Disastro Mezzogiorno italiano

Spread the love

 

 Edoardo Natale

Per un’atavica incapacità di raccontarsi nel mezzogiorno che sembra essere spesso alla ribalta politica non coincide mai con una sostanziale concretizzazione dei suoi bisogni reali in politiche effettive. Il mezzogiorno, come ci piace chiamarlo, dovrebbe uscire dal suo perenne disastro culturale, economico e sociale con il coraggio di urlare al mondo il suo malessere. Purtroppo per una questione di onere, paura del ridicolo o semplice vigliaccheria i tanti giovani diventati adulti come me hanno preferito fare le valigie senza chiedere nessun conto a questa classe politica meridionale farabutta. Il loro unico merito e’ stato quello di vivere nel politichese e avvalorare tutti quei riti criptici utili soltanto ad allontanare qualsiasi forza sana nella società meridionale. Incapacità, la peggiocrazia, l’impossibilita di cambiare il quadro di vita nel Sud ha creato questo profondo sentimento di distanza sociale tra classe supposta di dirigenti, con la sua arroganza, prepotenza e distanza, e la parte creatrice ed onesta della società nel suo complesso. Questo iato e stato accompagnato da un’incapacità di ottenere sul campo pratico delle forme salariali decenti per coloro che vivevano giustamente in quel mondo fatto di idee, saperi e creatività. L’assenza di questo punto non ha permesso l’emancipazione dei cosiddetti giovani ma bensì ha creato un circolo vizioso di sudditanza lavorativa e familiare reale o di facciata a seconda dei casi.  Tutto questo e avvenuto nel silenzio dei partiti, dei sindacati e dei media. Questo e’ stato possibile perché nessuna persona seria ama mettere in piazza la sua questione privata illudendosi che fosse solo un fatto privato mentre questi erano da anni fatti sociali o fatti di tutti. A questa situazione non si sa bene come rispondere quando la richiesta dovrebbe essere quella di aver un lavoro stabile che consenta di costruire la propria vita e quella della nazione. Per ora pare tacere tutto sia sul piano delle proposte cosi come da parte del governo il quale dovrebbe aver a cuore rispondere alle istanze sociali dato che e composto dalla componente M5stelle.

Bisogna mettere in campo il bisogno di riappropriarsi il proprio destino e ricollegarlo con il bisogno di star con gli altri in carne ed ossa e non solo tramite i “social”.

Confido che tale testimonianza ed osservazione partecipante possa esser un modo utile per capire le ragioni odierne del movimento delle Sardine. (02/12/2019)

Lascia un commento