Claudia Nastrucci, ALLEVAMENTI E AMBIENTE: LE DRAMMATICHE PROIEZIONI FUTURE; i muri di confine tra gli Stati

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Muro tra Stati
Muro di Calais

L’INFERNO DEI PROFUGHI: CONSEGUENZA DELL’EGOISMO UMANO

Franco Libero Manco

I flussi non si fermeranno fino a quando guerre, ingiustizie sociali,  mancanza di liberà e miseria imperverseranno nei paesi coinvolti. La chiusura delle frontiere, i muri di separazioni, le recinzioni metalliche non servono che ad arricchire i criminali e fomentare il terrorismo internazionale.

L’Ungheria ha annunciato la costruzione di un muro di 400 km per separare il proprio paese dall’Europa Meridionale. In Bulgaria è in costruzione una recinzione di reti metalliche e filo spinato di 160 km lungo il confine con la Turchia. Anche la Slovenia si prepara a costruire una barriera metallica di 4 km per convogliare i migranti verso i centri di raccolta. Il primo marzo la recinzione al confine greco-macedone è stata abbattuta dai migranti causando 30 vittime e numerosi dispersi. Insomma, nei paesi balcanici si stanno innalzando barriere recinzioni e fili spinati.

Ma la Spagna a partire dalla seconda metà degli anni 90 aveva già costruito in Africa i suoi primi muri contro gli immigrati, attorno a Ceuta e Melilla, una duplice barriera metallica lunga 8 km con filo spinato. Anche il Marocco ha realizzato un muro lungo 1.700 km a sud del Sahara Occidentale per difendersi da chi chiede l’autodeterminazione, che serve anche a contenere l’emigrazione verso l’Europa. Poi c’è il muro di Tijana, una lunga barriera che divide gli Stati Uniti dal Messico realizzata nel 2006 dal presidente Bush e che alla fine sarà lunga 1.000 km.

I profughi, carichi di dolore e disperazione, che fuggono da un inferno nella speranza di una vita degna di essere vissuta, sono disposti a pagare anche con la vita l’anelito di giustizia e libertà.

Se fossimo noi profughi, a dover scappare, a lasciare le nostre case, i nostri parenti, ad essere terrorizzati dalla persecuzione, dalla miseria, dall’incertezza, dalle malattie, dalla fame, se fossero le nostre donne, le nostre figlie ad essere schiavizzate, violentate, stuprate, forse capiremmo meglio cosa significa essere profughi e il nostro senso di giustizia e il nostro amore ci spingerebbe ad una manifestazione planetaria contro le cause che determinano questo ingiusto e disumano stato di cose.

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TI AMO NATURA

Ti amo natura.

Come una sposa la tua bellezza

mi appaga e ristora.

Amo l’argentea scogliera

che scruta accigliata il tramonto

sugli orizzonti curvilinei del mare

mentre stanca ansima la risacca

sulla losanga umida del molo.

Amo il raggio che fende

l’acqua dai bagliori improvvisi

e quel residuo di tempesta che sfuma

nella dolce penombra della sera

mentre la notte sprofonda

nell’immenso cristallo

e come pianto cade la rugiada.

Amo le stelle che pulsano

di sangue caldo e vermiglio

nel panorama ellittico del cielo.

Amo quel rivolo inquieto e sinuoso

che strisciando scende dal declivio

per poi stanco arrendersi nel lago.

Amo l’alba che emerge trionfante di colori.

quando il sole arde

con furore prorompente ed invasivo

e quelle farfalle che danzano frivole e leggere

in un tripudio di petali fragranti.

Amo quel gabbiano che nuota dentro cielo,

quel vento mite e carezzevole

che pigramente gioca tra le fronde.

Amo la rumorosa prateria di bisonti in corsa,

i ghiacciai dal lucente biancore,

le distese di deserti mutanti e vellutati.

Amo il lamento dei lupi che indugia

nell’assordante fremito dei grilli.

Amo l’altezzosa giraffa,

il superbo incedere del gallo,

il fiero e spavaldo galoppo dei puledri.

Amo la luna silenziosa e splendente

quando trafigge la coltre della notte.

Ti amo natura, ma soprattutto amo

Colui che dal nulla informe

seppe trarre tutte le cose che amo.

Franco Libero Manco

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