ARMONIZZARE LE DIVERSITA’

Culti Animali Cibo, Franco Libero Manco, Vegacibus, vegacibus.it
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Franco Libero Manco

            Come non si può separare il corpo dallo spirito, non può essere separata la fiamma dal calore, il fiore dal suo profumo. C’è chi dà più importanza alla bellezza formale del fiore, chi al suo colore, chi al suo profumo. Ma la sua forma, il suo colore e la sua fragranza sono un’unica cosa: l’una non può esistere senza l’atra, affinché il fiore sia tale. L’unità è sterile, fecondo è solo il dualismo: è la differenza simbiotica ciò che genera la vita. I valori morali, culturali, spirituali, scientifici si arricchiscono al contatto con realtà differenti. Tutto ciò che è parziale, settoriale è per sua natura incompleto: avere una tale visione della realtà limita la percezione delle cose, e questo genera esclusioni, razzismi, specismi, rivalità, guerre. Tutte le visioni parziali si sono rivelate tanto più perniciose quanto più avevano la presunzione di essere preminenti sulle altre.

            Armonizzare le forze eterogenee nell’obiettivo del bene comune, la pace, la giustizia, l’evoluzione, l’amore, questo è il primo, fondamentale scopo della vita e ciò che rende l’esistenza dell’uomo degna di essere vissuta.

            Io sono ricco in virtù della presenza degli altri e delle cose che mi circondano. Se fossi solo non conoscerei che me stesso e non potrei evolvere. Ogni persona ed ogni cosa influisce sulla mia vita e contribuisce al mio arricchimento interiore per mezzo dell’esperienza che acquisisco nell’interazione. Come una persona è tanto più padrone della sua lingua quanti più vocaboli conosce, così è tanto più ricco interiormente quante più esperienze positive ha potuto sperimentare.

            Ma io non percepisco che una piccolissima parte dell’insieme: l’insieme mi condiziona attraverso la sua unità e il suo singolo componente. L’importanza del “tutto” è data dal singolo elemento che lo compone, altrimenti sarebbe come dire che ha valore il mucchio non il singolo chicco, la foresta non il singolo albero, il popolo non la singola persona. Il dirigente di un ente è importante quanto la donna delle pulizie perché l’uno senza l’altro l’azienda non potrebbe funzionare.  Il musicista quanto il suo strumento musicale: l’uno senza l’altro nessun concerto potrebbe essere realizzato.

            Come il contesto influenza e condiziona il mio comportamento e la mia vita così il mio modo di essere influenza e condiziona il mio prossimo, perché gli altri ed io siamo la folla dei viventi, siamo la vita. Se io violento o uccido qualcuno in sostanza sto violentando e uccidendo una parte di della mia famiglia , di me stesso, sia perché nell’azione malvagia sto rendendo peggiore la mia coscienza e sia perché nei confronti del contesto e della vita mi esprimo in modo negativo, lesivo, disarmonico.

            Non v’è pensiero o azione che non abbia i suoi effetti universali, “Non si può cogliere un fiore senza turbare le stelle”. Una buona azione influenza il mio vicino e lo induce ad essere anch’egli più disposto alla bontà e più disponibile nei confronti degli altri. Per contro un’azione egoistica, cattiva si ripercuote negativamente non solo sulla vittima ma su tutti generando malcontento, rabbia, autodifesa e quindi disarmonia.

            L’interdipendenza è la realtà a cui sono legate indissolubilmente tutte le cose: essere in sintonia con il proprio contesto aiuta al funzionamento armonico del tutto; apprezzando il valore delle diversità si apre la mente e la coscienza a considerare ogni cosa come membra dello stesso organismo, tessere del medesimo mosaico, note della stessa sinfonia:  condizione che consente alla terra e all’universo di esistere.

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