è stato assistito dallo studio legale Caiazzo Donnini Pappalardo & Associati, con i soci Marisa Pappalardo e Roberto Donnini.

De Andrè – Un Giudice

Cosa vuol dire avere un metro e mezzo di statura
Ve lo rivelan gli occhi e le battute della gente
O la curiosità di una ragazza irriverente
Che li avvicina solo per un suo dubbio impertinente
Vuole scoprir se è vero quanto si dice intorno ai nani
Che siano I più forniti della virtù meno apparente
Fra tutte le virtù la più indecente

Passano gli anni I mesi, e se li conti anche I minuti
È triste trovarsi adulti senza essere cresciuti
La maldicenza insiste, batte la lingua sul tamburo
Fino a dire che un nano è una carogna di sicuro
Perché ha il cuore troppo, troppo vicino al buco del culo

Fu nelle notti insonni vegliate al lume del rancore
Che preparai gli esami, diventai procuratore
Per imboccare la strada che dalle panche di una cattedrale
Porta alla sacrestia quindi alla cattedra di un tribunale
Giudice finalmente, arbitro in terra del bene e del male

E allora la mia statura non dispensò più buonumore
A chi alla sbarra in piedi mi diceva “Vostro Onore”
E di affidarli al boia fu un piacere del tutto mio
Prima di genuflettermi nell’ora dell’addio
Non conoscendo affatto la statura di Dio

Diffamazione. Presidente Senato, no carcere, sanzioni a chi intimidisce

Ribadisco di essere fortemente contrario al carcere per i giornalisti colpevoli di diffamazione, ha detto Pietro Grasso. Sulle intercettazioni un richiamo alla deontologia

Giovedì 21 luglio 2016, nel corso della cerimonia del Ventaglio, durante la quale ogni anno, prima delle vacanze estive saluta i giornalisti dell’Associazione Stampa Parlamentare, il presidente del Senato, Pietro Grasso – socio onorario di Ossigeno – ha ribadito la sua posizione “fortemente contraria alla pena detentiva per i giornalisti” colpevoli di diffamazione a mezzo stampa” Inoltre ha rinnovato la richiesta “di una sanzione pecuniaria proporzionale alle richieste di risarcimento infondate in caso di querele temerarie, spesso usate come forma di ricatto nei confronti di piccole testate e di giovani giornalisti non adeguatamente garantiti”. “Né può essere trascurato – ha aggiunto – il tema delle troppe violenze e intimidazioni nei confronti dei giornalisti”. Alla cerimonia è intervenuto il senatore Sergio Zavoli, decano dei giornalisti italiani e presidente onorario di Ossigeno.

Siamo tornati liberi: dissequestrato il socialblog luigiboschi.it

DOPO 304 giorni di forzato oscuramento della parola (dal 29 settembre 2015 al 29/07/2016), siamo ritornati liberi. Non ho mai smesso di aggiornare quotidianamente questa mia opera artistica e informarmativa.Date il tempo alla Polizia Postale di Parma di comunicare il provvedimento agli internet provider italiani affinché lo eseguano e tolgano l’impedimento tecnologico di inaccessibilità. Continuate a seguirci. Il tentativo da parte della Procura di Parma e del cileno Rodrigo Vergara di indurre all’oblio questo sito, è fallito. (29/07/2016). LB

Ordinanza di dissequestro del socialblog luigiboschi.it

DOCUMENTO PDF

siamo tornati liberi

Una mia interpretazione fotografica della libertà di pensiero: l’ Alpe di Siusi attraverso l’opera “The Missing Piece” dell’artista Georg Friedrich Wolf installata sul Bullaccia. LB

Foto Luigi Boschi: Alpe di Siusi attraverso l'opera "The Missing Piece" dell'artista Georg Friedrich Wolf installata sul Bullaccia. Dicembre 2015

ARTICOLI CORRELATI

La parola online incriminata e imbavagliata

Foto Luigi Boschi: opera di Corrado D'Ottavi

L’articolo di Guido Scorza su ilfattoquotidiano.it di domenica 17 luglio 2016 dal titolo: “Libertà di parola online: un minuto per perderla, mesi per riconquistarla”, [LINK] mi induce a ripercorrere la mia brutta storia giudiziaria nei suoi fatti salienti. Un labirinto kafkiano di amarezze, delusioni e tribolazioni psicologiche.
Tutto parte da un articolo di opinione e critica, di denuncia con la prosa satirica, pubblicato il 26/05/2008, accertato in Modena il 25/09/2008. Una prosa satirica arrivando anche all’evidente paradosso, all’iperbole, ma partendo sempre dalla realtà, mai smentito. E la satira, si sa, non può essere gentile! Potrà piacere o no, ma è un modo per deridere il potere, per mettere a nudo chi non sa essere ironico con se stesso. I magistrati dovrebbero avere conoscenza delle figure retoriche, caso contrario sarebbe utile un corso accelerato sui manuali di Bice Mortara Garavelli [LINK]. Si eviterebbero costosi quanto inutili processi di diffamazione, promossi da querele intimidatorie nei confronti della libertà di satira e del diritto di critica. Di satira è infarcita la cronaca quotidiana online, a mezzo stampa o TV.

Libertà di parola online: un minuto per perderla, mesi per riconquistarla

di Guido Scorza*

La vicenda di cui voglio parlare è, probabilmente, una delle tante che si consumano quotidianamente nell’ombra di un sistema giudiziario che, al di là delle solenni petizioni di principio, sembra far fatica ad attribuire alla libertà di parola, specie online, l’importanza e il ruolo che merita nella società.

Attraverso un post sul suo blog, Luigi Boschi – giornalista e blogger – scrive di un imprenditore, magari si lascia prendere la mano e passa il segno. L’imprenditore in questione lo querela e il tribunale di Parma gli dà ragione condannando il blogger per diffamazione. Sin qui una storia di diffamazione online come tante. Ma, in questa vicenda, succede qualcosa di più.

Il giudice, infatti, anziché ordinare il sequestro del solo post ritenuto diffamatorio (vedi nota LB), dispone il sequestro dell’intero blog. Un provvedimento palesemente sproporzionato – anche se non è la prima volta che accade e non sarà l’ultima – perché naturalmente non ce n’è alcun bisogno e non si dovrebbe rendere inaccessibile un intero blog con centinaia di post su argomenti diversi solo perché, uno tra questi, è da considerarsi diffamatorio.

Basterebbe questo per dire che la libertà di parola, quella scolpita all’art. 21 della nostra costituzione, nel nostro Paese, talvolta, vale davvero poco. Ma non basta. E non è una questione di merito. Qui non conta se Boschi abbia effettivamente diffamato qualcuno con un suo post. Chi sbaglia paga, online come offline. L’aspetto che rende questa storia esemplare, sfortunatamente in negativo, è un altro. E si tratta di metodo.